JAMES P. OTHMER.
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L'UOMO CHE VENDEVA IL FUTURO.
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Titolo originale: The Futurist.
Traduzione di: Cristiano Merlo.
2007. Kowalski Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Yates ha pubblicato molti libri (perlopi scritti da altri).
Ha parlato a centinaia di convention con discorsi infiammati (tutti scritti da altri). Ha coniato lo slogan di una generazione, che  stato ripetuto negli spogliatoi degli stadi e nei discorsi del Presidente. Ha offerto infinite promesse di
un mondo migliore. Ma non ci crede pi.
 come se il futuro fosse una cosa gi perduta.
Yates  l'uomo che vendeva il futuro.
 l'uomo che ha parlato a centinaia di platee, offrendo ogni volta un ottimismo tagliato su misura per specifiche industrie, specifiche aziende, specifiche versioni del domani.
 l'uomo che nello stesso giorno ha ridato fiducia a ecologisti e produttori di pesticidi.
 l'uomo che ha licenziato un dipendente il giorno che la figlia era venuta a trovarlo in ufficio.
 l'uomo che ha fatto brainstorming, giocando a golf, su possibili atti di terrorismo.
 stato l'oracolo dei trend futuri, delle magnifiche sorti del capitalismo.
 stato l'incarnazione pi splendente del marketing, del cinismo e della spietatezza.
Ma.
Ma un giorno Yates si ritrova a pronunciare un discorso piuttosto diverso da quello che avrebbe dovuto leggere. Il palco  quello del congresso Futureworld, tra le baracche e gli hotel a cinque stelle di Johannesburg.
L'evento  il pi importante della sua strepitosa carriera. E proclamare che non sa niente del futuro, n del passato, niente di niente, anzich un suicidio professionale gli vale un nuovo lavoro per il Centro governativo delle Minacce e delle Opportunit Emergenti: viaggiare per il mondo e monitorare l'atteggiamento dei popoli verso l'America.
Un lavoro molto, molto pericoloso...
Dalla penna potente di un ex pubblicitario che ha venduto il futuro ai pi alti livelli, una feroce satira sulla presunzione del mondo occidentale narrata in un romanzo rapido e fitto di colpi di scena, visionario e brutale.
Una storia che arriva in tutta Europa dopo aver riscosso l'entusiasmo della critica americana.
Una storia che Ridley Scott ha scelto di portare al cinema.
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L'AUTORE.
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James P. Othmer, vive a New York, dove ha sempre lavorato in pubblicit. Giunto alla carica di direttore creativo del colosso Young & Rubicam ha deciso di lasciare la futurologia e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. L'uomo che vendeva il futuro  il suo primo romanzo.
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L'UOMO CHE VENDEVA IL FUTURO.      
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L'origine della paura  nel futuro, e chi si  affrancato dal futuro non ha pi nulla da temere.
Milan Kundera.
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Se mi trovo da solo in un paese straniero, vado in cerca di rovine.
Christopher Isherwood.
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Il nostro spettacolo tratta dell'ignorare quale sia la verit.
Jon Stewart.
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1. Futureworld.
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L'uomo che vendeva il futuro non lo aveva proprio previsto.
Ma adesso che ci pensa, non  sorpreso. Non  sorpreso che lei glielo stia dicendo nel modo pi intenzionalmente arcaico possibile: un biglietto a penna infilato dentro alla sua superaccessoriata agenda. Scritto al trapassato prossimo.
L'unico modo per rendere pi ironico questo addio sarebbe stato farlo recapitare da un messaggero. O da un piccione viaggiatore. O trasmetterlo con segnali di fumo.
Tutte cose un po' difficili in quel preciso istante, a dodicimila metri da qualche parte nel cielo tra New York e Johannesburg. Ma Lauren si rivela una vera maestra dell'ironia. Dopo una frase che inizia con Tra le molti ragioni per cui non ti posso pi sopportare e si chiude con disilluso veggente sociopatico, comunica a Yates - l'uomo che vendeva il futuro - che lo lascia per un professore di storia alle scuole medie.
"Guarigione.
"Che? chiede Yates.
Ho detto guarigione. Altro che vendetta, o strisciante ansiet di massa,  la guarigione che tira. Blevins siede a fianco di Yates, in business class.  il suo consulente a mezzo servizio; per il resto organizza eleganti rimpatriate di ex compagni di classe.
All'Equinox di Soho saranno gi aperti i corsi di kickboxing per insegnare ai guaritori a farsi fuori tra loro.
Chiss se la Miramax ha gi opzionato i diritti!"
Sto solo dicendo...
Stasera sul Canale della Guarigione trasmettiamo..."
Blevins continua: Qualsiasi cazzata sui celti, chiss perch, tira ancora. Intendo folletti magici e fatine, non le orde
guerriere. Gli antichi disastri continuano ad affascinare. Le disgrazie in montagna e/o i naufragi tirano, e il tasso di interesse cresce in proporzione all'altezza o alla profondit del disastro.
"Il massimo sarebbe una disgrazia su una montagna sottomarina.
Yates prende il suo bicchiere di Maker's Mark.
Gli angeli tirano, ma non  il momento adatto. Si prevede che il buddismo stia per espandersi negli Stati Uniti a macchia d'olio.
"E cosa c'entra con la guarigione?
Buddismo e sesso non protetto. Il fattore non me ne frega un cazzo non  mai stato cos popolare.
Ho sentito che la Turchia tira ancora. Nonostante...
S. Ma non conta mai solo il posto.  la combinazione tra attivit estremamente americane e luoghi esotici e misteriosi."
Tipo fare skateboard in Mongolia."
Boogie-boarding sul Fiume Giallo.
Trombare nello spazio.
Esatto. Blevins batte le mani, svegliando il magnate degli arredamenti in resina nella fila a fianco. "E allora?
Yates fissa il piccolo schermo incassato nello schienale del sedile di fronte. La posizione dell'aereo  segnalata da un
punto intermittente sulla mappa dell'emisfero. Otto ore dal rifornimento a Capo Verde, altre quattro alla conferenza
Futureworld di Johannesburg.
Poco in stile H.G. Wells.
Scusa?
"Piuttosto William Gibson.
Sono d'accordo. Perci... sei riuscito a dare un'occhiata all'altra roba?"
Che roba?"
"Quella con un po' pi di sostanza.
"Il futuro del razzismo? La povert invisibile?
S. Che ne pensi?
"Non ce l'ho fatta a leggerli. E li ho dimenticati a casa."
"Solo per l'Africa ho tonnellate di materiale su AIDS, fame, istruzione.
Regola numero uno, e non ti dovrebbe giungere nuova: nessuno vuole sentire un futurologo pessimista, Blevins. E non  che io non ci abbia provato.
Ma  gi da un po' che non ci provi pi.
Yates vuota il bicchiere, fissa Blevins e pensa, hai scelto un brutto momento per farmi venire scrupoli di coscienza, amico.
"Tra l'altro, se gliela metti gi giusta non ne deve risultare per forza una visione cos tetra. Gliela servi come un'opportunit, invece che come un'accusa.
Yates sbadiglia. Blevins fa un respiro profondo, e insiste: Ce molto di pi. Te l'ho appena scaricato sul portatile.
Yates guarda il computer sulle ginocchia e si sente un po' violato da questa intrusione di Blevins. Il Blevins peggiore: quello pieno di buone intenzioni. Torna a guardare la mappa sullo schermo. Per un momento il puntino luminoso sembra retrocedere verso l'America, un centesimo di grado di latitudine indietro.
Cerca di immaginarsi lei che pianifica tutto, accoccolata sul divano a fare una lista dei modi migliori per umiliarlo.
Vediamo. Per chi lo lascio? Un archeologo? Un genealogista?
Un antiquario? Un biografo del presidente? O - questo  perfetto - un professore di storia. Chiude gli occhi e la vede nell'appartamento di un allampanato vegano con la barba, che puzza un po', accoppiarsi sul pavimento sopra una giacca di tweed con le toppe sui gomiti, circondati da trentadue compiti copiati da internet sulla battaglia di Hastings. Si chiede se una scena simile pu essere ancora ironica, pur essendo stata cos malignamente coreografata.
Rimuove la cartella con gli appunti del suo discorso incompleto dalla tasca del sedile davanti, insieme alle istruzioni per l'evacuazione d'emergenza del Boeing 747.
Chiunque nel suo campo ucciderebbe solo per avere a che fare con qualcosa come Futureworld, ma Yates  ancora pi privilegiato.  un ospite d'onore, un membro riconosciuto del gotha della cultura del futuro, un osservatore ben pagato dello spirito globale, citato dai giornali e dalla TV. In continua crescita di popolarit da quando, quattro anni prima, ha coniato una frase divenuta per quindici minuti lo slogan di una generazione. Arriv negli spogliatoi degli stadi. Il presidente la us in un discorso davanti ai due rami del Congresso. Girarono anche un film pornografico con quel titolo. La stella di Yates  al massimo del suo splendore, ma improvvisamente sente qualcosa dentro, ha una crisi di fede, le sue convinzioni vacillano. Dopo molti anni passati a vendere il futuro - molti libri (perlopi scritti da altri), discorsi (tutti scritti da altri), interviste rilasciate a presentatori televisivi lecca culo, conferenze come la Ted, Technology Entertainment Design di Monterey, Davos, Tomorrow-a-go-go - e a ripetere all'infinito promesse di un mondo migliore, si  convinto che non si avvereranno mai. Non ci crede pi. Non sente pi eccitazione all'idea del futuro, solo una profonda nostalgia. Come se il futuro fosse una cosa gi perduta.
Un ragazzo nero accoglie Yates con un cartello agli arrivi internazionali dell'aeroporto di Johannesburg. Sono David, il suo accompagnatore, dice, porgendo a Yates un biglietto da visita. "Per qualsiasi cosa di cui abbia bisogno. Trasporto, shopping: qualsiasi cosa, e a qualsiasi ora. Alla dogana David lo guida a uno sportello speciale, fa un cenno agli agenti, che lasciano passare Yates. All'uscita del terminal l'uomo che vendeva il futuro si volta e lancia uno sguardo a Blevins, che armeggia con i documenti in mano, gli occhi che vagano sul soffitto alla ricerca di un segno d'ordine nel caos.
Catapecchie coloniali di legno dai colori squillanti. Bidoni di rifiuti incendiati. Bimbi a piedi nudi all'ombra del colonnello Sanders. Palazzi e case fatiscenti invasi dagli squatter. Il cranio scarnificato di una citt. Yates osserva sempre il mondo attraverso finestrini che si possono abbassare solo per un terzo. Attraverso un vetro oscurato, a prova di proiettile.
Siede nel sedile posteriore, da solo, e tenta ingenue conversazioni con autisti pagati per essere gentili. Deduce le usanze
locali da loquaci inservienti, dalle guide turistiche Cond Nast. Dai piani alti dei grandi hotel esplora profondi retroscena
sociologici. Dalle tende delle executive suite al diciottesimo assorbe conoscenze geopolitiche. Rielaborate poi durante la
sua salutare colazione, servita in camera da personale che parla inglese. Dai giornali gratuiti lasciati fuori dalla sua
porta. Dalla televisione. Poi cataloga il tutto, ci riflette un po' su e lo distilla in aneddoti, in frasi fatte, in aforismi. E alla fine lo trasforma in una sua conoscenza del mondo rispettata e brevettata, insomma in un cumulo di stronzate.
Fuori dal finestrino, migliaia di persone camminano nella nebbia del mattino.
"Dove vanno, David?"
Alla stazione del bus, signore. A lavorare nei sobborghi.
Sandton. Fourways. Non c' lavoro in citt, in posti come Soweto. Gli affari e il denaro girano intorno alla citt, ma al
centro non c' niente.
Come pu sopravvivere?
"Esatto, signore, come? Questa  la domanda che il ministero dello Sviluppo si sta ponendo.  il motivo per cui hanno voluto fortemente una conferenza del prestigio di Futureworld. Per avere qui persone come lei che stimolino i pensieri, il progresso. L'economia.
Yates guarda la lettera di Lauren, fa scorrere un dito lungo le vene blu del suo corsivo, come a cercare un battito.
Il telefonino vibra e sullo schermo appare il numero di Blevins. L'ultima volta che l'ha visto stava affogando in un gorgo di folla. Avrebbe dovuto offrirgli un passaggio. Ma dopo diciassette ore delle sue chiacchere seriose... Per, il povero bastardo...
"Ehi, David. Perch non accosti e mi fai sedere davanti?
Non posso, signore.
Perch no? Sar pi facile parlare.
Lo farei volentieri, signore. Ma questo non  un posto sicuro per fermarsi. E poi se la vedessero seduto davanti con me perderei il lavoro.
Era l'uomo che aveva organizzato un lavoro di gruppo sulla fiducia a una convention di anarchici. Che aveva tenuto il discorso d'apertura a un seminario di mascotte sportive, inclusa una sessione di domande e risposte su costumi, finti combattimenti e forma fisica. Era l'uomo che aveva fatto da giudice di riserva all'elezione di Miss Creta. Che aveva parlato
alla forza vendita di una dot-com in fallimento e a un simposio di luddisti spensierati nel corso della stessa settimana,
ricevendo una standing ovation in entrambi i casi.
Alla registrazione gli consegnano un ricco cestino di benvenuto, con i gadget digitali pi recenti, una collezione di
animaletti africani in mogano, un giubbotto di pelle Futureworld e due bottiglie di merlot di Cape Town. Si guarda intorno in cerca di facce conosciute. Il prospetto informativo prometteva Jobs, Bezos e Spielberg, i ragazzi di Google, Angelina Jolie e un candidato alla presidenza appena trombato.
Non vede nessuno di loro. Ma vede Faith B. Popcorn, madre di tutti i futurologi riconosciuti. Lei, pensa Yates, pu vedere pi del semplice futuro. Pu vedere anche dentro di lui. I suoi progetti adulatori, il suo flirt osceno e sistematico con il plagio - lei certamente vede tutto e non vede l'ora di rovinarlo. Precisamente per questo abbassa la testa, si volta e si dirige verso gli ascensori.
Nella sua stanza alle dieci di mattina stappa la prima bottiglia del merlot omaggio, mette su Sky News e accende il portatile. A ogni conferenza Yates risponde a due sponsor.
Uno  quello il cui nome appare anche sui poster, l'altro di solito  uno sponsor politico o industriale, che lo paga per
diffondere sottilmente, e talvolta non troppo sottilmente, un messaggio concordato. In questo caso si tratta del CBD, il
Central Business District di Johannesburg. Economicamente a pezzi, spaccato dall'odio razziale, devastato dall'AIDS, dalla
povert, dalla violenza, Joburg vuole tornare a contare a livello globale. Scopo dell'intervento di Yates  ignorare la
realt, prendere la disperata situazione esistente e sostituirla con quello che il CBD vuole sentire. Inserire i nomi dei pi
importanti progetti di costruzione locali. Lodare gli amministratori in carica e ovviamente la gente che lavora con passione
al loro servizio. Spargere generose citazioni da Thoreau, Verne e - per domani - Mandela. Pronunciare qualche frase a effetto, scuse a tutti, da Alce Nera e John Lennon a Marshall McLuhan e le tavole della saggezza legate alle bustine da t Celestial Season. Ingraziarsi gli altri oratori, specialmente quelli che ti detestano di pi. Aggiungere un aneddoto riguardo uno del posto che ha superato grandi difficolt, magari qualcosa ripreso dal Joburg Times o come diavolo si chiama, o riferire di una scena dal significato profondo vista nel tragitto dall'aeroporto. Poi finire con una nota di ottimismo adrenalinico. Dipingere un vivido ritratto di quello che pu succedere. Descriverlo in tono superlativo. Il giorno in cui ogni sudafricano sar connesso senza fili con il resto del mondo libero. Quando Joburg sar come le grandi capitali mondiali.
Un rinascimento collettivo. Le strutture mediche un miracolo di efficienza. Armonia razziale...
Yates un tempo ci credeva. Pensava che cose come queste fossero davvero possibili, o perlomeno obiettivi ammirevoli.
Faceva il suo compitino e ci meditava sopra. Avrebbe voluto parlare con la gente del posto, fare ricerche sulla regione, evitare i compensi di parte. E avrebbe seriamente tentato di proporre soluzioni, irrealizzabili e improbabilmente rapide, a problemi antichi. Ma adesso...
Manda un'e-mail a Lauren, in cui le chiede di parlare, ma gli torna indietro. Poi chiama al suo numero di casa, che risulta fuori servizio. Alla fine prova sul cellulare e lo lascia squillare per quindici minuti. Ecco un'osservazione che sar meglio evitare nel discorso al prossimo congresso del settore delle telecomunicazioni: gi ora  possibile essere scaricato in diretta da un altro continente, sbattere contro un muro digitale di risentimento e ostilit alla velocit della luce.
Qualcuno bussa educatamente alla porta. Una giovane donna di colore in un attillato vestito rosso. Joani dallo Swaziland. Gentile omaggio del CBD di Joburg. Lui le d cento rand e il giubbotto commemorativo Futureworld e la manda via. Si rilassa sulla poltrona e beve. Fa un po' di zapping.
Rimanda. Un'ora pi tardi bussano ancora alla porta. David il tuttofare.
Pensavo fossi un'altra troia in gentile omaggio.
"Signore?"
Niente. Un bicchiere di vino?
David guarda l'orologio. "Sono qui per portarla alla partita di calcio."
"Che?
" nella sua agenda.  una partita importante.
"Senti, in questo momento proprio non sono in vena.
Fa parte del suo contratto.
Yates non  mai stato a vedere una partita, e questa  una importante. Lo stadio Ellis Park  pieno da scoppiare. Il pubblico
ondeggia a ritmo con la grazia e l'imponenza di una marea, una forza della natura che canta. Guardandosi intorno, si chiede se  l'unico uomo bianco nello stadio. I disordini sugli spalti iniziano subito dopo che ha preso posto, ma ci vuole un po' di tempo perch se ne accorga. Un giocatore viene ammonito. Yates ordina un gin tonic. Un adolescente viene accoltellato nelle tribune popolari. Qualcuno fa una battuta nella tribuna vip. Il sangue scorre sul cemento caldo della sezione 214 e la gente inizia a correre verso i tunnel dell'uscita.
Ma la partita continua. Quando il flusso nei tunnel si blocca, la folla corre indietro verso il campo, protetto da una spessa gabbia di metallo. Yates non si accorge di nulla. Il ruggito primordiale e il gemito collettivo di quando la carne si schiaccia contro altra carne fino al punto di esplodere lo registra come rauco entusiasmo. I colpi di pistola li scambia per fuochi d'artificio, quelli scadenti da Terzo mondo appunto.
Pensa che gli uomini arrampicati sulle barriere diano vita a qualche rituale sportivo indigeno, come la ola, certo non immagina che cercano di salvarsi la pelle. Per Yates  tutto uno spettacolo in suo onore, e al secondo bicchiere sta gi cercando di inserire queste scene nel discorso di domani.
Quanta passione in quella gente!
Il primo segnale che qualcosa non sta andando nel verso giusto gli arriva dalla vista di un addetto che sussurra  concitatamente qualcosa all'orecchio del ministro dello Sviluppo. Il secondo  dato dalle decine di poliziotti che si gettano tra la folla. Ma invece di fermare i disordini, li fomentano. In alto, lontano dal pericolo e circondato da uomini della sicurezza, Yates guarda i sussulti e le spinte della folla in preda al terrore.
Manganelli neri sbucano nel cielo azzurro e piombano in mezzo alla bolgia. Colpi di pistola. Un muro di corpi che si schiaccia contro le barriere, nella morsa del loro stesso impeto.
Un giovane con la faccia dipinta di verde viene colpito al petto in cima alle barriere da uno con la faccia dipinta di rosso, e cade all'indietro sopra gli altri.
A centrocampo, gli arbitri confabulano con i giocatori delle due squadre. Sono diventati loro gli spettatori e guardano la partita per la vita e la morte che si svolge sulle tribune.
Mezzora pi tardi gli ufficiali scortano Yates sul campo, tra cadaveri irrigiditi, familiari attoniti, facce schiacciate
contro le barriere, che aspettano il permesso di piangere.
Certamente preferirebbero che Yates non fosse qui, ma al momento non ci possono fare nulla. Un uomo giace abbandonato su una barella, la tibia maciullata che sporge da uno squarcio insanguinato nei pantaloni. Due poliziotti stanno requisendo i rullini dalla macchina fotografica di un giornalista.
Yates sente solo il lamento delle sirene che vanno nella direzione opposta. Vede solo i privilegiati e i morti. Sacche per cadaveri nell'area di rigore, alcune chiuse, altre vuote, che aspettano di essere riempite. Fissa le facce dei morti, dipinte solo qualche ora fa con i colori rituali di una festa sportiva. Per il contrario della morte. Un bambino di forse cinque anni, solo, fissa Yates. Lui non riesce a sostenere quello sguardo.
"Quanti? chiede il ministro dello Sviluppo.
"Quarantatr, risponde un poliziotto. E ne stanno portando altri all'ospedale." Il poliziotto guarda Yates, come se lui potesse fare qualcosa. Yates abbassa gli occhi, vede gocce di sangue sulla calce bianca della linea di porta.
"Mi dica, il ministro dello Sviluppo si rivolge a Yates, secondo lei, cosa si pu fare per minimizzare l'incidente, per non diminuire le nostre chance di ospitare i Mondiali tra due anni?
...
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...
2. Marchio America.
...
.
...
Luccichio di messaggi sulla segreteria telefonica della
camera d'albergo. Fax fatti scivolare sotto la porta. Un nuovo
cesto omaggio sul tavolo. Gemiti di morte o di performance
tantriche nella stanza accanto. Ci sar un cocktail di benvenuto
tra un'ora al De Beers Parlor, ma Yates  troppo stanco,
troppo sbronzo per bere ancora, perlomeno in pubblico. E
poi c' ancora il discorso da scrivere. Con una penna dell'albergo
sfoglia la stagnola dal collo della seconda bottiglia
omaggio di merlot.
Era l'uomo che aveva fatto il consulente di una ditta che
disegnava loghi provocatori e articoli da adolescenti per
aziende fantasma. Che recentemente, durante un volo notturno,
aveva diviso una bottiglia di Krug Clos du Mesnil da trecentocinquanta
dollari con il direttore di una compagnia di
software antivirus, che gli aveva confidato in un momento
incautamente etilico di essere anche il principale creatore di
virus. Che l'anno scorso aveva ricevuto un assegno a molti
zeri da un'agenzia governativa non identificata per andare a
Kaual a fare brainstorming, giocando a golf, su possibili atti
di terrorismo.
Il telegiornale non dice nulla dei disordini allo stadio.
Solo che la partita  stata rinviata. E nessuna notizia da
Lauren. Gli viene in mente una delle loro ultime conversazioni.
Lei aveva chiesto a che punto era con il romanzo che gli
aveva consigliato. Aveva risposto che era arrivato quando il
protagonista lascia Brooklyn per andare a una scuola d'arte
nel Vermont. Lei aveva annuito, aveva sorriso, e questo era
stato tutto. Non le interessava discutere la trama, o se il libro
gli piacesse. Voleva solo sapere a che punto era rimasto lui,
in un territorio da lei percorso tanto tempo prima.
Al cocktail, anche stavolta solo perch David aveva insistito.
Sponsorizzato dalla vodka Grey Goose. Catering di Emeril.
Non si  rasato e non ha fatto un pasto vero da trentasei
ore, e i bicchieri -  tornato al bourbon - si lasciano vuotare
facilmente. Si tiene in disparte, attaccato a un bancone e
vicino a un'uscita. Mentre gli altri mostrano con orgoglio il
talloncino con i loro nomi, Yates se lo appende sotto il blazer,
all'altezza dell'appendice; se qualcuno si piega per provare a
gettare un'occhiata, lui sposta il bicchiere a bloccare la visuale.
Cos stanno le cose: al Futureworld nessuno dei relatori
ufficiali rispetta Yates. Ma poich vi partecipa, verr rispettato
e legittimato da qualsiasi altra parte. Dove scorre il denaro.
Quello vero. Cos molte volte all'anno  costretto a sopportare
le risatine dell'lite intellettuale, i ghigni sprezzanti
dei geni informatici caduti in disgrazia e resuscitati, l'ostentata
indifferenza dei fisici e dei filosofi, tutto per fare poi
soldi altrove.
Ecco un eminente psicologo cognitivo con un cappello da
trapper; ecco lo zar della biotecnologia il cui intervento verte
sul sesso all'et delle caverne; ecco Bono, Condi e un paio di
frutti della discendenza di Kennedy. Ce il ragazzino del carro
armato di Tienanmen, ormai non pi ragazzino. Il rinato economista-catastrofista
che aveva scritto il bestseller Dow
40.000. Ecco la donna che dice di poter insegnare a un bimbo
di sei anni la teoria dei quanti. Fate largo ad Amanda Glowers,
sessantaduenne leggenda della pubblicit, incaricata dal
presidente di aumentare il gradimento del "marchio America
agli occhi di tutto il mondo. Considerando come tende la
mano a Yates, non c' modo di evitare di stringergliela.
Amanda Glowers." La stretta  di un vigore esagerato,
certo per nascondere l'et. Non gli lascia il tempo di dire
neanche una parola. Io ti conosco. Hai parlato a Monterey.
Sembri distrutto. Io non ho mai bevuto in aereo. E tu?
Dalla perquisizione al JFK fino a... adesso.
Di cosa parli domani?
"Non lo so ancora. Qualcosa tipo: Rinascita. Redenzione.
Ricostituzione. Oppure: Terrore. Paranoia. Disperazione.
Magari preparer due versioni e sceglier valutando l'umore
del pubblico durante la mia introduzione.
"Carino. Amanda Glowers si aggiusta lo scialle firmato,
se cos si possono definire tre metri di seta istoriata. Valuta
Yates, soppesando la propria voglia di giocare. Lui le legge
sulla targhetta le tre linee di titolo sotto al nome:
SOTTOSEGRETARIO USA
ALLA DIPLOMAZIA PUBBLICA
E AFFARI PUBBLICI
"E tu? Gi tutto pronto?
Sempre la stessa minestra. Capovolgere il fattore abbasso
l'America riposizionando il marchio."
E come sta andando?
"Alcuni sondaggi ci danno in miglioramento di uno o
due punti percentuali a livello di percezione presso l'opinione
pubblica.
E questo conta qualcosa?
Una cattiva percezione porta al malcontento, il che pu
minacciare la sicurezza nazionale. Noi siamo una societ
aperta e tollerante. Dovrebbero saperlo.
Yates finisce il suo bourbon e si attiva per un altro. "Io
penso che ci odiano proprio per questo. Il problema non  la
loro comprensione del marchio America, ma la nostra mancata
comprensione del marchio Terzo mondo. Marchio
Bumcazzistan d'Oriente. Penso che uno scambio culturale
funzioni meglio quando  reciproco.
Amanda Glowers alza gli occhi al cielo.
"Hai appena alzato gli occhi al cielo.
"Attualmente abbiamo focus group nei cinque mercati
che pi ci disprezzano.
"Wow. Non sapevo esistessero degli specchi segreti a
Fallujah. Prendi ancora un po' di M&M's, Muhammad, e
dimmi cosa pensi davvero della democrazia.
"Divertente.
Come si fa a sapere se funziona?
"Un tasso del trenta percento di conversione tra i musulmani
rappresenta un mercato per cui qualsiasi compagnia
tra le cinquecento dell'elenco Fortune sarebbe pronta a uccidere."
"Conversione al cristianesimo o a nostra immagine e
somiglianza?
Stiamo lanciando un canale di notizie globale marchio
USA. Campagna stampa. Internet. Affissioni. TV.
E dove farete pubblicit? Sulle pareti delle caverne del
Khyber Pass? Sul Jihad Quarterly? Durante un episodio speciale
di Survivor sul. canale 28 in Uzbekistan?
"Come hai fatto a indovinare?
"Potete fare della roba subliminale? Tipo trova il baffo
della Nike sulla pelle di un cammello. O pi sfacciato - il
Primo emendamento a pagina 728 del Corano. Oppure doppiare
il prossimo vincitore di American Idol nell'intervallo
della pi grande lapidazione d'infedeli dell'anno.
"Ti piace fare lo stronzo, vero? Prima che Yates possa
rispondere, qualcun altro lo fa per lui: Faith B. Popcorn.
"Certo.  molto pi facile che essere originale.
 solo sbronzo, Faith. Yates guarda Amanda Glowers
con qualcosa che assomiglia all'affetto. Si immagina il film di
un loro incontro a notte fonda: il suo corpo da sessantaduenne
modellato dal personal trainer che gli si offre in un perizoma
rosso, bianco e blu. Sorsi di acqua minerale americana
frizzante direttamente dalla bottiglia. L'impronta del lavoro
del suo dentista sul lobo sinistro. Gemiti primordiali. Spinte
pelviche marziali. Un debole gemito della mammina.
Un tipo in completo da sera rosa e ghette bianche, che le
due donne sembrano conoscere, li interrompe. La scritta
sotto il suo nome dice Genio. Due uomini in tuta argentata
convergono al bar dai lati opposti della sala, a cavallo di
Segway ultimo modello. Saltano gi con l'indifferenza di
skateboarder di Huntington Beach e si appoggiano al bancone.
Uno ordina due cocktail martini, mentre l'altro fa una
battuta sulla partita di calcio all'Ellis Park, che provoca le
risate di tutti quelli a portata d'orecchio, tranne Yates e il
barista. In mezzo alla sala c' Blevins in punta di piedi che
presumibilmente lo sta cercando. Yates abbassa la testa e
sguscia via dal gruppetto al bar.
Si ferma al tavolo fuori dalla grande sala da ballo, che ha
gi i segnaposti per il gal di benvenuto di questa sera.
Un'orchestrina jazz si sta scaldando dietro la parete. Something
Blue. Trova il suo nome, tra Yanni e Yoko. Dopo aver
guardato a sinistra, e poi a destra, accartoccia il cartellino e
se lo mette in tasca.
"Non hai l'aria di uno che corre verso il futuro a braccia
spalancate. Blevins sprizza acido sarcasmo dentro a un
completo di lino bianco, ornato da un farfallino rosso dalle
dimensioni di una gomma da masticare.
Stasera dovranno iniziare senza di me.
"Ho sentito della partita.
Un cameriere passa con un vassoio di flte di champagne.
Yates ne afferra due.
"Bella festa, vero?
Devo scrivere il mio discorso, e devo uscire di qui prima
di venire multato per pragmatismo non necessario.
Vuoi una mano? Io..."
Me la cavo da solo.
"Uh-huh."
Non iniziare.
C'erano alcuni tipi che ti cercavano prima. Gente del
governo.
"Americani?
Penso.
Yates vuota il primo bicchiere, riflette un attimo se offrire
l'altro a Blevins, poi si scola anche quello. Blevins gli si fa pi
vicino. Senti, non so di cosa ti preoccupi, ma darei un braccio
per essere al tuo posto. Per avere l'opportunit di dire
qualcosa di sensato a tutti questi influenti uomini di cosiddetto
potere. Aggiungere un tocco di moralit all'lite intellettuale.
Non  che devi lasciar perdere l'altra roba. Ma mettici
dentro un po' di coscienza, Cristo. Tu fai tanto il carino, butti
l qualche provocazione, ma senza esagerare, e rimani ben
saldo sulla tua comoda poltrona nella giostra delle conferenze
mondiali.
Dimmi se devo sentirmi travolto dall'emozione e abbracciarti.
"Avrei trovato il modo giusto per elencare le responsabilit
della societ, senza diventare spiacevolmente serio.
Yates non risponde.
Se non hai bisogno di me, perch mi hai portato?
Perch sta scritto nel mio contratto, e pensavo che avresti
apprezzato il tuo compenso giornaliero."
In ascensore incontra un giornalista di una rivista scientifica,
in escursione cortesemente pagata dal CBD. Yates.
"Cartmann, giusto?
"Quasi. Hartmann. Sembra ancora pi sbronzo di Yates.
Gi avuta l'occasione di provare i sapori locali?
Che?
Ho appena visitato lo Swaziland.
Ges, Hartmann."
Lascia perdere. Non ero mai stato con una donna afroamericana finora."
Lei non  afroamericana.  afroafricana. Yates scuote la testa, poi guarda di nuovo Hartmann. "Cosa indossava?
Hartmann sottolinea lo sforzo di memoria tormentandosi il mento con la mano. Un giubbotto commemorativo di Futureworld, e non molto altro."
...
.
...
3. La mia fenomenalit.
...
.
...
Nella sua stanza infrange le regole del viaggiatore in trasferta
pagata, perdendosi tra i prezzi salatissimi e le porzioni
microscopiche del minibar. Noci di macadamia. M&M's. Una
lattina da 18 cl di Heineken. Un mignon di Dewar's. Un dolcetto
di Cape Town. Mentre controlla le e-mail chiama
Lauren al cellulare, che squilla all'infinito. Suona il telefono
della sua stanza. Si tuffa sul letto per rispondere. Kurt Monicker, direttore di Futureworld.
Volevo sentire se va tutto bene, visto che non ci farai compagnia a cena."
Tutto a posto, Kurt. O quasi. Ma domani andr meglio. Il
viaggio. Il calcio. Cerca di aprire una bottiglietta di
Absolute. Non sono un gran bevitore, Kurt, e lo champagne
mi ha dato una bella botta. Ho pensato di riposare e approfittarne per limare un po' il mio intervento.
Serve qualcosa?"
Yates guarda il minibar aperto. Di alcol ne  rimasto
poco. Ci pensa un po' su. "No grazie, Kurt. Qui ho tutto quello che mi serve.
Il notiziario parla di turisti in pericolo sulla stazione orbitante.
Nulla di grave, se non il fatto che Yates  parzialmente
responsabile della presenza di alcuni di loro nello spazio.
Toglie l'audio e cerca di pensare a qualcos'altro. Altri gemiti
dalla stanza accanto. Lauren continua a non rispondere al
cellulare. Cerca di immaginarsi l'insegnante di storia. Si chiede
se magari era stato un suo professore alle medie. Se si
tratta di una sinistra vendetta per qualche suo commento
sardonico di venticinque anni fa. Si chiede se lui e Lauren
fossero mai stati davvero innamorati o se erano solo due persone
molto brave a fingere. Pensandoci si prepara un gin e
soda, e inserisce il proprio nome in Google. In pochi secondi
il browser setaccia l'archivio completo dell'universo digitale e
lista sessantotto risultati. Tutti tranne cinque iniziano con
Coniatore della frase.... Uno  il testo di un discorso che ha
tenuto a Yale sul marketing. Il secondo  un passo di un articolo
di quattro anni fa su Wired che lo proclama il Codificatore
del cool. Il terzo, da una sorta di enciclopedia delle
persone importanti, lo definisce futurologo, imbonitore,
visionario, sciamano, ciarlatano e coniatore della famosissima
frase... Il quarto  il sito internet di un certo Yates di
Peabody, Massachussets, che ama le corse Nascar, i Sox e la
musica del Re Leone. L'ultimo risultato  un sito a luci rosse
di donne mature che non ha nulla a che vedere con Yates, se
non si considera la fantasia erotica su Amanda Glowers.
Alle nove il telefono della stanza squilla di nuovo. David,
che gli chiede se va tutto bene.
Alle dieci chiama Blevins, ubriaco nel salone da ballo,
straparla di unit di informazione globale, del futuro dell'altruismo
e del sicuro fallimento degli hotel nello spazio. Yates
va alla finestra e scosta le tende, guarda il cielo alla ricerca
delle stelle, dell'hotel spaziale, di un conforto macchiato di
colpa. Ci sono persone che scrivono lettere o fanno telefonate
quando sono lontane da casa, quando desiderano qualcosa o
qualcuno di importante. Yates guarda il cielo. Cerca le costellazioni
della sua infanzia, quelle che suo padre si era tanto
sforzato di insegnargli. Diventando grande, aveva finto di
essere indifferente a quelle stelle, solo per fare arrabbiare suo
padre. Ma anche cos, non importa dove si trovi o cosa provi
per lui, Yates non pu fare a meno di guardare il cielo notturno
e chiedersi che cosa ne avrebbe fatto suo padre, e cosa ne
hanno fatto invece, tutti e due, degli uomini che sono diventati.
Si chiede cosa pensa, lui che non ha mai detto o fatto
qualcosa di imbarazzante in tutta la vita, del coinvolgimento,
anche se limitato, di suo figlio in questa catastrofe che sta
accadendo nell'alto nei cieli. Forse qualcosa del tipo, la sua
reputazione sulla Terra  ormai interamente compromessa, perch
non pensare alle stelle? Yates le cerca con lo sguardo, ma
se sono lass, sono nascoste dal bagliore paranoico delle luci
di questa citt confusa. Una citt erroneamente convinta che
qualsiasi frase lui scriver nelle prossime ore potr fare davvero
la differenza.
Alle undici, un lieve bussare alla porta. Una donna alta e
bionda.
Marjorie, si presenta. Come va?
"Splendidamente, grazie. Entra. Yates le cede il passo e
le indica il minibar saccheggiato. Marjorie prende una lattina
di Coca-Cola e la apre. In piedi vicino alla TV osserva i rottami
del naufragio. Buste di snack, lattine e bottigliette vuote. Il
portatile. I suoi appunti. Tutto sparso sul letto, sul pavimento
e sulla scrivania. C' la lettera di Lauren infilata nella cornice
dello specchio, in basso a destra, perch a Yates piace vederla
quando si guarda. Marjorie la prende e la legge.
Te ne vai in giro a bussare alle porte finch qualcuno ti
apre? Oppure ti hanno spedita proprio da me?
Proprio da te.
"Gentile da parte tua, anche se fosse una bugia.
Marjorie si gira, poggia la Coca-Cola sulla scrivania e
allunga le braccia sopra la testa. La camicetta sale, scoprendo
una pancia piatta e abbronzata. Yates osserva le sue
gambe, lunghe e forti, parzialmente coperte da una gonna
da vecchia signora, non adatta alla sua et, che stima intorno
ai venticinque anni. Ora il suo viso. Occhi azzurri; naso
lungo e interessante. Abbronzata e perfetta. Forse pi vicina
ai venti. Sei bellissima.
Lei si stringe nelle spalle, trova in TV un canale musicale.
Percussioni. Pseudomelodia. Hip-hopper di Soweto con denti
d'oro e cappellini da baseball americani. Chi ha detto che i
Tampa Bay Devil Rays non hanno tifosi in tutto il mondo?
Marjorie si volta verso Yates, oscillando maldestramente al
ritmo della musica, tradendo la propria naturale eleganza,
forse minimizzando apposta ogni allusione a una sincera sensualit.
Con la mano destra prende la bibita. Con la sinistra
inizia a sbottonarsi la camicetta. Al secondo bottone Yates sta
ridendo, scuote la testa, le fa cenno di fermarsi. No, no, no.
Come ti pagano?
"Ad appuntamento. Secondo la durata.
"Come fanno a saperlo?''
Cosa?
Se abbiamo fatto qualcosa oppure no. Cos, se ti fermi
per un po' qui?
"Si limiterebbero a presumere.
Allora mettiti comoda. Guardami mentre mi prendo per
il culo. A meno che tu non preferisca bussare ad altre porte.
Anche se lui fa il gentile Marjorie lo guarda diffidente.
Come se si fidasse meno della bont che della cattiveria. Poi
la mascella si rilassa e il viso si ammorbidisce.
"Una professione interessante, in una nazione con una
percentuale mostruosa di sieropositivi.
Meno di quello che si pensa. Inoltre, sono vergine.
Almeno da questo punto di vista.
"Certo. E io non ho mai bevuto in vita mia.
"Il mio impegno  legato esclusivamente a questo evento.
A titolo di favore. Il CBD mi ha promesso un lavoro.
Yates stappa una bottiglia di Windhoek, una birra della
Namibia. "Che tipo di lavoro?"
Qualcosa di totalmente diverso da questo. Un lavoro da
manager. Guarda il cellulare sul letto. Yates ha fatto il
numero di Lauren due ore prima. Suona ancora a vuoto.
"Cos' questo rumore?
" il mio cellulare. Sto facendo una telefonata.
"A chi? Per quanto pensi di farlo suonare?
 una cosa personale.
Capisco. Marjorie indica la lettera infilata nello specchio
con un cenno della testa. "Perch avete rotto?
"Rotto... Lei ha rotto due giorni fa. Fondamentalmente
perch  cambiata. Perch la sua tolleranza per il mio egocentrismo
 diminuita drasticamente nel corso degli anni.
All'inizio le piaceva essere immersa nella mia fenomenalit,
ma poco a poco si  stancata, arrivando addirittura a pensare
ogni tanto a se stessa, e poi, davvero imperdonabile, anche
ad altri.
Marjorie sospira e si inginocchia davanti al minibar.
Forse mi far un cicchetto.
Un cosa?
Lei indica il minibar. Berr qualcosa.
Allora, che ne pensi?
Di cosa, scusa?
Di me naturalmente. E voglio la verit.
Allora  sesso quello che volevi, dopotutto, Marjorie
apre un mini-Bacardi e lo versa nella Coca-Cola, "vuoi che ti
masturbi, che confermi le tue autodiagnosi, oppure che onestamente
ti conduca a estatiche nuove altezze di autocommiserazione?
"Che fortuna. Una squillo con la laurea in psicologia. Sai,
te ne puoi andare quando vuoi. E se invece vuoi rimanere,
ma non riesci a essere indulgente con un povero ubriaco dal
cuore spezzato, va bene lo stesso.
Lei lo fissa per un momento, e fa un respiro esasperato.
Capisco. Ecco cosa penso di te. In questo momento sei patetico,
ma potenzialmente interessante. Carino, anche se in
modo un po' bizzarro."
Molto bene. Ma ci che vorrei sapere  quello che pensi
davvero dopo un incontro: tipo,  un bugiardo e fa lo
sbruffone perch  molto insicuro. O, ha qualcosa che
nasconde dentro di s, un dolore segreto. O magari,  solo
un idiota.
Bene. Penso che sei ubriaco. Autodistruttivo. Molto probabilmente
un nichilista. Mi domando se sei davvero cos
pieno della tua stessa merda, oppure se sei solo abituato a
esserlo e ti trovi in uno stadio avanzato di negazione.
Percepisco la tua apparente arroganza, ma sei cos perch ti
piace stuzzicare la gente, giusto? Cos'altro? Non sembra che
ci stai totalmente a tuo agio, in quei vestiti costosi. E sotto la
superficie forse riposa una minuscola particella di un'anima
quasi decente.
"In poche parole mi trovi molto, molto attraente.
Lei vorrebbe sorridere, ma non se lo permette. Invece si
accende una sigaretta e va alla finestra. Lekker.
"Traduci, per favore."
Lei imita una voce maschile americana. "Mooolto, mooolto
attraente.
Yates cambia posizione. E tu?
Marjorie si allontana dalla finestra. Lui si chiede se anche
lei ha cercato le stelle. Lei lo osserva prima di parlare. Per un
momento sembra che non voglia rispondere, ma poi  un torrente
in piena. Non sono di Johannesburg. Sono cresciuta
casta e pura in una fattoria di boeri a Greylingstad. La mia
famiglia  arrivata in Sudafrica nel 1669 con la Compagnia
olandese delle Indie, e quando sono arrivati gli inglesi facevano
parte dei voortrekkers, pionieri che ritenevano di possedere
e coltivare quelle terre selvagge per diritto divino. Dopo
l'apartheid anche alcuni neri che vivevano l, e che avevano
lavorato per secoli per le famiglie boere, ritennero di poter
reclamare quelle terre per diritto divino. Un giorno, al ritorno
dal funerale di un altro possidente bianco, li trovammo ad
aspettarci in casa. Mio padre, un razzista che nel corso degli
anni aveva avuto parecchi problemi con i suoi lavoratori,
oppose resistenza. Lo uccisero. Poi ammazzarono mia madre,
una cara persona, ma compagna di un razzista. Poi mi
aiutarono a perdere la prima parte della mia verginit. Lo
fecero di fronte a mio padre, prima di ucciderlo. L'unico
motivo per cui mi lasciarono in vita  perch si sentirono
degli spari e delle macchine che arrivavano. Dei parenti mi
presero con loro a Sandton, e adesso me la cavo da sola.
Questa roba, come ho gi detto,  temporanea.
Yates non sa cosa dire, quindi beve. Li hanno presi?
"Non lo so neppure. Il governo decise che si trattava di
una rapina. Non vollero ammettere che c'era una motivazione
razziale o politica. Come puoi immaginare, essere una
vittima bianca nel Sudafrica del dopo-apartheid pu rivelarsi
piuttosto complicato. Fa una pausa e avvicina l'orecchio
al muro. I gemiti dei vicini sono aumentati di ritmo e di
volume.
Yates fa segno con il pollice in quella direzione. Almeno
c' qualcuno cui piace vivere nel futuro. Marjorie cambia
canale: ce uno show americano con gli incidenti d'auto pi
spettacolari dell'anno. Yates versa una bottiglietta di cognac
da ventitr dollari nella tazza dello spazzolino da denti e
guarda il suo discorso, che adesso sembra ancora pi insignificante.
Pi prova a correggerlo e pi gli sembra - e di riflesso,
si sente anche lui - falso.
"Su che ti stai spremendo le meningi?
"Il mio intervento. Per domani. Mi sembra una colossale...
stronzata.
"Allora perch non dici la verit? chiede lei. Yates non sa
che rispondere.
Pochi minuti dopo si gira per dire a Marjorie che va bene
se vuole fermarsi per la notte, specialmente se questo le eviter
di dover dormire con dei geni, ma lei si  gi addormentata.
Prende il telecomando dal suo grembo e cambia canale
proprio mentre un furgoncino sta per schiantarsi contro
un'autobotte.
Torna a guardarla, chiedendosi quale sia il suo vero
nome, se la sua storia, il suo passato siano veri. Poi, come
sfiorata dalla mano di uno spiritello di Hollywood, la lettera
di Lauren si stacca dallo specchio e finisce sul pavimento.
Per la prima volta nella vita, Yates si sente vecchio. Ripensa
a cose del passato, e gli sembrano distanti, lontane come i
racconti d'infanzia dei nonni. Non solo di un altro tempo,
ma di un'altra era. Nonostante sia sempre stato uno spirito
libero, mai spaventato da nulla, mai arrabbiato con qualcuno,
adesso critica cinicamente il mondo e si indigna di non
avere la capacit o il desiderio di cambiarlo. Blevins, ammette
controvoglia, potrebbe aver ragione.
Dopo un po' posa il bicchiere e si lascia prendere dalla
tristezza, raccoglie le ginocchia contro il petto, cullandosi.
Vuole piangere. Ci prova, ma non ci riesce. Guarda Marjorie
dormire e cerca di riesumare i ricordi pi sentimentali, pi
toccanti. All'inizio sono clich da cinico ubriaco. Funerali e
passeggiate sulla spiaggia. La morte del suo primo cane. Poi
basta. Il ragazzo vicino ai sacchi per i cadaveri. Il sesso con
Lauren, la domenica mattina. La sua ultima, fallimentare
visita a casa, la stanca e tesa conversazione con il padre, con
chi, pi di ogni altro, pi di Lauren o Blevins o addirittura
di Faith B. Popcorn, conosce davvero Yates, la sua debolezza
e le sue delusioni e specialmente quelle parti di s che rifiuta
di accettare. Pensa agli stratagemmi della madre, disperati e
tristemente banali, per far riconciliare padre e figlio, e ai
loro deboli tentativi di assecondarla, solo per amor suo. Poi
cerca inutilmente di ricordarsi l'ultima volta che si  entusiasmato
per qualcosa. Pensa a tutto questo nella speranza
che arrivino le lacrime, che lo portino a una sorta di epifania,
a una sorta di catarsi. Come se fosse davvero cos che
funziona.
Guarda di nuovo Marjorie, poi il discorso. Fissa il cursore
alla sinistra del titolo - La cinetica terra del futuro", qualsiasi
cosa significhi - e scende gi per otto pagine di bugie.
Cancella tutto e inizia a scrivere.
Lo scroscio della doccia lo sveglia. All'inizio si sente confuso.
Pensa di essere a casa e che Lauren canti immersa in
una nuvola di vapore. Ma poco a poco torna in s.
Johannesburg. Il futuro. La squillo quasi illibata che si depila
le gambe con il suo Mach3. Deve idratarsi, ma il minibar
offre solamente uno Jagermeister e una bibita gassata al
sapore di ciliegia che potrebbe anche essere alcolica. In
bagno toglie il vapore dallo specchio, non tanto per guardare
la propria deludente immagine riflessa, quanto per poter
vedere Marjorie che esce dalla doccia. Si butta dell'acqua sul
viso, mette le mani a coppa sotto il getto e beve. Quando la
tenda viene tirata alza gli occhi, oltre il suo riflesso e direttamente
in quelli di Marjorie. Lei sorride e si allunga verso l'asciugamano.
Senza trucco, con i capelli bagnati, senza i
vestiti dalla collezione di Cosmopolitan per squillo,  ancora
pi bella. Si avvolge l'asciugamano intorno alla testa e, alla
destra di Yates, pulisce un pezzetto di specchio per s.
Ho dell'aspirina.
Avrei bisogno di morfina, ma meglio di niente.
"Ha chiamato David.
Lui scuote la testa. Chi?
Il tuo autista. Sar qui alle dieci per portarti all'auditorium.
Sala Mandela.
Nelson o Winnie?
Gli ho detto che il tuo discorso  fantastico.
Lui si guarda.  pallido, non si rade da quarantotto ore.
Ci sono borse e segni scuri sotto quello che un tempo era il
bianco dei suoi occhi. L'effetto cumulativo offusca anche il
fatto che una donna giovane e bellissima si trovi nuda accanto
a lui.
Oh, dice lei, svitando il tappo della lozione omaggio per
il corpo, "me nero quasi dimenticata. Ha chiamato Lauren.
"Lauren?
"Abbiamo fatto due chiacchere."
"E non mi hai svegliato?
Ci ho provato. Ma hai reagito male. Lauren ha detto che
 normale quando bevi.
"Ha lasciato un numero?
"No. Non vuole che la chiami continuamente. Le ho detto
che hai lasciato squillare il suo telefono per tutta la notte. A
proposito, il tuo cellulare ha tirato le cuoia all'alba.
"Ti ha chiesto chi eri?"
"No.
"Bene."
"Glielo ho detto io.
"Glielo hai detto tu.
Le ho detto che sei stato un gentiluomo. Era contenta,
sai?
"Sembrava preoccupata?
"Preoccupata? S, ma del tipo oh, spero che non commetta
qualche stupidaggine. Per il resto stai perdendo il tuo tempo
se speri che torni da te. A proposito, chi  Amanda?
Lui la guarda. Perch?
Lei sorride, schiocca la lingua e alza gli occhi. Non
importa.
Si sente bussare alla porta. Marjorie prende un accappatoio
da dietro la porta del bagno e dice: Colazione. Ne hai
bisogno.
Lui annuisce. Cerca di ricordare il discorso che ha scritto,
o forse no. Pensa che potrebbe rileggerlo, o riscriverlo, ma
lascia subito perdere. Non si ricorda le parole, ma le sensazioni
s. Non  niente di quello che si aspettano da lui, ed  la
cosa migliore che abbia scritto da un sacco di tempo.
Marjorie si porta il caff in bagno. Yates si siede in
mutande sul letto, chiude gli occhi, cerca di tornare con i
piedi per terra, ma  come cercare di farlo su una nuvola in
un sogno. Si sente cos da quando ha aperto gli appunti sull'aereo,
ma ora si rende conto che sta cos da molto tempo.
Cerca di definire con esattezza il momento in cui  cominciato.
Quando ha smesso di credere nelle cose che diceva, quando
 diventato cinico. Quando ha abbandonato le proprie
convinzioni. Ma naturalmente non c' stato un momento preciso.
Ce stato solo un graduale ossidarsi dell'ego, una lunga
serie di deludenti compromessi.
Apre gli occhi su Sky News senza sonoro e guarda una
manifestazione a Giacarta. Teschi di carta e bandiere americane.
Di nuovo in studio, il giornalista ha un grafico della
stazione spaziale sopra la spalla destra. Il titolo  "Orbita
letale. Ecco il veicolo su cui un gruppo di ricchi turisti alla
ricerca di avventure, anche grazie alla disinvolta approvazione
di Yates, ha prenotato delle cabine. Il primo albergo nello
spazio. Un'iniziativa di cui lui sapeva poco pi che sarebbe
stato ben ricompensato se, in qualit di rinomato futurologo,
ne avesse fatto una buona pubblicit - ovviamente in forma
non ufficiale - incastonandola nell'immaginario collettivo
come vertice di una nuova eccitante moda. Lo spazio  il
nuovo Everest, lo slogan che avevano concordato. Guarda,
ma proprio non ce la fa a rimettere l'audio.
Questa  la guida per tutti gli autoproclamatisi futurologi
di abilit limitata che vogliono commettere un suicidio professionale.
Questo  quello che bisogna dire e come bisogna
dirlo. Questo  l'ascensore da cui esci, con i capelli bagnati,
mano nella mano con una giovane prostituta dai capelli
bagnati, di fronte ai tuoi pari. Questo  come la baci sulle
labbra e le dici di aver cura di s, di rimanere in contatto,
perch lei ti ha salvato. Questo  il podio dietro cui stai, gli
occhi iniettati di sangue, la voce rauca, un alito cos alcolico
da far inarcare le sopracciglia anche al genio egocentrico e
recentemente riconosciuto che ti presenta. Questo  come
dici buongiorno ai sorridenti assassini che attendono la tua
caduta. E questi sono gli occhiali che ti metti per vedere le
facce stupite degli spettatori, offesi dalle parole incendiarie
che stai leggendo e che porranno fine a tutto, perch per
un'altra ironia che n Lauren, Blevins, Faith B. Popcorn, n
tuo padre hanno mai rilevato, l'uomo che vendeva il futuro 
miope.
...
.
...
4. Google, risultato #69.
...
.
...
J.P. Yates, futurologo.
Conferenza Futureworld Johannesburg. Testo relazione di
base. Descrizione: Popolare futurologo scende dal carrozzone
che ha contribuito a creare.
Categoria: Scienze sociali... Futurologia... Persone... Yates, J.P.
www.dreamkiller.net/revolt/yates/snake-oil.html - 14k -
Copia cache - Pagine simili
yates:
Questa mattina, a colazione con una prostituta, con cui
non avevo fatto sesso, ho capito che la persona che mi stava
di fronte  una persona migliore di tutte quelle con cui ho
passato gran parte della mia vita, cercando l'approvazione di
gente che non posso sopportare. Incluso me stesso.
La verit  che io non so niente. Non capisco niente.
Ci provo. Non sono pigro. Ma pi cerco di capire, pi le
cose mi sembrano complesse e aggrovigliate, e pi mi sento
fuori dal proverbiale circolo degli eletti. Il circolo in senso
stretto. Il circolo esistenziale. Pi ci penso e pi mi domando
se c' davvero qualcuno che vi appartiene. In realt, io contesto
la reale esistenza del circolo, in senso stretto o metaforico.
Questo  il problema fondamentale. Io non credo che il circolo esista.
La maggior parte dei libri o film o creazioni di miti hanno
un eroe che sa tutto quello che c' da sapere, almeno su una
cosa. E che USA questo dono per sconfiggere un avversario
dichiaratamente maligno. Ha la conoscenza. Ha doti speciali.
Modi ingegnosi di arrivare al cuore delle cose. La risposta. La
soluzione. La verit. Sa cosa  giusto e cosa  sbagliato. Sa
cosa viene dopo. E sa come comportarsi in merito.
Io no.
Io non capisco nemmeno il presente. Figuriamoci il dannato futuro.
Tuttavia noi pretendiamo di capirlo. Fingiamo. C' qualcuno
che ci crede davvero. Sapete come la gente. Quelli parlano
di cose con una passione cos genuina che a uno viene
da pensare: merda, forse lo sanno, forse lo sanno davvero.
Parlano in assoluto. In bianco e nero. Parlano con tranquillizzante
semplicit di parte. Parlano con le mani e brandiscono
PowerPoint come una spada. Citano persone che
dovreste conoscere di pi. Operano su un piano pi alto e
privilegiato e postulano le loro opinioni con condiscendente
e sotterranea confidenza, convincendovi che non c' nulla di
cui preoccuparsi, che quelle forze sono al lavoro ad altri
livelli, livelli che gente semplice come noi non  nemmeno in
grado di concepire, e quindi  meglio non porsi troppi problemi
e fidarci di loro, degli esperti, che  cos che va. E cos
sar davvero.
Diventano ricchi e potenti, perpetuando il mito del livello
superiore, il circolo esclusivo. Dispensano la loro saggezza e
le loro opinioni alle masse. Classificano le questioni morali,
politiche ed economiche di sei miliardi di persone in una
proposizione binaria. S o no. Guerra o pace. Buono o cattivo.
Con noi o contro di noi. Ginger o Mary Ann.
I presidenti operano a questo livello. E i dittatori. I conduttori
di talk-show. I professionisti del wrestling. Le attrici
sulle scale del Campidoglio. I conservatori. I liberali. I membri
dei circoli dei veterani. Gli amministratori delegati.
Madison Avenue. Wall Street. Sesame Street.
Sono tutti nel circolo degli eletti. Tutti operano a un altro livello.
Io no.
Io non credo nel sacro circolo o al livello segreto.
Io penso che chi pi asserisce di sapere con certezza, pi
in realt  certamente insicuro e ignaro. Naturalmente, non posso esserne certo.
Il  che mi riporta a noi. E a me. Chi pensiamo di essere?
Chi ho pensato di essere?
Come posso definirmi futurologo se ho trascurato gli
eventi pi disastrosi del nostro tempo? Come posso predire il
domani quando  oggi che il mondo va a rotoli?
Come ho potuto prevedere l'avvento dei reality televisivi e
trascurare cose pi importanti?
Onestamente, l'abbiamo fatto tutti.
Ci riempiamo la bocca di tanti bei discorsi, ma nessuno si
preoccupa di controllarne la correttezza. Merda, se la gente
in questa stanza avesse ragione anche solo l'uno percento del
tempo, tutti noi ci saremmo teletrasportati qui da Tahiti,
mangeremmo squisite pillole nutrienti per cena e faremmo
sesso platonico con i nostri ego virtuali. Ma se sparate cazzate
abbastanza a lungo, prima o poi vi capiter di azzeccarci
e, quando sar il caso, fate attenzione, perch ogni previsione
azzeccata  sempre seguita dalla lotta cannibale per il riconoscimento
- dallo sputare sangue per marchiare un pensiero
originale come proprio.
Noi tutti vogliamo essere i primi a definire un momento
storico, ma viviamo in un mondo in cui momenti simili
potrebbero non tornare pi. Siamo bravissimi a raccontare
alla gente il futuro che li aspetta, invece di dire loro quello
che dovrebbero fare per ottenere di pi dal presente.
E la cosa pi divertente  che ci crediamo. Che siamo
geniali, che siamo artefici della nostra ricchezza, che ci meritiamo
la nostra vita privilegiata pi di un insegnante o, per
dire, di un muratore. Di un prete o di un venditore di hot
dog. Nonostante il fatto che il novantanove percento di noi
non sia minimamente responsabile della propria fortuna.
L'ha fatta il mercato. O il caso. O l'ereditariet.
Io ci ho creduto.
Ma adesso non pi.
Vedete, possiamo definire il cool, ma non possiamo inventarlo.
Il cool non pu essere fabbricato. Non puoi cercare di
essere cool. Succede e basta.
La stessa cosa vale per l'integrit. E per la verit.
E l'unica verit che ritengo di conoscere...  che non so
niente. E anche se siete perfetti per il ruolo - le sciarpe di
Missoni, le tute sportive gialle, gli occhialini alla moda, i
vestiti tutti bianchi, o tutti neri, i sandali, gli accessori luccicanti
- nessuno di voi sa niente. Mi dispiace.
Non siamo innovatori. Siamo abomini del cazzo.
Per parafrasare qualcuno pi intelligente di me, che non
sa comunque nulla, il dovere filosofico della nostra era  per
ognuno di noi decidere cosa significa essere una persona migliore.
Io non conosco la risposta, ma cercher di trovarla.
Nel frattempo, continuo a non sapere assolutamente nulla.
Sono il padre fondatore della Coalizione degli ignari.
...
.
...
5. Minacce e opportunit emergenti.
...
.
...
Era l'uomo che aveva licenziato un dipendente nel
"Giorno dei figli al lavoro con pap. Che una volta, a un
congresso sul benessere, aveva tenuto la testa a un vincitore
del premio MacArthur Fellowship per la creativit mentre
vomitava dentro al cesso. Che aveva scritto l'introduzione per
un libro mai letto: Management dell'alveare: la vita delle api
tradotta in strategie vincenti sul posto di lavoro. In un recente
giro di conferenze aveva parlato un giorno ai pi importanti
produttori di pesticidi mondiali e il giorno seguente
all'Organizzazione degli agricoltori biologici americani, ricevendo
da entrambe le platee una standing ovation.
Yates non si ricorda se sia stato semplicemente cacciato
via dai fischi o fisicamente rimosso dal palco. Si ricorda che
due persone hanno applaudito, un giornalista irlandese e un
addetto alla sicurezza, prima di essere sommerse dagli schiamazzi
di tutti quelli che erano alquanto certi di essere stati offesi.
Blevins disse: "Ben fatto, faccia di culo.
Il segretario del ministro degli Affari di Johannesburg
disse: Lei ha deluso molte persone, che sono determinate a
renderle il poco tempo che rimarr ancora nel nostro paese il
pi spiacevole possibile".
Faith B. Popcorn disse: "Parla per te, coglione.
Marjorie disse: La verit  meglio del sesso, giusto?
Lui disse: "No.
L'inviato della Pravda chiese: "Si ritiene personalmente
responsabile della vita dei cosmonauti civili in pericolo?"
Yates rispose: S.
Amanda Glowers disse, prendendolo per un braccio e trascinandolo
in un'anticamera: Questo  uno dei suicidi professionali
pi spettacolari che abbia mai visto.
Grazie.
"Ci sono delle persone che voglio farti conoscere.
Dove, incappucciato sul sedile posteriore di una macchina
in una strada solitaria di Johannesburg?
Lei gli porge una tessera di plastica che funge da chiave.
"Li troverai in camera mia. Quattro-uno-sei.
Tu non vieni?
Non voglio. E loro non vogliono me. Preferisco tenere le
cose separate.
Governo?
Lei sorride, si stringe nelle spalle. Lo hai detto tu.
Non bussa, si limita a far scorrere la tessera nella guida e
a entrare. In ascensore si  immaginato che lo stessero aspettando
seduti a un tavolo di fronte alla porta. Magari con un
tipo nascosto nell'ombra, pronto a colpirlo o a ficcargli una
pistola nella schiena. Invece la porta si apre tranquillamente
su due uomini bianchi di mezza et distesi su un letto enorme.
Uno sta dormendo. L'altro sta lottando con il telecomando
per spegnere la TV, sintonizzata su un film porno senza
sonoro.
Posso tornare pi tardi. Non voglio rovinarle il finale.
L'uomo si alza, spegne la TV con gesto ostentatamente
marziale. Il telecomando come una pistola a sei colpi.
Cazzo, avrebbe potuto anche bussare.
Yates mostra la chiave. "Non ne avevo bisogno.
L'altro uomo apre gli occhi e si passa una mano sulla faccia.
Guarda prima lo schermo spento, poi lancia un'occhiata
indifferente a Yates.
Sono Yates.
L'uomo del telecomando annuisce. "Io sono Johnson.
Sorride e indica il collega. "Anche lui.
Fantastico. Siete gemelli o il cognome  un requisito fondamentale
per entrare a far parte del club?
"Esilarante, dice il Johnson in piedi. Ascolti, la Glowers
pensa che lei sia fatto per questo. Io credo che voi siate tutti
fuori di testa. Ma  chiaro che lei ha talento. Quello che ha
appena detto - la Coalizione degli ignari, il compito filosofico
della nostra era - eccezionale.
"Si chiama sputare con sprezzo del pericolo nel piatto in
cui si mangia. Il succo del discorso era che il mio cosiddetto
talento  una bufala.
Il Johnson in piedi gli fa cenno di smetterla. Il Johnson
disteso si accende una sigaretta.
Di che agenzia siete voi ragazzi?
Nessuna agenzia. Lavoriamo per un ente che ha a che
fare lontanamente con l'esercito, e un po' meno lontanamente
con il partito al governo. Quando non dorme Johnson
lavora qualche volta per un consorzio chiamato Centro per le
minacce e le opportunit emergenti. Gradisce uno scotch?
Yates guarda la bottiglia di Glenfiddich sul tavolo.
"Sicuro. Cio, no grazie. Cosa sto dicendo, certo che no.
Posso andare adesso?"
Quando vuole. Ma non le ho ancora detto il motivo per
cui l'abbiamo invitata qui. E visto che s' appena fottuto il
futuro professionale, credo farebbe bene a permetterci qualche
considerazione.
Vada avanti. Mi seduca.
Vogliamo che ci dica cosa pensa del mondo.
Adesso? In cento parole? O centomila? O deve stare tutto
su un adesivo da attaccare sulla macchina?
Vogliamo che faccia quello che ha sempre fatto, per con
un taglio maggiormente sociologico e geopolitico. Insomma,
vogliamo che lei vada in giro per il pianeta, a volte le indicheremo
noi dove andare precisamente, e ci dica cosa pensa di
quello che loro pensano dell'America.
Loro?"
I cittadini del mondo."
Facile. Ci odiano. Ogni sfumatura dell'odio. Cazzo, ci sono
gi intere biblioteche piene di libri sull'argomento.
Ma il livello e la variet dell'odio cambiano in ogni
momento. A ogni longitudine. E lei ha ragione riguardo l'odio
e le politiche di facciata. Ma noi siamo pi interessati a
una valutazione di questa sensazione, alle componenti intangibili
ed emozionali. Le tendenze, le correnti, quelle che voi
chiamate le unit di informazione culturali. Qual  la preoccupazione
globale? Quali fondamenti ideologici vengono
inculcati nelle menti di bambini innocenti?
Ma non ci avete gi provato molto tempo fa? Con il mercato
delle azioni terroristiche? Quali sono le probabilit di
un altro attacco, di una rivolta sanguinosa, un assassinio, un
colpo di stato o un lieve cambio di regime?
"Un disastro spaziale?"
"Divertente.
Il mercato di quelle azioni, con cui, per la cronaca, noi
non abbiamo nulla a che fare,  stato concepito malamente.
Non bisognava permettere che diventasse di pubblico dominio,
rendendolo manipolabile da potenziali nemici. In questo
caso si tratta pi di raccogliere dati sull'intelligenza emozionale
per valutare i rischi probabilistici. Ha presente come le
compagnie assicurative raccolgono dati per diminuire i propri
rischi? Noi lo facciamo per prevenirli.
L'altro Johnson si schiarisce la voce. O per avallarli. In
certe situazioni potremo chiederle di mettere una buona
parola a vantaggio dei nostri interessi.
Perch proprio io? Perch non uno che se ne intende di
numeri o di politica? Perch non il cervellone di turno? O
una commissione di esperti maneggioni, finanziati da qualche
multinazionale?
"Perch loro non sono intuitivi. Sono binari. Razionali.
Proprio come ha detto lei oggi. Nero-bianco. S-no. Li usiamo,
ma i cervelloni e gli esperti non sanno leggere le foglie
di t.
"Neanch'io. Non so neanche cos' esattamente un cervellone.
"L'intuizione  fondamentale per capire le probabilit
delle catastrofi. Le assicurazioni possono valutare esattamente
le probabilit di un terremoto, di un uragano o di un guasto
in una centrale nucleare. Quanti sedicenni ubriachi si
schianteranno con il SUV dei genitori contro una quercia la
notte del ballo di fine anno scolastico? Anche per questo si
pu azzardare un numero. Ma non si pu fare se si cerca di
prevenire o cambiare il corso degli eventi globali. Possiamo
utilizzare sofisticate teorie per emulare le decisioni umane e
le tendenze geopolitiche, per arrivare a delineare gli intenti
malvagi di un potenziale avversario. Ma questi calcoli si possono
fare solo riguardo alla psiche individuale. E riguardo a
quella di gruppo."
"E riguardo a me? Cosa volete che..."
Johnson tira fuori una scheda d'archivio dalla tasca e si
schiarisce la voce. "Vada dove vuole. Avr una carta di credito
e tutti i biglietti di prima classe che le serviranno. Vada dove
vuole e osservi il mondo, ascolti le sue voci. Gli misuri la febbre,
ausculti il suo polso a riposo e in agitazione. Racconti i
suoi peccati e la sua bellezza, sempre immaginando il peggio
assoluto. Le pi abiette combinazioni del tragico e dell'orribile.
L'imprevisto. L'inconcepibile. Grande e piccolo. Visiti tutti i
posti della terra. Consideri la realt. Speri il meglio, immagini
il peggio e trovi il giusto tono per parlare a quelle persone. O
in loro nome. O faccia qualcosa di pi spettacolare - scopra
una situazione, un modello emergente. Un'onda inarrestabile
nel fondo della corrente.  qualcosa di eroico, a ben vedere.
Essere capace di prevedere e forse prevenire l'indicibile.
Bello. L'ha scritto lei?"
L'altro Johnson annuisce: Ci ha lavorato tutta la mattina".
Beh, sembra... interessante. Ma non posso. Non ci sono
portato. Io non sono globale. Non sono un esperto del mondo
e della politica. Non ho neanche votato alle ultime tre elezioni
presidenziali. Sono fasullo."
Il Johnson sdraiato aggrotta la fronte e ci mette sopra un
dito. "Ma ha questo.
"In pi sono un codardo. Se voi pensate che io vada nelle
zone cosiddette 'calde', siete pazzi. Nelle varie Gaza, o
Indonesie. O a EuroDisney.
La capiamo. Nel raro caso che le venga richiesto di andare
in un posto specifico, la sua sicurezza non sar minimamente
compromessa. Sar tutto a sua discrezione. Tutto
quello che le chiediamo  di fare quello che ha sempre fatto e
dirci quello che non ha mai osato dire agli altri.
Forse non ve ne siete accorti, ma io ho appena rinunciato
a tutto questo. Ho visto la luce. E ho deciso di cambiare
vita.
Tutti e due i Johnson adesso sono in piedi. Uno passa
all'altro una busta. "Non intendiamo ostacolarla. Ma forse
con questa sar pi facile cambiar vita. Gliela porge. Qui
c' tutto quello di cui pu avere bisogno. Le carte di credito,
gli indirizzi e-mail. Trover un numero da chiamare per
avere tutto quello che le serve per i viaggi. Hotel, auto, voli.
Se decide di non accettare, le carte di credito diverranno inutilizzabili
tra ventiquattrore. Il contante rimane comunque
suo. Altrimenti, una somma importante verr accreditata sul
suo conto alla Citibank, e ogni sette giorni vi trover un'altra
piacevole sorpresa.
Ho tantissime stock option."
Lo sappiamo. E non ne siamo impressionati."
Come rimarremo in contatto?
Controlli la sua e-mail. Tutto quello che ci aspettiamo in
cambio  un resoconto a scadenze regolari. Un commento o
un diario. Spunti sulle cose che ritiene interessanti. Una
volta alla settimana, pi o meno. Siamo d'accordo?"
Yates fissa la mano tesa verso di lui. In ventiquattro ore 
passato da traditore della causa a moralista autodistruttivo, a
cosa? Al tradimento definitivo? Allo spionaggio al servizio
della patria? A un altro lavoro? Non lo sa. Voleva andarsene
con dignit. No, non  vero. Voleva distruggere se stesso,
magari con dignit, ma l'implosione era l'obiettivo pi
importante. E adesso questo, un'opzione totalmente priva di
dignit e che probabilmente conduce al pi oscuro dei mondi
possibili. Che  esattamente quello che uno Yates alterato,
ubriaco e moralmente confuso trova cos irresistibile. Perch
no? Cazzo, perch no?
"Posso viaggiare con un assistente?
Loro si guardano e si stringono nelle spalle. Certo.
Lui prende la busta, stringe la mano.
L'altro Johnson apre la porta e si ferma dopo averla oltrepassata.
Naturalmente nulla di tutto questo  mai accaduto.
Neanche il film porno?
Ordina in camera una bistecca e un merlot di Cape
Town. Si toglie le scarpe e conta il denaro. Diecimila dollari
americani. Diecimila dollari a settimana per fare che? Per
viaggiare con pensieri di disastri in testa? Per prendere nota
della ricetta per l'odio in ventotto lingue? Mette i soldi in
tasca, chiama la boutique dell'hotel e in breve organizza la
spedizione di una maschera tribale vecchia di centoquarant'anni
a Lauren. La commessa cerca di spiegargli da
dove viene (Congo) e a cosa serve (protegge dagli spiriti
maligni), ma a lui interessa solo che sia antica. "Scriva: A
Lauren, da ogni luogo tranne il futuro, dice, e detta poi il
numero della sua nuova carta di credito. Mostrala al tuo
professore di storia.
"Scusi?
Niente.  tutto. Riattacca e pensa. Forse la prossima
volta le spedir la Magna Charta. Gli arazzi di Bayeux. La
Sacra Sindone. Un femore neandertaliano.
Il telefono della stanza squilla. Aspetta, pensando a tutta
la gente con cui non ha voglia di parlare. Lascia squillare e
poi ascolta il messaggio. Era Marjorie. Chiama il numero che
ha lasciato in segreteria.
Marjorie.
Yates."
Ho qualcosa da dirti.
"Anch'io, dice lei.
Voglio ringraziarti per l'aiuto che mi hai dato stanotte. E
questa mattina. Sai, era un po' che nessuno mi dava una
mano.
Prego, ma...
Ce l'hai un passaporto?
Marjorie riflette un attimo. S. Ma non qui con me.
Ascolta. Mi hanno offerto un lavoro. Ci sar un po' da
viaggiare. Molto da viaggiare. Mi piacerebbe se venissi con
me. Come assistente.
Quando?
"Il pi presto possibile. Al momento non credo di avere
molti amici qui e, se non mi sbaglio, non  un paradiso neanche
per te.
 proprio di questo che ti volevo parlare.
"Me lo dirai quando arrivi qui. Quanto ti ci vuole?
"Non so, devo vedere.
Non posso dirti esattamente cosa comporter per te. Ti
sembrer tutto un po' strano, ma  la tua occasione per mollare
quei bastardi del CBD.
Non  cos facile. Vedi...
Lui guarda l'orologio. Ti aspetto fino alle sei. Se ci metti
di pi chiamami, e io cercher di fermarmi pi a lungo.
"Va bene.
Va bene.
Stai attento, Yates."
Riattacca e indulge alla sua assuefazione da posta elettronica.
Nessuna e-mail da Lauren, ma ce ne una contrassegnata
come "molto importante, mittente un tale N 1-81. La apre
e legge:
D'umano gregge nove saranno messi a parte
Da giudizio e da consiglio separati
La loro sorte sar segnata alla partenza
K-Th-L errore e morte; banditi dispersi.
Il link che accompagna il messaggio lo connette a una
diretta dall'hotel nello spazio. Prima della partenza qualche
network sconosciuto deve essersi assicurato i diritti televisivi
dallo squattrinato programma spaziale russo e raccoglie ora i
rigogliosi frutti dell'audience: il reality definitivo. Un uomo
in tuta di volo giocherella con il quadro comandi. Sullo sfondo
un corpo galleggia in assenza di gravit. Il titolo sullo
schermo : Ultimo respiro? Aggiunge il link nei preferiti e
chiude gli occhi.
Dieci minuti dopo suonano alla porta. Si alza, aggiusta le
coperte del letto e si chiede dove far poggiare il vassoio con il
cibo. Non ha ancora girato del tutto la maniglia che la porta
gli si spalanca addosso. Finisce contro il muro della stretta
anticamera. Una mano lo afferra alla gola. Apre la bocca per
urlare ma viene colpito alla mascella prima ancora di poter
mugolare qualcosa come Mio Dio, Merda o Mi dispiace.
Il colpo lo catapulta sul letto. Qualcuno chiude la porta.
Qualcuno accende la TV e alza al massimo il volume. Le notizie,
la stazione spaziale. Viene tirato gi dal letto e colpito
ancora, e mentre cade pensa di sentire alla televisione le proprie
parole autoincriminanti. Uno degli uomini borbotta
qualcosa all'altro in una lingua che Yates non capisce. Decide,
per la futura resa della storia, che si tratta di zulu. Rimane a
terra, fissando la gamba dell'armadio.
Un paio di Nike da corsa gli camminano vicino e la scarpa
di destra si sposta all'indietro e lo colpisce. Yates esagera l'effetto
devastante dell'impatto. Ha fatto in tempo a preparare
gli addominali e il colpo in realt gli ha mancato le costole, e
comunque chi pu pensare di fare davvero male a qualcun
altro con una scarpetta da ginnastica morbida e leggera?
In piedi, gli ordina uno di loro in quello che Yates definir
inglese con accento zulu. Si mette in ginocchio.
Immagina che siano venuti a causa dei Johnson, per i diecimila
dollari che ha in tasca. Diamoglieli e finiamola qui. Alza
una mano come per dire: datemi un secondo, sono molto pi
collaborativo e molto meno pericoloso di quello che pensate,
ma viene colpito di nuovo. Stavolta da uno stivale. Finisce
all'indietro contro l'armadio e cadendo la sua guancia sinistra
cozza contro la chiavetta inserita nella porta del minibar.
Poi se ne vanno.
Rimane steso sul pavimento per un po', ascoltando le notizie
a quel volume altissimo, il sangue che scorre sulla faccia.
Apre il minibar per prendere una bottiglia fredda da appoggiare
sul taglio. Cercando a tentoni quella pi fredda ne fa
cadere cinque o sei dallo scomparto inferiore. Steso sulla
schiena si preme mezzo litro di Korbel Brut sulla guancia.
Mezz'ora pi tardi sente bussare alla porta semichiusa.
Servizio in camera.  lo stesso uomo che la mattina gli ha
servito la colazione. Spinge il carrello a lato del letto.
Mentre gli porge il conto per la firma d un'occhiata in giro.
Yates si mette seduto, firma e gli allunga una mancia di
venti dollari.
 tutto, signore?
S.
"Va tutto bene, signore?
Yates annuisce. Domanda: Perch sorride?
Stavo solo pensando che lei sembra apprezzare le gioie
del minibar, signore.
Si sveglia sul pavimento. Per un attimo pensa che sia
ancora mattina, che non ha ancora tenuto il discorso e non 
stato ancora corteggiato da Johnson e Johnson nella stanza
di Amanda. Ma quando vede che le bottiglie di liquore sparse
intorno a lui sono piene, e realizza che a fargli pulsare la
testa  stata una mano umana oltre che la solita sbronza, si
rende conto per la seconda volta in ventiquattro ore di non
avere quella fortuna. I suoi incubi sono continui e reali. Si
chiede chi abbia spento la televisione. Si chiede se la bistecca
sia ancora calda. La parte di lui che sta cercando un senso
nella propria vita spera che il pestaggio sia opera dei servizi
segreti stranieri, ma la parte di lui che ne sa di pi  certa
che sono stati dei malfattori di strada mandati dai membri
traditi del Johannesburg Central Business District e che se lo
sarebbe dovuto aspettare. Controlla i messaggi sperando in
uno di Marjorie, ma la segreteria  vuota. Pensa di chiamare
Johnson e Johnson, ma probabilmente se ne sono andati da
parecchio tempo, e comunque cosa avrebbe potuto dirgli?
Mayday, mayday! Agente colpito! Chiama Blevins.
"Puoi venire nella mia stanza? Sono Yates.
"Avrei da fare."
Mi hanno pestato. Non sono in pericolo di vita, ma...
"Brutta storia, Yates. Niente di inaspettato, ma proprio
una brutta storia.
Senti, Blevins. Sto cercando una ragazza. Era nella mia
stanza la notte scorsa...
Mi piacerebbe davvero poterti aiutare a ricontattare la
tua amichetta, ma sono decisamente contrario a questo tipo
di sfruttamento. In pi sai che ho cercato di aiutarti ieri, la
scorsa notte. Lo scorso anno, per dio. Prima che fosse troppo
tardi. Prima che tu decidessi di riscrivere la tavola dei
comandamenti morali e rendere quel bel servizietto a tutti e
due. Ieri, anche dopo che mi hai mollato all'aeroporto e
costretto a una bella corsa in taxi da duecento dollari, ho
dovuto leccarti il culo, perch ieri tu contavi ancora qualcosa.
Ieri perlomeno rappresentavi uno stipendio occasionale
per me, avevi ancora una possibilit di redimerti e dire qualcosa
di sensato. Ma oggi non conti pi un cazzo. Sono sicuro
che mi perdonerai se sono poco... comprensivo.
Quando poi chiama David, il tuttofare ventiquattro ore al
giorno, sette giorni su sette, il telefono squilla a lungo, a
vuoto.
Si guarda intorno e pensa che potrebbe trovarsi dovunque,
in questa suite con la scrivania e l'armadio e le due linee
telefoniche e il telecomando Spectra Vision. Osserva i cappucci
igienici di cartone sui bicchieri, le doppie tende con le bacchette
di plastica e il copripiatto di acciaio inossidabile con il
piccolo buco in mezzo sopra la bistecca intatta e pensa:
potrei essere a Sao Paulo o a Tokyo o a Appleton nel Wisconsin.
 lo stesso ovunque e gli sembra che tutto, dagli articoli di
cancelleria nel cassetto pi in alto, ai sacchetti per la biancheria
da lavare fino ai cuscini extra nell'armadio, stia cospirando
nel risucchiare le ultime molecole della sua vita superflua,
sradicata, viziata, in perenne jet lag.
In bagno si tocca il taglio sullo zigomo e pulisce il sangue
rappreso con una spugna bianca, rivelando uno sfregio di
qualche centimetro, che forse avrebbe bisogno di un paio di
punti. Ripensa alla mattina, di fronte allo stesso specchio, a
Marjorie che esce dalla doccia e scivola furtiva al lavandino
accanto. Sposta lo sguardo dal suo riflesso all'altro lavandino,
dove, sul ripiano di marmo, c' la spazzola che lei ha
usato per pettinarsi i capelli. La prende e la mette in valigia per restituirgliela pi tardi.
...
.
...
6. Ilulissat.
...
.
...
Era l'uomo che aveva partecipato a un allenamento dei
New York Mets e aveva fatto finta di non notare il ragazzino
leucemico di otto anni della fondazione Esprimi un desiderio
che l'addetto alle pubbliche relazioni gli stava presentando,
perch doveva prendere un aereo. Era l'uomo che aveva suonato
la batteria con gli Wilco. Che aveva mediato un accordo
per il finanziamento di una tecnologia che non aveva capito
tra amici che non ha pi, il tutto mentre giocava a frisbee.
Sarebbe potuto andare in Francia, per assaggiare la qualit
locale del risentimento antiamericano, insieme a cibi e
vini spettacolari. Sarebbe potuto andare in Egitto o in
Indonesia. Nella Striscia di Gaza o sulle alture del Golan.
Mosca, Messico, Marocco. Bali, Berlino, Buenos Aires.
Sarebbe potuto andare pi o meno dappertutto e trovare un
sacco di gente pronta a gridare la sua rabbia e la peculiare
forma di odio per tutto quello che l'America rappresenta.
Ma decide per la Groenlandia.
Quale posto migliore per iniziare il proprio personale giro
del mondo del karma negativo che un paese con soli cinquantaseimila
abitanti, la cui superficie  coperta per l'ottantacinque
percento da uno strato di ghiaccio - un posto dove
ha sentito dire che non esiste la parola stress? Cos, se un
groenlandese gli dovesse chiedere: "Come va oggi? sarebbe
difficile tradurre con esattezza la risposta di Yates.
Da Johannesburg vola in notturna a Parigi, poi a Copenhagen.
Da Copenhagen con la Greenlandair ("quarantacinque
anni di esperienza di voli nell'Artico e in aeree remote)
direttamente a Kangerlussuaq, dove lo aspetta un elicottero
per portarlo a Ilulissat dal suo amico Campbell. Yates dorme
per la maggior parte del tempo, tranne durante gli scali e i
controlli doganali. Da qualche parte sopra il Marocco si sveglia
sudato e terrorizzato, per met ancora in preda a incubi
orrendi, chiedendosi se esiste una correlazione tra altitudine
e solitudine, e che cosa svelerebbe un'eventuale scatola nera
ritrovata dentro ai suoi resti dall'Amministrazione aeronautica federale.
Marjorie non ha pi chiamato. Amanda Glowers non ha
pi chiamato. Lauren non ha pi chiamato. L'unica persona
che gli ha risposto  stata la magica agente di viaggio dei
Johnson che era interessata solo alle date di arrivo e di partenza.
L'ombra dell'elicottero traccia una linea approssimativa
risalendo lungo la costa. La luce del sole brilla come vetri in
frantumi sull'elicottero scuro, riflessa con forza accecante
dai muri di ghiaccio dei fiordi frastagliati. Il pilota indica in
basso qualcosa nell'acqua, forse un peschereccio o una balena,
ma Yates non pu vedere nulla, non pu sentire nulla.
L'altro passeggero, un commerciante di tulipani olandese
noiosamente chiacchierone, si  messo delle cuffie con
microfono prima del decollo, ma Yates ha rifiutato.
Preferisce il frastuono dei rotori a domande inquisitorie sui
tagli del suo viso, a che cosa la porta in questa ghiacciaia?
Guarda in basso quando l'elicottero si inclina verso terra. I
blocchi di granito di una cascina vichinga abbandonata
emergono solitari dalla superficie bianca. Un branco di
carib corre attraverso i ghiacci verso Dio sa dove. Fissando
il contorno seghettato di un iceberg che galleggia in lontananza
Yates non pensa a Lauren, ma a Marjorie. Perch non
ha chiamato? Se la sua storia era vera lui le aveva fornito una
perfetta via d'uscita. Nonostante al telefono avesse esitato
riguardo al passaporto, forse riguardo a lui, sembrava per
che volesse partire.  questo che lo preoccupa.
Altrimenti sarebbe stato un altro semplice addio. Un altro
caso di rifiuto femminile, questa volta in un continente totalmente
nuovo. Forse, pensa, potrebbe prendere un due di picche
in sette modi diversi in sette continenti diversi; sarebbe
una sorta di record, o lo spunto per un ruolo alla Hugh
Grant. In macchina verso l'aeroporto Yates ha dato a David,
ricomparso senza preavviso in camera sua per scortarlo fuori
dal Sudafrica, cinquecento dollari perch provasse a trovare
Marjorie e le desse una busta con un biglietto di ringraziamento,
il numero di cellulare e l'e-mail, il suo recapito in
Groenlandia e altri mille dollari. L'ha fatto in parte perch gli
importa di lei, in parte per alleviare il suo senso di colpa. Ma
non  servito.
Quando torna in s, Yates sorprende il venditore olandese
a guardare il taglio che lo scontro con il minibar gli ha lasciato
sullo zigomo. Forse dovrebbe rispondere la sacrosanta
verit all'inevitabile domanda su cosa  successo, solo per
vedere la reazione. D'altra parte, pensa che se avesse permesso
alla loro breve conversazione di durare un po' pi a lungo,
prima che prendessero l'elicottero a Kangerlussuaq, forse
avrebbe potuto porre qualche generica domanda sociopolitica
e spuntare l'Olanda dalla sua lista di cose da fare per i
ragazzi del Centro delle minacce e opportunit emergenti.
Ancora meglio, pensa, perch non fingere? Perch non fabbricare
una conversazione profonda con questo Signore?
Inserire-qui-interessante-nome-olandese, magnate dei tulipani
e inviarla per e-mail a Johnson e Johnson? Chiude gli
occhi e compone mentalmente il resoconto da spedire.
Colloquio con il signor Van Bla Bla, di Rotterdam. Coltivatore
e distributore internazionale di tulipani a stelo lungo.
In vacanza in Groenlandia per fotografare quello che lui
definisce l'infinito balletto del ghiaccio. Dichiara di adorare
gli americani ma l'America lo indigna. La maggior parte dei
suoi tulipani li esporta in America, attraverso New York.
Anche se ama gli americani, non gli piacciono gli ebrei
americani. N i turisti americani grassi con le scarpe da
tennis e il cappellino da baseball. Quando l'America  colpita
dal terrorismo se ne addolora, ma a volte, prima che le
lacrime si secchino, scopre che pur non identificandosi con
i terroristi ne pu comprendere le motivazioni e la rabbia.
Per ironia della sorte, il terrorismo negli Stati Uniti sembra
giovare al commercio dei tulipani. La dominazione americana
degli scenari culturali ed economici lo indigna. Dice
che la globalizzazione sar la rovina di tutti noi. Adora la
televisione americana, in particolare I Simpson, CSI e il reality
show  il tuo funerale! Ha dei problemi per con i
McDonald's (tranne le patatine), con la citt di Cleveland e
la popstar Cline Dion. Quando gli ho spiegato che la signora
Dion non era americana, ha fatto un gesto con la mano
che ho interpretato come: Non fa differenza. Incolpa
l'America di molti problemi del mondo, ci definisce la quintessenza
del bullismo, ma vorrebbe che invadessimo alcune
nazioni per rimediare a certi "errori umanitari non ebraici.
Dice che l'America sarebbe un gran bel posto se in passato
gli inglesi non vi fossero andati a distruggere la Nuova
Olanda. Dice che gli americani non capiscono niente degli
olandesi a parte gli zoccoli di legno, i canali, i tulipani e il
fatto che Amsterdam  una gran bella citt per divertirsi.
Quando gli ho fatto notare che come magnate dei tulipani
lui confermava gli stereotipi, ha ripetuto lo stesso gesto
indifferente con la mano. Bisogna sottolineare che non
indossava zoccoli di legno, ma delle Nike Air Jordan fiammanti.
Per quello che pu interessare, quest'anno il raccolto
dei tulipani  stato particolarmente abbondante e le vendite
negli Stati Uniti dovrebbero raggiungere livelli record.
Yates spalanca gli occhi su acque blu profondo, popolate
di iceberg staccatisi da poco dal Sermeq Kujalleq, il ghiacciaio
pi prolifico del mondo, un'isola di circa quarantacinque
chilometri. Ogni estate l'Ilulissat Kangerlua, un fiordo
tre chilometri a sud di Ilulissat, ospita la pi grande concentrazione
mondiale di iceberg fuori dall'Antartico. Circa venti
milioni di tonnellate di ghiaccio si staccano ogni giorno,
cominciando un trascendentale viaggio in mare. Scorge in
lontananza i primi segni di civilt, delle case dai colori brillanti
sui verdi prati sopra alla Disko Bay. Ma il ghiaccio e la
cultura e le case colorate non sono i motivi del suo viaggio a
Ilulissat. Da qualche parte in quel gruppo di case, probabilmente
nella pi grande, vive la ragione per cui ha viaggiato
per un giorno intero: Campbell, il figlio di puttana cui deve
molto di quello che  diventato.
Si erano incontrati da matricole alla University of Southern
California e per due semestri avevano condiviso un
appartamento fuori dal campus. Poi Campbell, seguendo le
orme di Bill Gates, lasci gli studi per aprire non una ma
sette dot-com, prima che la parola dot-com diventasse
parte del gergo. Fece i soldi con tutte, ma una lo rese oscenamente
ricco. Alla fine, dopo un anno passato sulle copertine
di ogni testata di affari ed economia del mondo, Campbell
fece la seconda cosa pi intelligente della sua giovane vita.
Vendette tutto esattamente al momento giusto, quando le
valutazioni erano alle stelle, poi si mise in poltrona a vedere
scoppiare la bolla di internet e centinaia dei suoi compatrioti
superricchi (sulla carta) tornare con i piedi per terra, e molto
spesso pi in basso. La prima cosa che Campbell fece nella
sua nuova vita fu comprare una franchigia sportiva, una
squadra della National Football League in ascesa. Ma lui
aveva sempre odiato lo sport e le gratifiche emozionali non
compensavano il tempo che doveva dedicarci. Alla fine si
liber della squadra ricavandone un enorme profitto, anche
se il lato economico non aveva nulla a che fare con la decisione di vendere.
Poi inizi a tenere conferenze. Gli conferirono una laurea
ad honorem e tenne un rauco discorso di ringraziamento alla
University of Southern California che, come universalmente
noto, un tempo aveva abbandonato. Impar a suonare decentemente
la chitarra acustica. Finanzi e partecip a una scalata
riuscita del K2. Ma anche quest'impresa non lo soddisfece.
Niente lo soddisfaceva.
Poi, in una notte di pioggia dell'anno prima, in una stanza
d'albergo a Vancouver, aveva visto un documentario sugli iceberg
in Groenlandia. Era rimasto seduto l per due ore, totalmente
rapito. Una volta finito aveva chiamato un assistente
perch trovasse il DVD del programma e glielo inviasse subito
per corriere. Si mise in contatto con il produttore e il regista
del documentario e li sfin di domande. Quindi chiam qualcuno
che aveva contatti con degli agenti immobiliari in
Groenlandia. Durante questo periodo, solo per essere sicuro
che il fascino persistesse, non si stacc da una live cam in
internet che trasmetteva ventiquattrore al giorno le immagini
di un iceberg in Groenlandia. Per Campbell era meglio di
un porno. Nel giro di tre mesi possedeva la casa pi grande
di Ilulissat e aveva tagliato tutti i legami con il mondo digitale,
la National Football League, la comunit degli alpinisti e i
consigli di amministrazione di almeno una decina di multinazionali.
Campbell non si era mai dimenticato di Yates. Del fatto
che Yates era stato ad ascoltarlo quando era solo un ciccione
sfigato bravo con i computer che si sballava con il bong all'ora
di colazione. Yates c'era sempre stato: per dirgli quando
era pazzo, quando era pigro, quando era deludente e quando
per un'idea valeva la pena lasciare gli studi e rischiare tutto.
Esattamente quello che fece Campbell.
Negli anni si era ricordato spesso del suo vecchio compagno
d'appartamento e diverse volte gli aveva offerto lavori
superflui e molto ben remunerati nelle sue imprese, con qualifiche
tipo "direttore di quello che ancora deve venire o
sciamano societario. Yates aveva sempre rifiutato. Ma
comunque era stato Campbell che l'aveva raccomandato
all'amministratore delegato del pi innovativo gruppo societario
della Silicon Valley. Yates era bravo nel suo lavoro, ma il
contatto privilegiato con Campbell e gli altri pionieri dell'emergente
universo digitale lo rese in breve tempo un grande.
Un fattore di vantaggio garantito. Grazie a questa osmosi di
cervelli, di fortune e di culture, Yates si ritrov all'improvviso
al vertice. In breve fu promosso tre volte, citato frequentemente
e, alla fine, con l'appoggio discreto della compagnia,
lasciato libero di crearsi la propria attivit.
Per un po' gli sembr di avere tutto quello che aveva sempre
desiderato.
Sceso dall'elicottero Yates fa un cenno di saluto al pilota e
decide di stringere la mano all'olandese, che presto sarebbe
diventato l'ignaro oggetto di un'e-mail governativa urgente,
segreta e totalmente inventata. Benvenuto nella grande comunit
dei servizi segreti internazionali, signor Van Bla Bla.
Campbell  dentro un SUV di concezione svedese da centocinquantamila
dollari, parcheggiato ai bordi dell'area d'atterraggio.
Si  fatto crescere una folta barba brizzolata dall'ultima
volta che l'ha visto e sembra aver messo su altri venti
chili. Yates butta la valigia sul sedile posteriore e sale sul veicolo.
"Cristo, hai messo su un po' di chili.
Campbell gli stringe la mano. "Beh, sai, qui non hanno
nel vocabolario la parola stress.
"Immagino che i cinquemila che si sono suicidati qui l'anno
scorso non lo sapessero. Yates ha i brividi. Per scommetto
che hanno almeno un milione di parole per dire noia.
E un miliardo per dire maledetto freddo del cazzo.
 la stagione del sole di mezzanotte, fratellino. Assolutamente
mite. Alta stagione turistica. Si nota dal fatto che
c'erano ben due passeggeri sull'elicottero. Di solito non c'
nessuno. Che ti  successo alla faccia?
Yates guarda fuori dal finestrino. Nel fiordo due pescherecci
stanno prendendo il largo, oppure fanno ritorno verso il
porto. Non saprebbe dirlo. Mi hanno pestato. All'inizio ho
pensato a qualche servizio segreto straniero, ma erano stati
mandati da un gruppo di affaristi di Johannesburg che ho
fatto incazzare.
Il discorso?
Yates fissa sorpreso Campbell. Anche a Ilulissat lo sanno.
 dappertutto su internet.
 stata una bella carriera finch  durata.
Scherzi? Sei diventato una leggenda. Finora nessuno
aveva avuto il coraggio di confessare questa verit universale,
che nessuno di noi sa un cazzo di niente. Sei stato brillante.
Hai rafforzato la tua credibilit smentendola in prima persona.
Sei sulla bocca di tutti, sei di moda pi che mai, sei l'uomo
del giorno, amico.
"Adesso, dice Yates, guardando l'acqua disseminata di
ghiaccio, "ho solo bisogno di rilassarmi un po'.
Mentre il SUV corre sull'asfalto della strada principale, poi
sul fango e ghiaccio sciolto di una pista a due corsie e infine
sul viottolo che porta al cortile ghiaioso dell'abitazione di
Campbell, Yates gli racconta tutto, la rottura con Lauren e i
morti alla partita, Marjorie e Amanda Glowers, il suo discorso
e, alla fine, in termini vaghi, l'offerta dei Johnson e il successivo
pestaggio servitogli in camera.
Di fronte all'imponente casa rossa di Campbell, con struttura
d'acciaio e vista sul fiordo, Yates si gira verso l'amico e
mentore di un tempo. Hai notizie di Lauren?
Io? No di certo. Pi diventavo ricco e pi lei mi odiava.
Quando Campbell scende dall'auto Yates nota che indossa una
fluente tunica viola, lunga fino alle caviglie.
Questo  l'abbigliamento degli indigeni?  tutto quello
che si mettono in estate?
Campbell ride e scuote la testa. L'ho vista in un documentario
sulla Thailandia. Me ne sono fatte fare un paio e le
metto quando vado in citt, giusto per non passare inosservato."
Yates lo segue in casa.  spoglia, moderna e immensa. La
parete verso il fiordo  fatta di spesso vetro temperato dal
pavimento al soffitto. Su un tavolo vicino al grande schermo
TV sono appoggiati i due cannocchiali pi grandi che Yates
abbia mai visto e sul terrazzino esterno appoggiato a un treppiede
fa bella mostra di s un telescopio planetario. Yates
prende un cannocchiale e prova a mettere a fuoco una montagna
di ghiaccio nel canale, ma le lenti sono cos potenti e
l'ottica cos sensibile che l'immagine trema al pi piccolo
respiro o movimento.
"Continua a guardare. Quando un pezzo si stacca e cade
dentro al fiordo  pi che sublime.
"Allora ti piace ancora? Il fascino non si  esaurito?
Campbell annuisce. Pi che mai. A volte mi dimentico di
mangiare. Ha un effetto narcotico su di me.
Yates guarda il fiordo, poi Campbell dentro la sua tunica
viola, Campbell con cui aveva bevuto birra a litri, con cui
aveva condiviso un brutto viaggio con l'ecstasy, con cui aveva
giocato a basket in salotto. Ma ti accorgi di come sembri
bizzarro, di come parli strano? Sembri il cattivo in un vecchio
film di James Bond, ti rendi conto?
Campbell sorride. "Certo, risponde, imitando qualcosa a
met tra Dottor No e Dottor Male. Benvenuto nel mio covo.
Il monitor al plasma che pende dal soffitto reagisce ai segnali
del telecomando. Campbell passa in rassegna i canali di tutto
il mondo e si ferma sull'unico spettacolo che si svolge fuori
di esso, quello che tutti stanno guardando. Yates si chiede se
l'amico sa qualcosa, se gli ha detto per caso del suo coinvolgimento
nell'hotel spaziale.
Campbell lo ferma con un gesto prima che possa iniziare
a parlare. Lo so. Lo so. Nelle ultime ventiquattrore ho sentito
le tue parole un milione di volte in ventiquattro lingue
diverse. Ma non vedi che avevi ragione. Lo spazio  il prossimo
Everest. Merda, ogni anno c' gente che muore sull'Everest.
Lo sai che l'ereditiera dei cosmetici ti ha maledetto
in diretta sul satellite stamattina? Lei  una delle ragioni
principali per cui questa  grande televisione. Penso che
met del pianeta voglia vedere il suo trucco perfetto rovinarsi,
mentre si avvia lentamente e dolorosamente a una morte
trasmessa senza interruzioni pubblicitarie.
"Cosa sta succedendo? Hanno scoperto cosa  andato
storto?
"Il primo errore  stato viaggiare su una navicella Soyuz.
Deve essere successo qualcosa subito dopo la partenza dal
Cosmodromo Baikonur del Kazakistan. Anzi, quello  stato
gi il secondo errore. Il primo  stato di mettere piede in
Kazakistan per partire. Sembra ci sia stato un guasto del
pilota automatico che ha causato una collisione nella manovra
d'attracco. Pi tardi, quando erano gi dentro alla stazione,
tutti e due i generatori d'ossigeno hanno cessato di funzionare.
Sembra che la collisione abbia spostato i pannelli
per l'energia lontano dal sole. Al momento stanno usando
una riserva d'ossigeno d'emergenza, che non potr durare a
lungo. C'era la possibilit di usare una nave russa automatizzata
per una missione di salvataggio d'emergenza, ma il
motore ha tirato le cuoia quando era ancora nel garage in
Kazakistan. Ma anche se avesse funzionato il suo sistema di
guida automatica non sarebbe stato in grado di proteggere la
discesa dell'hotel spaziale nell'atmosfera terrestre.
Che disastro.
Abbiamo bisogno di disastri per apprezzare la nostra
esistenza. Ieri un terremoto in Malesia ha fatto pi di mille
morti. Il deragliamento di un treno fuori New Delhi, quattrocento
ventitr. Sono stati citati a malapena. Un trafiletto a
pagina trentotto del New York Times. Due parole sulla BBC.
Invece siamo incollati alla TV perch un gruppetto di persone
assurdamente ricche si annoiava troppo qui sulla Terra e ha
cercato di divertirsi da qualche altra parte. Campbell fa
scorrere altre decine di canali, la maggior parte dei quali trasmettono
la diretta dallo spazio. "Che lingua preferisci?
Cinese? Polacco? Al Jazeera? Il notiziario di Disney Channel?
Io stavo guardando una stazione turca che trasmette le
immagini accompagnate solo da musica classica. Wagner,
Ciajkovskij, Vivaldi... Si ferma su quel canale. La Trauerfeier
per funerale di Bach accompagna l'immagine del pilota che
fissa il pannello di controllo. Un paio di gambe galleggiano
sullo sfondo, intente a rimanere fuori dall'inquadratura.
"Alcuni di loro non riescono a stare lontano dalla telecamera;
altri la evitano del tutto. So che suona perverso, ma non
c' nulla di pi meraviglioso dell'orbita di una navicella spaziale
morente.
Neppure l'effetto narcotico del ghiaccio?"
"Non essere ridicolo, Yates. Immagina di essere l. Il
silenzio assoluto, solo gli scricchiolii dell'espansione e della
contrazione dello scafo per lo stress termico causato dal sole.
Niente rumori di pompe per l'aria o di reattori. Solo lo sporadico
ticchettio di uno strumento. Con la Terra che scorre via,
visibile solo in parte, perch sono troppo vicini per vedere
l'intero pianeta dagli obl. Tra poco il ventilatore della navicella
non sar pi nemmeno in grado di rimuovere l'anidride
carbonica che esalano.
"Quanto tempo gli rimane, dottore?
"Senza l'aiuto dei cervelloni in Russia e a Houston, quarantott'ore.
"C' un modo per arrivare l in tempo?"
Non con uno shuttle. Ma conosco un tipo dell'aeronautica
militare che dice che c' una nave spaziale per trasporto
umano gi in orbita, che potrebbe aiutarli. Ma per ragioni di
sicurezza  tenuta top secret, quindi non la vogliono utilizzare
a meno di non esserci davvero costretti, perch altrimenti
tutti verrebbero a sapere che esiste.
Quindi la questione  se per salvare un pugno di milionari,
un paio di scienziati e un astronauta sul viale del tramonto
valga la pena di compromettere la nostra sicurezza nazionale.
"Immagino sia il tema del momento a Washington e a
Houston. Ammesso che quella nave spaziale esista poi davvero.
Yates va verso la finestra e guarda il cielo.
La traiettoria di discesa della stazione  stata calcolata
usando radar e telescopi dal quartier generale del Comando
spaziale degli Stati Uniti a Cheyenne Mountain. Con le sue
centosettantacinque tonnellate sar il pi grande oggetto
costruito dall'uomo a entrare nell'atmosfera. La maggior
parte brucer, ma si calcola che circa trenta tonnellate di
materiale verranno disperse in migliaia di frammenti. E
dovrebbe finire proprio cos. La domanda  se le persone
dentro saranno gi morte.  questa la cosa che fa pi paura.
Come l'equipaggio del primo Pianeta delle scimmie."
Tranne Heston. Yates si copre gli occhi con la mano
sinistra, scuote la testa. Campbell si mette al suo fianco.
" cos vicina che dicono che se si guarda fuori dalla finestra
al momento giusto si pu riuscire a vederla. Naturalmente
c' bisogno dell'oscurit, una cosa che qui non avremo
per un po'.
Che ore sono?
Luna e mezza di mattina del 21 giugno. Sar un giorno
senza tenebre, ma con tutte le tonalit di luce possibili a questa
latitudine. Hai fame?
Ho sonno. Yates si mette la mano in tasca e ne estrae un
pezzo di carta appallottolato. Ha trascritto l'e-mail di N 1-81.
La porge a Campbell, che legge ad alta voce:
D'umano gregge nove saranno messi a parte
Da giudizio e da consiglio separati
La loro sorte sar segnata alla partenza
K-Th-L errore e morte; banditi dispersi
"Dio. Ancora questa merda.
"Cosa? chiede Yates.
"Nostradamus. N 1-81, immagino, indica la prima delle
sue dieci centurie, quartina ottantuno. C' qualcuno che ti sta
prendendo per il culo. Se si ha abbastanza tempo a disposizione
si possono confrontare le centurie di Nostradamus con
il risultato di una partita di hockey e farli coincidere perfettamente.
"Perch io?
La gente brama lo sciamano, e poi lo disprezza. Hanno
sentito il tuo nome. Ti danno la colpa. O ti vedono come un
mezzo per attribuire la colpa a qualcun altro. Per ogni tragedia
tirano sempre in ballo Nostradamus. Hitler. L'11 settembre.
Siccit. Carestie. Tifoni. Hanno gi usato questa quartina
dopo il Challenger. E dopo il Columbia. Perlomeno questa
volta il numero nove  esatto.
"Ripeto, la precisione della profezia non mi preoccupa
quanto la parte del perch-io'?''
Perch tu sei di pubblico dominio. Sei un futurologo del
cazzo. Perch c' un rapporto diretto tra gli psicopatici fissati
con te e il numero di risultati del tuo nome su Google. Ogni
volta che sedici sillabe della tua voce o ventiquattro fotogrammi
della tua immagine entrano nell'universo digitale,
puoi star certo che ce n' almeno uno che prende appunti o
videoregistra tutto.
La mia camera da letto  Buia?
Buia quanto vuoi.
Nella sua stanza lascia le tende aperte e guarda il ghiaccio,
cercando non il balletto infinito o il sublime effetto narcotizzante,
ma qualcosa che semplicemente accada, qualcosa
che interrompa la staticit del panorama. Non ci sono nuvole
a spasso nell'azzurro cielo notturno. E nulla che si muova
nella baia - niente barche, niente balene, niente distacchi
spettacolari dall'immensa coltre di ghiaccio. E il ghiaccio gi
distaccatosi si muove cos lentamente che Yates non pu
notarlo. Ma anche se la visione non  particolarmente emozionante,
deve ammettere che si sta rilassando, e presto,
nonostante il sole di mezzanotte e i passi frenetici del suo un
tempo brillante amico e mentore nell'altra stanza, il sonno gli
cade addosso come una pietra. Come un iceberg. Come il
rancore dei suoi colleghi, il pugno di un criminale di
Johannesburg, il pannello di controllo inutile di un'astronave condannata. Come il futuro.
...
.
...
7. Magga.
...
.
...
A svegliarlo sono le grida di una donna isterica e il rumore
di suppellettili rotte di proposito. Per un istante Yates
rimane disteso in silenzio, cercando di interpretare la diatriba,
che  in parte in inuit e in parte - testa di cazzo, leccaculo,
frocio frustrato - in inglese. Chiaramente una ex o in
procinto di diventare ex di Campbell, apparentemente una
del posto. Chiude gli occhi e cerca di indovinare che cosa
viene distrutto. Una tazza da caff di ceramica contro un
caminetto di pietra. Un calice di cristallo contro il pavimento
di mogano. Poi un altro. Una foto incorniciata, forse quella
di Campbell sulla copertina di Forbes, va in frantumi su quello che pu essere solo il piano di marmo di Carrara in cucina.
Poi una serie di colpi, o pietre o i pugni di lei, sul petto
morbido di Campbell. Ci sono modi pi efficaci per far valere
le proprie ragioni, pensa Yates, che rompere le stoviglie di un multimiliardario.
Era l'uomo che era stato ospite nel Giardino delle rose
della Casa Bianca, insieme a Siegfried e Roy, Stephen
Hawking e le campionesse NCAA di pallavolo della University
of Southern California. Che all'inizio degli anni novanta, di
ritorno da un viaggio a Kobe aveva dichiarato di aver visto il
futuro e che il suo nome era karaoke. Era l'uomo che aveva
azzerato la lancetta dei nanosecondi Sull'Orologio del millennio
della citt di Anversa. Che  membro onorario del consiglio
di amministrazione di una start-up che ha inserito la
propria liquidazione - del proprio stock e dei propri principi
- nel piano di sviluppo biennale.
Si lava la faccia in bagno, poi appoggia il portatile su un
tavolo con vista sul fiordo. Spera in un'e-mail in particolare
ma ne trova molte. Quattrocentosessantotto, per l'esattezza.
Un rapido esame indica che la maggior parte, se non tutte,
riguardano il discorso di Johannesburg, e che la maggior
parte, se non tutte, sono entusiastiche. Una corrispondente
scrive che ha gi creato un sito non ufficiale della Coalizione
degli ignari, che ha avuto quattromiladuecento visite e ha
registrato trecentoventidue membri nelle ultime ventiquattr'ore.
Fa scorrere la schermata alla ricerca di indirizzi, nomi
o nickname familiari. Il suo agente vuole sapere dove si
trova; Amanda Glowers vuole essere chiamata appena possibile;
il Comitato del CBD di Johannesburg si scusa per la propria
maleducazione, per non dire del pestaggio che ha autorizzato,
e adesso lo ringrazia per aver scelto la loro citt
come teatro di un discorso cos paradigmatico (e per l'immensa
pubblicit ricevuta), informandolo di avere gi versato
sul suo conto negli Stati Uniti il doppio del compenso pattuito
per la partecipazione.
Continua a scorrere, saltando le richieste di interviste della
stampa, le congratulazioni di politici di varie nazioni e
ideologie, di personalit dell'economia mondiale, di un amministratore
delegato che si trova in carcere, di un ex cantante
di una ex boyband. Di Noam Chomsky. Addirittura Faith
B. Popcorn gli invia riluttante i complimenti per avere scosso
l'albero dello status quo fin dalle radici pi profonde".
Si  gi cos abituato alle urla e alla distruzione fuori
dalla sua porta che ci fa di nuovo caso solo quando cessano.
Campbell e la sua amica sembra abbiano raggiunto uno stadio
della lite in cui lui emette sorridenti e appena udibili tentativi
di riconciliazione e lei risponde con risate sprezzanti ed
epiteti groenlandesi impreziositi da gemme interculturali
come mungitore di prostate, succhiasborra e puttana
senza palle. Yates trova non meno di dieci offerte a quattro
zeri per partecipare a eventi, dai soliti del giro fino alla serata
degli MTV Video Music Awards, al Ballo in costume e Piccolo
safari della National Rifle Association, a una serata del Friars
Club tenuta da un ex governatore dimessosi recentemente
per perseguire il sogno di tutta una vita, diventare cabarettista.
Quattrocento e-mail dopo vede il nome di Marjorie. Ma
quando la apre scopre che il messaggio non  suo, ma di
David il tuttofare: scrive che ha cercato di trovare Marjorie
ma che nessuno l'ha vista n all'hotel, n negli uffici del CBD,
n nell'appartamento che divide con altre due donne. Non
pu esserne sicuro, ma teme che le sia successo qualcosa. Si
offre di rispedire la busta per Marjorie, intatta, se Yates 
cos gentile da fornirgli un indirizzo cui inviarla.
Yates gli risponde:
Grazie per il messaggio e le deludenti novit su Marjorie. Io
mi trovo in Groenlandia, non tanto perch  la Groenlandia,
quanto perch non  un sacco di altri posti. Ti prego
di tenere la busta e per favore di continuare a cercare
Marjorie: mi sento responsabile per la sua sicurezza. Mi
aveva parlato di un parente a, credo, Sandton. Ti ricompenser
adeguatamente; considera il contenuto della busta un
acconto e tienimi informato.
Sotto l'e-mail di David ce n' una di Blevins, che gli suggerisce
di usare in modo responsabile la sua nuova popolarit e
di leggere attentamente l'allegato di quarantotto pagine, intitolato
"Redenzione. Segue un ultimo messaggio, di Johnson
e Johnson, che dice:
Groenlandia? Sta scherzando, vero?
In cucina Campbell e la sua fidanzata/assassina siedono
al tavolo davanti a due tazze fumanti di un liquido che dall'odore
deve essere zuppa di pesce. I capelli della donna sono
un groviglio nero di nodi. La pelle rovinata  coperta da uno
spesso strato di fondotinta bianco. Quando apre la bocca
mostra due buchi neri dove una volta c'erano gli incisivi inferiori.
Buongiorno, dice Yates, ma nessuno reagisce.
"Buon pomeriggio, risponde alla fine Campbell. " mezzogiorno
e mezzo. Yates, lei  Magga.
Yates le si fa incontro, pronto a stringerle la mano, abbracciarla
o darle due bacetti sulla guancia. Quello che lei
preferisce. Ma Magga non vuole niente. Scuote la testa e gli
fa cenno di lasciar perdere. Quando la vede in piedi, Yates
scopre che non solo  brutta e sporca, ma  anche alta pi di
un metro e ottanta e grassa da far schifo, e in pi puzza di
fumo e pesce, che non ha niente a che vedere con il pesce
affumicato. Yates si blocca, poi arretra verso la stanza. Vi
lascio soli", dice.
"No, interviene Magga versando lentamente il contenuto
della sua tazza sul tavolo. "Non rompere. Stavo lasciando
questa casa del cazzo e questo impotente scopatore di fetido
grasso di balena. Yates indietreggia ulteriormente, guardandola
prendere la sua borsa Kate Spade, che sembra un sacco
di pesce morto, e la sua pistola, una Glock nove millimetri. Si
chiede se intuisce quanto lei abbia a che fare con l'epiteto
"impotente scopatore di fetido grasso di balena" che ha appena
affibbiato al suo uomo, e quale lato di quella ripugnante e
puzzolente bestia il suo amico possa avere mai trovato affascinante.
Campbell fissa il fiordo mentre la porta si richiude. Poco
dopo il silenzio viene rotto dal rombo di un motore diesel.
Yates fa appena in tempo a vedere dalla finestra l'amante di
Campbell allontanarsi a bordo di quello che sembra un veicolo
militare corazzato modificato per la strada. Quando si volta, si
accorge che gli occhi di Campbell sono umidi di lacrime.
"Te ne sei appena perso uno, dice Campbell, indicando
con un pollice la distesa di ghiaccio alle sue spalle. Collassano
secondo uno schema mai replicabile, un crepaccio che
si allarga e muraglie alte come grattacieli vanno in frantumi.
Per un attimo tutto si perde in una nube bianca di polvere di
ghiaccio. Poi, dopo gli schizzi, l'acqua si calma in un sospiro
e l'iceberg luccica sul mare come se fosse stato l da sempre.
Spettacolare."
Devo avere battuto le ciglia in quel momento. Yates
distoglie lo sguardo da Campbell e dal ghiaccio.
Vuoi una tazza di suassat?
Yates guarda la sbobba sul tavolo e poi di nuovo l'amico.
Stufato di foca. Illegale negli States.  come l'aringa, ma ha
un gusto un po' pi sfocato.
"Non hai per caso dei Cocoa Puffs?
"Carib? Bue muschiato?
"Raisin Bran?
Fighetta.
"Impotente scopatore di fetido grasso di balena.
Campbell si alza e si dirige a un computer posato sul
piano della cucina, a fianco al forno a microonde. Ci sono
computer sparsi per tutta la casa, sempre accesi, pronti a
soddisfare ogni suo ghiribizzo, a fornirgli la scintilla rivelatrice
che lui crede possa cambiare tutto un'altra volta.
"Mi spiace avervi disturbati.
Campbell si stringe nelle spalle.  un'artista. E io un
megalomane ridimensionato. Questo  quello che facciamo.
Che facevamo. Sesso pazzo e liti furibonde. Ho capito che
avevamo dei problemi quando mi sono accorto che mentre
facevamo sesso stavo fantasticando sul nostro prossimo litigio.
Ma devo stare attento. Suo padre  il capo della mafia
groenlandese.
 per quello che va in giro con l'ultimo modello di carro
armato da passeggio?
Non chiedere,  meglio."
Yates fissa Campbell. Cerca di registrare l'ultima serie di
informazioni, ma  decisamente troppo. Che cazzo combini,
Campbell? Che cosa stai facendo qui, con quella?"
Cerco l'ispirazione per la prossima idea fondamentale
della mia vita.
E credi davvero di trovarla grazie al ghiaccio e a un'amazzone
mafiosa e pescatrice?
Ma per essere definita fondamentale, l'idea deve essere
pi eccitante e anche pi di successo - davvero in grado di
cambiare la cultura - pi di qualsiasi cosa l'abbia preceduta.
Non c' niente di meglio che porsi dei traguardi ragionevoli.
Yates prende un po' di carta da cucina e inizia a pulire
la suassat sparsa sul tavolo. Non credi che sia un pochino
troppo? Un pochino non ortodosso? Bello da dire, ma nella
realt?  una pazzia, Campbell.
"Esatto. Ma devo sapere se posso farcela un'altra volta. Se
posso trovare qualcosa di nuovo che mi consumi e che mi
soddisfi pienamente. Perch qualsiasi altra cosa  stata completamente
insoddisfacente. Ridicola. Ho provato la vita del
riccastro. Ho corteggiato la stampa, creando una leggenda
sulla mia eccentricit e un mito sui miei trascorsi. Cristo, in
un'intervista ho detto che mangio esclusivamente provolone
e panini marca Twizzler, e quelli ci hanno creduto. Mi sono
allenato fino ad avere l'aspetto di un atleta professionista, ma
non lo sono mai stato veramente. Ho dato feste degne del
Grande Gatsby. Ma io odio i ricchi, odio Hollywood e odio le
feste. Ho sguazzato nella monogamia, ma potrei mai essere
sicuro che lei fosse sincera, o che lo fossi io? In pi come
posso avere un figlio con tutti questi soldi? Come farebbe a
non essere criminalmente fottuto gi dalla nascita?
Non so. Amore incondizionato? Un esempio di incontestabile
moralit?
Lo sai cosa facevo ogni santo giorno quando ero negli
Stati Uniti? Una giornata tipica? Mi svegliavo e mi dicevo:
cosa faccio di bello oggi? Mi dicevo: che ne dici di un gelato,
Campbell? Cos mi vestivo e andavo alla gelateria italiana di
fronte. Contemplavo i centodiciotto gusti in offerta. Quelli
senza grassi e quelli senza zucchero. Gli yogurt e i sorbetti.
Ponderavo quale tra i tanti coni - cialda con lo zucchero o
con il caramello - fosse quello giusto. Poi ordinavo, aspettavo
che il mio desiderio prendesse forma e quindi pagavo, lasciando
una cospicua mancia. Uscivo fuori, facevo un rapido
inventario del mio cono, chiudevo gli occhi e cercavo di
immaginarlo. Infine lo mangiavo. E poi? Ci ripensavo, cercando
di richiamare alla mente il sapore e le sensazioni esatte,
la combinazione dei gusti. Poi lo confrontavo con altri
gelati del passato, dai coni dopo le vittorie nelle partite da
bambini, a quelli da fame chimica dopo i festini a base di
alcol e marijuana. Fino ai Sundae a base di tequila mangiati
al Mustique insieme a due ragazze hawaiane. Poi mi facevo
degli appunti mentali per le scelte future e mi congratulavo
con me stesso o mi rimproveravo per la mia decisione. E poi?
E poi? E adesso? Vedi, Yates? Il mio grande piano su come
diventare ricco non includeva una sezione relativa a come
essere ricco.
Yates siede al tavolo e guarda il ghiaccio. Nulla si muove.
"E l'altruismo?
Cosa?
"La filantropia. Il donare."
"Oh, merda. Ho donato decine di milioni. Alcuni di quei
coglioni, quei miliardari, mi mandano in bestia. Pensano che
adesso che sono ricchi possono soddisfare il proprio ego e
alleviare il proprio senso di colpa. Sono convinti che la loro
fortuna, del tutto casuale, significa che sono dei geni, degli
unti dal Signore e quindi eminenti esperti sui problemi del
mondo - AIDS, armi nucleari, analfabetismo. Si illudono al
punto da pensare di essere meglio degli altri, in ogni senso.
Pensano: adesso che ho fatto i miliardi con un motore di ricerca
che riesce a trovare i pi sofisticati sottogeneri di pornografia
infantile a tre volte la velocit della luce, insegner al
mondo a leggere. Quando in realt vogliono riscrivere la storia,
per dire che i loro originari business model, quelli che li
hanno resi oscenamente ricchi, non sono stati ispirati da avidit
e arroganza ma dall'elevato desiderio di trasformare il
mondo."
Posso usarlo?
Cosa?
"Quello che hai appena detto.  brillante e vero e, sono
sicuro che lo sai, riguarda anche te in prima persona. Mi piacerebbe
parafrasarlo un po' e usarlo. Non citer il tuo nome.
Dir che sei giapponese, o sudcoreano.
Campbell non risponde. "In realt questa gente vuole
sapere solo di cosa ha bisogno il resto del mondo. Se lo sai ti
puoi considerare ricco per tutta la vita.
Ma tu l'hai provato. Per un momento l'hai saputo meglio
di chiunque altro.  gi impossibile sopportare il pensiero
per un mese, figuriamoci per una vita intera.
"Quello che  assurdo  che i nostri genitori, i miei genitori,
si sono sacrificati e hanno lavorato duramente facendo
cose che odiavano perch noi potessimo studiare e fare quello che ci piaceva. Ora che ci penso, darci questo tipo di
libert  stato un atto crudele, ci hanno condannati a trovare
qualcosa che ci piacesse.
Avresti preferito ereditare un'attivit di idraulico? L'impero
del cellofan? O fare l'assistente al banco carni di un
supermercato?
Campbell apre il frigorifero e tira fuori una bottiglia di
vodka. La mostra a Yates. Quando lui rifiuta con un gesto,
svita il tappo e beve una lunga sorsata. Per un momento
osservano il fiordo ghiacciato in silenzio. Pi Yates lo guarda
e pi si convince che non si muover mai niente, che quelle
grandi masse sono l dall'inizio dei tempi e l rimarranno,
alla faccia del surriscaldamento globale. Pi Yates lo guarda
e pi odia quel maledetto ghiaccio.
Quello che il futuro ci riserva, continua Campbell,
rispondendo a domande che non sono state poste, " una sorta
di dipendenza. Per un po' ho creduto si trattasse di una
dipendenza dalle idee, che un'idea originale fosse l'unica
valuta reale rimasta. Ma mi sbagliavo.  una dipendenza dal
benessere economico. Non per il suo potere d'acquisto, ma
per il suo potere di ostentazione. Di come ci si pone in relazione
con gli altri. Voglio avere di pi di cos. Di mio fratello.
Del mio vicino. Del mio compagno di stanza all'universit.
Del tipo nel loculo di fronte. Voglio sedere sulla poltrona pi
vicina a dove si mangia. Poi sar contento. Ma c' sempre
qualcuno pi avanti di te e quella diventa l'unica cosa importante.
Tracanna un altro sorso di vodka e rimane in silenzio
per alcuni minuti. Per un solo istante, dice alla fine, mi
piacerebbe avere tutto. Per un solo piccolo istante.
"Ma ci credi davvero alle cose che dici? Questa  la stronzata
pi egoistica e immorale che abbia mai sentito. Perch
gi il solo fatto che sei cos squilibrato da desiderare e farti
ossessionare da una cosa simile, dimostra che quello non
potrebbe mai bastarti. Non posso credere che tu voglia da me
compassione per questa tua cosiddetta sventura. Ges, Campbell,
sono venuto qui pensando di essere fottuto, cercando un
consiglio. Un piccolo aiuto.
Campbell beve ancora.
"Qualcuno ha detto... continua Yates. L'ho letto ieri da
qualche parte - non credo sia mio - ha detto di trovare qualcosa
di pi importante di se stessi e dedicarci la vita.
Cristo. Non ho bisogno del tuo blabla moralistico, Yates,
dice Campbell. Questo  come quell'altra cazzata
intellettual-popolare: trova una cosa che ti piace e falla. Questa 
la teoria. Ma che si fa se non riesci a trovarla? Se non riesci a
capire che cosa ami fare? Perch non dire allora: trova una
cosa che odi e dedica la tua vita a evitarla? Poi trova qualcos'altro
che odi, o che almeno non ti piace, e dedica la tua vita
a non fare neanche quello? E cos via. Fino a che per puro
caso non ti ritrovi in una situazione che ti sembra decente
con tre settimane di vacanza, assistenza sanitaria e una pensione,
e parti da l, molto pi in basso dell'amore. Che poi 
quello che fa il novantanove percento della gente.  questo
che dovremmo fare? chiede Campbell. Poi alza il volume
della televisione, sintonizzata sulla stazione turca che trasmette
la diretta del disastro spaziale. Il volume  cos alto che una risposta non  pi possibile.
...
.
...
8. Kausuitsup Una.
...
.
...
Solo perch ha detto a Campbell che non voleva bere insieme
a lui, questo non vuol necessariamente dire che non voglia
bere affatto. In citt, lontano da Campbell, che  andato nella
sua stanza a fare un sonnellino dopo avergli lanciato le chiavi
del SUV di concezione svedese, Yates sente di aver assolutamente
bisogno di un bicchiere, non con, ma a causa sua. Il bar
all'Hotel Kausuitsup Una, o Notte polare,  pieno a ogni ora
del giorno, figuriamoci in un pomeriggio di sole. Al bancone e
ai tavolini tutti fumano e hanno un'espressione amichevole,
anche se a Yates sembra che non esiterebbero a ucciderlo
nello spazio di un battito di cuore artico se le cose volgessero
al peggio. Yates si sporge sul bancone e contempla la selezione
di vodka. Che cos'altro si pu bere nel grande e bianco
Nord? Si chiede se la sua scelta debba essere dettata dalla bellezza
dell'etichetta, dalla peculiarit dei caratteri stampati, dal
fascino della pubblicit del marchio sui giornali, dalla forma
e dal colore della bottiglia, da come suona il nome o dalla
posizione della nazione di provenienza nella classifica dei
posti pi fighi del mondo. Poi si guarda intorno e vede che nel
Kausuitsup Una non c' nessuno che si preoccupi di fare il
fico, o di bere vodka, o di prestargli la bench minima attenzione.
Allora indica al barista la bottiglia di Maker's Mark nel
settore dei bourbon.
Alla sua sinistra ce un giovane uomo bianco con la barba
di qualche giorno, in mano una bottiglia di Tuborg e davanti
un bicchierino di liquore all'anice, che si volta verso di lui.
Americano?"
Mmm.
Anch'io. Pi o meno. Sono un espatriato.
Espatriato. Non potevi trovarti un posto migliore? Questo
non  esattamente la Parigi di Hemingway o la Praga dei
primi anni novanta."
Il fatto  che sono nei Corpi civili di pace.
Yates beve un sorso del suo bourbon. Non sapevo che
fossero di stanza anche qui.
Non lo sono. In un certo senso sono un disertore.
Disertore dei Corpi civili di pace? Vuol dire che stai scappando
dalla pace e sei alla disperata ricerca della guerra?
Oppure sei semplicemente indignato per la loro mancanza di
chiari programmi politici?"
No. Voglio solo dire che sono un impulsivo. Non faceva
per me.
E Ilulissat rappresenta quindi una sorta di porto sicuro
per te e per altri come te? Per i disertori dei Corpi civili di
pace? O i disertori dell'Esercito della salvezza? Dimmi, qual 
la punizione per chi diserta dai Corpi civili di pace? Una
serie di attacchi di difterite? Pi pace?
"Ho fatto il giro dell'Europa con lo zaino in spalla. Sono
venuto qui perch non so pi dove altro andare. E per il
ghiaccio.
"Naturalmente. Il ghiaccio. Raccontami, come ti hanno
trattato nei tuoi viaggi?
" bizzarro. Ho deciso di unirmi ai Corpi civili di pace
perch volevo in qualche modo compensare le ingiustizie
perpetrate dall'America nel mondo. Mi vergognavo di essere
americano. Dovunque sia andato mi hanno parlato di globalizzazione,
Israele, interventi militari illegittimi - tutte le cose
che anch'io criticavo quand'ero in college in Oregon, ma non
mi hanno lasciato dire una parola. Anche se ero d'accordo
quelli scuotevano la testa e dicevano che davo loro ragione in
modo sbagliato, in un modo tipicamente americano. Dopo
un po' mi sono rotto le palle di 'sta storia e mi sono ritrovato
un paio di volte a difendere il mio paese. In un bar di Barcellona
ho rotto i denti a un tipo che diceva che noi siamo
tutti stupratori e criminali. Il che  totalmente sbagliato,
visto che io sono un assoluto pacifista. Quindi mi ritrovo
ideologicamente orfano. Nel pieno di un conflitto morale. E
arrapato. Tutto questo antiamericanismo che c' in giro
rende quasi impossibile farsi una scopata.
Bevono. Yates si guarda in giro. Ora che gli occhi si sono
abituati all'oscurit del locale, gli sembra di vedere in un
angolo il commerciante di tulipani intento a chiacchierare
con una donna che pu essere solamente l'ex di Campbell,
Magga.
Dopo alcuni minuti di silenzio il giovane uomo sente di
aver rivelato abbastanza di s per avanzare allo stadio successivo
del rapporto, quindi porge la mano a Yates: "A proposito,
io sono Jeremy.
Yates appoggia riluttante il bourbon sul bancone per
stringergliela: Chiamami Campbell.
Fico. Vedi quella bella XL l in fondo, Campbell? dice
Jeremy, guardando verso Magga.  la prima donna con cui
sono stato da pi di un mese.
Graziosa.
Jeremy continua a fissarla con bramosia. "Di pi, amico.
Lei  davvero fantastica.
Scusa?
" una donna fantastica. Forte e intelligente e bellissima.
Una pittrice. Si chiama Magga. Jeremy alza il bicchierino di
liquore e grida per superare il frastuono del juke-box: "A
Magga!
Magga e l'olandese interrompono la conversazione e strizzano
gli occhi attraverso il fumo del bar. Magga sussurra
qualcosa all'uomo dei tulipani, prende il suo bicchiere - un
flte di champagne - e si avvia con calma verso Yates e
Jeremy.
Guarda un po', dice a Yates. L'oracolo di Delfi.
Yates fa per alzarsi, vuole andarsene, evitare la decina di
potenziali conflitti che Magga incarna, ma lei gli appoggia la
grande mano sulla spalla. Per favore, dice. Rimani.
Yates fa spallucce e si risiede. Con la lingua annodata,
pazzo d'amore e considerevolmente ubriaco, Jeremy si limita
a fissare. Yates guarda Magga bere il suo champagne, leccarsi
le gocce residue dai baffi e pulirsi la bocca con la manica
della sua sudicia giacca a vento.
Allora, quanto pensi di fermarti? chiede.
Yates passa in rassegna le pareti del bar alla ricerca di un
orologio. Anche se non sa quando partir, al momento pensa
che sar pi questione di minuti che di giorni. Non so. Non
so quando parte il prossimo elicottero per Kangerlussuaq.
Jeremy interrompe. "Magga. Ciao, Magga. Sono io, Jeremy.
Non ti ricordi il mio nome da, ehm, l'altra notte? Magga
si limita a osservare il ragazzo. Forse si ricorda. Forse no.
"S, continua Jeremy, bene, lei , ehm, Magga. E questo  il
signor, ehm, Campbell.
Sul viso di Magga appare per un attimo un sorriso. Yates
stima dodici denti in totale, anche se uno potrebbe essere un
pezzo di pesce crudo. Lei gli porge la mano. "Piacere, signor
Campbell.
Jeremy cerca il portafogli in tasca e dice: "Ancora champagne,
Magga?
Magga lo guarda come se fosse un pezzo di aringa guasta,
come avesse meno valore qui in Groenlandia di una scheggia
di ghiaccio. "Certo, dice. Solo fai il bravo bambino e offrimelo
dal tuo nuovo posto, dall'altra parte del locale. Vorrei
scambiare due parole con il signor Campbell.
Smanioso anche di venire umiliato pur di compiacere la
grande Magga, Jeremy raccoglie in fretta le sue cose e va a
cercarsi un altro posto in fondo al bar. Magga sorride e guarda
Yates.
Solo perch uso il nome di Campbell non vuol dire che
tu possa iniziare a tirarmi roba addosso o a riempirmi di
insulti fantasiosi.
"Credo che per oggi la passerai liscia.
Il barista porge loro champagne e bourbon. Yates alza il
bicchiere in direzione del cagnolino Jeremy, che non viene
ricompensato neanche da un cenno della sua vera padrona,
che ha tutta l'aria di non accorgersi neppure dell'omaggio.
"Sei preoccupato per il tuo amico?
Certo, risponde Yates. "Ma non perch tu te ne vai a letto
con met Groenlandia turisti compresi.  chiaro che  in balia
di una sorta di gigantesca e prolungata crisi di mezza et.
Pensi che si accontenterebbe di una crisi meno grave?
Yates sorride. " un mio caro amico da parecchio tempo.
"Ha bisogno di qualcuno come me che lo riporti con i
piedi per terra.
"Com' che conosci l'uomo dei tulipani?"
"Chi?
Yates alza il mento verso l'angolo opposto del bar. Lui.
L'uomo dei tulipani. Era sul mio elicottero."
Magga alza gli occhi al cielo. Scuote la testa. Quello non
commercia in tulipani.
Davvero?''
E di te ne sa molto pi di quanto immagini.
Yates prende il bicchiere. Prova a fingere che la cosa non
gli importi. Vorrebbe fare decine di domande ma decide di
stare zitto.
Allora, come vanno gli affari con il futuro?
Male. Le vendite sono a zero.
Ho sentito di Johannesburg. E della tua ragazza. La sua
relazione con il professore di storia ha davvero - come si
dice? - un tocco di elegante umiliazione.
Sapevo che l'avresti apprezzato.
Ancora con il cuore a pezzi?
"A terra,  cos che mi sento, pi precisamente. Cuore
infranto? Umiliato? Non proprio. Un po' gi, questo s.
Forse ne avevi bisogno, di sentirti un po' a terra. Proprio
come il tuo amico.
C' una bella differenza tra disillusione ed egocentrismo
sfrenato. I problemi di Campbell non si possono risolvere
facilmente con qualche seduta di terapia o di yoga.
O con il bourbon.
"O con una passioncella sadomasochistica in salsa groenlandese.
Yates si concentra sul bicchiere e lo alza in un brindisi a
Magga.
Cosa pensi del ghiaccio?
Yates alza gli occhi al cielo. Il ghiaccio  bellissimo.
Stupefacente. Sono sicuro che, se mai ne vedr un pezzo
rompersi e inabissarsi nel fiordo, salteller come un bimbo
entusiasta e giurer di non lasciare mai pi questo luogo
sacro.
"Sto parlando del ghiaccio nel tuo bourbon.
Yates osserva i cubetti e poi guarda Magga. Ci hai messo
dentro una droga afrodisiaca, per caso?
"No. Pensavo che potesse interessarti sapere che il ghiaccio
nel tuo bicchiere  vecchio di trentamila anni.
"Scherzi? Yates infila un dito nel bicchiere, fa girare i
cubetti. Ne prende uno tra i denti e lo spezza. "L'hai visto?
L'hai visto rompersi? Non  stato sublime?
Magga ride, alza il suo flte di champagne e lo vuota in
un solo colpo.
Allora, com' essere una groenlandese?"
"Ti interessa?
Non molto, in verit. Cerco solo di essere gentile.
Prima di tutto, io sono di qui ma fino a un certo punto.
Sono nata a Ilulissat, ma da bambina a scuola avevo ottimi
voti e il governo mi ha mandata in una scuola speciale in
Danimarca. E poi all'universit, mentre gli altri sono rimasti
indietro. Ma in Danimarca non ero una danese e quando poi
sono tornata in Groenlandia, a causa della mia istruzione e
del trattamento speciale, non ero pi considerata neppure
una vera groenlandese.
Come mai sei tornata allora? Perch non sei andata in
qualche posto vergine, in Antartide, per esempio?
"Perch qui  dove mi sento pi a casa. Non tanto adesso,
quando c' tutta questa luce, ma durante il freddo profondo
della Kausuitsup Una, la notte polare che d il nome a questo
bar.  nell'oscurit pi totale che la mia magia diventa pi
potente. Adesso parlami del tuo lavoro.
Yates emette un sospiro. Oggi? Si tratta di prevedere la
preoccupazione globale, di capire perch la gente si sente
come si sente.
 facile. La preoccupazione globale : quale sar la prossima
cosa orribile che succeder? Quale, non perch. Io non
credo che a nessuno, tantomeno al tuo... pubblico... interessi
un cazzo del perch la gente si senta in un modo o in un
altro.
Prego?
"Non vogliono sapere il perch. Vogliono sapere cosa,
quando e dove. Scoprire chi li minaccia e che cosa queste
persone hanno intenzione di fare - non perch - per poi eliminarle.
Vogliono sapere tutto, tranne il perch."
Yates si perde nel bicchiere vuoto. Ed  sbagliato volerlo
sapere?
Non sto giudicando se  sbagliato o no. Ti sto solo dicendo
come stanno le cose. Sai, Campbell mi ha parlato un
sacco di te.
Dall'altra parte del bar l'ex uomo dei tulipani si alza e va
verso la toilette. Yates lo indica. Allora, chi  il finto commerciante
di tulipani?
Non lo so. Ma ti conosceva.
Te l'ha detto lui?
Mmm-hmm.
Mi sta seguendo?
Lei si stringe nelle spalle. Sto solo facendo delle supposizioni.
La mia famiglia, sai, conosce un sacco di gente."
Dimenticavo. La mafia groenlandese. Ma perch mai
dovrebbe seguirmi?
Ovviamente sei diventato un personaggio interessante
negli ultimi tempi. Sei in TV e sui giornali. Un discorso controverso.
Cose strane a Johannesburg, seguite da un viaggio,
tra tutti i posti possibili, in Groenlandia, e una visita a uno
degli uomini pi ricchi ed eccentrici del mondo. Il tuo comportamento
bizzarro ha probabilmente attirato l'attenzione
di qualcuno.
Ma io non so niente. Sono un falso, uno zero.
Pi vai in giro a dirlo e pi la gente creder il contrario.
Hai finito adesso con le tue domande?
Yates fa un cenno al barista, poi indica il suo bicchiere e
quello di Magga, ma lei scuote la testa. Devo andare, dice.
"Ma prima ho io una domanda per te.
Yates attende.
"Ti va di venire da me a fare sesso?
Yates siede eretto e a momenti crolla sul bicchiere vuoto.
Guarda verso Jeremy, che li sta fissando e verso l'uomo dei
tulipani, che  tornato dal bagno e si sta accendendo una
pipa. Sospira e cerca di guardare Magga negli occhi. Se
dicessi di s, risponde alla fine, e Campbell venisse a saperlo,
ne sarebbe distrutto.
Magga si alza, e tira su la lampo della giacca a vento.
Proprio quello che pensavo avresti detto. Poi aggiunge
qualcosa sottovoce che Yates traduce parzialmente in impotente
scopatore di fetido grasso di balena e che disegna un
ghigno soddisfatto sul suo viso.
Magga se ne va, con Jeremy che le corre dietro. Poco
dopo anche l'uomo dei tulipani prende la porta. Yates assapora
il bourbon e si guarda intorno. Osserva i pesci e gli antichi
strumenti da pesca che adornano le pareti, per poi soffermarsi
su un poemetto incorniciato.
DISTESO SULLA COSTA GROENLANDESE
Abbracciato al mio amore
Al caldo in mezzo al ghiaccio eterno
Passer troppo presto la Notte che dura met anno.
John Gay.
Quando il barista gli serve l'ultimo bourbon Yates indica
il bicchiere. "Per caso sa, gli chiede, come posso fare a
inviare un po' di questa roba, questo ghiaccio vecchio di trentamila
anni, a una mia conoscente negli Stati Uniti?
...
.
...
9. Milano.
...
.
...
Era l'uomo che, ai piedi di una fontana con un enorme
getto verso l'alto, aveva tenuto un discorso motivazionale alla
forza vendita della West Coast di una casa farmaceutica specializzata
in prodotti contro la disfunzione erettile. Che
aveva scritto un discorso d'inizio anno per un college di
orientamento umanistico nel Sud del Vermont, che si concludeva
con la sua garanzia professionale che il futuro non
avrebbe potuto essere pi roseo per quello specifico gruppo
di studenti, quella classe del 2001. Che una volta, senza sospettare
nulla, era andato a letto con una spia industriale
che, svegliatasi il giorno dopo libera da frustrazioni, aveva
rinunciato all'intenzione di rubargli delle idee, definendolo
un vuoto contenitore intellettuale, una totale perdita del suo sinistro tempo.
 gi stato a Milano, ma non ci ha mai fatto molto caso.
Adesso per, appena sceso dall'aereo, nota subito qualcosa.
L'aeroporto  uno showroom di moda.  un centro di design.
Una roccaforte. Un film di Fellini. Un hotel per colletti bianchi.
L'aeroporto veste Armani e Prada, seta nera e tuniche da
deserto. Viaggiatori cinesi con mascherine bianche da chirurgo.
Un banchetto di gelati, vicino all'apparecchio di sicurezza
biometrico che riconosce i lineamenti e le forme dei visi.
Uomini con pistole. Guardie con manganelli. Pastori tedeschi
con il guinzaglio corto. Donne d'affari favolosamente accessoriate.
Solo gli americani sembrano portare scarpe da tennis.
Sulla scala mobile che conduce a livello della strada,
contempla la relazione tra il tasso di ansiet globale e le
discrete dimensioni delle valigie a rotelle, ma non riesce a
stabilire un nesso degno di un aneddoto.
Sale su un taxi, dopo avere rifiutato i servigi di uno degli
autisti privati sempre a caccia di turisti, per andare al suo
hotel, al suo prossimo evento, il Futurshow di Milano.
All'inizio l'avevano cancellato dal programma. Poi, quando
avevano visto il suo valore di mercato schizzare alle stelle,
erano tornati a cercarlo offrendo molto pi denaro e un
sacco di extra. Lui aveva rifiutato, via e-mail dalla Groenlandia,
dicendo che non aveva un discorso da tenere, che non
aveva nulla di nuovo da dire. Loro avevano replicato con
un'offerta ancora pi alta e la richiesta di limitarsi semplicemente
a rileggere il testo di Johannesburg, perch era quello
che in fondo tutti volevano. Per un po' aveva temporeggiato,
ma poi aveva capito che doveva sganciarsi da Campbell.
In macchina, a pezzi per la sbronza del giorno prima e per
il viaggio in elicottero e poi in aereo
Ilulissat-Kangerlussuaq-Copenhagen-Milano, che non vorrebbe mai pi
ripetere, cui non condannerebbe il suo peggior nemico, dice al
tassista l'indirizzo dell'hotel in un italiano incomprensibile.
Poi, sempre in italiano, gli domanda come va. Ma a differenza degli
ossequiosi autisti di limousine cui  abituato, quello si stringe
nelle spalle e sputa qualcosa di solido fuori dal finestrino
aperto. Atteggiamento che non lascia altra scelta a Yates che
contemplare la periferia della citt fondata dai celti, conquistata
dai romani, saccheggiata dai barbari, rivendicata da
Napoleone, bombardata durante la Seconda guerra mondiale
e reinventata dagli stilisti e dai finanzieri alla fine del Ventesimo
secolo. L'uomo che vendeva il futuro osserva Milano, la
pi moderna citt italiana, ma riesce a pensare solo al ghiaccio,
alla rude saggezza di una gigantesca donna inuit, e alla
sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere, il prodotto
finale di una bizzarra concatenazione di eventi, tutti
inesplicabilmente legati a lui e tutti, alla fine, nati da un suo errore.
Ieri, dopo la bevuta al bar del Kausuitsup Una, era tornato
a casa di Campbell, trovandolo solo, ubriaco e in lacrime
davanti al grande schermo televisivo, sempre sintonizzato
sulla stazione turca con la diretta dallo spazio, il volume
azzerato. Per un po' era rimasto seduto in silenzio sul divano
di fronte, senza dire nulla. Le immagini mostravano la poltrona
di pilotaggio vuota, senza alcun movimento periferico.
Nell'angolo a destra in alto dello schermo un orologio digitale
scorreva alla rovescia segnando poco pi di trentanove ore,
come il piccolo riquadro che nelle partite di basket segna i
secondi ancora a disposizione per il tiro. Alla fine, rendendosi
conto che il piagnisteo di Campbell stava salendo di volume,
gli chiese cosa c'era che non andava. Pensavo che tu
considerassi queste persone un branco di idioti, disse Yates.
Mi hai detto prima che avrebbero dovuto rendersi conto dei
rischi connessi ai viaggi nello spazio.
Campbell annu, scolandosi un'altra generosa sorsata di
vodka e cercando di ricomporsi. Avrei dovuto essere tra loro.
Cosa?
Avevo letto un articolo riguardo al viaggio e anche il tuo
intervento, e mi ero interessato. Ho fatto settimane di test.
Ho speso mezzo milione di dollari, non rimborsabili, ma a
met del programma d'addestramento mi hanno comunicato
la notizia. Si tocc il petto. Un'aritmia cardiaca. Ho provato
a comprarli, ma le autorit russe in quel caso hanno deciso
di avere una morale. Il mio posto  andato all'ereditiera dei cosmetici.
Yates lasci decantare l'informazione dentro di s per un
attimo e poi scelse la strada della severit. Sai una cosa,
Campbell? Io non credo che tu stia piangendo perch sei
sfuggito alla morte. Io penso che tu stia seduto qui desiderando
di essere lass, a morire in modo spettacolare piuttosto
che continuare a vivere in modo ridicolo.
Campbell inizi a piangere pi forte. Yates si alz e and
in camera a fare la valigia. Campbell lo segu con la bottiglia
di vodka in mano. Dove stai andando?
Non so. Credo a tenere una conferenza a Milano. Stavo
per rinunciare, ma adesso non so proprio che fare.
Abbiamo parlato a malapena.
Lo so. Forse questo  un brutto momento per tutti e due. Quanta severit.
"Magari puoi tornare il mese prossimo. Sei invitato.
Yates scosse la testa. Con tutto il rispetto per te, Magga e
il ghiaccio, non credo di poter accettare. Per dirla tutta, io
credo che dovresti cambiare aria per un po'. Un po' di asfalto,
qualche ingorgo, centri commerciali, smog. Penso che ti
farebbe proprio bene. E forse una donna che non si diverta
cos tanto a umiliarti.
Hai visto Magga?
Yates annu.
Ti ha detto qualcosa di me?
Yates schiacci i suoi vestiti sporchi nella borsa da viaggio
di pelle. Si ferm un attimo davanti al tavolo prima di spegnere
il portatile e not tra la posta in arrivo un'e-mail urgente
da N 2-30. Ci clicc sopra.
Merda.
"Che c'?
"Sembra che Nostradamus si sia affezionato a me.
Campell si asciug il naso con la manica e si pieg in
avanti per leggere il testo.
Da un profeta a un altro,
CONGRATULAZIONI PER IL TUO PROLUNGATO SUCCESSO
N 2-30
Fico.
"Fico?
Il messaggio. Il tuo. Tu pensi che siano stronzate e la
gente ci crede.
"I fuori di testa.
E anche quelli meno fuori.
Influenzarli in questo caso vuol dire fuorviarli.
Campbell pos la bottiglia e rilesse l'e-mail.
Tu servi a pi scopi di quanto immagini, vecchio mio. Il
mondo  basato sul futuro. Sulle supposizioni. Sul trovare
risposte a domande del tipo: ci sar una guerra? Piover
domani? Cosa succeder se quello viene eletto? La democrazia
deve essere applicata come laccio emostatico o come
supposta? Come influenzer il mercato la predilezione per le
giacche di velluto del presidente della Banca centrale americana?
Se il vento al Wrigley Field di Chicago soffia dal lago
devo scommettere su un lancio sopra o sotto? E poi il manto
principale dell'umanit da quell'orribile momento in cui
le  stata concessa la facolt di porsi delle domande: c' un
riscatto possibile nel futuro? Qualcosa per cui varr la pena
vivere?
"S, ma il problema  che non c' nessuna regione per crederci.
Io sono troppo incapace per essere scientifico. Troppo
pigro per essere originale o profondo. Non ho visioni. Merda,
uso semplicemente la ragione. Procedo a tentoni. Rubo i
pensieri agli altri e li piego ai miei scopi. Non c' proprio
nulla di figo in tutto questo.
Ma quello che conta  che tu ci pensi a questa roba, specialmente
nel mondo in cui viviamo oggi. Quando le cose
vanno bene, tutti vogliono sentire da te come fare per continuare
cos, come diventare ancora pi ricchi, come continuare
a cavalcare l'onda della felicit. Ma quando va tutto in
merda, ecco che vogliono sapere da te come salvare il mondo.
O come evitare la catastrofe. O superarla. Quello che tu
fai  pi importante di tutto quello che io abbia mai fatto.
Anche la roba copiata, e quella non proprio in buona fede
che hai sparso in giro in questi anni, perch anche quella 
stata raccolta, corretta e filtrata dall'anima di una brava persona.
Yates prese la bottiglia di vodka e ne bevve un lunghissimo
sorso. "Anche tu sei una brava persona, Campbell.
Quello che hai detto a Johannesburg  stata la cosa migliore
che qualcuno potesse dire all'umanit intera in questo
momento - che  normale non conoscere le risposte alle
domande che questo mondo del cazzo ci pone ogni giorno.
Che  normale non sapere che cosa si vuole, dove si vuole
andare, chi si vuole diventare. Che  normale meravigliarsi.
Fare domande.  normale non sapere. Ci sentivamo tutti cos
prima, Yates, ma credevamo di essere gli unici. Quello che
non  normale  smettere di fare domande, giusto?
Ma l'impensabile continua ad accadere.
Lo sappiamo. Ma perlomeno tu sei riuscito a dare un
contesto all'impensabile. Campbell si diresse verso un vecchio
videogioco Pacman e inizi una partita. Nonostante la
sua genialit in internet, continuava a considerare Pacman il
massimo dell'esperienza digitale.
Yates sorrise. "Mi spiace non potermi fermare pi a
lungo.
Mi spiace essermi fottuto la testa a questo punto.
Dopo un momento, Yates guard fuori dalla finestra.
Merda!
Che c'?
Lui indic il fiordo, dove il ghiaccio incontrava l'acqua e i
suoi occhi si allargarono.
"Che c'?
 stato meraviglioso, Campbell.
L'hotel a Milano ha tutto quello che ha sempre voluto da
un hotel, senza mai prendersi davvero il tempo per apprezzarlo.
Adesso tutto sembra inutile e ostentato. La hall foderata
di raso rosso e di impiegati modello nelle giacchette nere
d'ordinanza. L'eclettica musica elettronica che pervade l'atmosfera
lo fa sentire divertito e vecchissimo allo stesso
tempo. Una parte di lui vorrebbe danzare. L'altra suicidarsi.
La chiave della stanza, consegnata avvolta in soffici petali di
rosa rossa, apre una porta di legno di ciliegio che rivela degli
spazi all'altezza di tutto quello stile. Il che per Yates significa
impiegare quindici minuti per capire come funziona il lavandino
del bagno e dove si trova esattamente il guardaroba.
Ignora la lucina lampeggiante della segreteria telefonica,
non si disturba a testare lo schermo al plasma o la palestra
privata. Si fa rapidamente una doccia e, strizzando un occhio
alla moda di Milano, sceglie una maglietta nera Gap per
accompagnare i jeans sformati, lasciando quella blu per la
palestra. Sta per uscire a fare due passi quando suona il
telefono. Lo lascia squillare per quattro volte, fino allo scatto
della segreteria, ma poi riprende immediatamente a suonare.
"Yates."
Signor Yates, dice una voce, in inglese con marcato
accento italiano, sono con i signori con cui ha avuto il piacere
di conversare l'altro giorno a Johannesburg.
Chi?
Il signore e il signor Johnson.
Io... oh. Ho incontrato un sacco di gente a Johannesburg.
E un nome come, ehm, Johnson...
Per favore, signor Yates. E estremamente importante che
noi ci incontriamo. Ho bisogno di parlarle brevemente, per
favore.
Stavo giusto uscendo a fare due passi.
Perfetto, per favore. Se permette, signor Yates, vorrei
offrirle un aperitivo. Al Caff Fiera nella Galleria Vittorio
Emanuele, magari alle cinque, se le va bene.
Yates consulta l'orologio: sono le tre. Probabilmente
avrebbe avuto bisogno di bere comunque tra un paio d'ore.
"D'accordo. Il suo nome?
Mi chiamo Mabus. Mi presenter al caff. Io la riconoscer
dalle sue foto sui giornali.
Yates scrive "Mabus Caff Fiera 5p su un pezzo di carta
con lo stemma dell'hotel e se lo mette in tasca. Alla reception
chiede all'addetto una mappa della zona e delle indicazioni
per arrivare al Caff Fiera e a una chiesa di cui ha letto in
aereo. Fuori, da quasi ogni angolo pu vedere la facciata
assurdamente maestosa del Duomo di Milano, una delle pi
grandi strutture gotiche del pianeta. Ma decide di non andare
da quella parte. Prende invece un taxi e si fa portare alla
chiesa di Santa Maria delle Grazie. Arrivato l cerca di aprire
il portone principale, ma  chiuso. Si gira per andarsene,
quando sente il rumore di un chiavistello e si blocca. Una
anziana signora in nero apre di uno spiraglio il pesante battente.
Si ferma e osserva Yates, che si avvia verso di lei e dice
in italiano: Per favore?
"Americano?
Si ferma, pensando a cosa dire. Si chiede se canadese servir
a farlo entrare mentre americano lo lascer fuori dalla
casa di Dio. Si chiede se pu passare per un neozelandese o
un inglese. "S, annuisce, fa un lieve inchino e alla fine si
decide: "New York.
Forse Cedar Rapids o Tallahassee avrebbero fatto disastri,
mentre la Grande mela fa nascere un sorriso tra le rughe
della vecchia signora. Apre il portone e gli fa cenno di entrare.
Lui si segna con l'acqua santa e si guarda in giro nella
chiesa Buia. Si avvia verso l'altare, ma la signora scuote la
testa e lo guida verso il refettorio adiacente, dove una guardia
sovrappeso si alza dalla sua sedia mettendo la mano sulla
fondina della pistola. La vecchia dice qualcosa in italiano alla
guardia, e per un momento i due si scambiano convenevoli,
mentre Yates pensa all'hockey e a cacciatori di pelli e poliziotti
a cavallo. Torna a guardarli quando la donna pronuncia
le parole "americano, New York. La guardia lo fissa
duramente, tamburellando le dita sul calcio della pistola. Un
momento dopo annuisce, e fa un passo di lato. Due minuti",
dice in italiano.
Grazie, sussurra Yates nella stessa lingua e, passando
sotto un metal detector dell'era spaziale, entra nell'antico
refettorio, ritrovandosi completamente solo davanti all'Ultima
cena di Leonardo da Vinci. Aveva sempre creduto
che un capolavoro cos famoso si trovasse in uno dei maggiori
musei - il Metropolitan, il Louvre o gli Uffizi. Invece eccolo
l, proprio come prometteva l'articolo, l'unica opera di
Leonardo che si pu visitare in situ, sulla parete di un'antica
mensa di monaci. Ma, a dire la verit,  un po' deludente.
Yates ha voluto venire qui per ispirarsi, per sbirciare nell'anima
di un autentico genio visionario, ma non sente niente. Ma
se il dipinto non lo ispira  invece il luogo in cui  stato creato
che inizia a sprigionare il suo incantesimo. Immagina
Leonardo su delle rozze impalcature, su e gi per quasi tre
anni, che applica la sua poesia silenziosa" alla parete mentre
monaci, nobili e guerrieri senza dubbio lo interrompono a
loro piacimento per guardare. Si chiede se sapevano di chi o
di che cosa erano al cospetto, e se Leonardo non ha mai
completato il dipinto solo per farli arrabbiare.
Le piace? chiede la guardia.
Yates risponde lentamente. Stavo pensando a come doveva
essere allora, in questa stanza, prima che si deteriorasse.
Mi chiedo che cosa pensassero i monaci quando mangiavano
di fronte a qualcosa di cos meraviglioso.
"Forse pensavano, dice la guardia, indicando il Cristo
scolorito, meglio lui che me, eh?
"Perch ci sono voluti cos tanti anni?
La maggior parte dell'affresco l'ha finito molto in fretta.
Ma non riusciva a trovare un Giuda. Nessun modello. Tutti
gli apostoli li trov per le strade di Milano. Ma non Giuda. Ci
mise un anno a trovare qualcuno con un viso abbastanza
crudele. C' chi dice che utilizz il viso del suo mecenate, per
farlo arrabbiare.
Yates sorride. Il dipinto gli sta crescendo dentro.
Lei pensa che sia meraviglioso?
La guardia osserva il dipinto da sinistra a destra, studia
gli apostoli uno per uno e Ges prima di tornare a posare lo
sguardo su Yates. Penso che sia meraviglioso, perch se non
ci fosse io non avrei un lavoro.
Prima di uscire Yates si china ad allacciarsi una scarpa,
raccoglie da terra un frammento di calcina del Rinascimento
e se lo mette in tasca.
In via Molino delle Armi entra nello Shalimar, che otto re
geologiche fa era il bar di tendenza, e ordina una Peroni. Due
enormi mani dorate in fibra di vetro sostengono l'alto soffitto
e una vaporosa luce verde illumina le pareti bianche e l'arredamento,
facendo luccicare le piccole piastrelle cromate incastonate
nel pavimento di resina. Gente bella e dai lineamenti
severi sorseggia liquidi dai colori primari in lunghi calici affusolati.
Facendo il Leonardo, Yates li guarda, cercando un
potenziale Ges, un potenziale Pietro, un potenziale Giovanni.
Bevendo la seconda Peroni gli riesce difficile credere
che Leonardo avesse avuto tanti problemi a trovare un modello per Giuda, perch in questa scura e bellissima grotta tutte
le facce gli sembrano traditrici. Quando la cameriera gli chiede
se desidera una terza birra, d un'occhiata all'orologio: un
quarto alle cinque. Si sta gi pentendo di aver accettato l'incontro
con questo Mabus. Sta infatti meditando di lasciar
perdere l'intera faccenda dei Johnson. Non ha poi cos bisogno
di denaro, e di quel tipo di lavoro ancora meno, per quanto
sia oscuro, intrigante e potenzialmente nichilistico. 
molto pi facile bere e girovagare per il mondo ripetendo lo
stesso discorso inizialmente in buona fede. Ciononostante
dice alla cameriera: "No, grazie, e paga il conto. Si fa un
piano mentale: ascolter quello che Mabus ha da dire, berr
qualcosa e poi torner all'hotel per chiudere questa storia con
i Johnson.
Il Caff Fiera si trova in una galleria a vetri del Diciannovesimo
secolo piena di negozi, caff e ristoranti, vicina al suo
hotel. E piena anche di turisti, assorti in una passeggiata stile
Vecchio-mondo-incontra-nuove-tendenze. Alle cinque abbondano
le borse da shopping e le guide turistiche. A Yates viene
detto che non ci sono tavoli liberi, ma appena menziona il
nome Mabus un rapido controllo delle prenotazioni gli permette
di sedersi in prima fila, con ottima vista sulla piazzetta
centrale.
Dalla Peroni passa al Campari Soda, si rilassa appoggiandosi
all'indietro contro lo schienale e continua a ricercare i
visi giusti per la sua personale Ultima cena. Alle cinque e cinque
il suo cellulare squilla.  Mabus, che si scusa profusamente
e promette di essere l alle cinque e dieci in punto. A
Yates non importa, non sta neanche a chiedersi come Mabus
abbia avuto il suo numero. Si sente bene, gi al terzo bicchiere
di un happy hour milanese, senza impegni fino a domani.
Guardando in direzione del suo hotel, nota a qualche decina
di metri dentro la galleria un gruppo di persone, perlopi
ventenni. Stanno cantando qualcosa, ma non riesce a capire
le parole. Sorseggia il Campari Soda e osserva il gruppetto
farsi pi consistente, sono quasi un centinaio adesso, e riesce
a distinguere nel loro canto la parola America, scandita in
quello che non sembra un tono molto celebrativo. Yates controlla
di nuovo l'ora: cinque e nove minuti. Abbastanza
tempo per ordinare un altro Campari prima che arrivi il
misterioso Mabus. Fa un cenno al cameriere, che annuisce.
Getta un'altra rapida occhiata ai dimostranti. Gli mancano
ancora un Ges e un Tommaso per completare il suo dipinto
interiore. Ma un momento, pensa. Chiaro. Dovrei essere io
Tommaso. Chi meglio di me, a guardare scetticamente il miracolo
che si rivela proprio davanti ai miei occhi? Rimane solo Ges.
Esattamente alle cinque e dieci, una bella ragazza su una
Vespa color muschio gli passa davanti a velocit moderata. La
nota perch la Vespa  l'unico veicolo nella galleria, che 
zona pedonale, e perch rischia di sbandare per guardarlo
con occhi spalancati e inespressivi prima di dirigersi verso il
gruppo di dimostranti. Appena li ha raggiunti, esplode. Le
finestre intorno vanno in frantumi, si vedono dei corpi lanciati
in aria. Il cameriere gli versa addosso il secondo Campari
Soda. Per alcuni lunghissimi secondi c' solo silenzio, poi solo
grida. Yates scatta in piedi e inizia a correre verso la distruzione,
il contrario di quello che stanno facendo tutti nella galleria.
Si ferma dove ha visto per l'ultima volta la ragazza sulla
Vespa. Non rimane nulla, se non un cratere vuoto nella pavimentazione
e pezzi di persone che erano andate in strada a
urlare qualcosa che per loro era importante. Alla sua sinistra,
un adolescente con il viso rigato di sangue siede con la schiena
appoggiata al muro di una gelateria, circondato da schegge
di vetro. Yates gli si inginocchia vicino e gli chiede se va tutto
bene, ma il ragazzo o  scioccato o non capisce l'inglese.
Prima arriva la polizia, poi le ambulanze. Yates prova ad attirare
l'attenzione dei paramedici ma quelli lo ignorano per
occuparsi dei feriti pi gravi. Si alza, prende dei tovaglioli di
carta e si inginocchia di nuovo. Inizia a pulire la ferita sul
viso del ragazzo, che si lamenta e cerca di sottrarsi.
"Per favore. No!'' dice il ragazzo, piangendo. Yates si blocca
e nota due cose che non aveva visto prima: un pezzo di
vetro delle dimensioni di un pugnale che sporge dal fianco
sinistro del ragazzo e una bandiera americana semicarbonizzata nella sua mano.
Vattene. Subito, americano! dice il ragazzo, gesticolando
rabbiosamente con l'altra mano, che stringe ancora un accendino.
Yates se ne va, prima all'inutile ricerca di un medico e poi
verso il caff. Pensa a Mabus brevemente e si chiede se deve
cercarlo, ma tutti i tavolini sono vuoti. In tasca il suo cellulare
inizia a vibrare, ma non se ne cura. Quando un dottore
prova a passare, correndo verso l'ambulanza, Yates lo prende
per un braccio e gli indica il ragazzo ferito, che non sembra
affatto contento di essere stato notato, o di essere stato aiutato da uno come Yates.
...
.
...
10. Di uomini e bestie un orrendo macello.
...
.
...
 da quando aveva sei anni che non si fa un bagno con la
schiuma, ma in questo preciso istante sente di averne assolutamente
bisogno. Una volta capito come funzionano il miscelatore
e lo scarico svuota una grande conchiglia piena di cristalli
di lavanda dentro la vasca, bianca e profonda. Poi prende
dal minibar una bottiglietta di San Pellegrino, cerca il telecomando,
orienta la TV della camera da letto verso la vasca e
apre la persiana della finestra, garantendosi la visione indisturbata
delle notizie. Si immerge fino al collo nell'acqua
calda e schiumosa, cercando di convincersi che gli far bene.
Il mondo pu essere pieno di brutture, ma non pu essere cos
terribile se un uomo adulto si pu rifugiare dentro a bollicine
dal profumo di lavanda. Ci prova, ma non riesce a non pensare
a tutta la morte che non lo sta esattamente seguendo, bens
lo sta provocando, sta recitando per lui, dispiegandosi di fronte
a lui come una coreografia scritta a suo unico beneficio.
Ci sono state bombe per causare guerre sante, per cambiare
risultati elettorali, regimi e risultati di partite di calcio.
Ma perch questa bomba? Yates non riesce a immaginare
quale possa essere il suo scopo. Pensa al ragazzo che ha cercato
di aiutare e alla ragazza sulla Vespa, e si chiede come ci
si sente quando si  pronti a morire per affermare la propria
individualit mentre altri sono ugualmente pronti a ucciderti
per togliertela. Non c' niente sulla BBC e sulla CNN, ma una
rete locale di Milano sta mostrando delle immagini. Vede la
gelateria e le sue vetrine distrutte, ma non il ragazzo ferito o
qualche traccia di se stesso. Pensa che magari il suo terrore o
la sua mancanza di convinzione in un modo o nell'altro l'abbiano
reso invisibile. Chiude gli occhi e si lascia scivolare
anche con la testa sott'acqua. Quando riemerge torna a guardare
le immagini traballanti, i volti in preda al panico e le
sirene lampeggianti, e ha la netta sensazione di non avere
nulla a che fare con quelle scene in TV. Ma dopo essersi
immerso un'altra volta, riaprendo gli occhi lo assale una sensazione
del tutto opposta. Sente che, anche se non  responsabile
di quello che  successo, sicuramente centra qualcosa.
Il suo cellulare squilla, ma non risponderebbe per tutto l'oro
del mondo. Prende invece il telefono appeso alla parete del
bagno e chiama la reception. Ordina ossobuco, minestrone,
risotto alla milanese e un'edizione in inglese delle profezie di
Nostradamus.
Torna nella stanza avvolto in un accappatoio nero di cotone,
si collega a internet e cerca altre informazioni sulla
bomba. Molte fonti riportano che l'assembramento era formato
da persone che avevano risposto via internet e SMS alla
notifica di una manifestazione antiamericana spontanea che
avrebbe avuto luogo in Galleria esattamente alle cinque di
quel pomeriggio. Le fonti ufficiali si chiedono se le persone
che hanno organizzato la combinazione fenomeno
sociale/assemblea politica siano le stesse che hanno ordinato
la strage. O se un'organizzazione pro-America ne abbia
approfittato per prendere in mano la situazione.
Con sua sorpresa, non uno ma ben due libri di Nostradamus
arrivano prima della cena. Una biografia e un compendio
delle profezie. Cerca l'ultima e-mail del misterioso N
e si segna i versi, N 2-30. Inizia a scorrere le profezie, immaginandole
organizzate in quartine, ma invece vede che in
questa edizione sono divise per temi, come carestie e Anticristo, 11 settembre, Hitler e la fine del mondo. N 2-30  alla
met della sezione "Anticristo del passato e del futuro.
Uno che gli di infernali di Annibale
Far rinascere, terrore degli umani:
Mai pi grande orrore si narrer
Di ci che da Babele verr ai romani.
L'unico chiaro legame che trova con gli avvenimenti del
pomeriggio  l'ultimo verso, riguardo l'orrore che verr ai
romani. Ma Annibale? Babele? Prende il cellulare e chiama
Campbell in Groenlandia, che risponde con una domanda.
Ti esplode una bomba sotto il culo e non rispondi al
telefono?
"Scusa. Ero preoccupato. Stai bene?
Guardo l'hotel spaziale e aspetto Magga.
Magga  una troia.
"E allora?
L'esplosione della ragazza sulla Vespa ha fatto dimenticare
a Yates l'albergo spaziale. Comincia a fare zapping finch
non lo trova. Un libro fluttua davanti alla plancia di pilotaggio
vuota. Yates cerca di distinguere il titolo. Come  possibile
che gli rimanga pi tempo dall'ultima volta che ho controllato?
"Sembrerebbe che ti sia perso l'episodio di questa mattina.
In qualche modo sono riusciti ad attivare una riserva
d'ossigeno provvisoria che dar loro mezza giornata d'aria in
pi, ma che non pu aiutare a mantenerli in orbita. Se poi
questo vorr dire un'agonia pi lunga o una possibilit di salvezza
 tutto da vedere.
"Ho una domanda su Nostradamus.
Campbell si schiarisce la voce, poi recita:
Uno che gli dei infernali di Annibale
Far rinascere, terrore degli umani:
Mai pi grande orrore si narrer
Di ci che da Babele verr ai romani.
"Stai facendo una gara con me?
"Sei tu che mi hai mostrato il messaggio con il richiamo a
questo passaggio. In pi ho visto il botto, anche se  passato
un po' inosservato. Una delle decine di esplosioni in giro per
il mondo. Niente di speciale. Ma io credo che il tocco sexy
della ragazza in Vespa dovesse elevare la notizia da comune
microterrorismo agli onori della cronaca.
"Non c'era proprio niente di sexy.
"Eri l?
Seduto in prima fila.
"Sembra che tu stia bene.
Yates cambia canale, dalla tragedia spaziale a una pi
vasta variet di tragedie sulla BBC.  stato orribile, Campbell.
Ho provato ad aiutare un ragazzo, ma lui non voleva
essere aiutato da un americano. E la ragazza in Vespa era
bellissima, e giurerei su Dio che mi ha guardato dritto negli
occhi prima di andare incontro alla morte.
"Pensi che ci sia un collegamento?
Yates non ci aveva pensato fino a adesso. "Non lo so.
Campbell chiede: "Hai avuto altre nuove dal signor N?
"No.
"Qualcuno di sospetto?
Ultimamente tutti quelli con cui parlo mi sembrano
sospetti. Il campanello della porta suona brevemente. Yates
apre e fa cenno al cameriere di lasciare la cena davanti al
televisore. Un tipo che conosce i miei amichetti di Johannesburg
mi ha chiamato, continua. Dovevamo incontrarci
in un caff della galleria, vicino a dove  scoppiata la bomba,
nel momento esatto in cui  successo. Naturalmente adesso
mi sembra tutto...
Qualcuno voleva che vedessi.
E la quartina?  cos dannatamente criptica.
 abbastanza chiara per significare qualcosa. Come si
chiamava il tipo che ha chiamato?
Inizia con una M. Prende i pantaloni e pesca il foglietto
appallottolato dalla tasca davanti. Mabus. M-A-B-U-S.
Da Campbell, silenzio. Poi: Oh. Va bene.
"Va bene cosa? Yates sente Campbell armeggiare con una
tastiera.
"Ho dato un po' un'occhiata a questa roba da quando sei
partito.
Hai un sacco da fare di questi tempi, immagino.
"Allora forse non dovrei dirti che Mabus  un nome associato
al terzo Anticristo di Nostradamus. Che, a seconda delle
interpretazioni, arriver in specifici momenti apocalittici che
vanno da cinquecento anni fa ai prossimi cinque minuti.
"Ti faccio le mie scuse.
"E in questa quartina si dice, a seconda di chi legge e di
quanto ci vuoi credere, che quel simpaticone porter la guerra
in Israele e in tutto l'Occidente con ogni tipo di arma letale.
Secondo Nostradamus?
"Secondo le interpretazioni di Nostradamus.
Niente riguardo a una ragazza carina su una moto di
moda come forma di arma letale?
Niente.
E nella quartina in questione, niente su nessun Mabus?
Aspetta un secondo. Ancora il ticchettio di una tastiera
insieme a un sottofondo di musica classica a basso volume -
senza dubbio la stazione turca sintonizzata sulla diretta dallo
spazio. "Bene. Stessa centuria. Quartina 62:
Mabus, allor, poi tosto morir
Di uomini e bestie un orrendo macello.
Fantastico. Ma cosa c'entrano i poveri animali in questa
storia?
Per quanto riguarda l'ultimo messaggio che ti ha inviato, continua Campbell, "penso che alluda a un atto terroristico
di Babele, ossia Iraq o Siria. E il bersaglio - i romani - 
l'Italia.
"Ma non capisco chi  Mabus.
Beh, per il Mabus di Nostradamus a livello etimologico si
pu arrivare a chiunque, da Eminem al nuovo leader dell'OLP,
da Paperino agli ultimi cinque presidenti degli Stati
Uniti. Negli anni pi recenti i candidati pi citati sono stati
Saddam, Osama, Kim Jong-II, Moby. Il tuo Mabus, comunque,
pi probabilmente  un semplice psicopatico sui generis
che si sta un po' divertendo con te. O un vero terrorista che
cerca di attirare la tua attenzione su qualcosa di molto pi
grave che deve ancora accadere.
Dal momento che ha gi provocato una strage davanti ai
miei occhi, propenderei per la seconda ipotesi.
Pu darsi che sia cos.
Devo dirlo ai Johnson?
"Chi?
I tipi di Johannesburg.
"Dirglielo a che scopo? Se ti possono aiutare, certo. Ma
magari  meglio aspettare, vedere cosa succede. Sai almeno
chi sono, per chi lavorano veramente e quali sono le loro
reali intenzioni?
Non proprio. Ho l'impressione che lavorino per il governo,
ma non alla luce del sole. Certamente dietro di loro
hanno un'organizzazione a livello mondiale e molti soldi.
Qualsiasi cosa siano. Ne capisci qualcosa?
Non proprio."
"E tu, come stai? Ci hai pensato a mollare il ghiaccio e
Magga per un po'? Perch non vieni qui a cazzeggiare con
me, giusto per cambiare di posto a un paio di soprammobili
nel tuo salotto psichico?
Yates aspetta una risposta, ma Campbell ha gi riattaccato.
...
.
...
11. Profezie.
...
.
...
Era l'uomo che una volta aveva iniziato la settimana suonando
la sveglia alla Borsa di New York e l'aveva conclusa
tenendo un seminario sul futuro dell'avarizia a un gruppo di
studenti di Philadelphia. Era l'uomo che aveva fatto il consulente
per EccoQuelloCheFaccioMamma.com, una compagnia
che produceva video che rendevano comprensibili i nebulosi
lavori della gente ai loro confusi genitori. Era l'uomo cui il
New York Times aveva chiesto un editoriale sulla morte dell'alfabetizzazione
in America e lui lo aveva fatto scrivere al
suo assistente Blevins.
Da quello che Yates riesce a dedurre da questi due libri, le
profezie e la biografia, la gloria di Nostradamus ebbe inizio
con la previsione azzeccata della morte di re Enrico II.
Il giovane leone il vecchio sormonter,
Nel campo bellico in singolar tenzone,
Nella gabbia d'oro gli occhi perforer,
Due ferite in una, poi morire, morte crudele.
Il re, a quanto pare ignorando gli avvertimenti dello stesso
Nostradamus, partecip a un torneo cavalleresco, usando uno
scudo decorato con un leone. Quando la lancia del suo avversario
and in frantumi, delle schegge passarono attraverso le
aperture della visiera, ferendolo agli occhi e alla tempia. Il re,
come era stato predetto, mor di una morte crudele dopo aver
sofferto atrocemente per dieci giorni.
A questo punto della sua vita, Nostradamus aveva gi
completato gran parte del migliaio di quartine delle sue
Profezie, che descrivevano, senza un ordine particolare, le sue
visioni fino all'anno 3797 d.C. Sua moglie e i suoi figli erano
gi morti di peste, che lui aveva combattuto come medico,
guadagnandosi il rispetto di molti esponenti dei circoli del
sapere. Ma dopo questa importante e precisa divinazione, la
sua reputazione di indovino si era elevata a un livello molto
pi alto. La sua credibilit era passata dalle strade alle corti.
E come Yates sa perfettamente, una volta che fai bene una
cosa importante, la gente tende a dimenticare tutte le altre
che hai sbagliato in precedenza. A volte i pi devoti cercheranno
addirittura di trovare un modo per far sembrare esatte
le cose sbagliate, quelle passate, presenti e future.
Ispirato dalla prosa, dall'uomo e adesso anche dal Chianti,
Yates decide di fare qualche profezia per proprio conto.
Secondo la biografia, prima di una sessione notturna di divinazione,
Nostradamus digiunava per tre giorni, si asteneva
dal sesso e aspettava le condizioni meteorologiche perfette.
Si bagnava in acqua consacrata, vestiva una semplice tonaca
e usava come bacchetta magica un ramo di alloro. Poi si
sedeva chinando il capo su una bacinella di ottone, piena di
acqua bollente, oli essenziali e forse erbe stupefacenti.
Dopodich intingeva l'alloro nell'acqua e si cospargeva i piedi
e l'orlo della tunica. Nostradamus una volta aveva dichiarato
che cerano degli angeli al suo fianco quando diventava preda
della trance dell'"energia profetica. Poi scriveva su della
carta consacrata con una penna ricavata dalla terza piuma
dell'ala destra di una giovane oca. Una volta finito il lavoro di
scrittura, gettava in aria i fogli con le quartine e le raccoglieva
nell'ordine in cui erano cadute.
Yates decide di usare questo metodo per scrivere un rapporto
ai Johnson, o come base per un discorso futuro. O per
dare un po' di forma e senso agli avvenimenti ai quali ha
assistito durante la settimana appena trascorsa. O forse 
solo un pensiero stillante alcol di un uomo distrutto. Senza
contare, pensa, che al pari di Nostradamus se astenuto dal
sesso per i tre giorni prescritti, e pure un po' di pi. E anche
se il bagno non era stato fatto in acqua consacrata, il profumo
era dannatamente buono. L'accappatoio morbido dell'hotel
non  esattamente una rozza tonaca, ma  abbastanza
confortevole da aiutare a indurre un flusso considerevole di
"energia profetica. Invece di sniffare oli o erbe stupefacenti
da una bacinella di ottone, andr benissimo un altro bicchiere
colmo di vino. Il telecomando  un valido surrogato della
bacchetta magica di alloro. E per quanto riguarda la terza
piuma dell'ala destra di una giovane oca, a meno di non voler
testare l'abilit del personale dell'albergo, la tastiera di un
portatile gli sembra un degno sostituto.
Profezie
(addendum alla prefazione)
Milano: C' posto per un futurologo in un mondo terrorizzato,
compromesso e moralmente ambiguo? Un mondo in
cui tutti possono diventare un Dottor Stranamore, dal venditore
di gyros della Sesta strada a un compianto poeta
bosniaco fino alla persona che vi ha appena sorriso nel
reparto cibi in scatola di un Piggly Willy? E se c' qualche
possibilit per un futurologo, quale dovrebbe essere il suo
ruolo? Il predicatore di un domani migliore in buona fede
ma considerevolmente impreciso? O il santo patrono in
buona fede di tutte le apocalissi ancora da venire? Dovrebbe
dirvi di sigillare le vostre finestre e di tenere in casa
un'abbondante scorta di acqua minerale, batterie, pastiglie
di iodato di potassio, maschere antigas e contro i germi, e
carte da gioco? Dovrebbe dirvi come evitare i disastri o
come fingere che non ne accadranno pi, per passarsela il
meglio possibile prima dell'arrivo del primo lampo accecante
che cambier tutto? Dovrebbe dirvi di considerare
ogni straniero come un pazzo assassino pronto a dirottare i
nostri Boeing 767 contro le nostre libert? O come qualcuno
potenzialmente capace di rendere le nostre vite meno
omogenee e pi interessanti? Ditemi, che cosa dovrei fare?
Come dovrei sentirmi? Qual  la cosa moralmente pi giusta
per un essere umano in un mondo che ha sempre meno
senso ogni nanosecondo che passa? Cosa deve fare per
essere un eroe autentico nel Ventunesimo secolo? Donare il
sangue? Cambiare il proprio voto? Dire a qualcuno che sta
parlando al cellulare a voce troppo alta? Oppure proporre
al prossimo gruppo di lettura Leggere Lolita a Teheran?
Ditemi. Ditemi che tipo di saggezza o di lezione posso regalare
a chi mi ascolta, parlando di un pomeriggio iniziato
con la gentilezza di una vecchia signora e finito con un
posto in prima fila davanti a una strage? Qualcosa tipo:
Fate attenzione fuori di qui. Oppure: Anche questa passer.
O questo: Moriremo tutti.
Ditemi. Ogni suggerimento  benvenuto.
Invia il testo senza rileggerlo o correggerlo. A Johnson e
Johnson come rapporto dal fronte. Poi a Campbell come
discarica intellettuale. Poi a N 2-30 come provocazione, rametto
d'ulivo, perdono. Poi a David il tuttofare e a Blevins il
cazzone. Poi, dopo aver vuotato un altro bicchiere di Chianti,
lo invia al sito non ufficiale della Coalizione degli ignari, perch
in fondo gli interessa che cosa pensano quelle persone.
Un'e-mail di Campbell, quasi immediata:
Di questo stavo parlando l'altro giorno tra le lacrime.
Queste sono le cose importanti, diffuse attraverso il filtro
morale di un uomo buono e intelligente. Questo  quello
che dovresti fare. Quello che avresti sempre dovuto fare.
Spero che tu non lo abbia inviato agli ossimori dell'Intelligence.
Seguita poco dopo da una telefonata degli stessi ossimori.
Qui l'incredibile Yates, posso esservi di aiuto?
Non la stiamo pagando per fare domande.
Neanche retoriche?
In realt, dovremmo multarla ogni volta che USA un cazzo
di punto interrogativo.
Mi pare di capire che preferite i punti esclamativi. Preceduti
da proclami oltraggiosi e preferibilmente falsi.
Ha qualcosa per noi?
Certo. Che ne dite di questo? A Milano esistono decine di
ragazzi e ragazze il cui disprezzo per la politica degli Stati
Uniti  cos profondo da spingerli ad allontanarsi dalle loro
favolose giovani vite per scendere in strada a protestare.
Allora si trovava l?
Abbastanza vicino da vedere lo sguardo che avevano
negli occhi.
Cos'altro?
"Beh, uno di loro, un ragazzo, era cos convinto delle proprie
idee che, anche dopo che una bomba l'aveva lasciato
ferito e disorientato, ha rifiutato l'aiuto di un americano,
proprio a causa del suo essere americano', e sembrava gli
importasse di pi bruciare una bandiera a stelle e strisce che
sopravvivere.
"Capisco, roba buona. Non le solite cazzate filosofiche.
Non c' niente di buono. Niente di quello che  successo
oggi in quella galleria  stato neanche lontanamente
buono.
Perch si trovava l? Cosa sta facendo a Milano?
E voi mi rompete le palle se le domande sono io a farle.
Lei pensa che abbiano voluto farlo sembrare un atto di
terrorismo americano contro una manifestazione antiamericana?
Per presentarci come barbari sanguinari?
"Cosa?"
"Chi pensa sia stato?
"Non ne ho idea. Io stavo facendomi un goccetto al bar. 
vicino al mio hotel, qui dietro l'angolo. Avevo appena visto
L'ultima cena."
Ho sentito che fa cacare vista dal vero. Pensa che oggi ci
saranno altri incidenti come questo? Domani? In altre citt?
Lei sta scherzando, vero?
Ha qualche idea su quello che potrebbe succedere?
Certo. Me lo ha detto in sogno la ragazza sulla Vespa."
Mentre lo dice, pensa a Mabus e Nostradamus, ma si ricorda
la conversazione con Campbell e decide di non farne parola
con loro. "Non ve ne frega niente di quello che la gente pensa
di noi, vero? Quello che importa  cosa succeder adesso,
come si pu sfruttare la situazione, giusto?
Forse abbiamo commesso un errore con lei.
Qual  la cosa pi coraggiosa che un uomo o una donna
potrebbe fare secondo lei?
Facile. Superare paure ed egoismo per preservare le libert
del proprio paese e della propria famiglia. Il suo coraggio
 pi grande delle sue paure. Le sue azioni non sono
dettate dal desiderio, ma dall'amore.
"Secondo questa definizione, allora, quello che la ragazza
ha fatto oggi  stato coraggioso?
 ubriaco, Yates?
Facendo quello che faccio, sto aiutando a preservare le
libert della mia patria?
"Io credo che nel profondo lei sappia gi la risposta."
"E la mia patria... voi lavorate per la mia patria?
Per un attimo Johnson non dice niente. Poi: "La faccenda
 un po' complessa.
Sa che le dico? Non ci voglio pi entrare. Potete riprendervi
la vostra carta di credito. I vostri soldi. Questa storia 
troppo strana.
Non faccia lo sciocco. Adesso che la sappiamo l, ci
piacerebbe che approfittasse del suo discorso alla conferenza
per infilarci un paio di pensieri sulla democrazia, sulle
libert individuali, magari sulla delocalizzazione.
Io ho chiuso.
Si prenda un po' di tempo.
L'ho fatto.
Si faccia passare la sbronza. Poi si prenda ancora un po'
di tempo.
Potrebbero volerci settimane. Voglio sapere per chi lavorate.
Che cosa volete. E perch pensate che io vi possa aiutare
a ottenerlo.
Yates...
Johnson... o adesso parlo con Johnson?
Se sa qualcos'altro sull'esplosione di oggi, ce lo deve dire.
Va bene?
Va bene. Ma il ritornello non cambia. Continuo a non
sapere assolutamente niente.
Riattacca e fissa il telefono aspettando che squilli di nuovo.
Ma non succede. Il bip di un'e-mail rompe il silenzio nella
stanza.  di David il tuttofare:
Ricevuto il suo messaggio. Posso chiamarla?
Yates digita S, poi riempie di nuovo il bicchiere. Risponde
al cellulare ancora prima che inizi a squillare. "David,
che succede?'
Per un momento c' solo silenzio. Poi una donna si schiarisce
la voce.
"Lauren?
"O Dio. Ancora?"
"Marjorie? Stai bene? Dove sei?
"Non a Milano. N in Groenlandia. E no, non sto bene.
" stato David a trovarti?
"Sono stata io a trovare lui. Mi ha dato il tuo numero.
Ti ho aspettata.
"Lo so.
Due tipi sono venuti nella mia stanza a picchiarmi. Ho
aspettato, ma dopo un po' ho pensato che avessi deciso di
non venire e me ne sono andato."
"Lo so, lo so.
Ho immaginato che la mia proposta ti fosse sembrata
assurda."
"Hai immaginato male. Sono venuti anche da me.
Quelli del CBD?
"No. Americani. Due uomini malvestiti. Hanno detto di
averti incontrato all'hotel. Hanno detto che li avresti aiutati a
difendere gli interessi delle compagnie che loro rappresentano.
A Johannesburg e altrove. Che hanno convinto quelli del
CBD a lasciarti in pace - troppo tardi, ovviamente. Ma io
comunque non mi fiderei, Yates.
Cosa ti hanno fatto?
Gli americani? Niente. Gli ho detto che avevamo passato
la notte bevendo insieme e che per quanto tu ci avessi provato,
eri troppo ubriaco per soddisfare i tuoi desideri.
Ecco cosa ci guadagno per averti rispettata.
Mi hanno fatto un sacco di domande, ma ho fatto la
tonta. Gli ho detto che tutto quello che volevi era parlare
della tua ex e del tuo discorso. Mi hanno tenuta in una stanza
da qualche parte a Soweto fino a quando, immagino, tu
hai lasciato il Sudafrica. Poi mi hanno detto che mi avrebbero
uccisa se avessi parlato ancora con te, o con qualcun
altro riguardo alla loro esistenza. Poi mi hanno lasciata
andare.
Non voglio che ti facciano del male solo perch mi conosci.
Non dovresti pi parlare con me, lo sai?
Lo so.
Yates aspetta che lei aggiunga qualcosa, ma Marjorie non
lo fa. "Hai trovato il tuo passaporto?
S."
"Voglio che mi raggiungi. Se lo desideri, naturalmente.
Non posso prometterti per che sar sicuro. E nemmeno
interessante.
"Non pu essere peggio della mia situazione attuale.
"Devo solo trovare un modo per farti avere i biglietti senza
che loro lo scoprano. E decidere dove andare, dove andr
io prossimamente.
"Va bene.
"Marjorie?
S?
"Hai idea di chi ce dietro a quegli uomini, gli americani?
Forse lavorano per un governo, ma a giudicare da quello
che hanno detto alla gente del CBD, quello che gli preme pi
di tutto  il denaro. E gli interessi americani'.
Sei al sicuro per adesso?
Una pausa. S. Per adesso.
Puoi chiamarmi domani? Verso mezzogiorno? Cos ho il
tempo per fare un paio di telefonate."
"Stai attento, Yates.
Per un po' dorme e sogna una versione ancora pi spaventosa
delle cose vissute recentemente. Sommosse calcistiche,
astronavi in caduta libera, bombe dilaniatrici di giovani.
Sogna di un mondo in un bagno di sangue innocente. Con la
luce accesa. La TV. Il computer. Tutto acceso. Il telefono, per
un motivo o l'altro,  staccato ed emette un suono monocorde.
Quando si sveglia si sciacqua la faccia e chiama il servizio
in camera per portare via il vassoio e i resti della cena. Cerca
un orologio vicino al letto ma non vede niente. Per Yates il
tempo nelle camere d'albergo spesso perde di contesto. Negli
hotel stranieri perde anche di significato. L in TV scorrono
immagini senza orari d'inizio o di fine: proposte turistiche,
canali di servizio, film a pagamento. Anche i telegiornali delle
altre nazioni sembrano registrati, sembrano venire non solo
da un altro luogo ma anche da un altro tempo, non sempre
dal passato, ma da un futuro che lui ha gi visto. A volte non
solo si sente confuso, ma anche disorientato. Naturalmente,
l'alcol, lo stress, il jet lag e una miriade di atrocit vissute
come testimone, e forse come attore inconsapevole, tendono
ad aumentare quell'effetto.
Guarda l'oscurit del cielo fuori dalla finestra: notte fonda
o primo mattino? O  il crepuscolo? Non lo sa e decide che
non vuole saperlo. Render le cose pi facili quando uscir
per provare a perdercisi dentro: un momento senza tempo
nelle tenebre di Milano. Ma proprio quando pensa di non
potersi sentire pi perduto di cos, ecco che  la sua coscienza
a ritrovarlo. E lui sa che  perch ha guardato il maledetto
cielo, che in questo preciso istante  come guardare dentro
gli occhi di suo padre, occhi che guardano ma non giudicano
perch non ne hanno bisogno, perch hanno l'assurda capacit
di forzarlo a giudicare se stesso. Yates deve ai suoi genitori
una telefonata. Molte telefonate. E la ragione per cui non
le ha fatte non  un grande mistero psicologico. Loro lo
sanno. Specialmente suo padre. Magari non sanno tutto, ma
certamente hanno un'idea generale di cosa  diventata la sua
vita, di cosa  diventato il figlio. E non se la sente in questo
momento di affrontarli. Non con un mondo pieno di contraddizioni
che aspetta fuori dalla camera 323. Cos chiude le
tende e si ripromette di non guardare pi il cielo. Chiama il
servizio in camera per portare via i resti della cena e per far
spedire un pacco, e gli viene cortesemente detto che ha gi
chiamato qualche minuto fa e qualcuno sar l tra un attimo.
Hotel-j vu. Mentre aspetta indossa una maglietta nera nuova
e si guarda allo specchio, non tanto per vedere se ha un
bell'aspetto ma pi che altro per assicurarsi di essere ancora
se stesso. Sente il campanello dell'ascensore e apre la porta
prima che l'inserviente possa bussare. Sorride, invitando
l'uomo a entrare con un gesto. Queste sono le ultime persone
su cui pu contare, le imparziali costanti della sua vita: gli
autisti di limousine, gli inservienti e i tuttofare, gli assistenti
personali e i maggiordomi. Sempre cordiali, cortesi, disponibili.
Sempre desiderosi di fare conversazione sul tempo, lo
sport, le bellezze del luogo e mai sulle catastrofi, la politica,
l'etica; sempre con la stessa inflessione di voce, variata solo
dai diversi accenti stranieri. Anche se aveva gi dato una
mancia all'arrivo della cena, gliene d ancora una, ben consistente,
a spese dei Johnson. Poi prende una busta dal tavolo e
la porge all'uomo. Dentro il pezzetto d'affresco di seicento
anni fa. E anche una cartolina:
l'ultima cena,
DI LEONARDO DA VINCI,
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE, MILANO
La busta  indirizzata a Lauren. Sul retro l'uomo che vendeva
il futuro ha scritto:
Saluti dal Rinascimento.
Vorrei che tu fossi qui!
...
.
...
12. Un designer di bottoni.
...
.
...
Non  possibile che lascino entrare un tipo come Yates,
vestito cos, con un'espressione cos, a quest'ora (qualunque
sia) nel Burlap Thong, il bar annesso all'hotel. Ma lo fanno,
una volta che ha detto di essere un ospite dell'albergo e, su
loro richiesta, ha mostrato la chiave di una suite, nientemeno.
Lo stile del bar, apparentemente,  un inno contro la
moda, fatto dagli stessi stilisti. Uno scherzo per iniziati, che
Yates tarda ad afferrare. La sua ipotesi  che questa bella
gente si vesta male apposta. Tipo uno schizzo di piscio nell'occhio
pigro del resto del mondo. Guardate, forme di vita
inferiori, la sapete una cosa? Anche in poliestere e stivali da
lavoro, calzini bianchi e tute mimetiche sformate, noi siamo
comunque belli e impossibili.
Pur alieno a tutta questa bellezza, Yates pensa di non dare
troppo nell'occhio. Localizza uno spazio tra la massa di esili
corpi al bancone e ordina un bicchiere di bourbon. Brinda
alla donna che siede al suo fianco, una deliziosa modella dai
capelli ramati in tuta grigia da lavoro con un cappello da
minatore e sbuffi di carbone disegnati sulle guance rosee.
Decidendo in fretta che Yates non  nulla di pi che un aspirante
bello e impossibile, si alza, tossisce come se avesse davvero
polvere di carbone nei polmoni e se ne va. Yates prende
il suo sgabello e si mette comodo in compagnia del bourbon.
Si era dato una regola. Bere solo quando si  contenti. Quando
ce qualcosa da festeggiare. O insieme a gente divertente.
E non bere mai - specialmente da solo - quando le cose
vanno male. Quando si  depressi. Ha sempre pensato che
fosse una buona regola e spesso l'ha declamata ad altri con
quello che, adesso gli  chiaro, era un certo orgoglio odioso e
supponente. Perch il fatto  che, fino a poco tempo fa, le
cose a Yates non erano mai andate male. Non era mai stato
davvero depresso. Fino a poco tempo fa, non era mai stato
piantato da una donna. Non aveva mai visto gente morire
allo stadio. Una adolescente farsi saltare in aria. Fino alla settimana
scorsa non era mai stato pestato in una camera d'albergo,
mai perseguitato da un profeta terrorista e psicopatico;
fino a questo momento non aveva mai visto il suo lavoro
e la sua vita come li vede adesso.
Regola stupida, pensa mentre appoggia le labbra al bicchiere.
Inventata da uno stupido.
Americano?"
Yates guarda un bel ragazzo vestito da campagnolo. S. E
tu sei un contadino?
Il bel ragazzo ride. Sono americano anch'io. Anche se
adesso faccio vita on the road. Un po' faccio il modello, un
po' sono in viaggio. In cerca di avventura.
Yates pensa all'hotel spaziale. Gli piacerebbe che avesse
avuto un posto in pi con uno specchio a figura intera per
questo tipo, che sembra spiccare per stupidit anche tra gli
altri modelli. Ecco che arriva la stretta di mano.
Chandler.
Nome o cognome? Come il padre del romanzo giallo o il
drogato di Friends?"
Tutti e due. In una parola sola.  meglio cos nel giro.
Bel tatuaggio, Chandler." Yates indica un ammasso di
ideogrammi che vanno dalla spalla destra del ragazzo fino
alla fine del suo bicipite scolpito.
"Grazie. L'ho fatto in Thailandia. Posso offrirti un goccio?
Bene. Ti dir un segreto. Il tatuatore m'ha detto che voleva
dire guerriero delle verit'. Poi un paio di settimane dopo in
Cambogia qualcuno mi ha detto che vuol dire codardo con il
cervello pieno di merda.
L'inimitabile umorismo thailandese. Il tuo segreto con
me  al sicuro, Chandler.
Grazie. Salute."
Yates beve, si guarda intorno. Due modelle vestite da benzinai
si dimenano sulla pista. Un adone in uniforme di McDonald's
distribuisce immaginari panini doppio formaggio deliziando
una tavolata di finti computer freak. "Dimmi, Chandler.
Quelli ti odiano perch sei bellissimo o perch sei americano?
Chandler ride. Niente sembra irritarlo. "Sfortunatamente
n per luna n per l'altra cosa.  solo questione di personalit.
Un difetto d'atteggiamento congenito. Non sono abbastanza
cattivo per essere preso sul serio n abbastanza buono
per piacere veramente. Sono gay, ma non lo ostento. In realt
odio la moda. Cos sono quasi un reietto. E tu che fai?
Sono un designer.
Davvero?''
"S. Certo.
"Dovrei conoscere il tuo lavoro?''
"Solo se hai un debole per gli accessori fetish. Sono un
designer di... bottoni.
"Davvero figo.
"Ragazzi, lui  Yates.  un designer.
Davvero? Mitico.
Sono adesso all'In Transit, un bar sul Naviglio Pavese
dalla clientela quasi esclusivamente straniera, nel quartiere
di Porta Ticinese, una zona di canali realizzati, secondo un
Chandler sempre pi brillo, sulla base di un progetto di
Leonardo. Sembra che all'In Transit si beva Guinness o Budweiser
o whisky. Qualsiasi cosa che non sia di moda oppure
italiana. All'In Transit l'esotismo si conquista bevendo roba
comune che si beve dappertutto tranne qui. Yates beve whisky.
Aveva chiesto Maker's Mark. Poi, per chiarire, del bourbon.
Lo sguardo vacuo del barista l'aveva poi convinto a dire
whisky e l'aveva ottenuto - qualcosa di marrone e potente.
Decisamente non bourbon. Forse della segale miscelata maldestramente.
" solo un modo per guadagnarsi da vivere, dice il designer
di bottoni. Chandler la fa lunga presentandolo ai suoi
buoni amici, ma Yates capisce che gli altri al tavolo l'hanno
conosciuto solo la sera prima e la maggioranza non si ricorda
neanche il suo nome. Ci sono tre australiani, una polacca,
e due, tre, quattro americani. Tutti freschi reduci, a detta di
Lydia, la ragazza polacca, da una vacanza in Afghanistan.
E come  stato? chiede Yates, prendendosi una sedia.
Quattro di loro si voltano verso Yates e pronunciano fantastico
in diverse varianti. Quella pi infervorata sull'argomento
 Deanne, una muscolosa brunetta dai capelli corti
che viene da Branson, Missouri. Una terra tetra e indimenticabile.
Ovunque segni di devastazione. Ancora incredibilmente
calda.
Calda per il pericolo o per la temperatura?
"Calda perch eccitante. Irrequietezza tribale. Armi pronte
a sparare. Cecchini. Deanne versa un po' di Budweiser
nella sua pinta di Guinness e continua: "Questa  la cosa pi
affascinante.
Essere in pericolo di vita?
Senza dubbio.
Yates beve. Pensa al coraggio, all'eroismo. Decide che le
azioni di questa Deanne da Branson, Missouri, e del suo
gruppo non possono essere qualificate n come audaci n
come eroiche. Ma lei  carina, comunque.
Non puoi capire se non l'hai provato.
"Fammi indovinare:  la possibilit della morte, la sua
vicinanza, che ti fa sentire pi viva che mai.
Deanne annuisce fino a quando capisce che se Yates forse
non la sta prendendo proprio in giro, sta comunque giocando
con lei. Lo sapevo che non avresti capito.
No, non ho capito. Ma non intendevo offenderti."
Lei sorride. Decide di dargli un'altra possibilit.  solo
che a casa a Branson - ma in fondo  cos dappertutto - 
rimasto poco di esotico. Di inaspettato. Ogni viaggio, in qualsiasi
angolo del mondo,  gi stato fatto. Ci sono libri che ti
dicono che devi mangiare questa cosa in questo posto.
Dormire in questo albergo. Usare questa mappa. Fare questo
giro.
Camminare seguendo questi passi, Yates sviluppa il suo
ritornello. Toccare queste impronte digitali.  tutto preordinato,
con le istruzioni in ventisette lingue. Dove altro sei
stata? O l'Afghanistan  il tuo primo viaggio di questo tipo?
Oh, no. Siamo stati in Bosnia. Haiti. Gaza.
Iraq?
L'anno prossimo in primavera. L, oppure a Bas'ar.
Dev'essere un posto pericoloso, altrimenti non fa per te,
giusto?"
S. Perch tutto  gi stato scoperto. Ma quando ci aggiungi
un po' di pericolo, anche i posti conosciuti tornano a
essere nuovi ed eccitanti. Mi fa sentire coraggiosa. E nell'altra
mia vita  una cosa che non sento pi.
Cosa fai nell'altra tua vita?
Insegno. All'asilo. E quando non lavoro, viaggio.
Yates medita su queste parole. Osserva il viso un po' rotondo
di Deanne. La pelle liscia e abbronzata. Occhi blu che sembrano
tristi. O forse vuole che sembrino tristi, cos che possa
trasformarli, alleviando la tristezza, facendoli brillare come
quando un caccia sfreccia sopra il tetto della sua Land Rover.
Va bene. Tu vai nei posti pi pericolosi del pianeta. E allora
cosa ci fai qui a Milano oltre a eccitarti per l'orrore delle sfilate
di moda e per la spaventosa minaccia del fumo passivo, circondata
da modelli di serie B e da designer di bottoni?"
Questo  solo un punto di passaggio, una stazione intermedia,
prima di andare in Sudan. Ma comunque, ironicamente,
sembra che il pericolo ci abbia seguiti.
Questo, e solo questo, abbassa il livello del morale di Yates
e, conseguentemente, del suo whisky. Si schiarisce la gola,
si sporge in avanti e dice con una voce preoccupata ed esausta
di cui subito si vergogna: Parli della bomba?
"S."
"Io c'ero."
Deanne si alza e spinge la sedia vicino a quella di Yates. Si
china verso di lui e i suoi occhi non sembrano pi tristi.
Guardano Yates come se lui non fosse pi un semplice designer
di bottoni ma una zona di pericolo fatta persona, e sembrano
affamati, se possibile.
"Hai una ragazza o una moglie?
Yates pensa a Lauren. Capisce in questo momento di aver
superato il pensiero di lei pi di quanto riesca a superare la
parte di s che l'ha fatta allontanare. Poi pensa a Marjorie.
"No, dice. "Non ce l'ho."
Deanne vuole sapere tutto. Il caff. Il colore della Vespa. Il
rumore dell'esplosione. Lo sguardo negli occhi della ragazza.
La distanza di Yates dal cratere. Tutto riguardo al ragazzo
italiano ferito. Ma aspetta fino a quando sono tornati all'hotel,
nel mezzo di qualcosa troppo bizzarro per essere definito
sesso, per chiedere. Hanno lasciato l'impopolare modello e lo
stanco trio di cercatori di emozioni forti in un altro bar, di
cui Yates non ricorda il nome, senza salutare. E adesso lei
vuole davvero sapere tutto, rivivere tutto come se fosse stata
nella galleria. Lo sta facendo diventare un gioco di ruolo, un
preliminare, uno psicodramma, e Yates  troppo stanco per
protestare, troppo disorientato per negarsi.
Di che colore erano i suoi occhi? I suoi vestiti? Pensi che
andasse a morire? Uh-huh. Cos, uomo dei bottoni. Cosa hai
fatto quando eri l? Sentivi l'adrenalina pompare dentro di te?
Eri eccitato? O spaventato? Uh-hum. Mmm-hmm. S. S. Cos.
Dimmelo ancora.
Quando lui si perde un attimo, o cerca di riportarla alla
realt, lei smette di muoversi, strizzare, graffiare. Se  parco
nei dettagli dell'orrore, lei si spegne,  parca in tutto il resto.
Cos lui non ha altra scelta che continuare, inventare, mentire.
Naturalmente ho sentito l'adrenalina. Scorrere in tutto il
corpo. In ogni fibra, in ogni nervo. Elettrica. Ebbrezza cinetica,
che nasceva, si innalzava e si manteneva, completamente priva di paura.
E poi? E poi?
 stato come il sangue che scorreva allo stadio.
Come cosa?
I morti allo stadio di Johannesburg...
Oh. Mio. Dio. Cos. Quello  il bottone, uomo dei bottoni.
...
.
...
13. Molte domande, quattro aspirine e un semplice malinteso.
...
.
...
Il suo primo pensiero, quando apre gli occhi su due pistole
spianate,  Prego, sparatemi. Uno degli uomini con la pistola
dice qualcosa in italiano a qualcuno dietro di lui. Un altro
si fa avanti per guardare Yates. Lui prova a chiudere gli
occhi. Ma quando li riapre le pistole sono ancora l, e nessuno
dei due sembra volergli fare il piacere di liberarlo dalle
sue pene. Sente che altri uomini stanno perquisendo la stanza,
ma preferisce non provare neanche a controllare. Un
pianto di donna arriva dalla zona della palestra privata.
Un'altra ragione per volere morire: Deanne da Branson, Missouri.
Adesso che l'ha coinvolta in una storia cos pericolosamente
eccitante, non riuscir pi a liberarsi di lei.
Si alzi, signor Yates. In inglese impeccabile. Chi ha parlato
 un uomo disarmato, vestito con eleganza. Lui alza le
mani, esprimendo resa, pace, colpevolezza. Si siede. Il sangue
ha abbandonato la sua testa, lasciando spazio solo per il
dolore. Dovrebbe avere la cortesia di seguirci. Dobbiamo
farle alcune domande.
Lo guardano alzarsi con le mani sempre in alto. Uno di
quelli con la pistola raccoglie i jeans di Yates da terra, sogghigna
alla vista della marca e glieli butta. Poi la maglietta
nera spiegazzata. Yates si veste, si liscia i capelli con la mano.
Se gli scatteranno una foto segnaletica non sar granch.
Dalla palestra pu sentire Deanne da Branson che parla. Le
sente dire: "Non so neanche come si chiama di nome... Designer
di bottoni... Bomba... Ubriaco. Dall'altra parte della
stanza qualcuno sta requisendo il suo computer, il suo cellulare,
la sua valigia.
Lo scortano, senza manette, fino all'ascensore, gi nell'atrio
e poi fuori. Lo fanno salire sul sedile posteriore in pelle
di una Fiat berlina rossa. Uno di quelli con la pistola si siede
accanto a lui. L'altro si mette al volante. Dopo aver scambiato
poche parole con quelli che rimarranno sul posto, forse a
passare al setaccio la camera, forse a interrogare Deanne,
l'uomo che Yates immagina sia il capo si siede davanti, a
fianco dell'autista, e si fuma un sigarillo. Accende il cd player
- Uncle Tupelo - e guarda fuori dal finestrino senza degnare
Yates neanche di un'occhiata.
Due canzoni pi tardi si fermano di fronte a un palazzo
dalla facciata antica. L'autista digita un codice su una tastiera
incassata nel muro e due enormi battenti ad arco di legno
si aprono su un piccolo cortile con un vialetto circolare e una
fontana nel mezzo. Forse perch Yates  ancora preda dei
postumi di una sbronza - morale e alcolica - colossale, o
forse perch crede di non aver fatto assolutamente nulla di
male, o perch ormai non gliene frega pi un cazzo di niente,
pi che spaventato si sente confuso.
L'agente in capo gli apre la portiera, dice: "Prego, e Yates
scende dall'auto.
Posso chiedere dove ci troviamo?
In un luogo che usiamo per gli interrogatori.
E il mio diritto a un avvocato? Eccetera eccetera.
L'agente sorride. "Signor Yates, viste le circostanze, dovrebbe
essere felice di essere ancora vivo. Se lei non fosse cittadino
americano, e in pi cos famoso, alcune persone questa
notte sarebbero state ben felici di vederla morire tragicamente
e misteriosamente nel sonno."
Lo guidano per una stretta scalinata in pietra fino a una
stanza al secondo piano. Lo fanno accomodare su una poltrona
di pelle consunta, dove Yates si lascia cadere come un
bambino esausto. Dopo un attimo si gira verso una guardia,
si indica la testa e fa una smorfia. Un'aspirina, per favore.
La guardia si rivolge al capo, che annuisce. Si avvia allora
verso la porta e Yates esclama: Scusi, poi mostra quattro
dita. "Per favore.
L'agente in capo si accomoda a sua volta, su una sedia di
legno dallo schienale rigido di fronte a Yates. "Sono l'ispettore
Marinaccio, dice. "Servizi segreti. Immagino, signor
Yates, che lei sappia perch siamo qui.
Yates sospira. Alza gli occhi e reprime a stento un conato
di vomito, perdendo per un attimo la cognizione di dove si
trova. "L'hotel spaziale? si sente dire. Non credo davvero
che mi si possa incolpare di qualcosa.
Marinaccio inclina la testa, gli occhi gli si fanno pi grandi.
"Voglio dire, mi hanno pagato molto bene. I russi. I loro
uomini. Per fare quello che faccio. Il che, lo ammetto, non 
sempre bello. Ma Ges...
L'italiano mette una mano in tasca, estrae un sigarillo e lo
accende.
"Perch? continua Yates spontaneamente. "C'era un cittadino
italiano a bordo? Non mi ricordo, ma non  che stessi
prestando particolare attenzione alla faccenda.
"Non mi riferivo all'hotel spaziale. Magari possiamo parlarne
pi tardi.
"Allora si tratta di Johannesburg?
Marinaccio sembra confuso, poi annuisce. "S, sono stato
informato riguardo a Johannesburg. C'entra qualcosa con
tutto questo?
I disordini allo stadio? O la prostituta scomparsa? Che
tecnicamente poi non  neanche pi scomparsa. Anche se
non posso rivelare dove si trova.
L'ispettore reprime un colpo di tosse. Poi, non riuscendo a
frenarsi, prorompe in un eccesso che quasi lo soffoca. Prende
al volo il bicchiere d'acqua dalla mano della guardia che 
appena tornata con le aspirine di Yates, ne beve un sorso, poi
glielo porge. Mentre Yates ingoia le compresse con il resto
dell'acqua, Marinaccio si appoggia allo schienale. Sembra
essersi ricomposto. "Mi riferivo al suo discorso di Johannesburg
e a quale sia il collegamento con le sue azioni pi
recenti. Possiamo tornare ai disordini e alla donna scomparsa
pi tardi."
"E l'hotel spaziale? Mi sta molto a cuore.
S, certo. Ma il discorso?
"S, il discorso. Si potrebbe dire che  stato proprio il
discorso a dare il la a tutto, a spalancare la porta a tutte le
altre cose. Faith B. Popcorn. Johnson e Johnson. Il marchio
America. Il pazzo che vive tra gli iceberg e la repellente figlia
del capo della mafia groenlandese.
Mafia groenlandese?"
Sono sicuro che non conta un cazzo in confronto a Cosa
nostra, se poi esiste davvero. Ma comunque di lei non ci si
pu fidare.  molto promiscua, nonostante il suo aspetto
grottesco. Basta chiedere al disertore dei Corpi civili di pace
e all'uomo dei tulipani.
Uomo dei tulipani? Cos', uno pseudonimo?
Yates scoppia a ridere. "Certo. Gliel'ho affibbiato io. 
tutto nel mio rapporto, che, a onor del vero,  un falso clamoroso.
Totalmente inventato, solo per togliermeli dalle scatole.
Gli agenti del governo, noh i groenlandesi."
Marinaccio si strofina gli occhi. Bene. Possiamo concentrarci
di nuovo sulle sue attivit a Johannesburg? Hanno a
che fare con il suo recente arrivo a Milano?
Beh, in un primo momento pensavo che quella sarebbe
stata la mia ultima conferenza. Tra l'hotel spaziale e il sangue
allo stadio e la prostituta subito scomparsa e Lauren, la mia
donna che mi ha mollato dopo sei anni, ne avevo davvero
abbastanza. Volevo smettere. Ma poi  andato tutto diversamente.
Il discorso di Johannesburg ha fatto risalire le mie
quotazioni alle stelle. Il che ha portato all'invito qui a Milano
che, devo ammettere, avevo rifiutato, ma pi dicevo no e pi
quelli mi ricoprivano di denaro.
"Quelli chi?
A essere sincero, non lo so neppure. Non mi occupo di
queste cose. Ho un agente che se ne cura. Pu sembrare un
modo di fare un po' freddo e distaccato, ma ho sempre trovato
meglio che fosse lui a dirmi dove andare e quali fossero le
consegne specifiche del contratto, di modo che io potessi
concentrarmi esclusivamente sul mio lavoro.
"E il suo lavoro, signor Yates, non le pesa sulla coscienza?
Non la disturba in alcun modo?
Yates fissa la parete e ci riflette per un momento. Poi gli
occhi gli diventano pi grandi e finalmente risponde. " Certo
che s. Mi disgusta.  per questo che sto cercando di smettere.
Non si tratta di quello che ho fatto all'Ultima cena, vero?
"L'ultima cena?
Lo so, anche se fa cacare,  un capolavoro dell'arte, ma
non credo proprio che quello che ho fatto possa essere definito
deturpazione.
"Lei ha deturpato L'ultima cena?
" quello che le sto dicendo. No. Ho raccolto un pezzetto
di malta da terra. Per farla breve,  parte di un giochetto privato
che sto facendo con la mia ex fidanzata."
Marinaccio sta per dire qualcosa, ma poi si trattiene. Si
alza e si gratta il mento.
Yates decide di rompere il breve silenzio. "Per rispondere
alla sua domanda, ispettore Marinaccio, mi pesa eccome.
Tutto. Sto cercando di uscirne. O almeno di prendere parte
solo agli eventi che approvo moralmente. Eticamente."
"Allora l'evento di Milano  moralmente accettabile? In
tutti i sensi?
Yates si guarda le mani. Sul dorso di quella sinistra riluce
il vistoso timbro arancione di un locale, dove non si ricorda
neanche di essere stato la notte scorsa. Adesso per gli torna
in mente Chandler che balla dentro una gabbia appesa sulla
pista, cucendosi immaginari bottoni sul vestito e facendo
salti da canguro per la gioia degli australiani. Poi si ricorda
anche del sapore di una sorta di assenzio alle erbe che aveva
bevuto prima di andarsene con Deanne.
"C' qualcosa che la diverte, signor Yates?"
"Scusi. S. A essere sincero, questa  una delle cose che mi
crea meno problemi... in qualche modo, rispecchia il mio
animo.
"Davvero.
"Proprio cos. In effetti, si tratta semplicemente di una
variazione di quello che ho detto a Johannesburg. Solo un
paio di piccole modifiche per rendere il tono pi adatto a
questo pubblico specifico.
Marinaccio schiaccia il sigarillo nel posacenere e si avvicina
minaccioso a Yates. Digrigna i denti e alza il pugno destro,
ma riesce a controllarsi.
Yates si appoggia all'indietro, alza le mani. Ehi, ispettore,
ho detto qualcosa di sbagliato?
Sbagliato? Lei mi fa schifo. Lei  solo... spazzatura.
Spazzatura  un po' indelicato. Lo so che quello che faccio
non  per tutti, ma se si giudica serenamente, accettando
il fatto che lei e io possiamo anche avere qualche divergenza
d'opinione,  fuori dubbio che un discreto numero di persone
apprezza sinceramente l'essenza del mio operato. C' un sito
internet piuttosto famoso interamente dedicato a questo.
Quando Yates ritorna in s si trova ancora sulla stessa
poltrona. La testa gli pulsa di nuovo, e in bocca sente il sapore
del proprio sangue. Ci vuole un momento per mettere a
fuoco la situazione, per orientarsi. Dall'altra parte della stanza
individua Marinaccio, che lo fissa con ostilit, del ghiaccio
sulla mano sinistra. L'ispettore viene confortato da una
nuova persona, una donna che gli appoggia la mano sulla
spalla prima di girarsi e andare verso Yates.
"Signor Yates. Sono l'ispettore Spinetti. Lui batte le palpebre
quando lei gli porge la mano, poi gliela stringe lentamente.
"L'assicuro che non le verr fatto pi alcun male. Vogliamo
solo sapere la verit.
"La stavo dicendo la verit. Vorrei fare una telefonata. Al
mio avvocato. Alla mia ambasciata. A... La sua voce si spegne.
A chi? Alla mia ex? Al mio amichetto pazzo del college a
Ilulissat? Al mio autista di limousine a Johannesburg? Si
ricorda all'improvviso che Marjorie avrebbe dovuto chiamarlo per sapere la sua destinazione. La loro destinazione.
Al momento non  possibile, dice la Spinetti, che  magra
e piccola e ha borse scure sotto occhi altrettanto scuri.
"Quello che ci interessa sono le sue mosse qui a Milano. I
suoi contatti. I posti che ha visto. Vogliamo che ci riferisca i
suoi movimenti di ieri passo per passo, signor Yates.
Bene. Ieri, credo, ho viaggiato dalla Groenlandia a Milano.
Sono sceso all'hotel. Mi sono cambiato. Ho fatto una passeggiata.
Ho visto L'ultima cena. Mi sono fermato in un bar,
poi in un caff nella galleria. Caff Fiera. Ho provato ad aiutare
un ragazzo ferito, inutilmente. Sono tornato all'hotel. Ho
fatto un bagno caldo. Ho mangiato. Ho continuato a bere. Ho
letto un po'. Ho controllato le mie e-mail. Mi sono addormentato
non so per quanto. Quando mi sono svegliato sono andato
al bar dell'hotel. Poi in altri bar di cui adesso non ricordo i
nomi. A un certo punto ho incontrato la donna con cui credo
abbiate gi parlato. Ragazza simpatica. Un po' strana a letto.
A quanto pare deve avermi accompagnato alla mia suite.
Dopodich, non saprei pi dirle cosa  successo.
Mi dica di pi riguardo alla bomba. Lei si trovava l?
"S. Ero al Caff Fiera o Fiero, al mio secondo Campari
Soda. Ah, dimenticavo - tra L'ultima cena e il caff mi ero gi
scolato due Peroni in un altro bar.
Beve sempre cos tanto, signor Yates?
Di solito bevo solo quando sono felice, ma ho avuto una
settimana difficile. Credo di essere ancora un po' ubriaco.
Mi dica cosa ha visto e ha fatto al caff.
"Ho bevuto. Ho guardato la gente. Ho finto di essere
Leonardo che cercava un modello per il Giuda dell' Ultima
cena.
Giuda?
Non  stato difficile, sa?
La bomba...
S. La ragazza in Vespa.  passata proprio davanti a me.
Forse me lo sono solo immaginato, ma giurerei che ha guardato
proprio me, come se condividessimo un segreto.
Era cos?
Non lo sapr mai. Pochi secondi dopo  esplosa.
L'ha vista?
Era impossibile non farlo.  andata dritta nel gruppo dei
dimostranti."
Antiamericani?"
"S."
Le dava fastidio il fatto che fosse una manifestazione
contro il suo paese?
Mi sono chiesto perch ci odiano cos tanto, ma non ho
avuto il tempo di farlo a lungo.
"Lei  un patriota, signor Yates?
Yates capisce finalmente dove la Spinetti vuole andare a
parare. Dove Marinaccio voleva andare a parare. Nel suo
stato, gli ci  voluto un po' di tempo per capire che le domande
che gli hanno fatto sulla bomba potevano non riguardarlo
in qualit di testimone, bens di attentatore. S, lo sono. Ma
non abbastanza da uccidere degli adolescenti idealisti che
esercitano la loro libert di espressione. Senta, non dir pi
una parola senza un avvocato se cercate di tirarmi dentro a
questa storia.
"Cosa ha fatto dopo l'esplosione?
Yates si concede una pausa. Inspira ed espira. "Sono
corso l.
Davvero. Perch, se tutti fuggivano via?
"Sentivo che avrei potuto essere d'aiuto.
O per controllare i danni?
"No. Avrei potuto controllarli altrettanto bene restando
dov'ero.  stato orribile. Apre la bocca per continuare, poi si
ferma e incrocia le braccia.
La sua amica dice che lei ha trovato l'intera cosa piuttosto
elettrizzante.
Nessuna risposta.
"Dice che lei le ha detto la scorsa notte che le  venuta la
pelle d'oca quando la ragazza in Vespa le  passata davanti.
Non  vero. Pu anche darsi che l'abbia detto ma, mi vergogno
a dirlo, era per farla eccitare. Ma non  vero.
E che lei ha sentito un'incredibile botta adrenalinica"
quando la ragazza si  fatta esplodere in mezzo agli altri.
S e no. Era quello che voleva sentirsi dire.
Difficile da credere, visto come piangeva.
Oh, davvero. Lo sa che se ne va in giro alla ricerca di zone
di guerra? Che nelle vacanze di Pasqua non se ne va a
Disneyworld ma a Terror World? Kabul. Cecenia. Si butta a
pesce su ogni pista che reca impronte insanguinate.
"Lei  un designer di bottoni, signor Yates?
Lui inizia a ridere, poi si prende la testa fra le mani, la
scuote. Gli fa tutto male. "No, non sono un designer di bottoni.
Cosa fa per vivere, signor Yates?
Prendo parte a convegni, tengo conferenze.
Su cosa?
Su quello che verr. In campo economico, perlopi. Ma
anche su altri argomenti. Divertimento. Arte. Politica. Relazioni.
Terrorismo."
Certo.  un aspetto di tutte le cose che ho detto, uno dei
pi importanti, se non quello fondante della preoccupazione
globale.
Quindi  parte integrante del suo lavoro?
"Analizzarlo, cercare di capirne le cause e come evitarlo,
prevenirlo, o imparare da esso - s. Prepararlo o commetterlo,no.
La Spinetti si accende una sigaretta. Ne offre una a Yates,
che rifiuta.
Lei  della polizia milanese? O qualcosa tipo FBI in salsa
italiana, o Interpol?
Lei fa cenno di lasciar perdere, sbuffa una nuvola di fumo.
Non  argomento da toccare. "Mi racconti di Nostradamus,
signor Yates. Di questa sua ossessione.
"Difficilmente sono preda di ossessioni.
Sente di avere delle affinit con lui?
"Cosa intende dire esattamente? Se mi identifico in qualche
strano modo con lui? No. Se ho un interesse passeggero
nei suoi riguardi? S.
Lei gli porge i due libri che aveva con s nella camera. "E
per coltivare il suo interesse passeggero, lei trova necessario
farsi portare questi due libri meno di un'ora dopo aver preso
parte a un atto terroristico?
"Assistito, agente. Non partecipato. Io... Si blocca, determinato
a non dire pi niente.
"Mi racconti di Mabus.
Yates riflette. Mabus. Il terzo Anticristo. Il suo appuntamento
per l'aperitivo e la stella delle sue e-mail. Alla Spinetti
non dice niente. Yates  una tomba.
"E cosa mi dice di N 2-30?
Niente.
"Divertente. Il messaggio  evidenziato nella sua casella email.
Da N 2-30. Devo rileggerglielo?
Lui scuote la testa, ma lei lo fa comunque. "Niente?
Niente.
Ma, e Mabus... Che mi dice di questo? Gli porge il pezzetto
di carta spiegazzato che aveva nei jeans. Yates lo rilegge.
Mabus Caff Fiera 5p
Yates si appoggia alla sedia, le mani dietro la testa.
"Chi  Mabus, signor Yates?
Non lo so."
Seconda centuria. Quartina 62: Mabus, allor, poi tosto
morir / Di uomini e bestie un orrendo macello.
Scuote la testa.
Perch c' un messaggio da parte di questo Mabus sulla
segreteria del suo telefono all'hotel?
Se c', io non l'ho mai ascoltato.
E sul suo cellulare?
Dovevamo vederci per bere qualcosa al Caff Fiera. Una
persona che ho incontrato a Johannesburg gli aveva dato il
mio numero. C' un sacco di gente che mi chiama su indicazione
di altri conoscenti, fa parte del mio lavoro."
Dovevate incontrarvi nel posto e nel momento esatto in
cui una bomba  esplosa..."
 stato lui a chiamarmi. E non ci siamo mai incontrati."
Uccidendo tre ragazzi.
Yates si copre gli occhi con le mani. La Spinetti va verso
un agente, che fa un passo avanti e le porge il cellulare di
Yates. Lei schiaccia due tasti e glielo mostra. Sullo schermo a
cristalli liquidi vede il nome di Mabus, sopra a un video allegato.
Prima di farlo partire si guarda intorno nella stanza,
sapendo gi quello che vedr. E per un po'  proprio cos: la
ragazza sulla Vespa lo guarda davvero mentre sfila sulla pellicola.
Proprio come Yates aveva fatto con gli occhi, la videocamera
segue il suo lento e risoluto viaggio verso la morte. Ma
diversamente dalle riprese che ha visto ai telegiornali, che
sono mosse e tremolanti e si interrompono quando l'operatore
fugge via, queste rimangono fisse sull'epicentro del disastro,
perfettamente a fuoco, solide, determinate. C' addirittura
una lenta zumata e poi un'inquadratura allargata sulla
carneficina. Alla fine del video, Yates vede una cosa che non
si aspettava: se stesso. Si vede vicino al cratere, che indietreggia,
per poi girarsi a guardare, presumibilmente, verso il
ragazzo fuori dalla gelateria. Poi si vede andarsene in fretta,
con un'espressione sul viso che non pu essere descritta altrimenti
che come colpevole. Poi rivede l'intero filmato, ne rallenta
i primi fotogrammi e vede se stesso seduto al caff
prima che la Vespa passi, che controlla l'orologio, aspetta il
suo Campari e pensa a Leonardo, Giuda, Tommaso e Mabus.
Alla fine riconsegna il cellulare alla Spinetti, che lo ripassa
all'agente di prima. "Lei  un futurologo, signor Yates?
S.
Una pausa. Lei  un terrorista, signor Yates?
No.
Bene. Un'altra cosa ancora: c' posto per un futurologo,
signor Yates, in un mondo terrorizzato, compromesso e moralmente
ambiguo?
Non lo so.
Un mondo in cui tutti possono diventare un Dottor Stranamore?
...
.
...
14. Pardon.
...
.
...
Era l'uomo che aveva aiutato un'etichetta discografica a
creare la versione digitale di una cantante R&B di straordinario
talento, ritenuta troppo grassa per il consumo di massa,
il cui successivo album d'esordio arriv al disco di platino.
Un uomo molto ricco l'aveva pagato per moderare un
gruppo di dodici esperti convocati per discutere sull'entit
dei suoi beni personali, mentre lui, il riccone, stava seduto da
solo dietro uno specchio segreto, ad ascoltarli e a fare Dio sa
cosa. Era stato contattato da un produttore di film d'animazione,
interessato a creare un supereroe basato sulle incredibili
avventure di Yates, l'uomo che vendeva il futuro.
Non lo chiudono in una cella. Lo scortano invece in una
stanza arredata con gusto, dove troneggiano un divano con
soffici cuscini a motivi floreali e una morbida poltrona di
pelle. Sopra la cappa del camino c' un grande schermo piatto
al plasma, incorniciato da due vasi d'antiquariato. Una
finestra a doppia arcata affaccia sul cortile da cui sono entrati
- gli sembra - circa un secolo fa. Yates si toglie le scarpe e
si allunga sul divano. Il mal di testa  diminuito, sostituito
per dallo stress di una potenziale vita in carcere e dal dolore
di una mascella irrigidita, forse anche rotta.
Dopo un po' viene svegliato dal leggero rumore della serratura.
Ci sono stati altri rumori - brani di conversazioni in
italiano al piano di sotto, lo sbattere di portiere d'auto gi nel
cortile, una sirena lontana che poteva essere reale, o scaturire
da un sogno. Ma solo il lieve cigolio della porta lo spinge
ad aprire gli occhi. Forse la persona che sta per entrare 
arrivata per interrogarlo nuovamente, o per portarlo in una
vera cella, in contrasto scioccante con l'antica eleganza che
lo circonda. Forse  qui per portarlo in manette di fronte alla
stampa internazionale: "Noto futurologo terrorizza il presente!
O forse si tratta di qualcuno che viene a salvarlo.
Ma Yates si sbaglia su tutti i fronti. Dalla porta sbuca un
uomo sovrappeso di mezza et, inguainato in una maglietta a
macchie arancione di un concerto di Hilary Duff, con dei
boxer a quadri e un paio di infradito blu. Si limita a un
cenno con il capo:  lo schermo piatto che gli interessa. Lo
accende e prende posto sulla poltrona, telecomando in
pugno. Ce il Milan, dice, indicando la partita di calcio, pi
una constatazione che una spiegazione o il pretesto per una
conversazione. Yates si chiede se l'uomo sia una spia, un
compagno terrorista, o il cugino sfigato di uno che vive in
affitto nella cantina di quella dimora. O forse si tratta di
un'allucinazione, di un sogno. Ma l'uomo che vendeva il futuro
non ha mai fatto un sogno che avesse bisogno di sottotitoli,o uno in cui un ciccione siede su una poltrona, grattandosi
le palle e borbottando parolacce in italiano rivolte a un centrocampista
brocco. Dopo che l'uomo ha scoreggiato con
enorme gusto e apparente orgoglio, Yates conclude che deve
trattarsi di una spia, e che lo stanno sottoponendo a una
forma di tortura sperimentale. Chiude gli occhi e incrocia le
braccia, in attesa di uno scambio di vedute sulla qualit del
gioco, che per non arriva mai.
Il sonno lo riavvolge e sogna. Prima c' solo una semplice
immagine di Marjorie che dorme. Poi vede il ragazzo della
gelateria sanguinare al suo fianco sulle lenzuola bianche. Poi
vede se stesso in piedi sulla soglia che li guarda, e nota che
anche il suo fianco sanguina, perch sta morendo per la stessa
ferita del ragazzo.
Questa volta  Marinaccio a svegliarlo. L'ispettore apre la
porta, la richiude dietro di s e si avvicina al divano. La TV 
spenta e non ce pi traccia dell'assurdo tifoso di calcio. La
mano destra di Marinaccio  strettamente bendata e la brandisce
davanti al viso di Yates, che pensa: Ci siamo. Il poliziotto
cattivo  tornato per finire il suo sporco lavoro.
Si mette a sedere e alza una mano. Guardi, ispettore. Le
posso assicurare, le giuro che non ho nulla a che fare con
quella bomba se non il fatto che qualcuno mi voleva l.
In piedi.
Yates si alza, si massaggia la nuca. "Quello che  successo
prima  stato un equivoco. Chiaramente ero ancora ubriaco.
Sarei stato pi che disposto a dirvi tutto quello che so su
Mabus - che  poco di pi di due telefonate e un paio di email,
come avrete gi sicuramente scoperto. E voglio che
sappia che quello che ho visto nella galleria mi addolora
profondamente. 
Marinaccio fissa Yates per un lungo istante, poi si volta e
va verso la porta, dove si ferma rimanendo di spalle. Dice:
Lei  libero.
Scusi?
Per favore se ne vada immediatamente. Trover le sue
cose all'hotel.
Yates prova a dire qualcosa, ma Marinaccio se n' gi
andato. Si infila le scarpe e raggiunge la porta rimasta mezza
aperta. Nell'atrio non ce pi nessuno, tutto l'edificio  silenzioso.
Trova un bagno, piscia e si china sul lavandino per
buttarsi dell'acqua fredda in faccia. La guancia destra  un
po' gonfia, ma niente di grave e non ci sono segni sulla pelle.
Quando esce in strada, la luce del sole gli fa strizzare gli
occhi. Si ferma per riprendersi un po', ma non gli resta che
camminare e cercare di orientarsi. E inoltre stando fermo ha
la brutta sensazione di essere nel mirino del fucile di un killer.
Meglio continuare a muoversi. Non ha idea di che ora e
che giorno sia. Sa solo che c' il sole, che a giudicare dal cinguettio
degli uccelli  mattina e che si trova, presumibilmente,
a Milano. Un giorno in cui, presumibilmente, deve tenere
un discorso davanti a diverse centinaia di maestri del pensiero
globale. Un discorso sul niente che lui, e anche loro, conoscono
a memoria.
Forse dovrebbe ritoccarlo un po', partendo dal nostro
eroe che viene rilasciato dopo un interrogatorio fantasma, a
quanto pare non in qualit di sospetto ma, come dice la polizia,
di persona informata dei fatti. Un interrogatorio su un
crimine orribile che non ha commesso, ma di cui  stato,
curiosamente, testimone. Continuare magari con le sue peripezie,
raccontare di lui che vaga in un mercatino all'aperto,
davanti agli occhi sorpresi di una vecchia signora che accatasta
pomodori sul suo banchetto, mascella bloccata e senza
un soldo, ignaro di dove si trovi o di che giorno sia. Tra i profumi
di pane fresco e di pasticceria. Forse dovrebbe raccontare
di come l'uomo d'affari che sta sorseggiando il suo caff,
in uno stretto bar incastonato tra boutique alla moda, lo
guardi subito come un disadattato, uno straniero, una
minaccia per i rituali centenari del luogo. Forse potrebbe
prendersi un momento per raccontare quanto lui non centri
nulla con quel contesto, come sia certo che la sua presenza
all'elegante bancone cromato rovinerebbe tutta l'atmosfera.
Quanto sa bene che tutti intorno sanno che lui  americano.
O forse non dovrebbe iniziare parlando delle tradizioni
locali, bens del vuoto liberatorio che sente proprio perch
non appartiene pi a nessun luogo. Forse dovrebbe descrivere
l'assoluta beatitudine che lo pervade perch non ha pi il
senso del tempo, il senso dell'urgenza, il senso della famiglia,
o colpa, o paura. Niente amore, denaro, progetti, mete reali,
un posto da chiamare casa, niente futuro.  bellissimo,
dovrebbe dir loro, quando nessuno sa chi sei e perch ti trovi
l, incluso, per aggiungere un tocco filosofico, un pizzico di
sentimento, te stesso.
Per, pensa, girando l'angolo di un'altra strada sconosciuta,
con lo stomaco che brontola, il dolore alla mascella che
pulsa, questa sensazione non  poi cos fantastica, ma  una
cosa terrificante, deprimente e patetica. Dipende tutto da
come la si guarda. Finalmente in fondo a un vialone intravede
le spirali del Duomo. Sa che il suo hotel non  lontano.
Quindi, tecnicamente non pi perduto e con un punto fisso
come meta, inizia a camminare con uno scopo e dimentica
tutti i suoi pensieri precedenti, tutte quelle stronzate senza
senso, terrorizzanti e deprimenti.
La testa gli si schiarisce, e adesso  certo che  proprio
mattina e che si trova proprio a Milano. E a meno di non
aver perduto un giorno intero in quella stanza accogliente,
sicuramente  questo pomeriggio che deve tenere il discorso.
Decide che sar l'ultimo per un bel pezzo. Parler e poi si
far una bella vacanza. No, lo definir, se poi a qualcuno
importa, un periodo sabbatico. Suona decisamente meglio di
vacanza.
Ci si prende un periodo sabbatico per imbarcarsi in un
viaggio spirituale sull'Himalaya, per cercare l'illuminazione
ai piedi del Dalai Lama, o per imparare finalmente a suonare
la chitarra. I brutti programmi in TV vanno in vacanza. La
gente che guarda i quiz e non si lava tutti i giorni va in
vacanza.
S, pensa Yates, e i suoi passi si fanno pi sicuri, il mal di
testa diminuisce ulteriormente, la paranoia sui killer che lo
tengono di mira scompare, terr questo discorso - non pieno
delle solite cazzate di filosofia interiore, ma che inizier con la
domanda se esiste un posto per un futurologo in un mondo
terrorizzato, compromesso e moralmente ambiguo. Un discorso
che poi virer senza soluzione di continuit in una versione
modificata della Coalizione degli ignari di Johannesburg, ma
con un tocco di milanesit. Poi dir a Johnson e Johnson che
con loro ho chiuso. Poi chiamer Marjorie e salir su un aeroplano
per concedermi una meritata vacanza.
Uno strameritato periodo sabbatico, intendo.
In via San Vittore qualcosa gli si agita di nuovo dentro e
prova disgusto per se stesso. Ancora. Perlomeno del se stesso
degli ultimi dodici isolati.  disgustato dal fatto di poter
avere pensieri eroici per un giorno, un minuto e dopo, di
fronte alle avversit, tornare a essere debole cos in fretta. 
disgustato dal suo istinto di elusione e sopravvivenza eccezionalmente
acuto. Si vergogna di quanto desideri scappare
dalle crisi: Lauren, Marjorie, la stazione spaziale, il ragazzo
nella galleria. Da tutto quello che lo costringe a migliorare, a
prendere un'iniziativa, a dire no, ad accettare responsabilit.
A non essere cos cacasotto. Basta chiedere a Blevins. O a suo
padre.
Mentre solo qualche isolato fa vedeva la sua situazione
come una scusa per mollare tutto e scappare, ora la vede
come una possibilit di cambiamento. Un'opportunit per
smetterla di comportarsi da stupido e per fare finalmente
qualcosa di buono. Per dire a Johnson e Johnson di andare
affanculo, e questa, certo, rimane una costante. E un dovere.
Ma anche per far scappare Marjorie da Johannesburg, per
smetterla di pensare a Lauren e ammettere che aveva ragione,
per chiedere scusa a Blevins, per chiamare i genitori e
magari far loro una visita a sorpresa, e poi per usare il suo
talento per combinare qualcosa di buono nel mondo, per aiutare
la gente, dando loro verit illuminanti e non false speranze.
Smette di trattenere il respiro, di pensare a queste cose,
perch una parte di lui ha paura che tra due isolati avr cambiato
di nuovo idea. Si mette le mani sui fianchi e si guarda
intorno. Non riesce pi a vedere il Duomo, ma sa di essere
pi vicino. Alla sua sinistra, una giovane madre che spinge
un passeggino Dolce&Gabbana incrocia i suoi occhi e non lo
guarda male n distoglie lo sguardo. Gli sorride e lui fa lo
stesso in risposta. La guarda attraversare la strada e fermarsi
davanti a quello che sembra un museo. Si mette una mano a
visiera sopra gli occhi e capisce che non si tratta di un museo
qualsiasi. L'immagine di una nuova epifania, probabilmente
la decima nel giro di un'ora,  il museo della Scienza e della
tecnica Leonardo da Vinci. Sicuramente  un segno, pensa.
Non sapeva neanche che Leonardo avesse passato cos tanto
tempo a Milano, ma ha trovato le sue tracce dappertutto. Le
impronte digitali del genio pi illuminato dell'intera umanit.
Certo, le dita di Leonardo raramente avevano portato a
termine le cose iniziate, ma comunque... era stato un uomo
che aveva sfidato l'ignoto in tutti i campi, non si era mai fermato,
sempre ansioso di scoprire cose nuove e abbracciare il
futuro. Yates riprende il cammino verso l'hotel, convinto che
si tratti proprio di un segno, un museo dedicato proprio a
quell'uomo, quella mente, quello spirito. Un museo che -
l'uomo che vendeva il futuro non sembra essersene accorto -
 chiuso per restauri.
Di ritorno nella stanza, il cellulare, il computer e la valigia
sono di nuovo esattamente dove li aveva lasciati il giorno
prima. Trova ben tre messaggi di Marjorie nella segreteria del
telefono fisso. Ha/aveva il passaporto, /era contenta di partire,
si chiede/si chiedeva dove sia/fosse e, infine, /e ra preoccupata
per lui. Non ce un numero da richiamare, cos tutto
quello che pu fare  inviare un'e-mail a David perch la
esorti a riprovare.
La revisione del discorso fila via liscia. Sostituire questo
con quello. Eliminare la parte riguardante la prostituta.
Inserire quella su Leonardo e Giuda. Tenere la maggior parte
della roba sulla Coalizione degli ignari, non tanto perch 
quello che la gente vuole sentire, bens perch anche dopo
una seconda e una terza lettura, e dopo tutto quello che 
successo da allora, lui ci crede ancora. Conclude che questa
 l'unica cosa vera che lui abbia mai scritto per il pubblico
consumo, l'unica cosa con cui al momento pu convivere.
Finito. Si fa una doccia e si mette il suo completo Prada
color crema, la sua uniforme per i discorsi in pubblico, con
una maglietta nera sotto. Gli rimangono parecchie ore prima
del suo intervento al centro congressi. E curiosamente, a
parte Marjorie, nessuno ha lasciato messaggi per lui. N al
cellulare, n al telefono fisso, n alla reception, dove gli
impiegati ora lo guardano con un misto di fascinazione e terrore.
Un'occhiata al computer rivela la stessa desolante vacuit.
Niente e-mail nuove e nessuna traccia di quelle vecchie
di Mabus e Nostradamus. Sicuramente sono state diramate a
tutte le agenzie governative del mondo, che staranno cercando
di scoprire (se non l'hanno gi fatto) l'identit e le coordinate
del suo misterioso corrispondente. Per un po' riflette
anche sui suoi misteriosi liberatori e sui suoi altrettanto
misteriosi rapitori. Per un breve istante pensa addirittura a
Deanne da Branson, che alla fine ha probabilmente avuto le
emozioni di pericolosit erotica e internazionale che aveva
sempre sognato. Pensa a tutto questo, ma non molto a lungo,
perch non ci capisce proprio nulla, non ha nemmeno un
briciolo di spiegazione da proporsi. E inoltre spera che,
smettendo di pensare a quella gente, loro se ne andranno via
dalla sua vita e lo lasceranno in pace.
Prima di uscire, nonostante laggi siano le sette di mattina,
chiama i suoi genitori in Pennsylvania. Scatta la segreteria
e la voce registrata di sua madre dice: "Grazie per aver
chiamato a casa Yates. Poi la voce incerta di suo padre:
"Scusate se non possiamo rispondere subito, ma se lasciate
un messaggio... Poi la mamma conclude rapida ed efficace:
"...sar un piacere richiamarvi il prima possibile. Per almeno
dieci secondi dopo il bip Yates non dice nulla. Non hanno
mai avuto una segreteria telefonica e, se la sua esistenza l'ha
un po' sconcertato,  stato il messaggio cos scherzosamente
confezionato a confonderlo del tutto. L'hanno provato, pensa.
Probabilmente l'hanno provato parecchie volte prima di registrarlo,
con mamma a spiegare a pap cosa doveva dire e
specialmente come. S'immagina sua madre tutta eccitata dall'idea
e suo padre che si presta solo per farla contenta. Pensa
a loro quando controllano la segreteria, di ritorno dalle commissioni.
Dalla parrucchiera. Dal negozio di alimentari. Dal
dottore. Si immagina lo squillo del telefono che rimbomba
nella casa vuota, l'unica che lui abbia mai avuto, e la loro
voce registrata che risveglia echi nelle stanze e gli viene da
piangere.
Di nuovo fuori, sotto un pallido cielo azzurro milanese.
Sale su un taxi e porge all'uomo al volante un pezzo di carta
su cui l'addetto alla reception ha scarabocchiato un indirizzo
dopo averlo ricercato. L'ospedale San Raffaele non  lontano
dall'hotel, ma lui chiede di potersi fermare prima in un negozio
d'elettronica. Dentro, trova un commesso che parla un
inglese passabile. Da sotto una vetrinetta l'uomo estrae un
iPod. Yates annuisce, gli porge la carta di credito di Johnson
e Johnson. Sul sedile posteriore del taxi connette l'iPod al
portatile e vi riversa l'intero contenuto della sua biblioteca
musicale - da Beethoven a Wilco a Johnny Cash e i Meat
Puppets ai Radiohead, Joao Gilberto, Loretta Lynn, William
Shatner Live e garage band di suo cugino Joey. Migliaia di
canzoni, centinaia di artisti, ognuno legato a un ricordo, a
qualcosa di personale e viscerale, ognuno che rivela una sfumatura
della sua globale, sentimentale, combattiva, strana,
classica, cruda, maniaca e mutevole anima. Copiata per il
piacere di un altro. Sembra quasi sesso, quello che le due
macchine stanno facendo. Sesso digitale. Sesso culturale.
E Yates non vede l'ora di mostrarlo, di condividerlo a
distanza.
Se il ragazzo  sorpreso dalla presenza di Yates, non lo d
a vedere.  sdraiato sul letto, con un tubo che drena del
liquido dalla sua ferita al fianco a un punto nascosto dietro
al letto. Alla TV, montata sul muro, scorrono le immagini di
una serie di spionaggio di dodici anni fa, che mostrano
Pamela Anderson fare a pezzi a forza di kung fu un'intera
pattuglia di agenti segreti in tuta nera. Un'America al suo
meglio. Senza scuse e con molte tette.
Quello che Yates vuole fare  sedersi vicino al ragazzo,
uno dei pubblici pi passivi mai avuti, e spiegarsi. Spiegare i
fatti di ieri. Il detto e il non detto. Quello che vuole  spiegare
tutto della sua mente e del loro mondo. Dirgli che le cose non
sono cos semplici. Cos chiare e definite. Che dietro a ogni
principio ce ambiguit. Contraddizioni dietro a ogni premessa.
Vuole dirgli che  tutto incredibilmente complicato e che
l'unico modo per uscirne  provare a condividere le piccole
cose che veramente sappiamo con tutti gli altri. Ma sa che
non  possibile, che anche se potesse dire tutte queste cose in
perfetto italiano, il ragazzo non starebbe ad ascoltarlo.
Quindi in cambio gli porge la scatola del negozio di elettronica.
L'iPod. Progettato in California. Costruito in Cina.
Acquistato in Italia. Con componenti realizzati chiss dove.
Pieno della musica del mondo terrorizzato, compromesso e
moralmente ambiguo di Yates. Il ragazzo osserva la scatola,
riconosce il famoso logo, la apre. L'unico suono nella stanza
 il rumore liquido dei tubi che nutrono e drenano il suo
corpo ferito. Quando il ragazzo vede di che si tratta, lo guarda
dritto in faccia. Scettico, pensa Yates, poi in modo interrogativo.
Poi senza pi nessun tipo di emozione. Il ragazzo,
parzialmente bloccato dalla flebo nel polso destro e dal drenaggio
nel fianco sinistro, gli rimette in mano l'iPod.
Poich questo era quello che sperava succedesse e cos
aveva previsto che sarebbe andata, continuare il piano  facile.
Fissa le cuffie alle orecchie del ragazzo e inserisce la spina
nella presa accanto al letto. Quando tutto  al suo posto il
ragazzo annuisce. E invece di selezionare una canzone specifica,
particolarmente adatta alla situazione o commovente,
da far ascoltare al ragazzo, da cui possa imparare o su cui
possa riflettere, l'uomo che vendeva il futuro sceglie l'opzione
riproduzione casuale", perch qualsiasi pezzo capiter sar
comunque una parte di lui.
Chandler  in attesa vicino alle porte degli ascensori in
fondo all'atrio. Si fanno un cenno da lontano, poi Yates, avvicinandosi,
parla: "Sei qui per una piccola operazione di chirurgia
estetica?" Vorrebbe finire la frase con il nome dell'uomo,
ma non se lo ricorda. In effetti,  addirittura sorpreso, di
ricordarne la faccia.
"No. La mia unica", Chandler alza il dito medio come ironico
punto esclamativo, operazione' di oggi  stata quella di
salvarti il culo dai servizi segreti italiani."
Ges, pensavo fossi un modello.
Lo sono. E anche abbastanza bravo. Ma arrotondo con lo
spionaggio.
"Come in Zoolander."
Mai sentito prima.
Scusami, ma non mi ricordo il tuo nome."
Chandler schiaccia il bottone per la discesa. "Meglio cos.
Non posso credere che te la sei filata con quella culona del
Missouri.
"Robusta, non culona. Chi mi ha tirato fuori? I Johnson?
Entrano nell'ascensore. Chandler schiaccia T. La porta si
chiude e si riapre nuovamente. "Merda. Chandler schiaccia
T altre tre volte, poi un altro tasto per due volte.
"Quel puntino in basso accanto alle tue ginocchia  la cellula
fotoelettrica apriporta.
"Oh. Chandler fa un passo indietro e la porta finalmente
si chiude.
Allora. I Johnson?"
Avrebbero potuto lasciarti l a marcire.
Ma se non ho fatto niente."
Forse. Ma secondo loro gli italiani avevano in mano
abbastanza per sbatterti dietro le sbarre e buttare via la chiave.
Colpevole o innocente, potevano marchiare il tuo completino
Prada - carino anche se un po' vecchiotto - con una
bella T scarlatta che sta per terrorista' per il resto della tua
vita professionale.
"Bene, ringraziali da parte mia, ma di' loro anche che la
collaborazione  finita. Basta. Ho chiuso. Mi prendo un
periodo sabbatico a partire da domani. La porta dell'ascensore
si riapre. Fuori dall'ospedale, un uomo che perde sangue
dal collo scende dal sedile posteriore di una macchina.
"Gliel'ho gi anticipato ieri.
Chandler prende da una tasca uno stick di burro di cacao.
Se lo spalma sulle labbra. "Lo sai, Yates, basta una loro parola
e tu ti ritrovi doveri, con il sangue di un ragazzino italiano
sulle mani.
Yates si alza in punta di piedi per attirare l'attenzione di
un taxi. Ascolta. Di' loro solo questo. Io non posso farlo.
Non sono tagliato per questa merda. Sono un instabile, rappresento
un rischio troppo alto.
"Non scherzare con quello che non puoi capire, Yates.
Smette di cercare il taxi. "Va bene. Cosa vogliono?
"Per adesso, relativamente poco. Vogliono che tu continui
la corrispondenza con loro. Con Mabus. Con Nostradamus.
Anche con lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie, se
dovesse farsi vivo. Tieni le tue conferenze, continua il tuo
viaggio.
 tutto qui?
Per adesso. Ma ti posso garantire che ci sar di pi.
Probabilmente all'inizio una sorta di prova e poi qualcosa di
pi concreto, ci giurerei. Lo fanno sempre. Almeno con me
l'hanno fatto."
Yates inclina la testa guarda Chandler.
"Nessuno si offre volontario per fare questa merda, vero?
Un taxi si ferma. Yates apre la portiera, poi si volta verso
Chandler. Ges Cristo, e se rifiuto?
Che ne dici di Interpol, CIA, polizia di Milano e un assortimento
molto antipatico dei loro picchiatori e/o picchiatrici
professionisti, che ti starebbero incollati alle chiappe prima
che tu faccia in tempo a dire: Sono andato a Milano e tutto
quello che ho rimediato  stata un'orrenda
culona di Branson, Missouri'?
Yates sale sul taxi, dice qualcosa all'autista, poi abbassa il
finestrino. Non puoi aiutarmi?
Chandler alza i suoi spettacolari occhi blu al cielo.
Dove devo andare?
"Prima tieni il tuo discorso. Per adesso puoi andare dove ti pare. Ma tieniti pronto per la chiamata.
...
.
...
15. Arcipelago Mamanuca.
...
.
...
Era l'uomo che una volta, inguainato in un costume
Speedo, si era fatto ritrarre disteso su un letto di fronde di
palma per un servizio di moda di GQ, intitolato "I ragazzi del
domani. Che in un'installazione militare di Huntsville, Alabama,
aveva detto davanti a un circolo femminile di lettura
della Bibbia che una madre americana media non avrebbe
esitato neanche un istante a sganciare un ordigno nucleare
per salvare il suo bambino, ricevendo una standing ovation.
Era l'uomo che, all'apertura di un convegno nazionale dell'Associazione
americana per la terza et, aveva pronosticato,
senza alcun supporto scientifico, che entro dieci anni l'aspettativa
di vita dell'americano medio sarebbe stata di oltre un
secolo e che le crisi di mezza et sarebbero arrivate solo
verso la tarda settantina, causando un'impennata delle immatricolazioni
di Porsche rosso ciliegia, con la prescrizione
di parabrezza graduati per la vista, e ricevendo una standing
ovation da tutti quelli che erano riusciti ad alzarsi.
Pi tardi, fissando la porta chiusa della cabina di pilotaggio
da un sedile isolato di prima classe e detergendosi i
germi dalle mani con una salvietta calda, mentre su voli
commerciali come questo i batteri si moltiplicano dall'altra
parte della tendina divisoria, Yates immagina un possibile
scenario. Due gruppi di terroristi di ideologie opposte convergono
sui piloti dello stesso ipotetico aereo nello stesso
momento. Hanno lo stesso tipo e lo stesso numero di armi.
Non solo vogliono morire come martiri, ma sono anche
totalmente dediti alla loro specifica causa e tutti sembrano
determinati a uccidersi l'un l'altro, fino a che qualcuno - il
pilota al suo ultimo volo prima della pensione, la casalinga
con la laurea breve in psicologia, l'assistente di volo omosessuale
laureato in relazioni internazionali (con una segreta
passione per la cosmesi) - fa notare, prima che la carneficina
abbia inizio, che se tutti moriranno ci sar il cinquanta
percento di possibilit che il martirio venga attribuito erroneamente
alla causa degli avversari. Un disonore inaudito.
Una versione della fiaba mentale di Yates li vede tutti
stringersi nelle spalle e, vista la natura irrisolvibile del loro
conflitto, tornare ordinatamente ai loro posti a gustare dolci
appena sfornati e bere champagne senza limiti, offerti dai
passeggeri della prima classe fino all'atterraggio a Topeka.
Un'altra versione vede i dirottatori in lotta davanti alla radio
per rivendicare l'atto mentre l'aereo precipita senza controllo,
fino a schiantarsi sul tetto di una chiesa sconsacrata. Ci
sarebbe pure un'altra versione. Ma in questo preciso istante
non riesce a ricordarsela.
L'assistente di volo raccoglie la salvietta usata con un paio
di pinze, come fosse contaminata dall'antrace, o dal virus
Ebola, o da un batterio che esiste da quando una scimmia-ragno
si  trombata una gallina in qualche angolo sperduto
della Cina. Yates spegne la lucina da lettura e abbassa lo
schienale fino a giacere comodamente disteso. Sprimaccia il
cuscino, chiude gli occhi e se li copre con la mascherina.
Se voi poteste fare un viaggio in qualsiasi luogo del
mondo, dove andreste sapendo che nel viaggio successivo poi
incontrerete la morte? Andreste a Parigi per il cibo, le donne,
il degrado culturale? O tornereste a New York per reclamare
la vostra dignit e la vostra ex fidanzata? A bussare alla sua
porta, dove vive con il nuovo fidanzato professore, presentandovi
non pi come arrogante venditore di futuro ma come
un uomo diverso, un uomo con un ritrovato rispetto per il
passato. Per tutti i tempi. Ma Yates non  cambiato e del passato
non sa che farsene. Inoltre, pi pensa a Lauren e meno
gli manca. Solo il suo ego non  d'accordo. E allora dove?
Perch non in Polonia, dove, come gli ha detto recentemente
Thomas Friedman del Times, gli americani sono apprezzati,
dove, per adesso, li mettono in relazione con libert e liberalit?
Friedman l'aveva definita una stazione termale geopolitica.
Suona bene. Ma Varsavia o Danzica per gli ultimi fuochi,
solo perch laggi la gente del posto ti odia di meno?
Potrebbe andare a far visita ai genitori, nella casa in cui 
cresciuto, per ritrovare la pace, per riprendere contatto con
le proprie radici e porre finalmente tutte le domande di cui
ha sempre desiderato conoscere le risposte. Ma l'ultima volta
che c'era stato, nonostante tutte le sue buone intenzioni, non
era andata cos. Un momento sgradevole dopo l'altro. Aiutando
suo padre a scaricare la legna dal pick-up. Guidando troppo
veloce secondo il suo metro di giudizio, a quaranta all'ora
dove il limite era sessanta, alle prime luci dell'alba, diretti a
un ristorante, Sizzler. Ascoltando le novit sui figli dei figli
dei vicini. Installando un lettore DVD che loro non volevano e
che lui aveva insistito per regalare, sostenendo che si sarebbero
abituati e che poi l'avrebbero apprezzato. Ripensandoci
adesso, capisce che non era stata colpa dei genitori se il soggiorno
si era rivelato sgradevole. Era stata solo ed esclusivamente
colpa sua. Solo in presenza dei suoi genitori le cose
che lo mettevano a disagio - principalmente la persona che
era diventato - erano pi difficili da ignorare, negare e razionalizzare.
Li chiamer, si ripromette, e cercher di non stare
troppo sulla difensiva, di non essere troppo nervoso, ma gli
sembra davvero impossibile pensare a un viaggio laggi in
queste condizioni.
Un'ulteriore opzione  il percorso di redenzione su grande
scala. Potrebbe andare in qualche luogo dove la gente soffre
veramente - cicloni, genocidi, carestie, guerre, rivoluzioni,
c' da scegliere - ad aiutare. Potrebbe, e forse lo farebbe
pure, se pensasse anche solo per un secondo che le sue ambigue
qualit possano davvero servire a qualcosa. Popolo del
Darfur, il signor Yates  qui per tenere il discorso sulle novit
pi fiche del mondo dell'elettronica che ha appena tenuto al
Comdex di Las Vegas. Lo farebbe comunque, se pensasse di
vivere a lungo e in salute. Ma  onestamente convinto che
dopo questo viaggio, quando prima o poi lo troveranno,
morir.
Quindi Fiji. Quindi Dj Vu, una decadente isola privata
dell'Arcipelago Mamanuca vicino a Viti Levu.
Perch? Perch Yates si  comportato come al solito. Ha
lasciato che gli eventi si susseguissero, ha lasciato che tutte le
opzioni si presentassero, per poi esercitare la sua ineguagliabile
abilit nello scegliere il meglio per s. In questo caso,
invece di prendere una decisione difficile, ha lasciato che la
vita gliene presentasse una facile. E la scelta delle Fiji era
stata una cosa semplicissima. La possibilit di andarci era
anche dovuta al fatto che il discorso di Milano nel pomeriggio
aveva avuto un successo travolgente. Yates aveva ricevuto
un'ovazione gi al momento della presentazione e aveva
dovuto aspettare pi di un minuto perch i cori
i-gna-ri! igna-ri! si spegnessero. Il pubblico aveva adorato il
nuovo inizio, quello con
c'-spazio-per-un-futurologo-in-un-mondo-terrorizzato.
Aveva adorato la ripresa del discorso di Johannesburg,
al punto che decine di uomini d'affari nelle prime
file, alcuni con delle spille sulla giacca con scritto "Coalizione
degli ignari. Socio fondatore", avevano recitato le parole
insieme a lui. In particolare, Parker Resnor, il presidente
dell'impero media britannico HiRez, aveva talmente apprezzato
la sua performance da insistere affinch Yates prendesse
l'aereo successivo per le Fiji, per ripetere tutto ai suoi top
manager in un luogo molto esclusivo e molto segreto. A
Resnor era piaciuta specialmente una nuova parte, che Yates
aveva interamente improvvisato:
Perch ci sentiamo cos delusi dal presente? Perch parliamo
cos tanto di quanto il futuro sar meraviglioso che
anche se poi sar davvero una gran cosa ne saremo comunque
delusi. Il futuro  come un kolossal di Hollywood
che esce in estate e di cui iniziano a proiettare i trailer gi
il novembre precedente. Quando finalmente arriva al cinema,
sembra ormai di averlo gi visto. Tutte le scene migliori
e le esplosioni pi spettacolari. L'immagine pi provocante
dell'attrice che esce dal mare in bikini. Sembra di
aver gi visto anche le conferenze stampa degli attori, in
cui sparlano del privilegio di aver potuto lavorare con questo
e quello, e di come le scene pi pericolose le abbiano
girate senza controfigure. Cos, poich sembra di averlo gi
visto, quando arriva sugli schermi non si ha pi nessuna
voglia di buttar via quindici dollari per sedersi in una poltrona
al cinema.  come aver gi vissuto qualcosa che
ancora deve succedere. In effetti, se ci si pensa, l'unica vera
ragione per andare al cinema non  quella di vedere il film
in cartellone, bens di vedere un po' di futuro, di vedere le
anteprime del prossimo filmone hollywoodiano, di viverlo
prima che accada. E questo fenomeno non si limita ai film,
questo  il modo in cui viviamo oggi. E questo  il motivo
per cui vi incoraggio a ignorare l'attrattiva di quello che
ancora deve venire, vi invito ad andare a comprare il popcorn
e le caramelle durante le anteprime e a godervi il
vostro film.
In tempo reale.
Non nel buco nero dell'aspettativa.
Resnor aveva confidato pi tardi a Yates il motivo per
cui aveva apprezzato soprattutto questa parte. "Perch  fresca.
 decostruzionista. Al contrario di tutte le stronzate
stereotipate di motivazione aziendale che si sentono in giro.
Aveva detto di averla apprezzata perch a Yates chiaramente
non fregava pi assolutamente un cazzo di cosa pensassero
tutti gli altri e solo cos la verit sale davvero in
superficie.
Yates non ci aveva messo molto ad accettare l'invito di
Resnor. In fondo doveva limitarsi a non dire a nessuno che
avrebbe partecipato all'evento, neppure al suo agente, perch
sarebbe stato pagato in contanti e il suo hotel prenotato sotto
uno pseudonimo.
Quindi  tecnicamente in fuga. Nuota controcorrente
senza direttive dall'alto. Tecnicamente si  preso una vacanza;
il periodo sabbatico dovr attendere. Almeno per adesso.
Prima di lasciare Milano questo pomeriggio, per confondere
le tracce, per avere un po' di vantaggio, ha chiamato l'agente
di viaggio dei Johnson e ha prenotato un volo di prima classe
per Rio de Janeiro, con partenza da Milano fra tre giorni.
Prima di partire ha chiamato anche Campbell al cellulare
con una scheda prepagata comprata in un negozio. Gli ha
raccontato brevemente dell'interrogatorio, dei legami con
Mabus per cui era stato incriminato, di Chandler (ma non di
Deanne da Branson) e della sua liberazione a sorpresa. Gli ha
dato il numero e l'e-mail di David il tuttofare perch Marjorie
venga informata di quello che  successo e possa prendere
contatto con lui il prima possibile.
Quindi, Fiji. Quindi, Dj Vu.
Dorme per la maggior parte delle ventisei ore di volo. A
un certo punto, da qualche parte sopra l'Asia, in rotta verso
Sidney per uno scalo, l'assistente di volo serve uno spuntino
- omelette, yogurt, salmone affumicato. In qualche posto del
mondo deve essere ora di colazione. Fa un cenno di saluto al
passeggero seduto vicino, un ometto di colore vestito in
modo impeccabile, che Yates non ricorda di aver visto al
momento del decollo.
"Invidio la sua capacit di dormire", dice l'uomo, posando
la penna con cui stava scrivendo. Io non ci riesco. Leggo finch
non sono troppo stanco per continuare, ma di dormire
non se ne parla.
Yates commenta: Qualche volta ho provato a bere per addormentarmi,
ma se poi non funziona sono cazzi, perch si 
troppo ubriachi sia per leggere sia per lavorare. Si pu solo
guardare le figure della rivista di bordo, con uno sguardo
sapientemente etilico e mezzo addormentato.
L'uomo sorride.
Quindi, continua Yates, indicando carta e penna e facendo
subito dopo un cenno all'assistente di volo. Certo. Un
po' di champagne a colazione cade a pennello. "Lei  uno
scrittore?
S, un romanziere, per essere precisi.
"Wow. Torna a casa?
"Oh, no. Sto andando a tenere una conferenza a Sidney.
Sono somalo. In esilio."
Yates taglia un pezzetto di omelette, lo manda gi con un
sorso di Korbel. Non si era reso conto di quanta fame avesse.
Davvero? Che tipo di romanzi? Thriller?"
L'uomo ride. No. Niente thriller. Anche se un giorno non
mi dispiacerebbe trovare il tempo per provare a scriverne
uno. Ma al momento il mio tema principale  il dilemma del
postcolonialismo, la dissoluzione dello stato-nazione, faide,
esilio, andata e ritorno.
Mentre assimila queste informazioni, mentre cerca qualcosa
di intelligente da dire anche lontanamente collegato con
la dissoluzione dello stato-nazione, Yates trangugia lo champagne
e cerca di spingere lentamente sotto la coperta che ha
sulle gambe il legal thriller che ha cercato di iniziare per ben
due volte senza successo. Santo cielo, dice alla fine, "affascinante."
Il romanziere, candidato l'anno scorso al Nobel, aspetta
per capire se Yates ha qualcos'altro da aggiungere, per esempio
la richiesta del titolo di uno dei suoi libri pi premiati o
una domanda sulle piaghe della sua nazione, o magari un
aneddoto sulla propria professione. Ma non ce nessun seguito.
Quindi  il gentiluomo in esilio a prendere la parola: Le
dispiace se le chiedo cosa la porta da questa parte del
mondo?
"No, certo che no. Per niente. Sono un... uh. Sono un
commerciante. Poi Yates si tira la coperta fino al mento e fa
uno sbadiglio teatrale. Vendo bottoni", dice, ponendo fine
alla conversazione.
A Sidney viene accolto da un addetto che lo accompagna
a un terminal separato, dove sale su un jet privato per un
volo di cinque ore fino all'aeroporto Nadi di Viti Levu nelle
Fiji. Da l un altro addetto lo scorta a un elicottero privato
per un volo di quindici minuti a Dj Vu. Dentro un'alba blu
e nera l'elicottero si stacca dalla depressione vulcanica dove
sorge l'aeroporto, si libra sui campi di canna da zucchero circostanti,
poi si dirige a ovest, sopra gli hotel economici che
circondano lo scalo e le ville lussuose sparse lungo la costa,
poi sulla superficie blu e luccicante della baia di Nadi verso il
Pacifico e i coralli e le spiagge esclusive dell'Arcipelago Mamanuca.
A ogni isola che sorvolano, il suo accompagnatore
la indica dicendo il nome e nient'altro. Yakuilau, Daydream,
Malolo, Malololailai. I nomi hanno un effetto narcotico su
Yates, ogni sillaba lo porta pi lontano dalla vita da cui sta
cercando di fuggire. Wadigi. Qalito. Mociu. E finalmente
Dj Vu.
Dj Vu non  segnata su nessuna mappa. Nessun luogo
vero  reale, gli aveva detto Resnor a Milano, parafrasando
Melville. Ma Dj Vu difficilmente pu far pensare a un
luogo vero.  un paradiso inventato, un Eden scoperto artificialmente.
 un'isola privata di duecento ettari, con una
dimora di ventitr stanze, quindici ville per gli ospiti, tre
campi da tennis, nove vasche idromassaggio, quattro piscine
infinite e uno staff a tempo pieno di oltre centotrenta persone.
Addirittura il nome  falso. Resnor non aveva ritenuto
abbastanza magico il suo nome originale, Navula, e aveva
scelto Dja Vu perch, anche se il centottantesimo meridiano
passa esattamente al centro delle trecentoventidue isole Fiji,
la linea della data internazionale era stata spostata a ovest,
affinch l'intero arcipelago condividesse lo stesso giorno.
Resnor aveva manipolato questo inganno longitudinale in un
aneddoto sul mito della creazione del nome della sua isola,
dove - declamava con tediosa frequenza allo staff e agli ospiti
-  assolutamente possibile vivere lo stesso giorno due volte.
Pausa drammatica. Specialmente quelli belli.
Prima che Yates possa ritirarsi nella villetta che gli  stata
destinata, un valletto fijano lo guida fino a una sorta di
capanna-reception, dove viene gentilmente obbligato a firmare
una serie di moduli e un mucchio di scartoffie che gli proibiscono
di fare causa a Resnor, al suo gruppo media o a uno
qualsiasi degli ospiti dell'isola. In particolare, i documenti
sanciscono che lui non potr mai dire a nessuno di essere
stato l e che se sull'isola dovesse trovare qualcosa di offensivo,
dannoso o nocivo a livello psicologico o emozionale, a
breve o a lungo termine, saranno fatti suoi. Che si trova qui
volontariamente e che  stato informato di tutte queste regole.
Non si pu fare niente, se non rifiutarsi di firmare le
carte, e in quel caso subito fuori dalle palle.
Finalmente dentro al suo cottage, si siede sul letto, si
allunga all'indietro e chiude gli occhi. Ma non riesce a dormire.
L'ha fatto per venti delle ventiquattrore precedenti. Cos
si guarda in giro per la stanza. Stoffe balinesi sul letto. Un
grande tapa di manifattura locale con brillanti motivi geometrici
 appeso alla parete pi lontana. Conchiglie esotiche
ornano la cassettiera e i comodini in teak. Una lunga tavola
da surf, adatta alle onde di due metri e mezzo sulla barriera
corallina del lato sopravento dell'isola. E una TV. Non  mai
stato cos lontano dalla civilt, in una capanna su un'isola
privata, a migliaia di chilometri dalla sede principale della
CNN ad Atlanta, eppure Yates non pu resistere al richiamo
del telecomando. Non pu fare a meno di chiedersi: che succede
nel mondo? Cosa ci pu essere meglio da qualche altra
parte rispetto a quello che sto vivendo qui? Il che si rivela un
grande errore. Perch in questo istante tutti i canali del
mondo trasmettono i minuti finali degli ultimi due ospiti dell'hotel
spaziale. Il titolo in basso sullo schermo dice: "Morte
nel cosmo. Sette persone sono gi morte, in vita ne rimangono
solo due. Sullo schermo Annalise Kinkaid, l'ereditiera
dei cosmetici, prega il Signore, con una grazia e una dignit
di cui Yates non l'avrebbe mai creduta capace. Quando la
preghiera  finita, il pilota americano, Rusty Eberheardt,
entra nell'inquadratura e dice addio alla propria famiglia,
alla moglie, alle due figlie e al bimbo che non vedr mai, atteso
per il mese prossimo. Poi descrive al mondo i colori della
Terra che ruotano oltre la finestra della cabina. Dice che il
paradiso non  l fuori, dove fluttua quest'astronave alla deriva,
ma in ogni piccolo centimetro dell'anima blu e verde del
pianeta Terra e nella gente che vive laggi. Subito dopo
scompare dall'inquadratura e sembra che sia giunto il
momento perfetto per morire, dopo aver recitato preghiere e
addii, dopo aver parlato in modo cos eloquente e toccante.
Invece non muoiono. Annalise Kinkaid inizia a gemere fuori
campo e poi a gridare. Yates sente il pilota, Rusty Eberheardt,
dirle di smetterla, che sta consumando tutto l'ossigeno
e Annalise Kinkaid urla al comandante Rusty di andare a
prenderselo nel culo. In diretta. Dappertutto. Anche alle Fiji.
Gli dice di farle un favore e sfruttare i suoi ultimi respiri per
aggiustare il cazzo di generatore d'ossigeno oppure di sbrigarsi
a schiattare. E non pensare che ti leghi a un sedile con
le mani pacificamente giunte come tu hai fatto con gli altri,
gli dice. Perch questo non  il mio cazzo di lavoro.
Dopo un po', dopo forse cinque minuti di silenzio, Annalise
Kinkaid si rimette davanti alla telecamera. Si  rinfrescata
il trucco, universalmente famoso, e sembra essersi calmata.
Il pilota  morto, dice, e dopo il recente dialogo non si
pu fare a meno di immaginare la sua faccia schiacciata dall'assenza
di gravit contro i contenitori dei rifiuti, la toilette,
l'ascella di un altro corpo. Poi Annalise Kinkaid dispiega un
pezzo di carta e inizia a leggere il suo testamento e le sue
ultime volont. La figlia non amata, Chloe Moonstone Kinkaid,
erediter tutto, a una condizione: dovr spendere qualsiasi
cifra necessaria affinch gli avvocati di Annalise facciano
causa senza piet alle seguenti societ e individui, che
l'hanno spinta a salire su questa cazzo di trappola mortale: il
programma spaziale russo, i costruttori dell'astronave Soyuz,
Morton Thiokol, Chuck Yeager, Tom Wolfe, gli editori della
rivista InStyle, la compagnia Boeing, Discovery Channel, Sirius
Satellite Radio, i produttori di Tang e i proprietari e le
controllate della Space Hotels Unlimited, inclusi i suoi impiegati,
le sue agenzie di pubblicit, fino all'ultimo dei loro spregevoli
e fuorvianti portavoce.
Incluso Yates. L'uomo che vendeva il futuro.
Toglie l'audio, si alza e cammina fino in fondo alla stanza.
 un momento buono come un altro per stappare il Dom
Prignon ghiacciato, che fa bella mostra di s in un secchiello sopra il tavolo fatto a mano. Prova a berlo direttamente
dalla bottiglia, ma lo champagne gli schiuma in bocca, scorrendogli
gi per il mento. Riluttante prende un flte e lo
riempie. Poi toglie il portatile dalla custodia, attacca l'alimentatore
a una presa e si collega a internet. Nella casella email
le solite cose, niente di strano; e, pi importante, nessuna
notizia da Johnson e Johnson, che presumibilmente pensano
che si trovi ancora a Milano, tranquillo e dimesso, in
attesa di imbarcarsi su un aereo per Rio. Poi guarda l'indirizzo
segreto su hotmail che solo Campbell e David conoscono.
 vuoto. Cerca di controllare i messaggi sulla segreteria del
cellulare, ma a quanto sembra non c' campo sull'isola di
Dj Vu, nonostante il fatto che il suo proprietario possieda
anche una compagnia globale di telecomunicazioni.
Mezz'ora dopo, sullo schermo della TV ancora senza sonoro,
scorrono le fotografie degli ospiti dell'hotel spaziale, con
le date di nascita e di morte a fianco. Aspetta di vedere se
appare anche quella di Annalise Kinkaid, e cos , subito
dopo quella del pilota a cui ha dedicato gli ultimi momenti
della sua vita, solo per umiliarlo. Si sente colpevole. E pieno
di rimorsi. Ma pi che altro si sente imbarazzato, per se stesso
e per tutti loro. Spegne la TV, finisce il bicchiere di champagne
e si avvicina la bottiglia. Si chiede se Campbell diceva
sul serio, sul fatto che avrebbe dovuto trovarsi su quella navicella.
Si chiede che cosa star pensando in questo momento.
Fuori si sente solo il placido rumore delle onde che si infrangono
sulla spiaggia antistante, interrotto ogni venti minuti
circa dall'arrivo di un altro elicottero. Di tanto in tanto uomini
d'affari accompagnati da valletti fijani entrano nel riquadro
della sua grande finestra, diretti alle altre villette o alle
camere della dimora pi grande.
Vorrebbe uscire per una passeggiata, per schiarirsi le idee,
per vedere un po' di quel paradiso. Ma non lo fa. Perch
anche su una remota isola privata si sente in trappola e non
ancora pronto a mischiarsi alle persone che  stato pagato
per intrattenere, persone cui, ne  sicuro, sar obbligato a
mentire.
Il bip di un'e-mail in entrata lo fa correre al computer, ma
 solo Blevins, che gli invia le sue condoglianze per la stazione
spaziale. Le prime parole sembrano sincere, ma Yates sa
benissimo che in realt il suo ex assistente non ha potuto
resistere a rigirare il coltello della colpa, una volta di pi,
nella piaga del suo cuore. Non solo ti crogioli nei passatempi
pi vani di una societ corrotta, non solo continui a ignorare
le questioni davvero importanti, ma questa volta hai contribuito
a uccidere delle persone. Questa  l'interpretazione di Yates
di Ho appena sentito le notizie. Spero che tu stia bene, perch
so che deve essere un momento difficile per te".
Yates replica con un "vai a farti fottere tutto in maiuscolo
e rimane a fissare lo schermo, in attesa della risposta
paternalistica di Blevins. Bussano alla porta. Non risponde.
Rimane come paralizzato vicino al tavolo, in mano la bottiglia
ormai mezza vuota di Dom Prignon. Si immagina che
sia un valletto mandato a cercarlo e aspetta che se ne vada,
ma poi sente la voce. Forte, britannica, che lo chiama per
nome. Resnor, che  dovunque e che non  certo intenzionato
ad andarsene.
Avanti, Yates. Lo so che  l dentro. Si vesta e la smetta di
provare a leggere nella sua sfera di cristallo. Il presente l'attende.
Posa la bottiglia e apre la porta. Ecco Resnor, davvero in
forma per un uomo di cinquantacinque anni, asciutto e abbronzato,
a torso nudo e con un costume arancione a fiori e
infradito.
"Bula"
Prego?
"Bula. Benvenuto.
Bula anche a lei, signor Resnor.
"Rez.
"Certo, Rez. Stavo cercando di riordinare un po' le idee
prima del mio discorso di oggi pomeriggio."
Cazzate. Resnor gira intorno a Yates per guardare il
tavolo. "Vedo che ti sei gi dedicato allo champagne, una
colazione perfetta qui alle Fiji, non posso certo biasimarti.
"Pi tardi sar in forma.
Ne sono sicuro. Adoreranno quello che hai da dire,
anche perch dir a tutti di farlo quando ti presenter.
Inoltre, fino al momento del tuo intervento saranno in riunione
e quindi saranno pi che contenti di potersi rilassare
un attimo e ascoltarti.
Perfetto.
"Poi tempo libero fino allora di cena e insisto che questa
sera tu sia mio ospite. A seguire uno spettacolino che ho preparato
per loro, per tutti, come ricompensa."
Che tipo di spettacolo?
Hai firmato le carte in reception, quelle stronzate legali?
I moduli. Certo.
Bene, allora dopo vedrai. Cerimonie e costumi locali, per
iniziare. Poi un po' di spettacolo aziendale. Da quando quei
froci di Tyco e compagnia ci hanno rovinato la piazza facendosi
beccare con i loro stupidi toga party, non si pu pi
muovere foglia senza rischiare una denuncia o uno scandalo.
Mi ricordo ancora i tempi in cui qualche scandaletto succoso
faceva bene agli affari, ma adesso devo far volare i miei
uomini per mezzo mondo per un incontro non ufficiale e
segreto, pagando tutto di tasca mia, solo per divertirmi un
po'. Per un pizzico di sano cameratismo.
Bene, grazie ancora per l'invito. Spero che tutto vada per
il meglio. C' qualcosa in particolare che vuoi che menzioni
nel mio discorso?
Solo la tua gratitudine nei miei confronti, del magnate
mondiale dei media.
Magnate? La stampa ti definisce un mogul dei media.
Non pronunciare nemmeno quella stupida parola. Mogul
viene da Mongol, con cui si intende un dittatore musulmano
dell'india. Una persona potentissima con poteri autocratici, il
che, tecnicamente, adesso che siamo una societ per azioni,
non  nemmeno vero."
"Capisco. Rez il magnate allora.
Un magnate per definizione  un grand'uomo, un uomo
nobile, in ogni campo, specialmente nei grandi affari. Dal
latino, magnus. Bene, c' qualcosa di cui hai bisogno prima
di vederci pi tardi nel pomeriggio?
"Beh, ho un problemino con il mio cellulare.
"Te ne faccio portare un altro immediatamente.
Grazie. E... Rez?
S?"
Io non ho nessun modulo da far firmare o roba del genere,
ma volevo ricordare a te e ai tuoi che preferirei che la mia
presenza qui rimanesse esclusivamente tra noi.
Questo ha a che fare con il tuo ruolo nel disastro spaziale?
Porca troia, Yates. Ti dai latitante, eh?
Preferisco considerarlo un periodo sabbatico.
Eccole arrivare, al ritmo di finti tamburi tribali, tre finte
canoe da guerra fijane, nella soffice luce dell'ora dell'aperitivo,
verso la costa di Dj Vu. Yates siede a gambe incrociate
sulla sabbia, immerso in uno stupore postdiscorso, beve
liquore da un guscio di noce di cocco insieme ai pi importanti
manager di Resnor. Tutti, tranne lui, che indossa pantaloncini
color kaki e una maglietta nera, sfoggiano camicie e
pantaloncini blu a fiori in stile tropicale. Un fuoco arde in un
angolo della spiaggia. Donne in costumi di tapa si esibiscono
in una finta danza tradizionale sulla riva, annunciando l'approdo
delle imbarcazioni. Quando si fanno pi vicine, Yates
nota che gli uomini a bordo hanno i visi dipinti di nero e
quelli che non remano brandiscono lance e mazze da guerra.
Appena la prima canoa tocca terra i suoi occupanti lanciano
un grande ruggito, cui fa da contrappunto un ruggito ancora
pi forte da parte del loro pubblico occidentale. In piedi sulla
canoa c' Resnor, in costume da guerriero. Salta gi agilmente
e si scatena in un ballo improvvisato nell'acqua bassa, sottolineato
da applausi e incitazioni, non tanto dei fijani quanto
dei suoi stipendiati, per cui, a quanto pare, questo tipo di
comportamento non  affatto nuovo. Per Yates invece lo , ma
non lo sorprende pi di tanto. Ormai niente sembra pi
poterlo fare. Mentre guarda gli altri uomini scendere dalle
canoe, una schiera di camerieri fijani si prodiga a riempire di
nuovo i tanti gusci di noce di cocco, con quel misterioso
liquore chiaro che a Yates va gi che  un piacere. Adesso i
finti guerrieri si sono disposti in una lunga fila, cantano e agitano
le armi. Portano gonnellini sfilacciati di foglie di palma e
al collo ghirlande di fiori di frangipane. Le donne agitano ventagli
dai colori accesi. Yates butta gi un altro sorso di liquore
e per un istante avverte quella sensazione di nausea che gli
prende sempre quando dei ricchi occidentali, dei ricchi uomini
bianchi, strumentalizzano le tradizioni culturali di una cultura
indigena economicamente sottosviluppata.
Resnor continuando a ballare guida la fila dei guerrieri, ai
quali si sono unite le donne, fino a un gruppo di giovani fijani
che sta eseguendo il vakamalolo, una danza tradizionale
da seduti. Il magnate-non-mogul si muove ostentatamente su
e gi lungo la fila, brandendo minacciosamente la mazza, su
cui  dipinta in arancione la scritta Rez, evidenziata da un
lampo in verde fluorescente, il logo della sua compagnia. Si
ferma di fronte a una giovane e bellissima fijana, con grandi
occhi neri e capelli corti crespi. Le fa segno con la mazza di
alzarsi e girarsi verso il gruppo di Yates, le spalle rivolte al
mare. I due eseguono una goffa danza per alcuni lunghissimi
minuti, con Resnor che le impone una serie di passi bizzarri,
in un finto rituale che la ragazza cerca di assecondare al
meglio.
Resnor finalmente si blocca, lo stesso fa la musica, un
secondo dopo. Alza al cielo la mazza ed erompe in un urlo
primordiale, cui fanno prontamente eco i suoi manager,
come se l'avessero gi fatto un milione di volte. Non appena
il clamore si spegne, Resnor punta la mazza verso i guerrieri,
che alzano le loro armi in segno di risposta e serrano le fila
intorno al magnate e alla ragazza, che sembra non particolarmente
entusiasta di questa parte dello spettacolo, mentre i
tamburi riprendono il loro pulsare. Il ritmo si fa pi serrato,
pi violento, i guerrieri si stringono sempre pi intorno alle
due figure e il canto che adesso risuona ha preso un tono selvaggio,
assetato di sangue, non molto diverso dalle urla della
folla nello stadio di Johannesburg. Yates appoggia le labbra
alla noce di cocco, chiude gli occhi e beve un lungo sorso.
Spera che riaprendoli la scena sia ormai finita, o di scoprire
che non  mai accaduta.
Ma sta accadendo e non  affatto finita.
Dal centro del gruppo, la mazza di Resnor si leva in alto,
si blocca, poi ricade. Quando si alza di nuovo, viene seguita
dalle mazze degli altri, che fingono di colpire la finta vergine
nel crepuscolo di Dj Vu.
I tamburi e i canti e il finto massacro raggiungono la loro
acme in un crescendo, e alla fine tutto  silenzio. I finti guerrieri
indietreggiano, rivelando la ragazza stesa sulla spiaggia,
ricoperta da quello che Yates spera sia sangue finto. Mentre
un gruppo di becchini indigeni la porta via, Resnor si avvicina
agli spettatori con qualcosa di sanguinolento in mano.
Qualcosa che sembra un organo, un cuore umano. Resnor
alza il macabro trofeo verso di loro, il cielo, il mare, e con
grande gusto ne stacca un pezzo con i denti.
Il sacrificio di una bellissima vergine, esclama, usando
per la prima volta le parole per esprimere il proprio stato d'animo,
"per ringraziare gli di di un anno di crescita senza
precedenti, e di un anno ancora da venire che, come il nostro
futurologo Yates ci ha assicurato, ci vedr crescere ancora di
pi! E adesso festeggiamo!"
I canti e i tamburi tornano a farsi sentire, questa volta
con un ritmo meno aggressivo e pi festaiolo. Dalla cintura
di palme dietro la spiaggia emergono decine di camerieri,
che accendono torce intorno a un gruppo di tavoli elaboratamente
decorati. Poi, per dimostrare che si trattava solo di
uno spettacolo e che mai al giorno d'oggi si ucciderebbe una
giovane vergine per ingraziarsi i numi, la ragazza sbuca correndo
dal buio delle palme e fa un inchino. Yates si alza,
aggrappato alla sua noce di cocco come a una zattera salvifica
e cerca una via d'uscita. Forse pu fingere di fare due
passi lungo la spiaggia e tornare al suo cottage per un sentiero
sul fianco della collina. O forse pu semplicemente marciare
dietro di loro e svanire tra le ombre delle palme, mentre
tutti si spintonano gentilmente per accaparrarsi i posti
migliori a tavola.
Ma si ritrova una mano sulla spalla, ricoperta di sangue
finto. Resnor. Che ne pensi, signor Yates?
"Straordinario, Rez. Tutto quello che avrei mai desiderato
dal mio primo sacrificio umano, e ancora di pi.
Sei al mio tavolo. Vieni.
Il cibo arriva a ondate. Pietanze locali. Piatti indigeni.
Altre prelibatezze da ogni angolo del pianeta. Pesce fresco
dell'arcipelago, tonno Albacore, sashimi di tonno dalla pinna
gialla. Bistecche di Kobe dal Giappone. Aragoste brasiliane.
Bordeaux francese. Rum giamaicano. Ma Yates non ha appetito.
L'unica cosa che lo attira  il bourbon dal Kentucky, che
sta bevendo dalla sua noce di cocco.
Dopo l'insalata e una serie infinita di antipasti, Resnor
prende posto. "Allora, dove te ne vai adesso?
Non ho ancora deciso. Spero di poter fare una vacanza.
Resnor guarda la spiaggia, l'oceano, la festa con centinaia
di persone a servire tra i tavoli. "S, dice. Capisco come
tutto questo a lungo andare possa annoiare. Visitare i posti
pi interessanti del mondo, tenere un discorso preconfezionato
per un'ora e poi star l a godersene i frutti.
Yates non risponde. Al centro della zona delimitata dai
tavoli alcuni uomini stanno creando un sentiero di pietre,
arroventate sotto una coltre di legna ardente, per una cerimonia
di pirobazia, l'arte di camminare sul fuoco. Al tavolo
vicino una donna fijana dipinge con i colori da guerriero la
faccia a luna piena di un brand manager di centoventi chili,
mentre un uomo con un costume a met tra il clown e lo
sciamano crea palloncini a forma di animali.
"Cosa farai nel tuo periodo sabbatico?
Yates sorride alla definizione. Rez l'ha tenuta a mente.
"Non lo so. Magari me ne star nei dintorni per un po'. Surf.
Pesca. Vivere come gli indigeni.
E quando ne avrai abbastanza? Tornerai al tuo vecchio
amore? La futurologia?"
Yates adesso beve whisky dalla sua noce di cocco, facendo
smorfie per la strana combinazione di sapori. "Non lo so davvero,
Rez. Ma al momento penso proprio di no, che cazzo!
Come i danzatori, i cantanti e gli attori, anche gli uomini
che camminano sulle braci ardenti li hanno fatti venire per la
serata dallo Sheraton Royal di Viti Levu. Il capogruppo racconta
la leggenda della nascita della pirobazia fijana, di come
il dono fosse stato dato a un guerriero generoso, che molto
tempo fa aveva risparmiato la vita a uno spirito. Di come non
si debba indulgere al sesso e alle noci di cocco la notte prima
di una cerimonia. La legna  stata rimossa e un tappeto di
pietre brilla incandescente dietro al capogruppo, mentre inizia
a cantilenare intorno al fuoco. Lo raggiungono altri quattro
fijani, che escono dal buio delle palme con l'energia di
giocatori di football professionisti in un incontro di playoff.
Yates si appoggia all'indietro sulla sedia, guarda il capogruppo
prendere il tovagliolo di qualcuno per deporlo con gesti
teatrali sui carboni, dove subito lo divorano le fiamme. L'uomo
intona una nuova cantilena mentre i quattro iniziano a
camminare lentamente e con fiducia sul sentiero incandescente.
I visi senza espressione, tranquilli.
Quando gli uomini posano di nuovo i piedi sulla sabbia
fresca, Resnor si porta vicino ai carboni e li applaude, incitando
i suoi ospiti a fare lo stesso. Uno dei manager, il direttore
della divisione tecnologica, si  cos commosso per la
cerimonia, e per le sei noci di cocco piene di rum che si 
scolato nell'ultima mezz'ora, da sentirsi spinto a correre
verso i carboni. Prima che qualcuno possa fermarlo - e
chiss poi se c' qualcuno che vorrebbe farlo davvero - si
libera delle scarpe e percorre a piedi nudi l'ultimo metro di
sabbia. Appena il suo piede sinistro si posa sulle pietre
incandescenti lascia partire un urlo cos acuto ed esagerato
che tutti iniziano a ridere, credendo che sia uno scherzo, e
che anche questo faccia parte dello spettacolo. Poi lo slancio
porta l'uomo a muovere un altro passo. Avendo sollevato
rapidamente il piede sinistro scottato dai carboni, quello
destro gli ricade ancora pi pesantemente a terra. Visto che
i musicisti e i cantanti si sono interrotti per guardare lo
spettacolo, stupefatti (non senza un pizzico di divertimento),
 possibile sentire la soffice pelle dei piedi del direttore
della divisione tecnologica friggere a contatto dei cinquecento
gradi della superficie. Dopo questo disastroso e dolorosissimo
secondo passo, l'uomo cerca di girarsi e tornare
indietro, perch arrivare dall'altra parte ne richiederebbe
almeno altri quattro o cinque. Ma si ferma troppo rapidamente.
E la combinazione dello slancio, dell'ebbrezza alcolica
e del forte dolore che sta provando  troppo per il suo
equilibrio. Lo perde a met di una goffa piroetta, rimanendo
in aria abbastanza a lungo perch qualcuno urli: Merda,
Phil! per poi ricadere di sedere sui carboni incandescenti.
Prima sono i pantaloncini ad andare a fuoco, poi, quando il
malcapitato sposta il peso dal sedere, anche la camicia fa la
stessa fine. Velocemente, ma non abbastanza da impedire
quel principio di incendio del manager, i pirobati si gettano
di nuovo sui carboni per sollevare l'uomo urlante e gettarlo
con un movimento sincronizzato sulla sabbia, dove perlomeno
riesce a rotolare su se stesso e a spegnersi.
Una volta che lo staff medico di Dj Vu ha finito di caricare
l'ustionato su una barella, Resnor accende un microfono
senza fili e annuncia, mentre un ritmo registrato di percussioni
dall'eco metallica si diffonde dagli altoparlanti nascosti
tra gli alberi, che va tutto bene, che la festa  appena iniziata
e continuer subito dopo questa breve interruzione. Approfittando
del caos, Yates si alza e si dirige fino al mare.
Non ha mai visto un cielo cos nero, e poich  cos scuro
e non c' luna, le stelle brillano decise, stagliate sul velluto
della notte. Aveva deciso di non guardarle pi, ma Yates non
pu farne a meno. Non pu fare a meno di guardare il cielo
di suo padre. Anche se questo  il cielo di un luogo totalmente
diverso, il cielo con le costellazioni del Lupo, della Colomba,
del Camaleonte e della Croce del Sud. Cammina
lungo la spiaggia, lontano dalle torce della festa e dalle luci
della grande dimora di Resnor. Vicino a una canoa rovesciata
si ferma e guarda verso sud, dove la Via Lattea si confonde
con l'orizzonte, infinita e presente, per la prima volta agli
occhi di Yates una cosa tangibile, piuttosto che un concetto.
Dentro la Via Lattea riconosce due delle stelle pi luminose,
Beta e Alpha Centauri, che guidano il suo sguardo fino all'orizzonte
e alla Croce del Sud. Nulla di particolarmente bello,
pensa Yates. Non  questa la peculiarit dell'emisfero celeste
meridionale. Ma da ragazzo non l'aveva potuta vedere e suo
padre aveva potuto solo immaginarla. Guardando la Croce e
cercando di ricordare come stabilire la direzione corretta del
Polo Sud, Yates sa che non c' bisogno di uno psicologo per
capire perch, con il passare degli anni, pi si allontanava
dal tipo di uomo di cui suo padre sarebbe stato orgoglioso,
pi si interessava alle stelle. Le stelle, che non hanno mai
smesso di affascinare un uomo che per lui rimane ancora un
mistero. Sulla linea dell'orizzonte, dove il mare incontra il
cosmo, qualcosa brilla per un istante prima di scomparire
dalla vista. Forse una stella cadente, o le luci di una nave al
largo. O forse l'hotel spaziale, un corteo funebre da centocinquanta
milioni di dollari che si muove alla velocit della luce.
Quando torna alla festa sembra che tutti abbiano ormai
superato lo pseudoshock dello scottante incidente al direttore
della divisione tecnologica. Anzi, Yates vede uno dei manager
esibirsi in audaci piroette seguite da cadute su immaginari
carboni ardenti, per il divertimento di un'intera tavolata.
Esattamente come il loro collega, eccetto che per le ustioni di
primo grado.
Voleva tornarsene direttamente in camera, ma non senza
un'altra noce di cocco piena di bourbon da portare con s.
Cos si risiede al tavolo principale ormai vuoto, aspettando
che qualcuno gli porti da bere. I tamburi e le nenie tradizionali
fijane se ne sono andati insieme all'uomo sulla barella e
adesso gli altoparlanti trasmettono musica dance pura, techno-house
che questi uomini bianchi di mezza et odierebbero
dovunque tranne qui. Ma qui c' uno spettacolo di fuochi
d'artificio, qui il bar  perpetuamente aperto e qui si pu fare
quel cazzo che si vuole perch tanto c' l'obbligo del segreto.
A Yates ci vuole un po' a spiegare al cameriere il concetto di
bourbon, figuriamoci quello di Maker's Mark. Finalmente
vede il cameriere che l'ha servito prima e glielo indica, con la
richiesta che sia lui a riempire fino all'orlo quella cazzo di
noce di cocco".
Le luci iniziano a brillare a intermittenza. In un primo
momento Yates pensa che stia succedendo solo nella sua
testa, che sia il preludio a un blackout totale, la fase successiva
di un tracollo mentale iniziato molto tempo prima. Poi
la musica si ferma. Vorrebbe bere, ma i due camerieri stanno
ancora confabulando e guardando nella sua direzione.
Rivolge loro un gesto di preghiera, che  molto pi serio di
quanto pensino. La musica riprende. Poi si interrompe
ancora a met canzone. Resnor d di gomito a uno dei suoi
dipendenti. Stai attento. Aspetta che se ne accorgano. La
musica riprende di nuovo. La voce potente di un basso. Un
ritmo hip-hop. Yate conosce la canzone ma non riesce a
ricordarne il titolo. Dalle palme sbucano altre persone.
Animatrici. Una decina di donne, con gonnellini di paglia e
tapa drappeggiati intorno alle spalle. Ognuna con una
maschera tribale. Quando raggiungono il centro della festa e
iniziano a ballare, ancora prima che si tolgano le maschere,
i tapa e quindi i gonnellini di paglia, Yates pu vedere che
non si tratta di donne fijane, che non possono far parte di
nessun spettacolo d'intrattenimento di questo emisfero.
Si alza per andarsene, ma Resnor lo vede e lo raggiunge
nello stesso momento in cui il cameriere gli porge la desiderata
noce di cocco. Non puoi andartene adesso, ragazzo. Le
cose cominciano ora a farsi interessanti.
Tutta la serata  stata interessante, Rez. Yates sorseggia
il bourbon e sputa un pezzo di polpa di cocco. Una delle danzatrici
si  tolta il tapa e il gonnellino. Porta uno sgargiante
perizoma argenteo e sembra esplodere da un ridottissimo
bikini dello stesso colore. Yates si volta verso Resnor. Non
sapevo che ci fossero dei chirurghi plastici cos bravi qui
nelle Mamanuca."
Resnor sorride di rimando, poi prorompe nella fragorosa
risata di un magnate con potere assoluto e i titoli per dimostrarlo.
Mamanuca, proprio, dice, passando un braccio
intorno alle spalle di Yates. "Fateci vedere le vostre Mamanuca!
Poi a Yates: "Vieni. Siediti qui con me e bevi un po' di kava
insieme al tuo disgustoso bourbon.
"Un po' di cosa?
Kava.  una bevanda cerimoniale. Non alcolica. Si estrae
dalle radici essiccate di una variet di pianta del pepe. Ti far
sciogliere e ti addormenter un po' la bocca.
Le spogliarelliste americane fanno parte della cerimonia
del kava, tipo le vergini vestali di Roma, o  un tuo contributo,
firmato Rez, alla cultura fijana?
A dir la verit le ragazze sono australiane. Il meglio di
Sidney. E non hanno proprio niente di virginale. Adesso siediti
qui con me. Si accomodano sui materassini stesi davanti
a una tanoa, una sorta di vasca lunga pi di un metro, scavata
in un unico pezzo di legno vesi. Dentro alla tanoa, le
radici di waka sono state polverizzate con un mortaio, messe
in un sacchetto di tessuto e mischiate con l'acqua. Batti le
mani una volta quando i fijani ti offrono la tazza, che si chiama
bilo", spiega Rez. Poi prendila e di' 'Bula prima di portartela
alle labbra. Cerca di finirla, anche se il sapore 
schifoso, altrimenti li offenderai.
"E le spogliarelliste non li offendono?
"Quando due culture si uniscono devono esserci dei compromessi,
Yates. Noi ci sforziamo di mostrare tutto il nostro
rispetto per le loro cerimonie.
E viceversa, risponde Yates, loro devono sforzarsi di
rispettare, se non proprio tollerare, le nostre. La loro cultura
 sinonimo di meke dance, la danza tribale dei guerrieri,
mentre noi ci limitiamo ad adorare la lap dance.
Resnor ci pensa un po' su, poi annuisce lentamente, come
se avesse appena sentito enunciare una profonda verit universale.
"Esatto. Ben detto, Yates.
"Mi stavo chiedendo che cosa pensano di tutto questo le
tue dipendenti donne.
Resnor si stringe nelle spalle. "Lo sanno che cosa succede
di solito qui. Non sono certo obbligate a venirci. Ad alcune
comunque piace, eccome. Resnor indica una delle spogliarelliste,
che ha la testa della direttrice della divisione marketing,
una signora di cinquantaquattro anni tre volte madre,
incastrata tra le sue tette voluminose.
Ormai tutte le ragazze sono a seno nudo e si muovono
lungo il perimetro del gruppo con la schiena rivolta al fuoco.
Avanti e indietro, abbastanza vicine per sedurre, ma non
abbastanza per entrare in contatto con il pubblico, o perch
il pubblico possa entrare in contatto con loro. Adesso stai
attento, gli ricorda Resnor. Batti le mani, una volta sola,
Bula, poi bevi tutto, batti tre volte le mani e inclini la tazza
per dimostrare di non volerne pi, almeno per adesso.
"E se sbaglio?
Meglio che tu non lo sappia, Yates, dice Resnor, con
tono minaccioso. Molto meglio.
Un uomo in gonnellino di paglia e con il viso dipinto di
nero, il petto unto d'olio di cocco, si avvicina a Resnor, che
batte le mani una volta ed esegue senza intoppi il rituale.
"Ahh. Si pulisce le labbra con il dorso della mano. "Fa proprio
schifo. Ma  difficile farne a meno.
L'uomo si sposta con la tazza di fronte a Yates, che fa
tutto quello che ci si aspetta da lui.
Ma non inclina la tazza quando ha finito di bere. La
tende e dice ancora Bula". E si beve la seconda dose.
Adesso  davvero abbastanza, batte le mani tre volte e rovescia
la tazza. Poi alza la noce di cocco e lancia il bourbon
del Kentucky all'inseguimento del kava fijano. Il sapore
sgradevole gli rimane per in bocca. Dopo qualche minuto
ammette con Resnor che aveva ragione, il kava  davvero
disgustoso. Ma la sua voce  distorta, le parole faticano a
formarsi.
Queeessta roooba  disssgusssstossa.
Scusa?
Nooooonnn impoooortaaaaaaaa.
"Non si capisce niente, Yates.
Risuona un vecchio pezzo di 50 Cent e a quel segnale le
danzatrici si tolgono i perizoma e si avvicinano al gruppo.
Un'amazzone bionda afferra un sacco pieno di giocattolini
porno e cerca delle prese elettriche al suolo. Di fronte a questa
scena uno dei camerieri fijani, un uomo anziano, inizia a
piangere. Poggia a terra il vassoio e fa per andarsene, ma due
camerieri pi giovani gli mettono le mani sulle spalle e lo
scortano tra le palme. Una brunetta magra dalle tette enormi
e finte, con addosso solo una maschera da diavolo in mogano,
si avvicina a Resnor, che le sussurra qualcosa all'orecchio
indicando Yates. Lui alza una mano facendo il gesto universale
di rifiuto. "No grasssie", dice. Poi prova ad articolare:
Sono molto alterato, ma quello che si sente  qualcosa
come Sowoooo mowwwwtoo aaaweeeewaaato.
La donna si fa ancora pi vicina. Sorride, lanciando lampi
bianchi dietro la maschera scura. Ci scommetto che sei
arrapato, tesoro", dice e inizia a strofinare le tette sulle sue
guance paralizzate dal kava. Inizia a farle ondeggiare e con
quelle la testa di Yates. Resnor sta ridendo cos forte che non
s'accorge che Yates inizia a tremare, in preda agli spasmi.
Non se ne accorge fino a quando l'uomo che vendeva il futuro
inonda la donna - il suo investimento di cinquemila dollari,
abbronzato e lucido di olio di cocco - con un conato di
bourbon, kava, tonno Albacore e bile.
...
.
...
16. Dj Vu, parte seconda.
...
.
...
Era l'uomo che, agli amministratori di una compagnia
farmaceutica messa sotto inchiesta dalla Commissione di
sicurezza, aveva citato la massima di Platone per cui i governatori
della repubblica a volte sono costretti a nobili bugie
per il bene dei cittadini. Era stato assoldato dai vertici del
partito nel corso di una campagna presidenziale fallimentare,
per escogitare come rendere la loro candidata meno detestabile
agli occhi dei conservatori del Sud, senza alienarsi la
base liberale. Era l'uomo che aveva parlato del futuro di Dio
di fronte ai laureati di un'universit cattolica in Virginia e
una settimana dopo aveva tenuto il discorso d'apertura alla
Conferenza dei distributori di film per adulti a Las Vegas sul
futuro del porno, ricevendo una standing ovation da entrambe le platee.
Lei lo colpisce una volta sola. Uno schiaffo in faccia. La
seconda volta lo manca, non certo per la prontezza di riflessi
di Yates, ma perch l'uomo che vendeva il futuro cade rapidamente
sul tappetino cerimoniale, privato della soffice
morsa delle tette a sostenergli la testa.
Come sia tornato al cottage e da quanto sia steso sul letto,
non saprebbe mai dirlo. Ma non deve essere trascorso troppo
tempo, visto che fuori  ancora buio, che la lingua e le labbra
sono ancora anestetizzate dal kava e che si sente molto ubriaco.
Per l'ultima volta, giura a se stesso, almeno per un po' di
tempo. La TV  accesa e cos la guarda. Ancora l'hotel spaziale.
Adesso che tutti gli occupanti sono morti, il fattore d'attrazione
sul pubblico  aumentato esponenzialmente, cosa
che Yates non si sarebbe mai immaginato. Sar il fascino
della morte in posti particolarmente belli o strani. O, come
ha detto Campbell, saranno i fantomatici scricchiolii dello
scafo sottoposto allo stress termico. O il fatto che ogni
novanta minuti la nave compia un giro intorno al pianeta,
sempre visibile agli occhi morbosamente curiosi di milioni di
persone, una perpetua veglia nel cielo. O quasi perpetua, perch
tra poco le leggi della fisica avranno la meglio e la nave
cadr e brucer.
La prima impressione  che l'abbiano gi rintracciato. Ma
quando legge l'e-mail dei Johnson, capisce che lo pensano
ancora a Milano, in procinto di volare oggi a Rio.
Yates,
abbiamo apprezzato molto il suo discorso al Futurshow di
Milano. Ottime le aggiunte all'originale di Johannesburg.
Ottime intuizioni. Le aveva messe da parte per servirsene
alla prima occasione? Le ha copiate? O semplicemente
lavora meglio quando  sotto pressione? O sotto l'influenza
di qualcuno? O sotto il corpo muscoloso di una maestra
d'asilo sessualmente deviata? (Ah ah ah! Ma a cosa stava
pensando?) Sia come sia, prima che lei parta per la terra
dei perizoma, abbiamo un paio di domande riguardo al
suo prossimo incarico, che le comunicheremo nei prossimi
giorni. In primo luogo, ha mai tenuto conferenze, discorsi
o seminari in Medio Oriente? O nel mondo musulmano
in generale? (Abbiamo controllato, naturalmente,
ma c' la remota possibilit che ci sia sfuggito qualcosa.) E
discorsi sulla libert e la democrazia? Sui mercati liberi e
aperti (oltre a quello di cui avrebbe dovuto originariamente
parlare a Johannesburg)? Sulla viabilit commerciale
dei rinnovati capitali del Vecchio mondo? E per finire, lei
parla arabo? Se s, quale dialetto e a che livello - cio, colloquiale,
fluente oppure  solo in grado di ordinare un
kebab afghano in un chiosco della Nona strada? Ci risponda
al pi presto possibile, per favore. A costo di ripeterci, 
un privilegio averla con noi nella prossima avventura. C'
molto in gioco, e molto da guadagnare, per tutti noi.
Futurologicamente suoi,
J&J
P.S. Faccia un po' di foto anche per noi a Rio.
D'istinto risponde subito, ma senza spedire l'e-mail direttamente
a loro. Invece, sperando di diminuire la possibilit
di essere rintracciato, la invia al suo indirizzo di hotmail e da
l a Campbell perch la faccia arrivare ai Johnson.
J&J,
saluti da Milano, dove un po' mi sto annoiando, adesso che
gli interrogatori sull'attentato sembrano cessati. A meno
che voi non ne sappiate pi di me. Risponder a tutte le
domande, ma prima vorrei che rispondeste voi a quelle che
non ho potuto fare a comesichiama - il modello gay, la spia
- e che ultimamente mi danno un po' da pensare. Centrate
qualcosa con il casino allo stadio di Johannesburg?  stato
organizzato per me? C'entrate qualcosa con la bomba di
Milano? Anche quella  stata fatta scoppiare per me? E la
stazione spaziale? Cosa ne sapete del mio amichetto Nostradamus?
 uno pseudonimo per Johnson e Johnson?
Per chi lavorate? Per quale governo, ramo del governo,
partito politico, servizio segreto, multinazionale, o genio
del male lavorate? Quali sono i vostri piani? Qual  il
vostro scopo? Cos e questa manfrina sui musulmani, che,
logicamente, mi fa cacare sotto? E infine, la domanda pi
importante, perch io? Perch non uno pi capace? Uno
che ne sa di pi? Uno a cui importa davvero?
Y.
Si versa un bicchiere d'acqua minerale e si siede sul bordo
del letto a bere, cercando di non sgocciolare dalla bocca anestetizzata.
Bussano alla porta.  un giovane inserviente fijano
mandato da Resnor per assicurarsi che il signore stia
bene.
Il signore sta meglio, grazie. In effetti, non appena il
signore ha vomitato sulle tette della spogliarellista ha iniziato
a sentirsi meglio. Fisicamente, se non spiritualmente.
L'inserviente sorride. "Ha bisogno di qualcosa, signore?
No, grazie. Come ti chiami?"
R.J."
"Beh, R.J., in effetti c' qualcosa di cui avrei bisogno.
Domani parto, e mi chiedevo se per caso conosci qualche
posto vicino, qualche altra isola, dove potrei andarmene
discretamente per un periodo - magari per un lungo periodo.
R.J. guarda la porta, poi i propri piedi.
Naturalmente, la cosa rimarrebbe tra noi. Non c' bisogno
che il signor Resnor lo sappia. Anzi, preferirei cos.
L'ideale sarebbe prendere normalmente l'elicottero fino a Viti
Levu e poi muoversi da l.
Capisco. Ci penso io, signore. Devo fare un paio di telefonate.
"Grazie. A proposito, che ne pensi della serata, R.J.? E,
per favore, di' la verit. Io non sono dei loro.
Guardando in basso, R.J. risponde con calma. Penso sia
stata quantomeno deplorevole, signore.
"Giusto. E poi si chiedono perch la gente ci odia."
R.J. rialza lo sguardo su Yates e riflette per un attimo
prima di parlare. "Non  esattamente cos, signore. Ritenete
che siamo noi a odiarvi. Anche se mi chiedo perch la questione
sia sempre messa in questo modo. Perch vi odiamo?
Perch odiamo i ricchi e i potenti? La verit  che molti di
noi si interrogano invece sull'altra faccia della medaglia. Perch
ci odiate? Solo qualcuno che ci odia pu comportarsi come
questa gente. E non solo stanotte, in quel piccolo lembo
di spiaggia di questa microscopica isola.
Non ci vuole molto perch arrivi la risposta dei Johnson,
via Campbell e hotmail.
Yates,
quante domande. E cos poca libert per risponderle.
Prima quelle facili. Non centriamo nulla con Johannesburg.
E neppure, nel caso che se lo chieda, con la stazione
spaziale o con il fatto che la sua ragazza, Lauren, l'abbia
lasciata. Semplici coincidenze. Era da un po' che volevamo
parlare con lei sperando di poterci assicurare i suoi servigi.
Il suo stato mentale, causato dalle circostanze sopra
menzionate, pu aver lavorato a nostro favore. Almeno
temporaneamente, fino a quando lo stesso stato mentale si
 rivelato non esente da rischi, che speriamo per di aver
diminuito e risolto.
Bene, per quanto riguarda i fatti di Milano, la ragazza
della Vespa, la risposta, se cos si pu definire,  molto pi
complessa. Una bomba tutta per lei? Assolutamente no,
ma  bello - vero? - avere di tanto in tanto idee cos neurotiche.
No, la cosa sarebbe successa comunque. L'abbiamo
intercettata, ne siamo venuti a conoscenza, tramite i soliti
canali di comunicazione segreta. Per essere chiari, sapevamo.
Ma non siamo stati noi a organizzare la strage, n ne
siamo stati complici. I nostri contatti a Milano stavano gi
facendo dei piani specifici per volgere a nostro favore l'evento,
se si fosse verificato. A questo si deve l'invito di
Mabus a sedere in prima fila al caff? S. Noi eravamo
Mabus e l'abbiamo voluta l per attirare la sua attenzione,
per creare una serie di collegamenti, utili nel caso lei avesse
deciso di abbandonarci.
Sorpreso? Non lo sar di meno scoprendo che se noi eravamo
Mabus, non eravamo e non siamo Nostradamus. Ci
siamo semplicemente imbattuti in quelle e-mail nella sua
casella e le abbiamo usate per i nostri scopi. Visto che lei
non ci ha rispettati e non ha rispettato i nostri accordi,
siamo stati costretti a spedirle quei video - che speravamo
di tenere da parte in caso di futura necessit - prima di
quanto volessimo. Intendevamo semplicemente intimidirla
un po', mettendola a conoscenza della loro esistenza, ma
poi Nostradamus  penetrato nel suo computer, ha trovato
i video e ha cambiato il corso delle cose.  stato lui a farli
arrivare ai servizi segreti italiani, causando il suo sfortunato
arresto. Non  stato facile tirarla fuori, ma volevamo
che lei potesse portare a compimento i termini del nostro
accordo. Rimane un mistero chi sia Nostradamus e i motivi
del suo odio verso il povero Yates. Se non ci fossero di
mezzo i nostri interessi, la cosa sarebbe anche molto
divertente. Naturalmente stiamo indagando e qualsiasi
informazione da parte sua  pi che benvenuta.
Cos'altro? Lei chiede per chi lavoriamo, quali sono i nostri
scopi. Beh, contrariamente alla sua opinione, noi non siamo
con" il governo. Lavoriamo per un'organizzazione che
ha molteplici interessi in giro per il mondo. Non siamo
con nessuna amministrazione ufficiale, a meno che gli
interessi di questa non coincidano in quel momento con
quelli dei nostri datori di lavoro. A volte succede, per puro
caso, ma a volte questi interessi, queste linee d'azione,
devono essere spinti, differenziati e occasionalmente provocati,
in modo che coincidano con maggiore trasparenza
e frequenza.  bello avere la nazione pi potente del
mondo che lavora per i tuoi interessi. Ma sia chiaro che
non rappresentiamo n i conservatori n i liberali. Rappresentiamo
gli interessi di un'organizzazione che  al di
sopra di tutto e questi interessi possono cambiare o essere
modificati rapidamente per le idiosincrasie e gli obiettivi
superficiali di qualsiasi partito o fazione al potere, dovunque
nel mondo.
Infine, lei chiede, perch io? (Sempre concentrato su se
stesso, vero Yates?) Beh, ci dispiace dover infierire ulteriormente
sul suo ego martoriato, ma lei non  poi cos
importante.  solo uno dei tanti, che d il suo piccolo contributo
in uno dei tanti, molteplici aspetti di questa, storia.
Immagini di essere un fornitore di contenuti, o un canale
(magari sbagliato) per condividere idee, prospettive e dettagli
di qualche valore per l'organizzazione. Io e Johnson
siamo solo mezzemaniche, i soliti quadri d'azienda che
cercando di spiegare come vanno le cose ai ragazzi del
metaforico ufficio all'ultimo piano. Mezzemaniche, ma di
un'organizzazione che ha surclassato tutti i titoli delle cinquecento
compagnie dell'indice Standard&Poor's, tutti i
migliori fondi d'investimento. Ce un enorme profitto in
dividendi da distribuire a tutti noi. Incluso lei, Yates. Ci
piace pensare che stiamo lavorando per un gruppo d'interessi
molto, molto speciale, il cui scopo  acquistare ideologia
in cambio di profitto.
Sulla questione dei musulmani le diremo qualcosa pi
tardi. Si diverta a Rio. E non provi a salvare questa e-mail,
perch tra cinque secondi sar comunque inutile.
J&J
Yates non fa neanche lo sforzo di provarci. Quattro secondi
pi tardi, ogni parola scompare dallo schermo.
Riprende a fare la valigia.  quasi l'alba. Il volo dall'isola
parte alle nove, ma non vede l'ora di lasciare Dj Vu. Anche
se non  segnata su nessuna mappa, anche se  a migliaia di
chilometri da tutto, per Yates non  abbastanza remota.
Bussano piano alla porta. Probabilmente R.J., pensa. Con
le informazioni su un posto dove andare, spera.
"Entra, dice. "La porta  aperta. Altri colpi, ancora pi
lievi. "Ges Cristo. Attraversa la stanza e spalanca la porta.
Marjorie.
Come te la passi?"
"Dio mio.
Esatto.
"Il CBD di Johannesburg intende davvero valorizzarti, se ti
fa volare da me per mezzo mondo."
Marjorie non ride n sorride. Indossa jeans e un top
rosso. I capelli raccolti sotto una bandana blu pastello, un
grande zaino da viaggio sulle spalle. Molto diversa da come
si era presentata la prima volta nella stanza di Johannesburg.
Squadra l'uomo che vendeva il futuro da capo a piedi e dice,
in un modo che renderebbe desiderabile anche l'umiliazione:
"Non tirartela, Yates.
...
.
...
17. Novelli qualcosa.
...
.
...
"Sei ubriaco?
No.
"Com' che parli male?
 il kava.
Il cosa?
Un elisir cerimoniale fijano. Calma lo spirito.
"Distorce la mente.
E addormenta la lingua.
Capisco.
Come hai fatto a trovarmi?
"David. Il tuttofare. E il tuo amico in Islanda.
"Groenlandia.
"Giusto. Sempre di ghiaccio si tratta."
Allora David  fidato?
"Sembra. Chi pu dirlo davvero? Tutto quello che so  che
David  venuto da me dopo il nostro mancato colloquio -
quando avresti dovuto chiamare da Milano - e mi ha messa
in contatto con il tuo amico.  stato lui poi a organizzare il
viaggio. Ed eccomi qui.
"Bula.
"Scusa?
"Bula. Benvenuta. Alle Fiji. A Dj Vu.
" molto bello.
Fa paura, in realt. Non sai cosa ho visto stanotte. Comunque
ce ne andiamo su un'altra isola tra un paio d'ore. Se
ti va."
Mi va. Indica il suo zaino. Ho gi i bagagli pronti.
Vista la mia situazione attuale, non so se Campbell te
l'ha descritta, non posso prometterti per che sar meglio di
quello che ti lasci alle spalle.
"Qualsiasi cosa  meglio di quello che mi lascio alle spalle.
A meno che tu non sia un magnaccia o un assassino.
"No. Solo un sospetto terrorista internazionale. Ma se
questo ti pu aiutare...
Lo sguardo di Marjorie gli fa morire le parole in gola, spaventandolo
un poco. Lei si guarda intorno, passa in rassegna
tutta la stanza - la bottiglia di champagne vuota, la noce di
cocco piena per met, la TV accesa senza audio e i sandali di
Yates incrostati di Dio sa cosa abbandonati vicino alla porta
- e chiede: Forse non sono io quella che ha bisogno di aiuto,
Yates".
Va bene. Messaggio ricevuto.
E dove che andiamo?"
Stesso arcipelago. Altra isola. C' uno che se ne sta occupando.
Un ragazzo che lavora qui. Nessuno sa che sono a
Dj Vu tranne Campbell, un paio di manager in preda a selvaggi
postumi di sbornia e Resnor, il padrone dell'isola, ed 
importante che le cose rimangano cos. Ti spiegher tutto pi
tardi, con i dettagli del caso. Spero che il posto dove andremo
sia ancora pi remoto di questo.
Avremo bisogno di una copertura.
Yates si gratta il mento. "Semplice. Saremo marito e moglie.
In luna di miele.
Perch non fratello e sorella?
Amanti."
Padre e figlia.
"Amanti che si sono ritrovati dopo un lungo tempo.
Lei scuote la testa. Vecchi amici che hanno mollato i loro
lavori noiosi e si sono imbarcati in un viaggio terapeutico
zaino in spalla.
"Sacco in spalla e sesso.
Colleghi.
"No. Novelli sposi, ma con una vita sessuale molto aperta."
Marjorie aggrotta le sopracciglia e guarda ancora le rovine
della stanza. "Novelli sposi forse no, dice, ma sicuramente
novelli qualcosa.
Mentre Marjorie si fa una doccia, Yates finisce la valigia.
R.J. bussa alla porta con la colazione per Yates e signora e
le informazioni sulla loro meta. Un piccolo centro per surfisti
chiuso da poco, che Resnor possiede su un'isoletta al largo di
Namotu. Il cugino di R.J. guidava la barca che portava i surfisti
al largo verso le onde della barriera corallina, ma adesso
 solo una sorta di custode, che si occupa perlopi di evitare
che il posto venga invaso da giovani spinellari e campeggiatori
liberi, fino a quando Resnor decider di rivenderlo o di
rimetterlo in funzione.
C' molta gente?"
No, signore. Solo quattro capanne di paglia sulla spiaggia
e un piccolo dormitorio. Tutti vuoti. Ce un villaggio dove vive
mio cugino, a un quarto d'ora a piedi. Lui passa un paio di
volte al giorno a controllare. Da qui ci vuole un'ora in barca.
"Grazie, R.J.
"Non c' di che, signore.
"Cosa fa il vecchio Rez? Si  lavato le mani dal sangue virginale?
Forse dovrei passare a fargli un saluto e a chiedere
scusa per stanotte.
R.J. sorride. Dubito che il signor Rez si ricordi molto di
stanotte. Se n' andato alla fine della festa. Molto tardi.
L'elicottero  venuto a prenderlo direttamente sulla spiaggia.
Strano che non l'abbia sentito.  partito con la maggior parte
delle artiste australiane."
Carino."
Aspettando Marjorie, che canticchia un pezzo reggae in
bagno, Yates assaggia un'omelette e guarda la TV. Rimette l'audio,
ma non fa grande differenza.  solo un altro tipo di silenzio.
Chiude gli occhi, cullato dallo scroscio della doccia, dalla
voce di Marjorie e dal suono oscuro dello spazio.  felice che
lei sia l, al sicuro. Ma si chiede perch sia venuta. Solo per
fuggire? O l'ha mandata qualcuno? O perch, oltre a voler
scappare, le piace qualcosa di lui? Il rumore della doccia si
interrompe e Marjorie smette di canticchiare. Per un momento
c' solo lo scricchiolio della nave spaziale. Poi lo sente. Il
debolissimo clic di un interruttore. Il fruscio di una ventola.
Una serie di bip sincronizzati e poi il basso pulsare ritmico di
una pompa. All'unisono, gli strumenti del sistema dell'astronave
tornano alla vita, come in un libro di Ray Bradbury. Yates
capisce di che si tratta ancora prima di riaprire gli occhi e per
un istante decide di tenerli chiusi, ad ascoltare quello per cui
avevano pregato Annalise Kinkaid, il comandante Rusty e tutti
gli altri. Ecco i reattori che si accendono, alimentati dai pannelli
di nuovo puntati verso il sole. La plancia di pilotaggio,
piena di luci intermittenti, rosse e gialle, arancioni e verdi. Poi
 il generatore dell'ossigeno a tornare in vita e si sente il sibilo
dell'aria fresca e respirabile che avrebbe potuto salvare le persone
a bordo, o rimandarne almeno la morte.
Ma naturalmente  troppo tardi. Sono tutti morti gi da
ore. Per un attimo Yates si chiede se l'hanno fatto apposta, se
un alto papavero della televisione ha pagato per variare la
trama - magari facendo aggiungere digitalmente i suoni e i
colori da un tecnico - per dare questo tocco finale ironico alla
tragedia.  possibile. Ma sembra troppo assurdo addirittura
a Yates. L'ossigeno salvifico, bramato cos disperatamente,
 arrivato semplicemente quando ha voluto, pulito e abbondante
ma troppo tardi per tutti. Yates guarda la valigia
accanto alla porta, poi verso il bagno, dove Marjorie ha ripreso
a cantare, e non pu fare a meno di fare un confronto.
...
.
...
18. Desperate Rights.
...
.
...
 divertente che niente di tutto questo sembri strano. Essere
su un fuoribordo di tre metri di legno giallo e bianco,
con un motore da sessantacinque cavalli, nell'Arcipelago
Mamanuca delle Fiji. Con Jope, il cugino diciannovenne, bello e
sorridente, di R.J., nonch capitano della suddetta barca. E
Marjorie, che in pantaloncini e canottiera si gode il sole e l'oceano
sul ponte. Non sembra strano. Non sembra speciale. 
come deve essere. Guarda Marjorie e si domanda come sembri
a lei, questa strana normalit.
Oceano, ma ci sono isole dappertutto, da piccole giungle
inabitabili di mangrovie a verdi montagne con spiagge di
sabbia bianca. L'acqua, a seconda della profondit e della
presenza della barriera o di secche,  di una miriade di sfumature
di blu, come Yates non ha mai visto. Pensava che
avrebbero trascorso il viaggio a parlare, con lui a raccontare
a Marjorie tutto quello che era successo dalla loro separazione
a Johannesburg. Sembra invece che lei voglia solo distrarsi.
Il che  un bene, perch aveva temuto che si aspettasse da
lui un piano, un'idea pi concreta sulle prossime mosse.
Mentre Yates chiaramente non ha nessun piano, oltre ad
andare su quest'isola sperando che funzioni da nascondiglio
per un po'. Guarda indietro, verso Dj Vu, che non riesce
pi a scorgere, poi in avanti, ma a occhi bassi, concentrandosi sull'acqua blu davanti alla prua della barca, apparentemente
calma e piatta, ma per lui totalmente nuova.
Un paio di minuti prima Jope gli aveva chiesto cosa facesse
per vivere e lui aveva risposto che era un futurologo. E
aveva dovuto spiegare cosa fa esattamente un futurologo. In
cosa crede un futurologo. Quando Yates aveva finito di parlare,
Jope aveva detto che nella lingua fijana non esistevano il
tempo passato e quello futuro. Solo il presente.
 la solita stronzata che rifilate ai turisti?"
Jope aveva scosso la testa, sorridendo.  vero, amico.
Guardando il mare Jope indica i nomi delle isole e delle
barriere, dei canali e delle scogliere che stanno oltrepassando.
Yates sorride, assaporando questa delizia esistenziale,
che ancora non gli sembra vera. Solo qualche settimana fa,
qualche giorno fa, avrebbe mandato a memoria quei nomi
per usarli poi, veri o falsi, per riempire una pausa in una conversazione,
per impressionare qualcuno con un libretto degli
assegni in mano, per darsi arie da uomo di mondo.
Jope decelera e quando la prua si abbassa indica un'isola
ancora lontana, a dritta. Quella  l'isola di Tavarua. Un resort
privato. Molto esclusivo. E laggi, ora indica verso il
largo, c' Cloudbreak, uno dei migliori posti al mondo per il
surf. Yates strizza gli occhi, ma sono troppo lontani per distinguere
le onde. Prima che possa parlare, Jope rid gas e la
barca schizza di nuovo in avanti, verso Cloudbreak.
Poco dopo sono abbastanza vicini da vedere le onde
infrangersi sopra la barriera corallina, formando massicce
pareti d'acqua. Anche da quella distanza, pur riuscendo a
malapena a intravedere le sagome dei surfisti che le cavalcano,
fanno capolino e poi scompaiono tra le acque, le onde
sembrano tremende.
Quanto sono alte? chiede Yates quando la barca rallenta
di nuovo.
Da due a tre metri. A volte anche quattro o pi, ma al
momento gli alisei rendono le cose pi difficili. Vedete le
creste? Sono gli alisei. Quando soffiano costanti appiattiscono
le onde.
Io facevo surf da ragazzo, dice Yates. Niente di paragonabile,
ma...
"Non  il caso di avventurarsi a Cloudbreak se non si 
esperti.  molto pericoloso. I coralli sono affilati come rasoi.
Inoltre, spiega Jope, indicando indietro, verso Tavarua, "il
padrone del resort su quell'isola rivendica i diritti di propriet
su Cloudbreak. Dice che  solo per gli ospiti del suo
albergo. E se qualcun altro ci vuole andare deve chiedere il
permesso." Jope ha appena finito di parlare quando una
barca si stacca da Tavarua e punta nella loro direzione.
"Vedete, dice Jope, ridando di nuovo gas. Siamo gi troppo
vicini. Ma non preoccupatevi. Ci sono tanti altri posti per
fare surf, alcuni pi belli, altri pi selvaggi, altri ancora pi
difficili di Cloudbreak. Dipende dal giorno e da quale barriera
le onde scelgono di benedire.
Si lasciano alle spalle l'isola di Tavarua e Cloudbreak e
puntano attraverso il canale di Malolo verso un'isola molto
pi piccola, Namotu. Quando la costa  ormai vicina Yates si
alza in piedi per vedere meglio. Il mare sembra bellissimo e
relativamente calmo, ma vicino alla spiaggia si frangono
delle onde alte come quelle di Cloudbreak, spingendosi per
decine di metri in vortici di schiuma verso la costa. L'isola di
Namotu, annuncia Jope. "E quelle sono le Namotu Lefts,
onde sinistre buone per qualche trucchetto nei giorni di
magra e roba seria nei giorni giusti. Se vi piacciono le tavole
lunghe qui ci andate a nozze.
Yates guarda attentamente l'isola. Distingue qualche capanna
di paglia sulla spiaggia e le tracce di una costruzione
pi grande nascosta tra gli alberi.
Marjorie si alza a sedere: per la prima volta sembra eccitata.
 qui che staremo?
Jope scuote la testa. "Quasi, signora. Starete dietro l'angolo,
vicinissimi a Namotu. Dove andrete ormai non ci vive pi
nessuno.
Ma ha un nome? chiede.
Per il signor Resnor  Desperation Island, perch i surfisti
chiamano le sue onde Desperate Rights e Desperate Lefts.
Ma adesso che il centro  chiuso e i surfisti se ne sono andati,
l'isola  rimasta senza nome. Jope rallenta la velocit, affrontando
con cautela le onde della barriera e dopo una
curva appare un'isola ancora pi piccola, ricoperta per i suoi
cento metri di lunghezza da mangrovie a picco sull'acqua,
con una piccola spiaggia bianca a una estremit. Jope la indica,
non sar neanche a mezzo chilometro da Namotu e dice:
Casa.
Desperate mi piace pi di Desperation, dice Marjorie.
Yates sorride. Io sar Desperate Right e tu puoi essere
Left."
Jope punta la prua verso la spiaggia, abbassa ulteriormente
i giri del motore e poi lo spegne del tutto, lasciando che la
leggera corrente li porti verso riva. A pochi metri dalla spiaggia
getta una cima fuoribordo e poi salta in acqua. Mentre
spinge la barca all'asciutto, Yates guarda le quattro capanne
abbandonate, la baracca degli attrezzi e qualcosa che un
tempo doveva essere stato un bar all'aperto in stile tropicale.
Beh, a quanto pare non dobbiamo preoccuparci di che storia
raccontare su noi due, dice a Marjorie, "visto che non c'
nessuno ad ascoltarla."
Jope assicura la cima a un grosso tronco arenato sulla
costa e poi torna ad aiutarli con i bagagli. Yates gli passa la
borsa di pelle, ma Marjorie si  gi caricata la propria sulla
schiena. Salta in acqua e non si guarda indietro mentre si
dirige lungo la spiaggia verso le capanne. Umiliato, Yates
rifiuta l'ulteriore offerta d'aiuto di Jope e si issa da solo oltre
la fiancata della barca, saltando poi nell'acqua calda e trasparente.
Si guarda i piedi, che spiccano bianchi come ossa sulla
sabbia del fondale, e immagina se stesso fossilizzato. Immagina
umani altamente evoluti che fra innumerevoli ere lo dissotterreranno,
magari dandogli un nome, tipo Uomo Nascosto,
o Uomo Negato, o Uomo Vomitevole. Immagina a
quali conclusioni giungerebbero questi abitanti del futuro
sulla vita che deve aver condotto, basandosi sul suo guardaroba
e sul contenuto del suo bagaglio, del suo computer, del
suo stomaco. Si chiede se allora sar possibile stabilire il suo
esatto stato mentale prima dell'inizio della sua carriera come
fossile. In tal caso lo battezzeranno Uomo Disperato.
Qual  la nostra?" Marjorie sta sbirciando dentro una
capanna.
Scegliete pure, risponde Jope. Potete anche cambiare
tutte le notti, se vi va.
Yates li raggiunge attraversando la spiaggia.
Vi piace? chiede Jope.
Yates guarda dentro. La capanna  vuota e pulita, il tetto
di paglia in condizioni eccellenti. S.
Jope fa loro segno di seguirlo nella capanna vicina. Dentro
ci sono due brande, con lenzuola pulite, ripiegate sul
fondo. Dietro c' un lavandino su un piedistallo di mogano, e
tre contenitori termici allineati alla parete insieme a una
decina di taniche di acqua potabile. "C' acqua fresca per una
settimana, pi il fabbisogno per tre o quattro giorni di cibi
secchi, uova e un po' di pollo. Inoltre dovunque trovate banane
e noci di cocco. E naturalmente tutti i pesci che volete,
qui a riva e verso la barriera.
Marjorie entra, posa il bagaglio ai piedi del letto di destra
e si siede. Gli altri si aspettano che dica qualcosa, ma lei si
limita a girarsi, a stendersi sulla branda e a chiudere gli
occhi. Jope fa cenno a Yates di seguirlo. Si fermano di fronte
a una stretta capanna senza finestre. Questo era il regno
delle attivit sportive", spiega Jope e poi indica se stesso. "E
io ero il re. Apre la porta e aspetta che gli occhi si abituino
all'oscurit. La capanna  piena di attrezzature per sport
acquatici: tavole da surf lunghe e corte, vele per il windsurf,
pagaie, canne ed esche per la pesca, fucili da sub, giubbotti
salvagente per kayak, maschere e pinne per lo snorkeling,
mute leggere e stivali.
"Usate quello che volete. Ma rimettete le cose qui quando
avete finito, per favore. Le tavole per il windsurf e i kayak
sono sul retro, legati a una palma. Se fate surf, usate gli stivali e le mute leggere. I coralli possono provocare brutte ferite.
Niente mute vere e proprie?"
"La temperatura dell'acqua  di circa venticinque gradi,
amico."
"E un buon posto per provare?
Jope indica un punto a sinistra sulla spiaggia. Cammina
per un centinaio di metri. Girato l'angolo vedrai una bella
onda sinistra non lontano dalla riva. Un metro o due, a volte
anche di pi. Ma vacci piano, anche le onde pi piccole possono
diventare grandi e qui le correnti cambiano rapidamente.
Due consigli: non cavalcare mai l'onda perpendicolarmente.
Qui alle Fiji, se non sei esperto e vai gi diritto, l'onda ti
sbatte di nuovo in alto e poi contro la barriera.
E il secondo?
Jope sorride. "Quando l'onda ti sbatte in alto, cerca di
cadere stando piatto. Piatto come una frittella, cos non ti
tagli, e poi nuota il pi rapidamente possibile verso la superficie.
Vuoi ancora provare?
Yates guarda verso l'invisibile onda e annuisce.
Bene. Se poi non ti basta, torner qui con la barca e proveremo
qualcosa che ti far davvero cacare sotto.
Yates guarda le tavole allineate contro la parete, poi di
nuovo verso la spiaggia. Buona idea, Jope. Buona idea. Non
c' elettricit sull'isola?
No. Cerano dei generatori, ma Resnor li ha fatti riportare
a Dj Vu quando il centro ha chiuso. Ma avete un telefono
e il mio numero. Jope si avvia verso la barca, poi gli
viene in mente qualcosa. Indica la capanna con le attrezzature.
Quasi mi dimenticavo. Proprio l, dove sei adesso..."
"S?
Ce un hotspot wi-fi.
Ma hai detto che non c'era elettricit.
Jope sorride, scuote la testa. Quel tipo possiede una delle
compagnie di telecomunicazioni pi grandi del mondo. Vorr
pur dire qualcosa, no?
Fuori dalla porta aperta della capanna Yates si ferma a
guardare Marjorie.  stesa sulla branda, addormentata. Il
motore della barca rompe il silenzio del sole e il fruscio leggero
del vento. Guarda Jope allontanarsi dalla spiaggia, fare
una curva nell'acqua bassa e prendere poi in direzione della
barriera e dell'isola di Namotu. Quando la barca scompare
dalla vista, Yates getta un altro sguardo a Marjorie, poi si
allontana verso il centro delle attivit sportive.
Dicendo a Jope che da ragazzo faceva surf non stava mentendo,
solo un po' esagerando. La realt  che l'ha fatto solo
tre volte, pi di quindici anni fa - due con Campbell, che era
un surfista eccellente, su delle microscopiche onde a Santa
Monica, e una volta durante una disastrosa uscita con una
ragazza del posto al molo di Huntigton Beach, dove le onde
di un metro e mezzo lo avevano fatto cadere con tale facilit
che, giusto il tempo di tornare a riva, e la ragazza aveva deciso
di non volerne sapere pi niente di lui. Ciononostante,
ogni volta che il discorso negli anni successivi era caduto sull'argomento,
Yates aveva sempre detto di essere stato un surfista,
al punto di essersene quasi convinto. Nuotando nell'acqua
bassa, disteso su una tavola di due metri e mezzo, dentro
a una muta leggera troppo stretta e ricordandosi solo in quel
momento che Jope gli aveva raccomandato di indossare gli
stivali, si rende conto di che stronzo bugiardo sia sempre
stato.
Vicino alla costa il mare  calmo, ma nuotando verso la
barriera pu vedere chiaramente l'onda sinistra, netta e consistente,
neanche sfiorata dal vento. I raggi del sole illuminano
l'acqua sotto di lui e fanno brillare i coralli. Pesci coloratissimi
sfrecciano e guizzano intorno. Guarda in alto, in
parte perch non vuole vedere niente di pi grosso che
potrebbe starsene in agguato l sotto, in parte perch sta raggiungendo
il punto dove le onde iniziano a frangersi e gi si
rende conto, anche se non raggiungono neanche il metro
d'altezza, che sta facendo un errore, che  troppo per lui. Ma
continua a nuotare. Finora si  avvicinato senza fretta, conservando
l'energia nelle spalle arrugginite. Ma adesso la corrente
lo costringe a darci dentro. L'assenza di vento rende le
onde perfettamente lisce e poich  cos assolutamente solo,
le sente fare un rumore terribile di tempesta quando si
infrangono. Con uno sforzo finale, in un momento di quiete
riesce a portarsi al di l della barriera.
Per i dieci minuti successivi rimane a farsi sballottare dai
flutti, guardando le creste che s'innalzano davanti a lui, terrorizzato.
Si chiede che cosa l'abbia spinto a uscire fino a l
da solo. Se si trattava di un desiderio di morte, perch quello
deve essere stato, gli piacerebbe fare marcia indietro. Poi,
mentre prova a immaginare come tornare vivo a riva, scopre
che, a quanto pare senza la cooperazione della mente, sta
nuotando rapidamente in quella direzione e poi le sue gambe
scattano e si ritrova in piedi sulla tavola, magari un po' troppo
sulle ginocchia, ma sulla cresta dell'onda, di un'onda alle
Fiji, anche se piccola, ma comunque, eccolo qui, che discende
dritto sulla parete, forse un po' troppo dritto e un po' troppo
veloce. Decisamente troppo dritto, sta pensando, mentre
ricorda gli avvertimenti di Jope e prova a correggere l'inclinazione,
troppo bruscamente, troppo tardi. Esagera e taglia
di netto la parete dell'onda schizzandone fuori oltre la cresta.
Se fosse stato l'esperto surfista che ha fatto credere a tutti in
questi anni, avrebbe potuto essere l'inizio di una cavalcata
adrenalinica. Ma non lo .  solo un dilettante, e lo capisce
quando la tavola gli parte via da sotto i piedi, verso il sole
scintillante e lui inizia a cadere a testa in gi verso la barriera,
senza alcun riguardo per il secondo consiglio di Jope.
Anche se riesce ad alzare le mani (ad abbassarle, in realt)
per interrompere la caduta, si prepara al peggio, ai bordi
acuminati dei coralli, al branco di squali pronti a fare un
festino della sua carne bianca, del suo sangue ricco di colesterolo
e si immagina il titolo non privo di attrattiva in uscita
sui giornali: Futurologo muore in un incidente di surf alle
Fiji. Ma mentre viene trascinato nel vortice di schiuma bianca,
in attesa di una morte sicura, non sfiora neanche i coralli.
E quando recupera l'idea di sopra e sotto, si ricorda finalmente
di cosa gli  stato detto e fa la cosa giusta. Il consiglio
finale di Jope. Nuotare rapidamente verso la superficie, cosa
che fa, con l'energia di uno che non vuol mai pi toccare una
tavola da surf. Come uno che vuole solo tornare a riva, da
Marjorie, al suo periodo sabbatico, al suo esilio. Come uno
che forse vuole solo sopravvivere.
Nuota fino alle acque basse e tranquille davanti alla spiaggia
e riprende a respirare regolarmente, poi recupera la tavola
e rimane a galleggiare con la testa in acqua, guardando un
po' le creste bianche ormai lontane e un po' il mondo sotto la
superficie, cercando di non pensare a niente. Rimane l per
quasi un'ora, fino a quando si alza il vento e le onde iniziano
a rompersi e a diminuire.
Quando torna alla spiaggia, vede Marjorie seduta sulla
sabbia in pantaloncini e bikini.
"Non sapevo che fossi un surfista.
Yates lascia cadere la tavola e le si siede accanto. Non lo
sono, dice. " bastata solo un'onda per capirlo. Mi deprime
il fatto che in tutti questi anni ho sempre pensato di poterlo
essere. In realt, mi sono cacato sotto.
"Va bene, dice Marjorie. Una persona che si caca sotto 
una persona che non si  ancora arresa. Una persona che ha
perlomeno una cosa che non vuole perdere." Si alza e si
toglie i pantaloncini, rivelando il pezzo sotto del bikini.
E cosa?
Lei si stringe nelle spalle e si avvia verso il mare. "Dimmelo tu. A un passo dall'acqua si volta indietro.
"Bel culo, dice Yates. Lei si volta di nuovo ed entra in
acqua, mostrandogli il dito medio della mano destra, che
rimane per qualche secondo l'unica parte di lei visibile in
superficie.
Non lo sorprende vedere la grazia con cui nuota. Probabilmente
 anche una nuotatrice forte e resistente. Senza fermarsi,
si esibisce in un crawl preciso e uniforme fino al
bordo interno della barriera. L si ferma, rimanendo a galla a
guardare cosa  rimasto delle onde maltrattate dal vento, poi
torna lentamente verso riva. Yates si sente un po' a disagio
per averla aspettata, guardandola percorrere l'intero tragitto
avanti e indietro. Ma cos'altro dovrei fare? Pensa. Dove altro
dovrei andare?
"Nuoti davvero molto bene. Pensavo fossi cresciuta in una
fattoria.''
Lei sorride, cerca un asciugamano che non c'. Avevamo
dei parenti a Cape Town, dice. Andavamo spesso l in vacanza,
e quando avevo quattordici anni e mio fratello quindici
abbiamo passato l'intera estate con gli zii. Facevamo surf
tutti i giorni.
Non sapevo che avessi un fratello."
Annuisce, butta indietro i capelli e smette improvvisamente
di sorridere.
Perch non ti prendi una tavola e vai a caccia di un paio
d'onde?
Marjorie scuote la testa come se la cosa non fosse nemmeno
in discussione. Non so, non sono pi una surfista.
Invece di tornare verso la capanna s'incamminano nella
direzione opposta. Si spingono il pi in l possibile sulla striscia
di sabbia, ma dopo poco le mangrovie impediscono loro
il passo. Senza fermarsi scendono in mare e continuano, posando
con attenzione i piedi sul fondale.
Camminando indicano le cose - palme, piante di banane,
pesci, nuvole - ma senza fare commenti.  come se entrambi
sentissero che parlare della bellezza che li circonda non
farebbe che diminuirla. Si fermano e si siedono su un tronco
portato dalle acque, su una spiaggetta a met circa del perimetro
dell'isola. Guardando a ovest, lontano oltre la barriera,
vedono un'altra isola, una sorta di resort. Ci sono costruzioni
che si ergono vicino alle spiagge e una gru meccanica
svetta in alto sopra le cime degli alberi, mettendo insieme
l'ennesimo pezzo dell'ennesimo paradiso a puntate. Visto
che il panorama non  pi cos primordiale, non  pi cos
perfetto, Yates sente che va bene anche tornare a parlare.
Inizia dall'ultimo momento in cui l'ha vista, divertito dalla
sua invettiva autodistruttiva, circondato da gente molto arrabbiata
dopo il suo discorso, e con le parole la prende per
mano fino al presente. Le racconta di Amanda Glowers e dei
Johnson. Del pestaggio subito. Di Campbell e Magga, Nostradamus
e Leonardo, Mabus e la ragazza della Vespa, Chandler
e Resnor, della polizia italiana e delle spogliarelliste australiane.
L'unica persona che tralascia  Deanne da Branson,
Missouri.
Dopo che ha finito, dopo che ha chiaramente enunciato la
rovina della sua vita e il motivo per cui pensa sia una buona
idea scomparire su questo microscopico atollo, Marjorie
rimane in silenzio. Non ha domande da fare, n consigli da
dare. Si limita a rimanere in piedi a togliersi dalle cosce la
polvere di corallo. Senza guardarlo mormora: "E io che credevo
che la mia vita fosse un casino.
Riprendono a camminare, decidendo di non tornare sui
propri passi ma di continuare la circumnavigazione dell'isola,
anche se non conoscono la profondit dei fondali e non
hanno idea di quanto ci vorr per ritornare al punto di partenza.
Procedono come se quella fosse l'unica scelta possibile.
Yates s'era aspettato che Marjorie gli raccontasse di s e di
cosa le era successo da quando si erano lasciati. Che gli spiegasse
il motivo per cui quel giorno non era tornata in camera
sua con il passaporto. O che gli dicesse di pi del fratello e di
cosa era successo a Greylingstad e di come era finita con il
CBD. Ma pi di tutto, Yates vorrebbe sapere perch una
donna bella, giovane e in gamba come lei abbia attraversato
mezzo mondo per raggiungerlo. Vorrebbe sapere cosa pu
avere reso il proprio casino esistenziale pi attraente del suo.
Yates sa che lei percepisce chiaramente la sua curiosit, il
suo desiderio di sapere. Ma Marjorie non dice pi nulla durante
le due ore che impiegano per tornare alla capanna.
...
.
...
19. Desperate Lefts.
...
.
...
Non avendo una televisione ai piedi del letto da ignorare,
o un portatile acceso, o un telefonino a portata di mano -
essendosi quindi reso irraggiungibile da psicopatici, agenti
segreti, persecutori, ex fidanzate e compagnia bella - e senza
un minimo ronzio o una vibrazione intorno per la prima
volta da moltissimo tempo, Yates fa fatica a prendere sonno,
quasi quanto a rimanere sveglio. Cos fluttua nella bassa
marea di un oltretomba psicologico in cui  conscio di tutti i
suoi problemi, di tutto quello che potrebbe andare o che va
gi male nella sua vita, ma in cui non riesce neanche a provare
a immaginare delle soluzioni o dei modi per risolverli.
Fuori, il sole al tramonto avanza come lava sulla calma
piatta dell'oceano. Nella capanna i riflessi risalgono le pareti
come fiamme. Yates si mette un cuscino sulla faccia, e solo
quando pensa alle onde, solo quando si vede cavalcarne una
molto pi grande di quella che ha provato a domare oggi, scivolando
su una parete liquida cos ampia che cadere vorrebbe
dire sicuramente la morte, riesce ad addormentarsi.
 un buon profumo a svegliarlo. Marjorie  fuori, in piedi
davanti a un fuoco che sprigiona molto fumo. Indossa un
pareo e sta armeggiando con enormi foglie di banano. 
notte, ma una luna a tre quarti fa abbastanza luce per vedere.
"Quanto ho dormito?
Non lo so. La rimozione dell'ultima foglia di banano
rivela la polpa di due pesci bianchi messa a cuocere sulla
brace.
Li ha lasciati Jope per noi?
Lei scuote la testa. Li ho presi io oltre la barriera, con il
kayak. Jope mi ha spiegato stamattina come preparare il
fuoco.
Che pesci sono?
Non lo so. Marjorie prende un pezzo di polpa e lo solleva
in alto. L'ha insaporita con pezzetti di mango e di banana.
Ma credo proprio che non sia velenoso."
Sotto le palme ha messo una torcia vicino a un tavolo.
Mette il pesce su due piatti e poi porta una pentola di riso,
anch'esso condito con mango e banana. Al centro del tavolo
c' un grande ibisco bianco dentro una bottiglia di CocaCola.
Yates si d da fare. Sta morendo di fame.
Ne potevo prendere di pi. Ma non volevo rimanere fuori
con il buio. Domani far di meglio.
Ce n' pi che abbastanza.  delizioso.''
Una volta finito di mangiare Yates pulisce il tavolo e lava i
piatti in mare. Poi li ripone nella capanna. Torna con due bottiglie
d'acqua potabile e si siede di fronte a lei. Per un po' guarda
le stelle, cercando di rendere familiare questo nuovo cielo.
"L'hai vista? chiede lei.
"Cosa?
La Croce del Sud.
Yates guarda lei per un istante, poi di nuovo il cielo. All'inizio
non la distingue, poi la focalizza, chiara ed evidente.
S, dice. Adesso s. Pensa di raccontarle di suo padre, della
sua passione per le stelle, ma teme che si finisca a parlare di
vocazione ed etica e straniamento. E si sente dire invece:
Adoro guardare le stelle, e mentre lo dice capisce che  vero.
Lei prende la sua bottiglia d'acqua e cammina fino al
mare. Yates si alza e la segue. Sedendosi vicino a lei si lascia
sfuggire un lamento.
Ti fa male qualcosa?
"Mi sono scottato al sole. Mi sento acciaccato. Vecchio.
Riprovaci domani mattina. In acqua ti sentirai meglio.
"Posso chiederti una cosa?
Lei annuisce.
"Perch sei venuta qui?
Fissa Yates per un attimo. "Prima mi devi dire tu perch
mi hai chiesto di venire.
Sa bene che se dice che  stato per salvarla, per proteggerla,
o anche solo per aiutarla lei si offender, e poi questo non
sarebbe neanche del tutto vero. "Ti ho chiesto di venire,
dice, "perch a Johannesburg mi hai ordinato la colazione.
Quella mattina te ne saresti potuta andare e lasciarmi l a
sguazzare nel mio autocompatimento. E invece hai fatto una
cosa che nessuno ti aveva chiesto di fare, per me. Non che io
voglia che tu faccia delle cose per me, o che mi piaccia particolarmente
quando qualcuno fa delle cose per me.  solo che
lo hai fatto.
Magari l'ho fatto solo perch pensavo che mi avresti aiutata.
Forse ho capito che potevi rappresentare una via di
fuga. Mi biasimeresti se fosse cos?
Lui ci pensa un po' su e poi scuote la testa. "Se volevi davvero
essere aiutata c'erano delle alternative migliori di me.
Non si vedono in giro molti prodi cavalieri attaccati ai liquori
del minibar. Il principe azzurro di solito non si crogiola in
una crisi di mezza et.
"Raccontami di Lauren."
Raccontami di Greylingstad.
Lei lo fissa, facendo passare i denti sul labbro inferiore.
Non ancora. Quella notte se avessi immaginato di rivederti
non ti avrei detto neanche quel poco che ti ho raccontato.
"Allora dimmi perch sei venuta qui. Perch saresti venuta
dovunque mi fossi trovato.
"Perch tu mi hai rispettata. Sei stato un gentiluomo. Un
gentiluomo ubriaco, narcisista e depresso. Ma tuttavia rispettoso.
E, naturalmente, perch dovevo andarmene. Forse tu
hai aiutato a velocizzare le cose, ma dovevo. Per liberarmi
dai brutti ricordi, e anche perch andava sempre peggio.
"Perlomeno avresti potuto mentire.
Eh?
Avresti potuto dirmi qualcosa del tipo che dopo il nostro
incontro non riuscivi a smettere di pensare a me. O magari
che eri venuta perch ti sei innamorata di me.
Nessuna risposta. Forse ha esagerato. Un'altra volta.
Al largo brillano le luci di una barca in viaggio verso Viti
Levu. Sai, l'ultima persona che mi ha preparato la colazione,
o che me l'ha ordinata,  stata mia madre."
Marjorie lo guarda. Non mi dire adesso che sei anche un
mammone.
"Sai che le assomigli un po'?
Villano. Allora, Lauren?
S.
"La amavi?
Yates ci pensa. Ci siamo messi insieme l'11 settembre.
Stai scherzando.
Niente affatto. Sarebbe uno scherzo di cattivo gusto, non
ti pare?"
Di quell'anno?
"No. Ma comunque  un segno, no?
Come mai non vi siete sposati?
"La cosa divertente  che non ne abbiamo mai parlato.
Abbiamo lasciato che fossero gli altri a farlo. Succede, quando
si  insieme da parecchio tempo. Credo che non ne abbiamo
mai discusso perch non volevamo sapere la risposta. Non
mi chiedi adesso dei figli? Di solito la sequenza  questa.
Visto che Marjorie non risponde, continua.
"Al mio ultimo compleanno mi ha regalato delle mazze da
golf, perch ero stato ai Master con un cliente e avevo detto
che mi ero divertito. Non sapevamo pi cosa volevamo l'uno
dall'altra. Non sapevamo pi cosa donarci. Le ho regalato
delle lezioni di paracadutismo lo scorso Natale e lei si  messa
a piangere, dicendo che stavo cercando di ucciderla. Non
abbiamo mai litigato. Ci sono coppie che sono molto felici
perch non l'hanno mai fatto, ma io credo che noi non abbiamo
mai litigato perch eravamo troppo infelici, e litigare ci
avrebbe costretti ad ammetterlo."
Cosa l'ha spinta alla fine a cambiare le cose, a lasciarti?
Qualcuno che le ha prestato attenzione, immagino. Forse
uno al quale piacciono le cose che io odio, o viceversa. Il mio
contrario, l'anti-Yates. Comunque sono felice che l'abbia
fatto, per tutti e due. Perch, sai, io non sono un coglione
totale. Ci ho pensato su. Perch ho capito che la ragione per
cui non le ho dato tutta la mia attenzione, tutto il mio amore,
la ragione per cui non abbiamo mai avuto liti furiose per poi
riappacificarci facendo sesso come pazzi,  che lei non era la
persona giusta. Non era quella per cui avrei rinunciato a
tutto, per cui avrei viaggiato meno, lavorato meno, per cui
sarei stato meno in giro e pi insieme a lei. E io chiaramente
non ero quello giusto per lei."
Ma saresti capace di questo tipo di altruismo, rinunceresti
a tutto per qualcuno?
Come te?
Lei decide di sorridere. In teoria s.
Mi piace pensarlo. Ma se ami una persona, non dovresti
rinunciare a quello che ti piace, giusto? Perch se quella persona
ti spinge a farlo, vuol dire che non ti ama veramente.
Non c' modo di saperlo finch non succede.
Yates si alza. Marjorie rimane seduta, tracciando linee
con il dito nella sabbia. E tu? Ti sei mai innamorata?
Lei si alza, si stira e tocca la guancia di Yates con il dorso
della mano destra. Se te lo dico adesso, sussurra, di cosa
parleremo domani?
Mentre lei dorme nella capanna, Yates rimane sulla spiaggia
ad ascoltare le onde che si infrangono sulla barriera.
Ogni tanto la silhouette di un pipistrello si staglia con le sue
grandi ali contro il disco della luna, scomparendo poi al centro
del cielo nero.
Pi tardi, quando entra, la vede distesa sulla branda, adagiata
sulle lenzuola. Vorrebbe metterle una coperta addosso,
ma lo farebbe per se stesso, per sentirsi meglio, perch 
troppo caldo per lenzuola o coperte questa sera, e poi sta
dormendo bene anche senza. Senza fare rumore prende il
portatile e torna fuori. Cammina lungo la spiaggia fino al
centro sportivo, dove dovrebbe trovarsi l'hotspot wi-fi che gli
ha indicato Jope. Yates dubita che ci sia davvero, e una parte
di lui spera che l'ossessione di Resnor per la connettivit non
sia arrivata fino a l, oppure che il congegno non funzioni pi
e che loro due siano davvero totalmente isolati. Ma estrae lo
stesso il computer dalla custodia e lo accende.
Ci vuole pi tempo del solito, ma si collega a internet e alla
propria casella e-mail. Posa il computer aperto su un tavolino,
si siede e scorre i messaggi: ce ne sono centinaia. Per non consumare
la batteria, tralascia le cose non essenziali - lo spam, i
fan, la stampa, i colleghi di seconda fascia, il suo agente.
Da Campbell, un messaggio criptico di due giorni fa:
Saluti dalla Groenlandia. Sono inciampato sulla cosa che
cercavi quando eri qui. Anche da cos lontano, devo ammettere
che ero tentato di tenermela ma, come sai, non sarebbe
stato leale, in pi era chiaramente per te, e te la meriti,
e poi non potevo davvero decidere io. Comunque sia,
ho fatto in modo che fosse inviata alla tua camera a Rio.
Cerca di non perderla un'altra volta e fammi sapere se 
arrivata intatta.
Campbell
P.S. Un abbraccio da Magga.
Da Blevins:
Grazie per la tua cortese risposta alla mia sincera offerta.
La considero la fine della nostra un tempo soddisfacente,
un tempo promettente e recentemente inquietante relazione
professionale. Immagino che adesso dovr osservare da
lontano come sperpererai quel che rimane del tuo talento,
che un tempo era enorme, e delle tue opportunit, un
tempo altrettanto illimitate. Sicuramente far male, ma
non tanto come quando ne ero complice.
B.
C' anche un messaggio di suo padre, che non lo contatta
mai neanche per telefono, figurarsi via e-mail. Anche questo
 di due giorni fa:
Figlio,
ho provato a chiamarti ma il tuo telefono suona a vuoto.
Dovresti fare qualcosa a riguardo. Phelam, il figlio dei
Gallagher,  stato tanto gentile da smettere per qualche
minuto di scaricare pornografia per scrivere questo messaggio
sul suo computer. So che sei appena stato qui, ma
dovresti cercare di tornare presto, magari prima di Natale.
Sono preoccupato per tua madre - si sente sola e
sembra che le tue visite le facciano sempre bene. E anche
a me, che tu lo creda o no. Ho appena rimesso a posto il
tetto usando un prodotto di alta qualit. Volevano darmene
uno garantito per trentanni ma ho rifiutato. Gli ho
detto che volevo quello garantito per quaranta. Almeno
cos c' una cosa in meno di cui preoccuparsi per le prossime
quattro decadi.
Pap
Yates prende nota dell'indirizzo e-mail di Phelam Gallagher.
Deve esserci qualcosa sotto se suo padre l'ha cercato,
addirittura usando il famigerato internet. Forse si tratta
della sua salute. O di quella di sua madre. O forse suo padre
ha previsto tutto, questa sua crisi di fede, e ha deciso di aiutarlo
in questo strano modo. Basta che pap parli di riparazioni
in casa per lasciarmi senza parole. Decide che risponder
ai suoi genitori pi tardi, dal suo indirizzo hotmail anonimo,
non appena avr finito di controllare gli altri messaggi.
Ma per dire cosa esattamente? Che si trova alle Fiji su
un'isola deserta con una prostituta sudafricana? Che si sta
nascondendo da... cosa? Da tutto e da tutti? O che si trova a
Rio, che il loro importante figlio  impegnato in un'importante
conferenza e li chiamer non appena ritorna negli
Stati Uniti? Ecco quello che far, ha deciso. E questo  proprio
quello che vogliono sentire, che loro figlio  ancora un
uomo di successo, apprezzato e conosciuto in tutto il
mondo. Perfetto per vantarsi con i vicini, per magnificare le
proprie qualit educative, avendo cresciuto qualcuno di cos
importante che addirittura i suoi fallimenti finiscono sui
giornali. Ma  certo che loro la vedono diversamente. Che
provano una solitudine che solo un genitore pu provare.
Una solitudine che non pu pi essere alleviata dal fatto che
il figlio lontano da casa  un uomo di successo, che fa le
cose che hanno sempre sperato che facesse, perch in fondo
lui sa che non ci credono pi, che adesso hanno capito che il
figlio ha sempre considerato sbagliata la loro definizione di
successo.
Ci sono due messaggi dai Johnson:
L'abbiamo cercata a Rio, sia all'hotel sia al suo cellulare.
Nessuna risposta. Ci sta evitando di nuovo, Yates? O  nel
suo giro di ricognizione dei perizomi? Curioso, lei ha una
conferenza a Rio, o sta godendosi una vacanza? Comunque
sia, si diverta, perch la sua presenza  richiesta alla
conferenza Destination Capitalization nella recentemente
democratizzata, o in via di democratizzazione, nazione di
Basar. Lei deve partire tra una settimana da oggi e arrivare
sul posto una settimana prima della conferenza. Cos
potr acclimatarsi un po', capire l'aria che tira laggi, gli
umori del popolo e affilare i suoi strumenti di lavoro per
incidere il cuore, o l'orecchio, del pubblico di Basar. I dettagli
seguiranno: retroscena, idee da sviluppare, contatti,
sistemazione eccetera. Ci chiami al pi presto. Per favore.
Dodici ore pi tardi, il secondo messaggio:
Ciao... toc toc. C' qualcuno in casa? Ci sta facendo preoccupare,
Yates. E la cosa non ci piace per niente.
Chiami. Scriva. Adesso. Ha visto qualche bel film italiano
ultimamente?
C' un video allegato. Sa gi di cosa si tratta, ma lo guarda
comunque. Vede la ragazza sulla Vespa, la vede passare
davanti a lui seduto al caff, i suoi occhi, poi blocca le immagini,
un attimo prima che si faccia esplodere.
Risponde:
Signori. Scusate il ritardo. Sono stato un po' in giro. Perizomi,
mojitos, bistecca eccetera. Non ho passato molto
tempo rintanato nella stanza, se capite cosa intendo. Per
vostra informazione, questo  esclusivamente un viaggio
di piacere, e chi mi pu biasimare se mi diverto un po'
prima che voi mi spediate nel posto pi orribile e pericoloso
del mondo. Mi dedicher alle vostre informazioni non
appena arriveranno e me le studier per bene prima di
partire. La conferenza Destination Capitalization. Sembra
uno scioglilingua. Immagino gi che stronzate vogliate che
vada a dire l, ma naturalmente far il mio compitino. Nel
frattempo, fatemi un favore e lasciatemi in pace per un
po'. A presto.
Invia il testo a Campbell da hotmail. Come d'accordo lui
lo inoltrer ai Johnson.
Torna alla sua e-mail per un ultimo controllo, e trova questo da N 4-31 :
La luna nel mezzo della notte...
Il nuovo saggio solo con la sua mente l'ha veduto:
I suoi discepoli lo invitano a diventare immortale...
- il suo corpo nel fuoco.
Spegne il portatile e guarda la luna, appena visibile mentre
affonda nelle nuvole all'orizzonte.  quasi l'alba. I pipistrelli
fanno ritorno ai loro rifugi in cima agli alberi mentre
gli uccelli diurni iniziano a cantare. Per un attimo  certo che
Nostradamus sa dove si nasconde. Il nuovo saggio, solo sotto
la luna, ad attendere il fuoco. Poi si tranquillizza, si convince
che nessuno a parte Campbell sa dove si trova esattamente.
Si convince di essere al sicuro per adesso. E per le prossime
ventiquattro ore. O forse pi. Ma quello che non vuole o non
riesce a fare  pensare oltre, al futuro, a una qualsiasi versione di un domani.
...
.
...
20. Namotu Lefts.
...
.
...
C' del simbolismo nel rifacimento dei tetti? Suo padre
intendeva forse dirgli: io vivr per sempre? Oppure, Anche da
morto, puoi contare su di me, avr ancora tutto sotto controllo,
far le cose nel modo giusto, protegger la tua testa, quindi
non rovinare tutto, non dare la colpa a me se tutto va a puttane.
Quando apre gli occhi, sentendosi sbronzo nonostante (o
forse proprio per questo) non abbia toccato un goccio d'alcol
per due giorni, ricorda a se stesso che deve una risposta al
vecchio. Si ripromette di capire esattamente entro la fine
della giornata che cosa  giusto scrivere.
Quando esce, il sole  gi alto nel cielo - quasi mezzogiorno,
ipotizza. La barca di Jope  legata allo stesso tronco di ieri.
Raggiunge gli altri che stanno bevendo t seduti al tavolino.
Bula", dicono all'unisono, entrambi sorridendo, e Yates:
Bula a tutti e due. Cosa bevete?
"T, risponde Marjorie. "Ceylon. Lo ha portato Jope
insieme a un fornello a propano. Porge una tazza a Yates,
che annusa e poi beve.
Delizioso.
E qui, aggiunge lei, biscotti al miele.
Pronto a cavalcare le onde? chiede Jope. "Si stanno
alzando niente male oggi.
Yates si stira e scuote la testa. "Ieri ho gi avuto la mia
epifania surfistica, poco prima che la barriera mi tagliasse
quasi a pezzi. Ho deciso che preferisco vivere. Sar Marjorie
a osare.
Jope sposta lo sguardo su di lei. Tu fai surf, Marjorie?
Lei cambia argomento. Ho raccontato della nostra cena
di ieri sera. Jope mi stava dando delle nuove ricette. Oggi
voglio cucinare polpo. Dopo pranzo possiamo dedicarci alla
pesca tra i coralli.
Siediti, fratello, dice Jope e Yates obbedisce. Se volete
vedere qualcosa di veramente fantastico, posso portarvi a
Namotu questo pomeriggio. Proprio davanti alla spiaggia c'
un'onda sinistra che  perfetta per la tavola lunga e a quell'ora
 davvero altissima."
Yates guarda Marjorie. Sta sorridendo. "Sicuro", dice. Mi
piacerebbe. Ma io con il surf ho chiuso. Tu hai voglia di provare?"
Marjorie scuote la testa. Prende un altro biscotto e si alza
in piedi. "Jope ha detto che ci pu portare a Namotu anche
pi tardi. Lui lavora l e ci ha invitati a cenare con loro.
Loro chi?
I surfisti che sta seguendo.
E il polpo?
Possiamo portarcelo, con un po' di kava."
Yates guarda dentro la tazza. Non ha voglia di andarsene.
Non ha voglia di vedere nessuno, neanche gente che non ha
idea di chi sia lui. E certamente non ha voglia di provare il
kava un'altra volta. Poi guarda Marjorie, e capisce che lei
invece lo desidera. Pensa a come deve essere per una ragazza
della sua et, con il suo passato, nell'esotico Pacifico del Sud
per la prima volta, starsene su un'isola deserta con uno come
lui, e si vergogna per aver esitato. "D'accordo. Ma a una condizione.
Dimmi, vecchietto.
"Vada per la cena, ma prima ti voglio vedere su una tavola
da surf.
Ci vogliono solo dieci minuti per attraversare il canale di
Malolo. Jope e Marjorie hanno passato il resto della mattinata
a cercare molluschi e a infilzare pesci, e adesso, in una
vasca sul retro della barca, hanno un polpo di dimensioni
ragguardevoli, preda di Jope, e una decina di piccoli astici
raccolti sulla barriera. Marjorie siede vicina a Jope che  al
timone, ascoltando le descrizioni delle acque e delle isole circostanti.
Yates sta dietro, vicino al polpo e agli astici, alle
foglie di banano e alle bottiglie di succo di cocco fresco che
gli altri hanno raccolto per la cena. Il tragitto  breve, ma a
Yates sembra che l'acqua intorno cambi a ogni istante, calma
e poi agitata, bassa e poi profonda, azzurra e poi blu scuro,
fino a dove si alzano le onde.
Ecco l'isola che appare alla vista e poi, quando la barca 
in cima alle onde, si iniziano a distinguere le sagome dei surfisti
vicino alla costa. Jope rallenta la corsa e dice a Marjorie
di indossare l'attrezzatura, la muta leggera, gli stivali e di
mettersi la protezione solare. Dopo essersi assicurata al fianco
anche il cavetto di sicurezza della tavola, lo guarda in attesa
di istruzioni.
La marea  buona. Quando  troppo bassa qui la corrente
diventa troppo forte per fare surf. E non c' vento, quindi
le onde dovrebbero rimanere perfette. E pi alte di quelle di
ieri mattina, dice rivolto a Yates. Sui due metri e mezzo.
Ma si infrangono nell'acqua profonda, quindi non c' da
preoccuparsi per il fondoschiena. E se qualcuno rompe le
palle, visto che la gente del resort pensa di avere i diritti
anche su questo posto, digli che sei con Jope. Dopo aver portato
la barca oltre la barriera prendo la mia tavola e ti raggiungo.
Se ti vuoi fermare, o se diventa troppo difficile, basta
nuotare verso riva. C' un bar proprio sulla spiaggia.
Ed  l che mi troverete, dice Yates.
Marjorie tira su la cerniera della muta e lo guarda.
"Non devi andare se non te la senti.
"Lo so."
L'ho detto solo perch ho pensato che ti facesse piacere.
E che magari ti saresti sentita meglio.
Uh-huh. Marjorie salta in acqua dal retro della barca.
Yates la osserva nuotare sulla tavola per un attimo ed  gi
abbastanza per capire che dimostrer di essere una surfista
migliore di quello che lui ha mai sognato di essere. Gli piacerebbe
seguirla, ma sa che la rallenterebbe soltanto. La guarda
nuotare oltre gli otto surfisti allineati vicino al punto in
cui si formano le onde. Yates si aspetta che l'accolgano freddamente,
ma invece sono tutti amichevoli. Li sente gridare
Bula! anche se sono tutti americani o australiani, e sente
Marjorie rispondere Bula bula! mentre scivola accanto a
loro. Li guarda descrivere l'onda a Marjorie, come sale e
come va affrontata, senza fare caso ai loro amici seduti al bar
a bere Fiji Bitters, che sventolano scherzosi cartelli con il
punteggio dopo ogni prova.
Yates e Jope aspettano in barca per vederne un paio
affrontare l'onda da destra a sinistra, per vedere come se la
cavano con la pi grande montagna d'acqua che Yates abbia
mai visto. Sta guardando gli altri, ma  Marjorie a buttarsi
per prima. Senza una parola abbassa la testa e parte, scivolando
sulla cresta dell'onda e salendo poi sulla tavola con una
grazia che  un piacere guardarla. La vede da dietro, in piedi
e perfettamente bilanciata, per un attimo, prima che abbassi
la punta della tavola e inizi a discendere la facciata dell'onda.
Scompare dalla vista per un paio di secondi, poi riemerge
prima di sparire nuovamente.
"La tua signora se le sta facendo a fette le onde, gli grida
un ragazzino con forte accento americano. " davvero cazzuta!
"Non  la mia signora", dice, ma non abbastanza forte
perch il ragazzino possa sentire. Quando torna a guardare,
Marjorie riappare sulla cresta e per un istante sembra che il
mondo intero stia sorgendo sotto di lei.
Sulla spiaggia si sorprende a rifiutare un Fiji Bitters, a
rifiutare qualsiasi tipo di bevanda alcolica.  contento di
sedere sulla sabbia a guardare Marjorie con un binocolo prestato.
La guarda ridere con quei giovani sconosciuti, la guarda
affrontare le onde con maggiore intensit, con maggiore
confidenza, e con ovvio entusiasmo.
 tardo pomeriggio e il vento inizia a soffiare da ovest. Si
alza", dice Jope. Le onde stanno crescendo." Yates prende il
binocolo. Stanno guardando i surfisti da pi di due ore, e
adesso ne sono rimasti fuori solo due, Marjorie e un australiano
che i tipi sulla spiaggia chiamano C-Mac. Due ondate passano
prima che Marjorie veda qualcosa di eccitante. Si va,
la sente dire e la vede risalire il dorso di quell'enorme massa
d'acqua. Appena inizia a incresparsi, si alza in piedi, ma quest'onda
cresce, cresce e si increspa molto pi delle altre.
Marjorie piega le ginocchia e risale verso l'alto, tra la schiuma
ribollente della cresta. Yates la vede scomparire in quell'onda
cos alta da coprire il sole, sfrecciarci dentro e riapparire,
incolume. La vede sfiorare con le dita la parete di cristallo,
come per ammansirla, in un gesto di perfezione autentica. Poi
per un momento scompare dalla vista e lui si guarda intorno
per vedere se qualcun altro si preoccupa, perch per la prima
volta Yates si rende conto che potrebbe cadere. Ma eccola di
nuovo, la silhouette che si staglia tra la schiuma bianca come
un fantasma attraverso la parete di un sogno.
Sono solo in dodici al centro surfistico, includendo Marjorie,
Jope e Yates. Quattro donne e otto uomini. Invece di
surfare, forse intimidito dall'abilit di Marjorie, Jope ha deciso
alla fine di rimanere sulla spiaggia a preparare il fuoco per
il lovo. Al bar stanno bevendo tutti Fiji Bitters, lattine di
Foster's, cocktail a base di rum. Tutti tranne Yates. Che si
sente bene, un po' indolenzito e un po' vecchio, ma bene. E
pensa che il bere potrebbe rovinare questo stato di grazia,
potrebbe spingerlo a pensare a qualcosa che non siano le
onde, Marjorie che chiacchiera con gli altri, il profumo di
polpo marinato nel latte di cocco avvolto in fogli di banano,
messo a cuocere su pietre ardenti.
Ascoltando i surfisti discutere di musica e libri e onde di
cui non ha mai sentito parlare, si sente ancora pi vecchio.
Ma invece di rammaricarsi per la propria et o di invidiare la
loro giovent,  contento di stare ad ascoltarli, di percepire la
loro energia, le vibrazioni della vita.
C-Mac sta affettando sashimi di tonno su una pietra piatta
e racconta a Marjorie di come l'ha preso la mattina sulla
barriera esterna, mentre il tonno era impegnato nella ricerca
di pesciolini di cui nutrirsi. Ne intinge un pezzettino nella
salsa chili che ha preparato e glielo porge. Lei si piega in
avanti e lui la imbocca. Mentre mastica, C-Mac dice qualcosa
che Yates non sente, e Marjorie fa qualcosa che lui non  mai
riuscito a farle fare. Ride.
Pur essendo l'unico fijano del gruppo, Jope insiste ch
tutti bevano un po' di yaqona, il succo della radice di kava.
Quando arriva il suo turno, Yates cerca di dimenticare l'ultima
volta che ha bevuto kava, cerca di pensare che sia una
bevanda completamente diversa consumata da una persona
completamente diversa, lontana anni luce dal disilluso
bevitore-di-whisky-in-una-noce-di-cocco,
dal vomitatore-su-tette-rifatte di Dj Vu, e funziona.
Il sapore  buono.
Dopo cena si trasferiscono tutti al piccolo bar tropicale.
Jope si d da fare dietro al banco, servendo da bere e cercando
di rispondere a tutte le domande sugli altri posti della
zona rinomati per il surf. Wilkes Right. Swimming Pools.
Restaurants. Albert's Place. A un certo punto Yates vuole
sapere come se la passa lo speaker motivazionale in declino
Tony Robbins ritiratosi dall'altra parte del canale, ma gli
altri o non sanno nemmeno di cosa stia parlando o non gliene
importa, e tornano subito a parlare di surf e del leggendario
Cloudbreak, in parte perch, quando le onde l sono alte
abbastanza, non c' niente di meglio al mondo e in parte
perch  un luogo proibito, visto che ci possono andare solo
gli ospiti del resort di Tavarua. Comprensibilmente, quando
Jope dice che questa settimana il resort  quasi vuoto e quindi
forse domani potr portarli a Cloudbreak per un paio
d'ore, non si parla pi di nient'altro.
Andiamo anche noi? La domanda di Marjorie lo sorprende.
Marjorie, che ventiquattrore prima insisteva sul
fatto che il surf per lei era ormai un capitolo chiuso, aveva
passato la serata a chiacchierare con C-Mac e due ragazze
americane, mentre lui se ne era stato seduto in silenzio,
ascoltando gli altri e guardandoli bere. Yates guarda Jope,
che fa spallucce.
Cloudbreak  una cosa seria. Hai la barriera corallina
sotto i piedi, laggi. E visto com' l'oceano stasera credo che
domani si baller un bel po', dice Jope.
C-Mac interviene. "Ci vogliono le palle, Yates.
L'orgoglio di Yates si impenna a quella sfida adolescenziale.
Ma prima che possa replicare: allora tirale fuori, coglione,
 ancora Marjorie a parlare. "Non dobbiamo andare per
forza. Domani posso fare surf nella nostra isola.
Yates le sorride. Non sa pi cosa dire adesso. Vorrebbe
andare per via della sfida, e fargliela vedere a C-Mac, anche
a costo di rimanerci secco. Ma sa che sarebbe meglio per
Marjorie andarci da sola. "La mia schiena  a pezzi. Mi farei
male anche a Desperate. Quindi niente Cloudbreak per adesso.
O meglio per sempre. Il che significa che sar qualcun
altro a darti una lezione domani, C-Mac. Ma tu devi andare,
Marjorie. Fagliela vedere a questi ragazzi.
Uno degli americani tira fuori una chitarra acustica, e
naturalmente si mette a suonare Jack Johnson, e ovviamente
oltre a essere bello ci sa pure fare. Dopo un po' Yates attira
l'attenzione di Jope e gli chiede di riportarlo indietro. Non
importa quanto si senta bene con se stesso, quanto sia bella
la serata, quanto sia diventato umile e altruista, o abbia provato
a diventarlo, ma non si pu stare cos a lungo seduti a
guardare gente pi giovane di te che fa festa, senza unirsi a
loro, senza provare a essere come loro.
Tornato sull'anonima isoletta, si stende sulla branda e
pensa al modo in cui gli altri hanno parlato della scarica di
adrenalina che li attraversa quando cavalcano le onde. Della
sfida, della bellezza che li attrae. Yates non pu capire.
Quello che ha provato nel breve tempo in cui  stato in
acqua era paura. E capisce che non  solo in acqua che la
prova. La sente dovunque, ogni giorno. Semplicemente si
manifesta in altri modi. Chiudendo gli occhi, si chiede se
sar mai in grado di sostituirla con la gioia.
Non sente la barca e neanche lei che entra nella capanna.
Ha dormito per molte ore e quando la sente stendersi
sulla branda vicina, non sa bene dove si trova e chi si sta
muovendo di fianco a lui nell'oscurit. Lei trova la sua
mano e gliela stringe. Lui aspetta. Un'altra mano che lo tocchi.
Le sue labbra. Ma non succede niente, per molto
tempo. Abbastanza per rendersi conto di dove si trova, di
chi  lei. Le cerca l'altra mano, che  stretta intorno alla
spazzola per capelli che aveva lasciato a Johannesburg nella
camera di Yates.
Da quando ce l'hai?
Da quando l'ho trovata nella mia stanza.
"Perch l'hai tenuta?
Per ridartela. O per avere un tuo ricordo. Preferibilmente
la prima cosa.
Lei si fa girare la spazzola tra le mani. Profuma di rum e
di succo di cocco.
Cosa hai deciso per Cloudbreak?
Lei non risponde subito. "Eri geloso di lui, vero?
"Verissimo. Ma mi ha fatto piacere che ti sia divertita.
Ti ha fatto piacere ed eri geloso."
Giusto. Ma il piacere era pi forte della gelosia.
La giovane donna emozionalmente traumatizzata di
nuovo a suo agio in societ. E che cattura le attenzioni di un
bel giovane all'oscuro del suo terribile passato.
Pescando e surfando sulla via di ritorno alla salute e alla
felicit.
Ride. Non cos forte come aveva fatto con C-Mac, ma 
una risata sincera. "Fino a quando staremo qui?
Non lo so.
"Perch non fai quello che ti chiedono e poi ti sbarazzi di
loro?
Se sapessi che si tratta solo di fare una cosa per loro e
poi basta, forse la farei. In pi adesso ho preso una posizione,
una cosa che un mese fa forse non avrei fatto.
"Fuggire non significa prendere una posizione.
Di nuovo silenzio. Per qualche secondo Yates si sente tremare
in tutto il corpo. Poi passa, come un brivido di febbre.
Marjorie si gira verso di lui, appoggiandosi a un gomito.
"Quel che mi hai chiesto ieri - sono venuta qui, ti ho seguito,
non perch mi importava di te, ma perch dovevo fuggire.
Un'estate facevo surf con mio fratello, e l'estate dopo era
morto, i miei genitori erano morti, e io mi sentivo peggio che
morta. Ero rimasta sola. Non avevo niente. Un'estate stavo
per iscrivermi all'universit, indecisa tra medicina e agraria.
Quella dopo ero sola. E l'estate successiva, Johannesburg.
"Non so che dire. Solo che vorrei che tu fossi felice.
"Ma adesso sono cambiate le cose. Di te adesso m'importa.
Quanto, o in che modo, non lo so. Lasciarmi l con gli
altri, pensando di farmi felice... io pensavo che mi avrebbe
fatta felice. Ma quando te ne sei andato mi sono sentita triste.
Cosa sento davvero per te... non lo so. Va bene se non lo
so, per adesso?
"Va bene. Va incredibilmente bene.
Lei si piega in avanti e lo bacia. Ma invece di sentire rum
e cocco e le soffici labbra di una bellissima donna, Yates
sente la propria ansia e disperazione, e qualcosa che  molto
meglio della paura.
Quando lei si stacca e lo guarda negli occhi, per capire
cosa c' che non va, lui la stringe a s, carezzandole i capelli,
poi la bacia sulla fronte.
Cosa c'? gli chiede.
Non lo so. Faccio sempre la cosa sbagliata. Non voglio
sbagliare con noi due.
Dopo un'altra pausa, lei dice: Ho parlato con Jope tornando
qui e mi ha detto che ci porter a Cloudbreak domani
pomeriggio, senza gli altri. Oceano permettendo".
...
.
...
21. Sul centottantesimo meridiano (o gi di l).
...
.
...
Il padre dell'uomo che vendeva il futuro  morto domani.
O forse era ieri. Non ne  sicuro. L'e-mail da casa ha come
data il giorno dopo di oggi, e poich il percorso accidentato
della linea internazionale della data passa attraverso le Fiji,
Yates  confuso. Comunque sia,  troppo tardi.
Aveva sempre pensato che sarebbe stata sua madre a
morire prima. Dopotutto, era stata una fumatrice. Era lei ad
aver avuto gli attacchi cardiaci, il quadruplo bypass, il cosiddetto
stile di vita sedentario. Suo padre era sempre in movimento,
aveva sempre lavorato. Non facendo stronzate come
Yates: lui aveva lavorato con le mani. Aveva costruito case.
Tagliato alberi. Pavimentato strade. Da quando, dieci anni
prima, era andato in pensione, aveva passato buona parte di
ogni singolo giorno a preparare la casa per la sua morte. E
ironicamente (e accidentalmente), ecco come era morto,
preoccupandosi che la casa che aveva diviso con sua moglie
fosse a posto e sicura anche dopo la sua morte. Non era stato
abbastanza rifare il tetto da solo - la carta incatramata, i
fogli di metallo, l'isolamento antineve, le tegole garantite
quarantanni (visto che quelle garantite solo trentanni erano
a quanto pare strutturalmente sospette per una coppia di
settantaquattrenni). Aveva voluto anche occuparsi delle grondaie.
Grondaie di vinile che un paio di operai con un furgone
e una scala avrebbero potuto montare in mezza giornata, ma
non conoscendoli di persona come poteva fidarsi suo padre?
Non aveva voluto tirar fuori i tremila dollari extra, non aveva
voluto che rovinassero il suo lavoro perfetto.
Cos era morto montando le grondaie. All'inizio pensavano
che fosse solo caduto, ma quando l'avevano trovato, prima di
morire aveva detto che era stato il cuore a tradirlo. Yates si
chiede se suo padre se lo sentiva. Se gli aveva scritto per dirgli
addio, a suo modo. Certo che se lo sentiva. Suo padre non
aveva mai fatto niente senza un motivo. Sono preoccupato per
tua madre - si sente sola e sembra che le tue visite le facciano
bene. Aveva teso la mano a Yates, e per l'ennesima volta l'uomo
che vendeva il futuro non aveva saputo interpretare quel gesto.
Prima dell'alba, prima di sapere di suo padre, si era alzato
per fare una passeggiata solitaria sulla spiaggia. Marjorie
stava dormendo. Una coltre di nubi grigie soffocava il sole
nascente, il vento si era fatto pi forte e spingeva le onde leggere
le une contro le altre. Avendo perso lo spettacolo dell'alba
per cui si era svegliato, era andato alla capanna delle attivit
sportive e aveva acceso il computer.
Le e-mail iniziavano male e continuavano peggio.
Bene. Prendiamo atto che lei non si trova nella merdosa
Rio. Non sappiamo cosa stia pensando, come abbia potuto
pensare di farci questo e di continuare a vivere. A meno
che non si tratti di un semplice malinteso. Forse lei si trova
in qualche altra Rio. O forse ha deciso di prepararsi in anticipo
al suo imminente viaggio a Bas'ar e si  imbucato da
qualche parte a studiare a memoria il Corano, i pr e i contro
del burqa, o come si dice fenomenale opportunit di
investimento in trentasei lingue. Deve essere cos, giusto?
Sinceramente suo,
Johnson (Johnson  in vacanza questa settimana)
Quindi seguiva un altro messaggio di Nostradamus.
Nostradamus sa che sei alle Fiji. Sa anche che sei con la
tua puttanella sudafricana. E che hai fatto incazzare un
sacco di gente, cui Nostradamus per ora ha deciso di non
rivelare il tuo nascondiglio. Tuttavia, profetizzo cose molto
brutte per il futuro di Yates. Tu cosa prevedi? O sei fuori
dal giro ormai? Non sei pi il Codificatore del cool, l'autorit
indiscussa del Futuro? Forse non lo sai, ma numerose
mie profezie non sono state viste da occhi umani per molti
secoli. Alcune sono custodite nei sotterranei del Vaticano,
ma altre sono semplicemente disperse. Perdute (settima
centuria, quartine 43-100, per chi sta prendendo nota a
casa). Perdute, ma esistenti. E alcune, Yates, riguardano
proprio te. Vedrai. Ma prima ti lascio con un vecchio classico
per accompagnarti nel tuo volo a Basar.
Il terzo Anticristo (hmm, forse tu?)
Ben presto annichilir...
Gli eretici sono morti, i prigionieri esiliati,
Sangue, corpi umani, e una grandine rossa ricoprir la
terra.
N 8-77
Pi in basso c'era l'e-mail da casa - dal figlio adolescente
dei vicini, per l'esattezza - riguardante suo padre.
Tornato alla capanna da Marjorie per dirle che lui se ne
doveva andare, e che lei poteva rimanere o andare con lui,
s'era gi dimenticato dei Johnson, di Bas'ar e di Nostradamus.
Pensava alle stelle viste nel cielo del Sud nelle ultime
notti, al messaggio che non si sarebbe mai aspettato e a quello che non avrebbe mai scritto.
Nel tardo pomeriggio sono in una macchina a Viti Levu, l'isola
principale, sulla strada per l'aeroporto di Nadi. Jope si era
fatto vedere dopo colazione per avvertirli che nessuno quel
giorno avrebbe surfato, n a Cloudbreak n in qualsiasi altro
posto, e Yates gli aveva detto che doveva lasciare l'isola e le
Fiji al pi presto. Marjorie l'aveva aiutato a fare i bagagli e
aveva preparato la colazione. Non gli aveva fatto domande sui
suoi programmi, o rivelato i propri. Si limitava ad andare
dove lui stava andando. Sulla barca e adesso in macchina non
aveva detto una parola, ma gli sta vicino, e lui si sente meglio
per questo. Dalla parte sud della baia di Nadi risalgono verso
l'aeroporto, lungo una strada circondata per chilometri da
campi di canna da zucchero. A un incrocio Yates guarda attraverso
il finestrino rigato di pioggia un giovane che sta pulendo
il suo machete, un pezzetto di canna che pende dalle labbra, e
che aspetta che qualcuno gli dica cosa fare.
All'aeroporto Jope ritira i biglietti per Los Angeles e per la
coincidenza a Pittsburgh e controlla i bagagli. I loro contatti
con Resnor velocizzano nuovamente il processo. Nella sala
d'aspetto al gate d'imbarco Jope e Marjorie siedono lontani
da Yates e parlano per un po' a bassa voce. Si scambiano
abbracci e indirizzi. Poi  la volta di Yates abbracciare Jope e
porgergli una busta piena di contanti.
Marjorie si siede accanto al finestrino e si addormenta
ancora prima che l'aereo si stacchi da terra. Mentre il velivolo
prende quota, Yates ammira un tramonto sul mare in cui
si ritaglia il suo profilo delicato. Cerca di identificare le isole
che ha visto, i canali, l'Arcipelago Mamanuca. Ma ce ne sono
centinaia, e mentre salgono si rende conto di non conoscerle
e che non le conoscer mai. Pensa che  profondamente
paradossale, come il volo di Icaro, essere cos in alto da
vedere sotto di s tutte queste isole ed essere consapevole
che tra un attimo sar cos in alto che non ne vedr pi
neanche una.
Quando l'aereo vira a destra e le ali si allineano, Yates
prende la rivista di bordo e si immerge in un articolo sulla
storia fijana. Un'incisione lignea attira la sua attenzione.
Mostra cinque o sei canoe piene di guerrieri delle isole
Yasawa che rincorrono la scialuppa del capitano William
Bligh nel maggio 1789, subito dopo l'ammutinamento sulla
sua nave, il Bounty.
Prima un ammutinamento, poi questo, pensa Yates. Ma
Bligh era sopravvissuto, al suo equipaggio e anche a quei
guerrieri, vivendo poi per altri trent'anni. Senza far rumore
strappa la pagina con l'incisione e ci scrive un messaggio da
inviare a Lauren durante lo scalo a Los Angeles.
Bula! Dalle antiche Fiji!
...
.
...
22. A casa.
...
.
...
Era l'uomo che un tempo aveva scritto un romanzo sul
futuro, ispirandosi a H.G. Wells e Jules Verne e Ray Bradbury.
Aveva nove anni. Si intitolava Un po' come oggi, ma meglio.
Un ufficiale amministrativo della NASA lo aveva chiamato a
casa all'ora di cena per parlare di una sua richiesta di impiego
quando aveva dieci anni. Una volta, suo padre not che stava
leggendo un libro sulla Fiera mondiale del 1939 e lo port a
Spokane perch ne vedesse una dal vero. All'ultimo anno di
scuola superiore lo elessero "ottimista della classe.
Un tempo ci aveva creduto. E non solo perch voleva crederci,
ma perch ne era davvero convinto. Un tempo aveva
sinceramente pensato che le cose sarebbero andate meglio,
che il mondo era un posto affascinante, in cui in ogni istante
succedevano cose altrettanto affascinanti. Aveva creduto che
la scienza avesse un cuore, che il progresso avesse una
coscienza e che la vera arte nascesse nell'ultima sinapsi prima
dell'epifania, nell'impeto irrefrenabile di un'idea originale. E
per un po' grazie a lui anche altri ci avevano creduto. Non
negava gli orrori della vita quotidiana - le guerre, la sete di
potere e di denaro, i disastri naturali, la moralit delle masse
interessate solo al proprio orticello. Aveva deciso semplicemente
di divertirsi a cercare le idee pi progressiste, pi illuminanti,
anche quelle pi piccole e insignificanti, che potessero
per accendere una fiamma sotto al culo del cambiamento.
Poi cera stato un periodo in cui, pur continuando a crederci,
aveva cominciato a riconoscere le difficolt. A capire che dei
sogni cos grandi non avrebbero potuto essere realizzati cos
facilmente, che gli ostacoli su quella strada non sarebbero
stati facili da superare. E aveva iniziato a scriverlo e a sottolinearlo
nei suoi discorsi. A criticare il presente e a profetizzare
un avvenire decisamente peggiore se le cose non fossero cambiate.
Aveva elargito dritte e avvertimenti, supportati da cifre,
previsioni scientifiche e favole ammonitrici.
Quando gli era stato suggerito che avrebbe dovuto mettere
un po' pi di sorrisi e ottimismo nel suo lavoro, perch i
clienti si lamentavano, perch chiedevano di altri professionisti,
la sua prima reazione era stata di fare l'esatto contrario.
Gettare in faccia i loro idealismi e scioccarli. Ma non
aveva funzionato. Aveva scoperto subito che la gente non
sapeva che farsene della saggezza. Voleva delle scorciatoie
per avere, avere sempre di pi. Per un po' i suoi clienti, a
parte i piccoli college umanistici, le associazioni no profit e
quelli che non avevano fatto i compiti, non chiesero pi di
lui. Nei tempi eccitanti e stravaganti del Nasdaq il suo messaggio
non funzionava. Non c'era spinta, non c'era positivit
nelle sue parole. Si rifiutava di garantire che la prosperit
non avrebbe mai avuto fine.
Cos aveva di nuovo cambiato il suo approccio. Aveva evitato
le verit spiacevoli, gli avvertimenti sull'apocalisse a
venire, cercando di essere incoraggiante. Possiamo farlo
meglio, ecco il suo nuovo mantra. Ma non funzionava lo stesso.
I clienti lo trovavano paludato, superiore, condiscendente.
Spesso sembrava pi una lezione che un discorso. E pi
che motivare faceva sentire colpevoli.
Alla fine sembrava tagliato fuori. Il suo agente non
rispondeva pi al telefono e la stampa lo menzionava raramente.
Cos era cambiato nuovamente. Aveva iniziato ad
adattare il suo ottimismo alle esigenze di specifiche industrie
e di specifiche compagnie, regalando specifiche versioni del
futuro. Attenzione per: non mentiva, almeno nei primi
tempi. Semplicemente diceva loro solo le cose buone, le cose
che desideravano sentire. Quelle negative le tralasciava interamente.
Era facile. Apparizione dopo apparizione la sua
fama crebbe nuovamente, era di nuovo qualcuno. Si prese un
nuovo agente. Il suo gettone di presenza triplic e divenne
una sorta di stella del rock nell'arena del domani. Era tutto
perfetto, bastava non stare a pensarci troppo.
Ma lo fece. Anche Lauren smise di ascoltare quello che
aveva da dire, perch era sempre la stessa cosa, sempre un
po' troppo positiva. Suo padre, che non aveva mai preso sul
serio quel lavoro, inizi a pensare che queste profezie fossero
frutto di psicopatia - perlomeno era quello che sua madre gli
aveva riferito. La reazione di Blevins alla sua ultima incarnazione
fu quella di riportarlo nuovamente verso quelle posizioni
che per prime avevano spinto lo stesso Blevins verso
Yates. Ma non aveva funzionato e per un po', fino a Johannesburg,
Blevins gli aveva posto sempre meno domande, e
non riusciva quasi pi a guardarlo negli occhi quando Yates
gli chiedeva la sua opinione sull'ultima apparizione. Le uniche
persone che adoravano il lavoro di Yates erano quelle per
cui lui non provava pi alcun rispetto, incluso se stesso.
Poi la Borsa era crollata, la bolla di internet era scoppiata,
edifici e bombe avevano iniziato a venire gi, e lui non aveva
pi risposte. Niente di saggio da dire, nessuna verit, nessuna
ragione di credere di poter onestamente consigliare una
qualsiasi cosa a qualcuno. E l'unico modo per fare stare bene
le persone cui si rivolgeva, di dire loro quello che volevano
sentire, era iniziare a cambiare le cose, a truccare le carte.
Suo padre non avrebbe trovato divertente il fatto che la
notizia della sua morte era arrivata al figlio via internet. Suo
padre non era esattamente un luddista, ma odiava la rete. E
non perch ne fosse spaventato o non la capisse. In realt
probabilmente capiva la tecnologia che sta dietro il web
molto meglio della maggioranza degli utenti (e con il tempo
ne aveva riconosciuto anche le potenzialit pratiche e professionali).
Quello che odiava non era tanto internet, quanto
tutto il circo intorno, dall'isteria da Nasdaq alle oltraggiose
promesse dei giornalisti, degli uomini di mercato e dei politici.
Odiava tutti quelli che cercavano di sfruttare quella tecnologia,
dicendo alla gente che non poteva farne a meno, che
avrebbe cambiato per sempre le loro vite. Nessun pezzo di
silicone cambier una minima parte della mia vita per un
secondo, figuriamoci per sempre, ripeteva spesso.
Questa opinione aveva causato qualche volta delle pause
goffe e imbarazzanti nella conversazione a cena, durante le
visite di Yates a casa, quando sua madre si rivolgeva innocentemente
al figliolo, internet-dipendente e uomo del futuro,
chiedendo con voce abbastanza alta affinch il marito, ascoltatore
di radio a transistor e uomo dell'era della Depressione,
seduto accanto a lei, sentisse: Allora, come va il lavoro?
Qual  il prossimo grande evento?
Ventisette ore dopo  con Marjorie su un taxi che sta percorrendo
la Pennsylvania Tumpike verso est, diretto alla casa
della sua infanzia. L'autostrada trafficata gli ricorda una conversazione
con suo padre di parecchi anni prima. Aveva cercato
di spiegargli un aspetto della sua metodologia di previsione,
qualcosa riguardo all'economia, e suo padre aveva
replicato con acume.
"Tutto quello che devi fare  dare un occhio all'autostrada
per vedere come sta andando l'economia nazionale, per sapere
tutto quello che ti serve sugli indicatori economici pi
importanti", aveva detto suo padre. Puoi parlare con tutti gli
analisti e gli esperti che vuoi, ma un camion a rimorchio sulla
corsia di sorpasso ti dir di pi del Wall Street Journal. Puoi
vedere una recessione proprio dentro allo specchietto retrovisore.
Un boom proprio davanti a te. Puoi vederlo nell'assenza
di alcune cose - ruote con parafanghi di gomma, ciccioni
pieni di anfetamina che ti fissano mentre li sorpassi su una
salita. Puoi vedere lo stato dell'economia da quante sono le
sedie occupate davanti al bancone di un locale per camionisti.
Puoi vederlo dalla qualit dei materiali usati per i teloni dei
camion. Dai profilati di cemento, le turbine, le sezioni di case
prefabbricate che vengono trasportati. Quando non vedi il bel
traffico dei giorni feriali sull'interstatale, quando nessuno ti
stringe o ti strombazza dietro, quando non ci sono frutta o
bulloni o latte omogeneizzato sparsi su cinque corsie, nessun
camion frigorifero incastrato in un sottopasso, quando alla
radio non senti la parola coda' nel notiziario sul traffico delle
otto, ecco che puoi iniziare a preoccuparti dell'economia, a
pensare che potrebbe essere il momento buono per vendere,
per cercare una banca che offra interessi pi alti.
In realt suo padre si era limitato a un paio di frasi, e sebbene
Yates in un primo momento l'avesse sottovalutato, in
seguito aveva trovato il modo per ampliare e utilizzare quel
ragionamento a una cena offerta da un grande operatore di
Borsa ai suoi cento clienti pi importanti. Non aveva mai
raccontato al padre che quei grandi uomini d'affari erano
rimasti a bocca aperta, non gli aveva mai detto che spesso
aveva usato il suo solido senso comune, il suo approccio
casereccio a cose decisamente complesse, e che al pubblico
era piaciuto, e che forse proprio questa era la chiave del suo
successo. Capiva ora che disprezzare una cosa cos appassionatamente,
specialmente quando proveniva da suo padre,
equivaleva a confermarla.
Sta piovendo e l'auto si muove lentamente, perch la strada
si restringe da quattro a una corsia. Marjorie  seduta alla
sua destra sul sedile posteriore e guarda fuori. Questa sar la
tua prima impressione degli Stati Uniti, dice Yates. "Distrutta
dal jet lag, bloccata nel traffico sotto la pioggia, con la prospettiva
del funerale di un uomo che non hai mai conosciuto.
"Il traffico sta diminuendo, vedo il sole fare capolino tra
le colline e si tratta di tuo padre.
"E tu e io ci facciamo scarrozzare in giro. Da quasi una settimana, giusto?
Lei sorride. L'autista getta loro un'occhiata attraverso lo
specchietto, fingendo di non ascoltare. "Meno di una settimana,
in realt. Ma  gi il nostro terzo continente, quindi conta di pi.
Yates annuisce, e guarda le colline verdi e le fattorie della
Lehigh Valley. Chiede all'autista di prendere la prossima uscita
e di continuare per la strada panoramica.
Marjorie si gira verso di lui e sorride di nuovo.  contenta
della scelta. Un camionista indica loro inequivocabilmente la
corsia di destra e la rampa d'uscita. Raccontami di tuo padre.
Yates fa un respiro profondo e guarda un manifesto elettorale
di un senatore democratico del Kansas che progetta la
corsa alla presidenza fra tre anni e mezzo. Questa mattina,
all'aeroporto, ha preso la Pittsburgh Post-Gazette e ha controllato
subito la pagina dei necrologi. Naturalmente non c'era il
nome di suo padre. Del resto chi avrebbe dovuto scrivere il
testo e telefonare al giornale? Il sedicenne Phelam Gallagher?
Forse ci sar qualcosa sul foglio di cronaca locale.
Sulla Gazette cerano due annunci mortuari affiancati che
avevano catturato la sua attenzione. Uno era di un ottantottenne
che aveva passato due ore tutte le mattine degli ultimi
ventitr anni all'angolo di una strada, vicino a una rampa
d'accesso della 405 per Los Angeles, a salutare i pendolari.
Non era fuori di testa e neanche particolarmente povero.
Aveva iniziato a farlo il giorno dopo aver sepolto la moglie,
perch voleva fare qualcosa di gentile per la gente, aveva raccontato
a un giornalista che parecchi anni prima aveva scritto
un pezzo su di lui. Ogniqualvolta qualcuno gli rispondeva
con un sorriso lui si sentiva meglio. La didascalia sopra la
sua foto diceva: Willie Robison, dispensatore di sorrisi, 88
anni. La didascalia del necrologio accanto, di un miliardario,
diceva: "Wallace Shirer, 76 anni, guru del telemarketing.
Yates si chiede quale di queste vite suo padre avrebbe
approvato maggiormente, anche se  conscio di semplificare
eccessivamente le cose. Si chiede poi quale didascalia avrebbe
voluto per s accanto alla foto nel necrologio. Suo padre
era un costruttore, ma non particolarmente facoltoso o prolifico.
Costruiva case, una alla volta. Nel corso degli anni gli
erano stati offerti incarichi come sovrintendente ai lavori da
grandi impresari che avevano fatto incetta di fattorie e frutteti
nella valle per costruire in un colpo solo centinaia di case a
schiera. Ma lui non poteva tollerare l'utilizzo di materiali e
tecnologie di costruzione di scarsa qualit - era in grado di
pontificare per ore sulla differenza tra il lavoro edile artigianale
e quello industriale, se qualcuno lo stava a sentire - e
neanche di sentirsi dire quello che doveva fare da una persona
che non rispettava, anche se onesta. Quindi viveva modestamente,
costruendo una o due case all'anno. Era un veterano
della Guerra di Corea, il classico marito affettuoso, padre
di un figlio vivente e di uno deceduto, un fratello pi grande
che Yates non aveva mai conosciuto.
William Yates, 74 anni, marito e padre,
artigiano costruttore di case
Suo padre forse avrebbe trovato questa didascalia tollerabile.
Ma Yates non riesce a fare a meno di aggiungere la sua
parte al necrologio immaginario: eroe di guerra, uomo tutto
d'un pezzo, perfezionista, campione dei perdenti, indifferente al
denaro, esteriormente semplice e interiormente complesso, e
come ogni persona a cui si  voluto bene, un maledetto enigma.
" morto nello stesso paesino in cui  nato, dice alla fine
a Marjorie. "L'unica volta che  uscito dagli Stati Uniti lo ha
fatto per andare a combattere in Corea. Un'esperienza di cui,
com'era prevedibile, non ha mai fatto parola. Quando  tornato
ha sposato la sua vicina di casa dai tempi dell'infanzia, ha
avuto un figlio che  morto nel sonno, prima che io nascessi,
all'et di tre anni. Ha imparato da autodidatta il mestiere del
mastro carpentiere e ha costruito case con cura meticolosa,
ossessiva e amorevole. Tifava per i Pittsburgh Pirates e per gli
Steelers. Ha sempre trattato mia madre con rispetto e, se non
con amore, certamente con devozione. Non era molto a suo
agio con il successo, suo o degli altri, e con il mio in particolare.
E posso dire con assoluta certezza che non ha mai fatto
nulla nella vita di cui si dovesse vergognare.
Marjorie ascolta in silenzio. Si stanno allontanando dall'autostrada.
I prati verdi ai lati della strada sono disseminati
di centinaia di vacche bianche e marroni. Mi sembra un
posto carino dove crescere, dice.
Sua madre sta strappando erbacce davanti a casa quando
il taxi imbocca il viale d'accesso. Avrei dovuto metterti in
guardia su di lei, dice Yates a Marjorie. Ma non sarebbe
servito a niente lo stesso.
Helen Eismann Yates guarda verso di loro e fa un cenno
di saluto, ma continua a lavorare intorno ai fiori rosa e bianchi
vicino all'ingresso.
" adorabile.
Lo dici tu. Domani avrai cambiato idea. L'autista apre il
portabagagli. Loro scendono dall'auto e si fanno incontro
all'anziana signora.
Un secondo. Mi ero ripromessa di finire prima del vostro
arrivo."
"Finisco io dopo, mamma.
"Stupidaggini. Non voglio che tu sprechi il tempo della
tua breve visita con le erbacce.
"Allora dovrei sprecarlo a guardare te che lo fai, giusto?
Beh, mamma, lei  Marjorie, mia moglie.
Questo fa alzare in piedi Helen Eismann Yates. Non cerca
pi le erbacce, ma scandaglia Marjorie alla ricerca del loro
equivalente umano. "Beh... Santo cielo!
S, viene proprio da l, hai ragione."
Non sono sua moglie, signora Yates. Sono Marjorie,
un'amica.
Sua madre lo guarda in cerca di una conferma, e lui
annuisce.
Anche se ci siamo appena incontrate, dice sua madre,
mi fido di Marjorie. Forse perch lei non ha passato gli ultimi
trentanni a dirmi bugie.
Si sente sempre un po' a disagio quando torna a casa, specialmente
nei primi istanti. Poi di solito le cose peggiorano.
Questa volta l'assenza di suo padre e la presenza di Marjorie
amplificano a livelli esponenziali questo disagio, ma fa finta
di niente. Respirando l'odore caratteristico del posto, che non
riuscirebbe mai a descrivere, ma che riconoscerebbe a occhi
chiusi da qualsiasi parte nel mondo, gli viene in mente che
per la sua intera vita adulta il concetto di casa gli  sempre
stato alieno. Solo quando apre questa porta gli capita di sentire
qualcosa di simile alla sensazione di averne una.  rimasto
tutto cos uguale a quando era bambino che anche il pi
piccolo cambiamento spicca come una rivoluzione.
Cos' successo al quadro con Washington che attraversa
il Delaware?  ancora nell'ingresso. Non ha neppure appoggiato
le valigie.
L'ho buttato via questa mattina. So che era il suo preferito,
ma io non l'ho mai potuto sopportare. Tantomeno in anticamera.
Il meno che potresti fare  seppellirlo con lui. Era sicuro
che avessimo un antenato su quella barca.
Lei sorride. Oh, s. Lo stesso antenato che aveva firmato
la Dichiarazione di indipendenza, alzato la bandiera sulla
collina di Iwo Jima e che stava seduto sulla linea delle cinquanta
yarde per l'immacolata ricezione di Franco Harris.
Marjorie guarda Yates in cerca di aiuto. Vorrebbe credere
che non stiano davvero parlando di un uomo che  morto da
due giorni, anche se sa benissimo che  proprio cos. Si dirigono
in cucina. Yates mette su il bollitore per il t e con un
cenno invita Marjorie a sedersi. Fuori dalla finestra della
cucina riluce un prato ben tenuto e accuratamente rasato,
con qualche nano da giardino, delle vaschette per gli uccelli e
delle sedie di legno. Nell'angolo pi lontano, a destra, c' un
orto, protetto da una rete alta pi di due metri.
Hai tagliato tu il prato?
No, lui.
Come se se lo sentisse. Mi sorprende che non si sia costruito
anche la bara.
 morto facendo quello che amava.
Preparando la casa per la sua morte, giusto? Cosa stava
mettendo a posto, il tetto?
Il tetto.
Yates guarda Marjorie. Te l'avevo detto. "Pensavo che il
tetto l'avesse finito. Perlomeno  quello che mi aveva scritto."
"Era finito, ma continuava a controllare. Voleva vedere
come se la cavavano le tegole con la prima pioggia.
Domenica?
Sua madre scuote la testa. Luned. Era appena tornato
dalla messa.
Era andato a messa di luned?
Ci andava sei giorni a settimana.
Non ci credo. Quando ero piccolo non ci andava neanche
di domenica. Quand' che ha trovato Dio?
Sua madre beve un sorso di t e guarda fuori dalla finestra.
"La mia teoria  che tutti i vecchi trovano Dio quando
non riescono pi a farselo alzare. Tu che ne pensi, Marjorie?
Marjorie non sa cosa rispondere e a Helen Eismann Yates
non importa di dover aspettare. Beh, andate a rinfrescarvi, a
farvi un pisolino. Ceniamo pi tardi. Voglio che mi raccontiate
tutto, ma adesso scusatemi, inizia Jeopardy.
Dopo che se ne  andata, Marjorie guarda Yates con aria
interrogativa. Visto che lui non parla, dice: "Adesso capisco
dove hai preso il tuo...
Cinismo? Umorismo? Tempismo?
Sembra che la stia prendendo bene.
Pensi che stia facendo un po' la stronza, vero?
Beh...
 cos che reagiamo al dolore in famiglia. Pi diventa frivola
e irriverente verso gli altri, pi  devastata dentro.
...
.
...
23. Uno stato perennemente in bilico.
...
.
...
Cena in una piccola stanza di fronte a un grande schermo.
Wrstel, patate gratinate, e in TV il dietro le quinte di
un reality.
"Ma se  davvero un reality, come mai quello legge il
gobbo mentre litiga con sua moglie? chiede Yates.
Non sprecare il tuo cinismo per i miei piccoli piaceri peccaminosi,
risponde sua madre. Cosa importa se  vero o no?
"Giusto, Marjorie  d'accordo. Conosce questo programma.
Le piace. Lo guardava a Johannesburg.
Anche se  luglio gli spot pubblicitari sono quasi tutti
politici. Contro i politici.
Se non fosse stato per la legge approvata da Anthony
Capalbo, l'animale che ha violentato e torturato brutalmente
la mia piccola Jenny sarebbe ancora dietro alle sbarre.
Dan Kirk pensa che sia una buona idea mettere le armi
chimiche in mano alle organizzazioni terroristiche.
Beth Ortiz pensa di avere la stoffa per diventare presidente
degli Stati Uniti. E il sedicenne pieno di muscoli che, tra le
altre cose, viene pagato in nero per tagliare le siepi nel
giardino della sua villa da due milioni e mezzo di dollari, a quanto pare  d'accordo.
"Come mai ci sono cos tanti spot politici?" chiede Marjorie.
"Non ce appena stata l'elezione presidenziale?
 cos, tesoro, dice Helen. Ma viviamo in un cosiddetto
stato perennemente in bilico. Met blu, met rosso. Una
manciata di voti pu cambiare l'esito delle elezioni, e cos
tutti e i due i partiti hanno deciso che non  mai troppo presto
per iniziare a confonderci.
Ma queste pubblicit non sono al servizio di nessuno.
Sono solo linciaggi mediatici.
"Esatto. Fase uno, l'individuazione dei punti deboli e dei
corrotti, o perlomeno di quelli che hanno deciso di definire
corrotti. Gettano il fango via TV perch nella fase due passano
a farlo di persona. Negli ultimi sei mesi non meno di sei
senatori e tre governatori hanno bussato alla mia porta,
incluso uno che adesso risiede al 1600 di Pennsylvania
Avenue. Ho mangiato strudel con candidati all'Academy
Award di sinistra, ho bevuto Merlot con vincitori di Grammy
e preso un caff con il capo della NRA, ho passeggiato nel
parco con un vincitore di una medaglia d'oro olimpica gay e
fascista, e ho avuto una vivace discussione - un battibecco, in
realt - con il reverendo Billy Graham Junior. Non ti puoi
azzardare a entrare in un ristorante, in un supermercato o in
una gelateria senza che uno di loro ti scivoli alle spalle, tutto
smancerie. Stanno diventando come i cervi - belli da lontano,
ma in realt una piaga terribile e distruttiva."
Yates: "Suggerisci di sfoltire il branco?
Gli occhi di sua madre si fanno pi grandi. Oh, mio Dio,
no. Almeno non senza una licenza regolamentare e dei giorni
prestabiliti per la caccia.
Marjorie ride cos di gusto che deve mettersi una mano
davanti alla bocca per non sputare il cibo. Improvvisamente
Yates si rende conto della simpatia che Marjorie prova per
sua madre. Del resto a una giovane donna che ha perso tutta
la famiglia non pu non piacere un personaggio simile.
Dopo cena le due donne si ritirano in cucina a lavare i
piatti e rimangono di l per un po'. Fanno il t e si siedono a
tavola e, dai brani di conversazione e dalle risate che filtrano
fino in sala, Yates immagina che abbiano rivelato l'una all'altra
pi cose di quante lui ne abbia scoperte in una settimana,
o in una vita intera. Siede sulla poltrona preferita di suo
padre, beve limonata, guardando la partita. I Pirates, la squadra
per cui tifava. Non conosce pi nessuno dei giocatori
ormai. Una volta sapeva tutti i nomi, pi che altro perch
sapeva di fargli piacere. Il giocatore preferito del suo vecchio
era il numero 21, Roberto Clemente. La sua stagione preferita
il 1971. Clemente era gi in declino ma era ancora una
stella. A quel tempo cerano stelle pi luminose nei firates,
come il grandissimo battitore Willie Stargell, ma suo padre
sosteneva che Clemente era un giocatore completo, che non
aveva mai fatto errori, e che eccelleva in un modo che solo gli
esperti di baseball sapevano apprezzare. In questa stanza,
seduto accanto a lui, Yates aveva guardato Clemente aiutare i
Pirates a vincere le World Series del 1971, e pi in l fare la
sua battuta numero tremila contro i New York Mets alla fine
della stagione 1972. Quello stesso inverno, il 31 dicembre,
Clemente si trovava in missione umanitaria su un Dc-7 in
rotta verso il Nicaragua - che era appena stato colpito da uno
spaventoso terremoto - che si schiant al largo dei Caraibi. Il
giorno seguente, quando la notizia venne ripresa dai telegiornali
negli Stati Uniti, fu l'unica volta che Yates vide suo padre
piangere, e fu proprio in quella stanza. Guarda gli oggetti
familiari che lo circondano. Il posacenere ricordo di una
notte al Caesars Palace. La foto del matrimonio. Le foto dei
bambini. La lampada incollata che lui aveva rotto giocando a
palla quando aveva dodici anni. Lo scaffale con i romanzi di
Sidney Sheldon e di Leon Urises. E, in un contenitore di plastica
posato sull'ultimo ripiano del mobile di pino nell'angolo,
una palla da baseball, autografata da Roberto Clemente.
Si alza in piedi, la prende, e decide che quando le donne in
cucina smetteranno di sussurrare, ridere e raccontarsi cose
su di lui ormai dimenticate, dir a sua madre che vuole
tenersi quella palla, cui negli ultimi vent'anni non ha pensato
neanche per un secondo.
Era l'uomo che era stato diverso. Che aveva scritto un
articolo per l'Atlantic Monthly castigando l'amministrazione
in carica per crimini premeditati contro l'ambiente, tra cui le
trivellazioni irresponsabili al largo delle coste, fatte nel
disprezzo dello spirito internazionale del Protocollo di Kyoto
e ignorando i valori crescenti delle emissioni nocive e del surriscaldamento
globale. Era l'uomo che era andato in Africa
non per conto di una multinazionale o di un governo ma per
favorire la presa di coscienza sull'AIDS e formulare un piano
per aiutare milioni di persone ammalate in quel continente.
Che aveva tenuto un discorso inaugurale alla Harvard Business
School sulla "Povert nelle periferie" e un altro a Grambling
sul Futuro della schiavit. Che aveva fatto parte dei
consiglieri dei Boys&Girls Clubs of America. Era l'uomo che
era apparso con Hanson a MTV in un promo per Rock the
Vote. Che aveva votato con coscienza e aveva insegnato scrittura
creativa a veterani disabili. Che aveva donato sangue
regolarmente, dato consigli disinteressati. Che se n'era fregato.
Davvero.
Poi non pi.
Non sono mai stati una famiglia "fisica. Magari un bacetto
di saluto a sua madre dopo una lunga separazione, o una
riluttante stretta di mano a suo padre. Magari. Il fatto che
non abbia n baciato n abbracciato sua madre da quando 
tornato a casa  una cosa che Marjorie non riesce a capire. E
di cui gli chiede spiegazione nel retro della camera mortuaria.
" la nostra parte tedesca.
Lei non accetta questa scusa. "Io sono mezza tedesca e ci
siamo sempre baciati in famiglia. Mio fratello dava il bacio
della buonanotte a nostro padre, ogni sera.
"Mio zio era l'uomo che aveva detto che gli unici momenti
in cui aveva voglia di toccare gli altri esseri umani era mentre
ci faceva l'amore o li picchiava."
"Fantastico. Viene, questo simpaticone?
Yates scuote la testa.  stato pestato a morte in una rissa
a South Philly.
Marjorie non batte ciglio. "Forse aveva passato il segno
con qualcuno. Una pacca sulla spalla inappropriata, o una
palpata di sedere troppo entusiastica.
Ridono tutti e due, poi si guardano per un istante. "Tuo
fratello", domanda Yates. "C'era anche lui quel giorno?
C'era."
Vicino a te?
" morto cercando di proteggermi.
Ci sono solo loro tre nella camera mortuaria. La madre
di Yates  turbata perch l'addetto delle pompe funebri ha
dovuto aprire la porta per loro e sta ancora disponendo i
fiori intorno alla bara. Quando ha finito, apre la cassa e
Yates si inginocchia per pregare insieme a sua madre. Non
aveva pensato di guardare, voleva solo provare a tirare fuori
una preghiera e basta, ma si ritrova a fissare la salma di suo
padre e a chiedersi perch le stelle lo affascinassero tanto.
Era il conforto di essere in grado di identificare dei punti
fissi nell'universo, o le possibilit che fluttuavano nel cielo
nella loro scia? Era davvero felice di costruire case, fissare
giunti, fare le cose che differenziavano il lavoro artigianale
da quello in serie, o aveva un altro sogno nel cassetto?
Quanto l'aveva cambiato la morte del suo primogenito? Perch,
dopo sessant'anni in cui non ci aveva praticamente
messo piede, aveva iniziato ad andare in chiesa tutti i giorni?
E cosa aveva spinto un carpentiere americano di origine
tedesca, bianco e conservatore a fare di un giocatore di
baseball ispanico, magrolino e di colore il proprio eroe nell'estate
del 1955?
Sua madre deve appoggiarsi a lui per rialzarsi. "Le mie
ginocchia, spiega. Lui distoglie lo sguardo dal collage, posato
su un cavalletto, che sua madre e Marjorie hanno preparato la
notte prima. Si dirige verso le foto appoggiate su un mobile di
noce. Per un istante perde il filo dei pensieri, e mentre guarda
l'uomo delle pompe funebri sforzarsi di accendere una candela
su un alto candelabro d'ottone vicino alla bara, un milione
di lampi di luce gli esplodono davanti agli occhi e un altro
milione dentro la testa. Gli si piegano le ginocchia, le gambe
gli tremano, e gli sembra che si sia aperta una diga interiore,
e che il sangue da una riserva della coscienza si riversi nel
lago secco della sua anima.
Prima ancora che inizi a cadere - e sicuramente crollare
ai piedi della bara di suo padre - Marjorie gli mette le mani
sulle spalle, poi gliele fa passare sotto le braccia e lo guida a
una sedia. Quando riapre gli occhi, il suo viso  a pochi centimetri
da lui.
Dimmi che non sono svenuto.
"Hai solo avuto un mancamento.
Sono svenuto di fronte al mio vecchio. Ne sarebbe stato
cos orgoglioso.
"I baci e gli abbracci non fanno per te. Ti limiti a svenire
di fronte a tutti.
Mia madre mi ha visto?
"O dio mio. Ti prendo un po' d'acqua.
 una bella rimpatriata. Un sacco di gente di cui si era
dimenticato, gente che aveva conosciuto da bambino e che
era stata relegata negli ultimi vent'anni agli aneddoti dei
genitori. Sanno tutto di lui. I suoi viaggi. La sua notoriet.
Me lo ha raccontato tuo padre, ha detto Tony il barbiere. Il
tuo vecchio ci teneva sempre aggiornati sul tuo conto, ha detto
Gerard della segheria. Era cos orgoglioso di te, ha detto Isaac
il carpentiere. Certo che lo ha fatto. Certo che lo era, pensa
Yates. E anch'io ero orgoglioso di lui. Anche se non ci siamo
mai scomodati a dircelo. Dopo un po' si alza e va a prendere
una boccata d'aria fuori nel parcheggio.
Ave, futurologo.
Si gira.  Blevins. Si studiano per un po' prima che Yates
si avvicini e tenda la mano. "Non dovevi disturbarti a fare
tutta questa strada.
Blevins risponde tenendo lo sguardo rivolto in basso.
"Nessun problema. Venerd ho da fare qui nella Lancaster
County.
"Cosa centra la futurologia con gli Amish?
Lui alza gli occhi, accigliato. "Niente.  una riunione di
una scuola superiore. L'altro mio lavoro. Quello che paga
ancora.
Mi dispiace per Johannesburg. E per tutto il resto. Ero un
po'... combattuto.
"Lo so, ho detto quelle cose perch ci tenevo. Mi importava
di te e di quello che avresti potuto fare, se solo l'avessi
voluto.
Lo so, lo so. Ho smesso da un pezzo di fare delle cose
davvero importanti.
Il volto di Blevins si addolcisce. Intendi le cose per cui ho
voluto a tutti i costi lavorare con te? Yates annuisce, e Blevins
lo squadra per un attimo. "C' qualche possibilit, continua,
un po' troppo ottimisticamente, che dopo che ti sarai
ripreso e avrai ripensato un po' a tutto, tu ritorni a fare quelle
cose, a fare il tuo lavoro come si deve?
Per un istante Yates pensa di dire esattamente quello che
l'altro desidera sentire: che effettivamente ci sono buone possibilit
che lui torni a essere l'uomo in cui Blevins aveva creduto.
Ma sarebbe una bugia, e per quanto semplice, per
quanto adatta a rendere pi piacevole un momento come
questo, decide di non dirla. Blevins merita di pi.
"Non posso, amico."
La speranza diventa confusione e poi rabbia.
"Prover a fare qualcos'altro.
Smetterai."
Non ho pi lo spirito, Blevins. Non ci credo pi. Bisogna
credere a quello cui ci si dedica, e io non so pi a cosa credere.
Sono stanco. Spero che tu capisca. Yates si fa avanti per
stringergli nuovamente la mano, ma Blevins fa un passo
indietro. Senti, devo tornare di l. Vuoi entrare?
Blevins scuote la testa. "Volevo solo passare a farti le condoglianze.
Per vedere se, alla fine, tu avessi riconsiderato le
cose, se fossi cambiato."
"Mi dispiace averti deluso. Grazie per essere venuto, Blevins. Davvero.
Blevins prende le chiavi, apre la portiera dell'auto. "Cos
fan tutti, Yates.
Rientrando vede Marjorie che parla con Lauren nell'anticamera.
Deve essere arrivata mentre lui era con Blevins nel
parcheggio. Il suo primo istinto  girare sui tacchi, saltare
dentro l'auto e scappare via, ma tutte e due lo hanno visto,
divertendosi al suo trasalimento. Mentre si avvicina pensa
che una stretta di mano potrebbe bastare, ma non appena si
trova a portata Lauren lo sta gi abbracciando.
"Mi dispiace.
"Grazie per essere venuta. Non me l'aspettavo.
"Ho detto a tua madre che sarei venuta.
Hai chiamato Blevins?
"Chi?
Ble... ah, non importa. Cielo, sei bellissima."
Non mi chiedi di Stephen?
"Chi?"
"Il professore di storia.
No. Non lo far. Questo dimostrerebbe che sono ancora
emozionalmente legato a te. Che continuo a essere ossessionato
dal fallimento della nostra relazione.
Marjorie incassa la testa fra le spalle, poi guarda in su.
"Vado a fare due passi.
Lauren la guarda andare via, poi dice: "Mi piace. Un po'
giovane per te, ma sembra in grado di cavarsela.
Yates riflette se  il caso di dirle la verit su Marjorie, ma
poi lascia perdere. Che pensi ci che vuole.
Per il resto stai bene?
Yates scuote la testa. "No, non direi."
"Ho ricevuto i tuoi regali. Molto divertenti. Credo che a
Stephen fossero piaciuti."
"Un vero peccato. Parli di lui al passato.
"Ci siamo lasciati.
"Davvero? Immagino di essere un osso duro per chiunque
in qualit di predecessore.
"Forse  cos. Ma  stato lui a lasciarmi."
Capisco. Avresti potuto farmi sentire meglio, dicendomi
che l'avevi lasciato a causa mia. E dei miei regali divertenti.
"Non credo che sia questo comunque che volevi sentire.
Probabilmente non lo sai nemmeno tu che cosa vuoi sentire.
Beh,  stato gentile da parte tua venire.
Quando tua madre ha chiamato non ho potuto farne a
meno. Per lei. Si preoccupa per te. Tutti noi ci preoccupiamo.
"Prometto che cercher di non essere pi quel tipo di persona
che fa preoccupare gli altri.
Tutto qui?
Non lo so, Lauren. Cosa dovrei dire? Che sono arrabbiato?
Che ho il cuore a pezzi? La verit  che non avevamo
altra ragione di stare insieme se non il fatto che l'uno andava
abbastanza bene all'altra. L'unica cosa che mi rode  che tu
l'hai capito prima, perch io ero troppo occupato a diventare
il mostro che sono. Ascolta, hai fatto bene a fare quello che
hai fatto. Hai un aspetto fantastico e voglio che tu sia felice.
Lei fa un passo indietro e lo guarda. Non se l'aspettava.
Quando torni a New York?
"Per provare a rimettere in sesto la nostra relazione? O a
sgomberare il tuo appartamento dai miei beni terreni?
Solo due persone che hanno vissuto insieme per pi di
cinque anni possono fissarsi in silenzio cos a lungo. A un
certo punto lei sembra sul punto di piangere, poi sembra che
stia per sputargli addosso. Alla fine Lauren sorride, e dice:
"Non lo so, Yates. Forse dovremmo soltanto prenderci un
caff insieme e ripartire da l.
Se Lauren era il fantasma del passato di Yates e Blevins il
fantasma del presente, allora Johnson, che parla al pastore
della chiesa dei suoi genitori con la confidenza di un parrocchiano
di lunga data,  il fantasma del futuro.
" stato lei a spedire quella corona a forma di ferro di
cavallo, che sembra rubata dalla stanza dei trofei dell'ippodromo
di Philadelphia?
Johnson si allontana dal pastore e si avvicina per stringere
la mano a Yates, che non tende la sua. "No, dice Johnson
sfoggiando un sorriso finto. "Io sono quello che ha spedito i
tulipani freschi da Basar. Mi stupisce che lei mi riconosca,
Yates.
E a me stupisce che lei si sia fatto tutta questa strada per
venire a trovarmi, dice Yates precedendolo verso l'esterno.
Johnson e il resto della gente dentro alla cappella sono decisamente
troppo da sopportare insieme.
In realt ho portato i miei figli a Hershey Park per il fine
settimana. Ero gi da queste parti, per cos dire.
"Senta, per le vacanze di Pasqua devo assolutamente far
controllare i miei pneumatici da pioggia. Forse possiamo
negoziare qualche soluzione qui in zona.
Come un evento a Cabo, o a Montreal? Qualcosa di pi
accessibile, qualcosa di un po' meno volatile?
"Esatto."
Non se ne parla neanche.
"Io non andr a Basar, Johnson.
Johnson si guarda in giro. La cappella funeraria si trova
tra una gelateria Carvel e un Blockbuster. Nel parcheggio il
caldo si sta facendo asfissiante. "Bas'ar non pu essere molto
peggio di questo buco di merda."
Destination Capitalization andr benissimo anche senza
di me.
Forse s, ma noi avevamo fatto un patto e io ho garantito
la sua presenza a persone la cui soddisfazione  direttamente
proporzionale all'entit dei miei guadagni. E al mio successo.
"Non lo ripeter.
Johnson spinge Yates contro il retro di un SUV e gli piazza
l'avambraccio destro sotto la gola. Lo so che non lo ripeterai,
coglione. Perch, cazzo, ci andrai a quella cazzo di
Basar, e lo farai domani pomeriggio. Ed ecco perch: faremo
avere il video della Vespa a tutti, dall'interpol all'ultimo vigile
urbano di Milano. Lo daremo alle televisioni, lo metteremo
su internet e sulla cazzo di Al Jazeera. Non potrai pi tenere
un discorso nemmeno davanti a un gruppo di boyscout. E se
scappi, nessun punto del pianeta sar abbastanza lontano.
Non  un bel periodo per giocare al terrorista in fuga, Yates.
Quando Johnson finalmente lo libera dalla presa, Yates lo
spinge via. Non me ne frega un cazzo. Date il video a chi
volete. Infilatevelo su per il culo. Non ho fatto niente e far
tutto il possibile per farvi affondare insieme a me. Avrei
dovuto dirvi di andare affanculo fin dall'inizio.''
Johnson lo fissa, fa un piccolo cenno d'assenso. Vedo che
hai con te la tua fidanzatina sudafricana.
Lei non centra niente con questa storia.
 una pregiudicata. Ed  ricercata per altri crimini a
Johannesburg. Prostituzione. Possesso di stupefacenti. Forse
anche per attivit terroristiche. Posso fare un paio di telefonate
e ottenerne l'estradizione entro un'ora. Credimi, Yates,
si far un bel pezzo al fresco e il carcere laggi non  roba da
educande.
" solo una ragazzina."
Johnson si stringe nelle spalle. A quanto pare non sembra
troppo giovane per te.
Yates fissa Johnson abbastanza a lungo per capire che
colpirlo non sarebbe d'aiuto. Distende le mani strette a
pugno e cerca di controllarsi. Se vado, voglio che promettiate
che la lascerete in pace, e che potr rimanere in America
quanto le pare.
Ti comporti come se fossi un agente dell'Immigrazione.
La lascerete in pace. E quando sar finita, quando
Destination Capitalization sar finita, lo sar anche la nostra
collaborazione.
Il cellulare di Johnson ronza. Lo prende dalla clip alla cintura,
controlla chi sta chiamando e lo rimette al suo posto.
D'accordo, dice alla fine. La lasciamo in pace. Puoi sposarti
quella troia, per quanto me ne frega. Ma ecco cosa farai
domani: alle tre del pomeriggio ci sar una macchina davanti
a casa di tua madre per portarti all'aeroporto JFK, dove prenderai
un volo per il Kuwait. L ci sar qualcuno a riceverti e
poi ti farai una bella trasvolata sul deserto a bordo di un C-
130. Al calar delle tenebre atterrerai all'aeroporto internazionale
di Basar. Una volta l ti daranno delle istruzioni, alcuni
spunti per il discorso, qualche consiglio per la tua sicurezza,
e un'agenda di eventi e interviste cui ti sottoporrai con entusiasmo.
E la guerra?
Che guerra?
L'agitazione civile. Il sangue per le strade. I religiosi contro
i mullah contro gli sceicchi. I jihadisti contro i rivoluzionari
contro gli studenti. I curdi contro i sunniti contro gli
sciiti contro ogni tipo di americani. Quella roba l.
Sar tutto dimenticato. Prima di tutto, non c' nessuna
guerra. C' una pacifica transizione politica, e adesso  il
tempo di piantare i semi della rinascita economica.
I vostri semi. Il vostro suolo.
I nostri interessi. In pi non ti troverai proprio a Bas'ar
City. Sarai all'aeroporto, che  una vera e propria fortezza.
Grazie, mi sento molto meglio adesso." Marjorie  sulla
porta, che gli fa segno di entrare. "Adesso, se  tutto chiaro,
vorrei andare a dire addio a mio padre.
Johnson alza le mani. "Va' pure. Solo una cosa: non provare
a sparire questa notte. Forse puoi riuscirci per un attimo,
ma poi ti troveremo, vi troveremo tutti e due, e vi faremo
tutte quelle brutte cose che ti ho appena accennato. Mi
dispiace che sia finita cos, Yates. Adesso entra. Devo tornare
al parco giochi dai miei figli.
Dentro, nell'anticamera, Marjorie gli dice che il pastore
sta per tenere un breve sermone. Poi gli chiede: Chi era
quell'uomo? Ci stavi litigando?"
Lui?  quello che si occupa dei miei ingaggi. Ho avuto
una piccola discussione sulla logistica del mio prossimo
viaggio.
"Dove vai?
" quello che cercavamo di stabilire.
Quando?
Non lo so. Presto.
Vuoi che venga con te?
Yates forza un sorriso. "S, dice. "Sarebbe bello, ma
potrebbe essere complicato.
Il tempo di tornare al suo posto davanti alla bara e il pastore ha gi quasi finito il sermone.
...
.
...
24. Cimitero.
...
.
...
Sono solo in quattro al cimitero, cinque con suo padre.
Yates, sua madre, Marjorie e il pastore. La bara  gi interrata.
Prima, alla cappella funeraria, sua madre gli ha chiesto di
dire qualche parola, e nonostante il suo discorso sia durato
meno di due minuti,  stato il pi difficile della sua vita. Non
per via del suo stato emozionale, chiaramente instabile, ma
perch si era sentito costretto a dire la verit, visto che l'argomento
era suo padre. Cos ha raccontato del settantenne che
voleva delle tegole per il tetto della sua casa con una garanzia
di quarant'anni. Delle differenze tra il lavoro di costruzione
artigianale e quello industriale. Di come le case che suo
padre si era rifiutato di costruire dicessero di lui pi di quelle
che aveva costruito. Aveva raccontato che suo padre non credeva
nei compromessi e, a differenza di chi stava parlando in
quel momento, non c'era niente che avesse fatto nella vita di
cui si dovesse vergognare. E dell'ammirazione di suo padre
per Roberto Clemente, un uomo che aveva perso la vita cercando
di salvare il prossimo.
La sera precedente, dopo la veglia, dopo aver salutato
Lauren e membri assortiti dei Cavalieri di Colombo, della
Legione americana, del Circolo dei veterani, del Corpo volontari
dei pompieri, e tutti gli idraulici, carpentieri, muratori ed
elettricisti ultrasessantenni della citt, erano tornati a casa e
avevano cenato di nuovo davanti alla televisione. Poich era
stato alla veglia funebre di suo padre, e aveva visto la sua ex
fidanzata per la prima volta da quando l'aveva lasciato, e si
era azzuffato nel parcheggio della cappella con una spia psicotica
di un'organizzazione clandestina che lo costringe ad
andare in un paese appena nato e ancora in fiamme, Yates si
sentiva esausto e se ne sarebbe andato subito a letto. Ma
sapendo quello che l'attendeva, e che forse non avrebbe pi
visto Marjorie e sua madre per lungo tempo, era rimasto
alzato a guardare Jeopardy, e poi Entertainment Tonight, e poi
Dart on the Map, una trasmissione che ogni settimana trasmetteva
in diretta delle immagini da qualche angolo del pianeta,
con decine di milioni di telespettatori che speravano di
veder succedere qualcosa di terribile.
Questa settimana trasmettevano da Rio.
Quando sua madre era andata in cucina a controllare la
torta di mele nel forno, aveva guardato Marjorie. Prima di
partire, doveva sapere. "Cos' successo a Johannesburg?
Perch quel giorno non sei tornata?
Lei aveva sospirato, scuotendo la testa. Era seduta sulla
poltrona di suo padre, in pantaloncini e maglietta, con le
gambe incrociate nella posizione del loto. "Mi hanno fermata,
aveva detto. La gente del CBD. Dopo il tuo discorso
erano infuriati. Mi hanno chiesto cosa sapevo. Se tu sei andato
nella camera di qualcuno e hai fatto qualcosa di cui non so
nulla. Loro volevano sapere chi avevi visto, cosa stavi preparando.
Gli ho ripetuto che non ne sapevo nulla, ed era vero.
Mi hanno picchiata, ma io non ho detto niente. Poi, quando
hai chiamato per chiedermi di venire con te, loro erano l ad
ascoltare e quando ho riattaccato mi hanno picchiata di
nuovo.
Mi spiace. Saresti venuta prima che quelli ti facessero
del male?
"Oh, Yates. Non lo so. Era inevitabile che sarei finita ad
avere dei problemi con loro, o con gente come loro. Te l'ho
gi detto, io dovevo andarmene. Ho avuto la fortuna che tu
fossi l ad aiutarmi. E adesso sono qui.
Mi sento fortunato anch'io."
Pi tardi Marjorie era andata in cucina e aveva insistito
per lavare i piatti. Quando sua madre era tornata in soggiorno,
Yates aveva abbassato il volume della TV e si era piegato
verso di lei. Devo andarmene domani. Subito dopo il funerale.
Lei viene con te?
Lui aveva scosso la testa. "Non pu. Se lo fa rischia di
finire nei guai, e ne ha gi passati abbastanza.
Me l'ha detto. Allora non glielo dirai?
No, vorrebbe venire.
La ami?
"Abbastanza per non volere che si metta nei casini per me."
Sua madre guarda la TV per un po', piazzata sullo scaffale
dove aveva troneggiato la palla di Roberto Clemente. Allora
che cosa vuoi che le dica quando mi chieder dove sei?
"Dille che ho dovuto andarmene per un'emergenza, e che
vorrei che si fermasse qui e si prendesse cura di te per un po'.
Non ho bisogno di nessuno."
Lo so, aveva detto Yates. "Vorrei che fossi tu a prenderti
cura di lei.
In realt, riflette ora, spera che le due donne - e non importa
se una delle due ammetter mai di averne bisogno - si
prendano cura luna dell'altra.
Nel pomeriggio, prima di partire, sua madre aveva bussato
alla porta della sua camera. Teneva in mano un orologio,
un Longines degli anni quaranta, con il cinturino nero e placcato
in oro. Quello di suo padre.
"L'ho regolato come faceva sempre lui, aveva detto. "Dieci
minuti in avanti." Poi l'aveva adagiato sul palmo della mano
di suo figlio, l'uomo che vendeva il futuro.
Il pastore sbircia nella fossa come se volesse assicurarsi
che la bara si trovi proprio l. Quando si sporge, Yates fa il
possibile per dominare la tentazione di spingerlo gi. Una
macchina si ferma sul viale d'accesso e ne escono due vecchietti
con il cappello del Circolo dei veterani, uno con una
bandiera arrotolata. Si scusano per il ritardo. Si erano perduti.
Quando tutti hanno preso posizione e il pastore apre la
Bibbia, Yates circonda le spalle della madre con il braccio. Il
figlio premuroso, la roccia, qui a dare il suo amorevole
appoggio a chi ne ha pi bisogno. Ma sua madre sente che le
servirebbe pi appoggio di quello di una colonna di marmo
e, quando nessuno guarda, si libera dal suo statico abbraccio
e fa un mezzo passo a sinistra, verso Marjorie.
...
.
...
25. Destination Bas'ar.
...
.
...
Sull'aereo, il primo di tre, un Boeing 777 dell'Air France
in rotta su Parigi, cerca il sito web di Destination Bas'ar, o
Destination Capitalization. Il link lampeggia, come  normale
per un evento che  stato cancellato e ripristinato quattro
volte da quando Bas'ar  diventata una nazione, o da quando
a Bas'ar  stato appioppato il titolo di nazione: a seconda di
che posto occupi al tavolo del Consiglio delle Nazioni Unite.
La homepage lo definisce un evento storico che riunisce il
gotha della comunit economica internazionale, con i suoi
subappaltatori e i suoi ministri, e che dimostra al mondo che
Bas'ar  aperta agli affari - nella zona fiera dell'aeroporto
internazionale di Bas'ar. Yates cerca di immaginare che tipi
di manifestazione hanno avuto come sede la cosiddetta zona
fiera. Opere d'arte? Rinascimento? - visto che l'aeroporto 
adiacente a uno scalo militare americano, costruito recentemente
a circa venti chilometri nel deserto dalla citt, la bombardata
Bas'ar City. Per un po' si perde a navigare nel sito,
leggendo le liste degli espositori, la miriade di ministri e
commissioni, i membri temporanei del consiglio di governo,
un messaggio del presidente degli Stati Uniti, seguito da uno
del primo ministro di Bas'ar, migliaia di variazioni sul tema
oltre al petrolio ce di pi, e cinque pagine di credenziali
riguardanti la compagnia privata incaricata della sicurezza
dell'esposizione. Una sola pagina dedicata alle misure di
sicurezza l'avrebbe tranquillizzato almeno in parte, ma a
ogni pagina che legge Yates si caca sotto sempre di pi.
Durante lo scalo al Charles De Gaulle si sgranchisce le
gambe, prende una tazza di t e sente una donna dire a un
uomo: Mi dispiace che la tua vita vada a puttane. Ma sono
contenta che ti  capitata una cosa che finalmente non 
sotto il tuo controllo, perch io la mia vita non l'ho mai avuta
sotto controllo". Nell'altrimenti vuota toilette maschile, sente
un uomo in piedi davanti a un orinatoio a muro dire in francese:
"Non muore mai nessuno a Disney World, l'hai notato?
Da Parigi al Kuwait. Cerca di pensare a quella regione,
all'islam, all'egemonia. Legge tascabili di Thomas Friedman,
Bernard Lewis, Noam Chomsky. Quando si  depresso abbastanza,
cambia e legge fantascienza, racconti di Philip K.
Dick. Fugge, ma non abbastanza lontano. Potrebbe bere, ma
non vuole farlo, soprattutto perch desidera tenersi quell'opzione
come riserva. Sa bene che sar ben peggio di cos.
Anche se farlo lo spaventa, ogni mezz'ora controlla le e-mail.
Per ora, niente da Nostradamus o dai Johnson, che nel frattempo
devono essere stati informati che lui  salito sulla loro
auto ed  in volo secondo i piani. E niente da Marjorie, che
sar furiosa con lui per essersene andato senza salutare. Per
averle suggerito di accompagnare sua madre in farmacia,
perch forse ha bisogno di compagnia". Per averla lasciata
in un posto che  la sua personale idea di sicurezza.
L'unica e-mail degna di nota  di Campbell, che invia le
sue condoglianze, scrive di avere forse una pista su Nostradamus
e prega Yates di fargli di nuovo visita a Ilulissat, ammettendo
cos di essere troppo spaventato per muoversi da l.
Alle sei del pomeriggio, ora locale, Yates atterra all'aeroporto
internazionale del Kuwait.  proprio come se l'aspettava
- gente ricca in abiti tradizionali circondati da guardaspalle
armati, in un piccolo terminal immacolato e ben climatizzato.
Gli stampano un visto sul passaporto. Oltre la
dogana lo aspetta un americano ben piazzato con un taglio
da militare. Si chiama Forrester, e insiste sul fatto che non ha
nulla a che fare con i militari e che lavora per la compagnia
che cura l'organizzazione della fiera.
Fuori il sole  gi quasi tramontato, ma ci sono ancora
pi di quaranta gradi. Salgono su un SUV Chevy color argento
modificato, con carrozzeria blindata e vetri antiproiettile.
Di quando in quando Forrester mormora qualcosa e Yates fa
per rispondere, accorgendosi poi immancabilmente che l'altro
sta parlando dentro un piccolo microfono piazzato vicino
alla bocca con qualche suo collaboratore non militare. Il loro
 l'unico veicolo che si muove sull'autostrada che taglia il
deserto. Ed  un bene, perch Forrester a un certo punto sta
guidando a centottanta all'ora, parlando con la centrale, scartando
un KitKat e controllandosi il gel sui capelli nello specchietto allo stesso tempo.
I cancelli della base aeronautica statunitense All Salem
non si aprono automaticamente. Le guardie controllano
Forrester e chiedono i documenti a Yates, li fanno scendere
dal SUV, che perquisiscono all'interno e all'esterno. Vicino
all'uscita, dentro a un hangar enorme, Forrester lo lascia con
Intrary. Intrary  identico a Forrester, solo pi incazzato.
Yates gli d la mano ed  tentato di stringere Forrester in un
affettuoso abbraccio d'addio, tanto per vedere la reazione, ma si trattiene.
Dovevamo farla salire su un C-130 alle undici in punto,
dice Intrary. "Ma tra mezz'ora c' un Tornado della British
che va a prendere un pezzo grosso a Basar. Forse riesco a
organizzarle una gita a bordo, se non ha niente contro gli inglesi."
"Nessun problema, dice Yates. "C-130, Tornado, inglesi,
mercenari. Per me  tutto uguale.
"Bene. Se a loro sta bene - e non vedo perch no, visto
che andate nello stesso posto - credo proprio che si divertir, amico.
La differenza tra un C-130 e un Tornado Gr4, scopre
Yates,  circa millecinquecento chilometri all'ora. Mentre il
C-130  un grande cargo che svolazza per i cieli trasportando
cosette come carri armati e container, il Tornado Gr4 della
RAF  un caccia supersonico a due posti con una velocit
massima di duemiladuecento chilometri orari, o Mach 2.2,
gli sta dicendo il pilota attraverso le cuffie. "Abbiamo un cannone
Mauser di ventisette millimetri, missili Cruise, laser
Paveway e bombe teleguidate.
"Questo mi tranquillizza, dice Yates, le dita artigliate ai
pantaloni della tuta di volo. "Li ha provati, di recente?
Virano verso sinistra bruscamente e Yates sente una serie
di schiocchi chiropratici lungo la spina dorsale. Pi o meno
tutti i giorni, signore, spiega il pilota. "Ma non stasera.
Stasera faccio solo il tassista.
"Tassista supersonico.
Non c' bisogno di rompere la barriera del suono stasera,
signore. Stasera voliamo appena sopra i cinquemila metri,
fuori dalla portata dei radar.
Quando alla fine riesce a superare la paura e guarda fuori
dal finestrino, Yates vede il sole tramontare su un deserto
rosso, centinaia di metri sotto di loro. Scendono di quota
rapidamente e poi Yates viene proiettato bruscamente in
avanti dalla decelerazione dei reattori e dallo scatto delle ali
direzionali, mentre il Tornado continua a rallentare per prepararsi
all'atterraggio sulla pista corta dell'aeroporto internazionale
di Bas'ar. Dal decollo all'atterraggio non sono passati
pi di cinque minuti.
Se gli dicessero che si trova in una base degli Stati Uniti,
a Los Alamitos in California o a Nellis nel Nevada, ci crederebbe,
perch l'aeroporto Basar International consiste solo
di due piste piuttosto corte, di un terminal/centro conferenze
che  stato usato in passato come prigione e di centinaia di
edifici in stile militare, tende e capanne nel deserto. Sicuro,
ci sono dei nativi bas'ariani, come Yates decide di battezzarli.
Ma chiaramente si tratta di quelli che contano, approvati
dagli americani, gli amici del capitalismo, per cos dire. E
sono la minoranza. Tutti gli altri sembrano americani: agenti
di sicurezza americani, paramilitari americani, uomini d'affari
americani e consiglieri americani.
Dov' la zona fiera famosa nel mondo di cui ho letto cos
tanto? Yates  con il suo nuovo accompagnatore, Dewayne
Dreiser e cammina lungo un sentiero disseminato di barriere
che porta dalle piste al centro conferenze retrostante.
Dreiser risponde senza sorriso n espressione di sorta.
"Da quello che ho sentito, pi che tenerci fiere, qui lapidavano
la gente. Quei figli di puttana venivano dalla citt sui loro
pick-up bianchi pieni fino all'orlo per vedere massacrare di
sassate un infedele, o una povera troia che non aveva passato
il test della verginit. Poi si facevano qualche partitella a calcio,
tanto per divertirsi ancora un po'.
Yates grugnisce. E io che mero immaginato tutto intorno
dei grandi tendoni colorati da circo. Con i pagliacci e i
giocolieri.
 soggettivo, dice Dreiser. Per alcuni la zona esecuzioni
 come la zona fiera per altri. Comunque sia, l'atmosfera 
festosa, vero?
Visto che Yates  un personaggio importante gli viene assegnata
una stanza personale, nella prigione. Dopo la liberazione
sono state tolte le sbarre alle finestre, e le richieste di piet
e le dichiarazioni di vendetta incise sui muri dagli arabi sono
state ricoperte da uno spesso strato di vernice. Hanno innalzato
dei muri a secco e installato delle porte richiudibili dall'interno.
Nei sotterranei ci sono le docce e un bagno pubblico.
"Un po' spartano, non trova?
Dreiser si acciglia. "Sei mesi fa questa era una prigione.
Se non le va bene, pu accomodarsi in uno degli ex alberghi
quattro stelle in citt con i cosiddetti giornalisti. Con la taglia
per una testa americana che  scesa sotto i venticinquemila
dollari prendono pochi ostaggi in questi giorni. Alcuni sono
stati addirittura liberati.
"Ha un'agenda per quanto mi riguarda? Sa quando o dove
dovrei tenere il mio discorso?
Intende dire in un auditorium imbottito o roba del genere?
Merda, quello che lei far qui sar dare fiato alle trombe
e mostrare un paio di foto. Roba preconfezionata per i media
elettronici, da distribuire attraverso il Freedom Channel."
"Stile Amanda Glowers?"
"Colpito. Lei  gi qui.
"Niente discorso formale, quindi.
"Niente formalit. Di nessun tipo. Lei non  qui a beneficio
di quelli abbastanza pazzi da essere presenti. Lei  qui
per dire a tutto il mondo che siamo tornati, che siamo pronti
a fare affari. Per gridare da quel che resta dei tetti: "Siamo
pronti per i vostri fottutissimi libretti degli assegni, perch
nella meravigliosa citt di Bas'ar tutto va pacificamente,
meravigliosamente bene".
A settanta chilometri di distanza.
Sono solo venti, per essere precisi. Ma potrebbero essere
anche cento, visto come abbiamo fortificato questo
posto. Insomma, l'illusione del progresso, no? L'erezione del
profitto.
Quindi non avr il piacere di visitare la vera Bas'ar City?
"Ma certo, dice Dreiser. Faremo un giro sul campo a
vedere un po' di posti, a scattare qualche fotografia da ritoccare.
Lei davanti al nuovo ministero della Ricostruzione. Al
cantiere del futuro ministero delle Arti e dei Beni culturali.
Naturalmente i mezzi corazzati e la scorta armata fino ai
denti saranno posizionati discretamente fuori dall'inquadratura.
Dreiser porge a Yates una cartelletta piena di fogli di
rassegne stampa con il logo di Destination Bas'ar stampato
sopra. Sono tutte contrassegnate con la data di domani o dei
giorni a venire e leggendole salta fuori che ognuna reca almeno
una citazione brillante, o una presa di posizione appassionata,
sulla fruibilit commerciale di Bas'ar, presente e futura,
attribuita a Yates.
"Ho fatto faville a quanto pare.
Dreiser sorride, annuisce. "L'eloquenza sul futuro regala
qualche brivido.
In particolare mi piace la parte in cui mi definiscono un
futurologo di ultima generazione, l'esponente di un mondo
nuovo.
Il coniatore della frase.
"Perch nessun riferimento alla Coalizione degli ignari?
Dreiser scuote la testa. Un argomento troppo delicato.
Troppo suscettibile di interpretazioni fuorvianti. C'era chi
voleva utilizzarlo, perch pensava che l'estremo livello di
franchezza e di cinismo di quella storia non avrebbe fatto
altro che accrescere la forza delle sue dichiarazioni, ma qualcuno
in alto non ha voluto.
Visto che Yates  affamato, Dreiser conclude il tour di
presentazione, compiuto indicando i supposti luoghi d'interesse
piuttosto che andando a vederli davvero. Oltre alle
celle trasformate in stanze, c' una caffetteria, un centro
affari, una stanza per la ricreazione con freccette, ping-pong,
calciobalilla e due tavoli da biliardo. Poco pi in l, all'ultimo
piano di quella che durante il passato regime era una
torre di controllo, c' il posto pi popolare dell'intero complesso,
una sala da cocktail con vista panoramica sulla grande
aerea metropolitana di Bas'ar City, aperta di notte solo al
personale di sicurezza di alto livello, "consiglieri, politicanti
amici della causa, giornalisti selezionati, e civili famosi come Yates.
I vantaggi della celebrit non finiscono mai."
Vada a dormire un po', o a cenare prima che la caffetteria
chiuda. Magari ci si vede l in alto pi tardi, beviamo una cosa insieme.
...
.
...
26. Traffico aereo fuori controllo.
...
.
...
Yates ignora le tentazioni del cibo e del sonno e, andato
via Dreiser, scende di sotto e poi fuori e attraversa i campi di
lapidazione di un tempo, per dirigersi verso il bar della torre.
Dalla notte da Resnor alle Fiji, da quando ha rivisto Marjorie,
si era sforzato di non bere, ma qui cos'altro pu fare? Giocare
a calcetto con una spia? Masturbarsi in una stanza in cui altri
uomini hanno atteso di essere lapidati a morte? Probabilmente
esistono dei siti internet dedicati anche a queste cose,
fatti da persone piene di fantasie malate, ma per Yates 
molto pi semplice lasciarsi cadere sullo sgabello di un bar.
Ai piedi della torre viene fermato da due uomini con berrettini
da baseball, maglioncini neri e armi automatiche.
Sulla porta d'emergenza d'acciaio dietro di loro c' dipinta
un'insegna elaborata, che indica il bar sulla torre e dice:
Traffico aereo fuori controllo! Yates non ha ancora delle
credenziali ufficiali, ma i due a quanto pare hanno una lista e il suo nome c'.
Oltre la porta d'acciaio e dopo tre rampe di scale, una
tenda di velluto cremisi si apre su un altro mondo. Si aspetta
qualcosa di squallido, esotico, alla Casablanca, alla
ultimo-elicottero-da-Saigon oppure qualcosa di rancoroso, apocalittico,
rock'n'roll, di negativamente eccessivo. Invece trova una
sala con soffici divani di velluto e comode poltrone, illuminata
con gusto, un bancone nero circolare, e una rilassante
musica di sottofondo non molto diversa da quella che risuonava
nel bar dell'albergo di Milano. Il bancone, la sua meta, 
affollato. Molti uomini, naturalmente, ma pi donne di quanto
pensasse. Si siede su un divano ad aspettare che si liberi
un posto.  uno dei tre che formano un ferro di cavallo intorno
a un tavolo pieno di bottiglie di birra, bicchieri di Martini e candele.
"Accomodati, amico, dice uno sul divano di fronte a
Yates, dopo che lui si  gi seduto. L'uomo indossa una camicia
gialla a fiori con le maniche corte, che lascia in bella vista i suoi bicipiti enormi.
"Grazie. Devo andare io al bar o passa qualcuno a prendere le ordinazioni?
Oh, qualcuno passer... a prendere le ordinazioni,
certo, dice l'uomo, e gli altri sul ferro di cavallo, tre uomini
e una donna, scoppiano a ridere. Garon", chiama l'uomo,
schioccando le dita a una cameriera e guardando poi Yates
per sapere cosa vuole bere.
Bourbon, dice Yates. Maker's Mark, con ghiaccio, e
poi a volume pi alto, se ce l'avete.
"Oh, ce l'hanno, amico, ce l'hanno. L'uomo si allunga sul
tavolo per stringere la mano di Yates. "Martell.
"Yates.
"Signor Yates, Jablonski, Speros, Gonzales e la signora
Eileen Quinn.
Prenda nota, scherza l'uomo identificato come Speros,
poi le faremo un test.
Yates ride insieme agli altri alla logora battuta che ha gi
sentito troppe volte in troppe situazioni. Ma Martell interrompe:
"Allora lo faccia.
Scusi?
"Faccia il test. Ci dia le sue risposte.
Yates, ancora sorridente, guarda gli altri in cerca di aiuto,
ma nessuno sta pi ridendo.
Insisto", dice Martell. Ripeta i nomi, adesso. E se sbaglia,
alza una falda della sua camicia, lasciando vedere a
Yates il luccichio di una nove millimetri fissata alla cintura,
le faccio saltare il cervello.
Yates fissa Martell, cercando di capire se si tratta di uno
con un abominevole senso dell'umorismo oppure di uno psicopatico
a tutti gli effetti, o. entrambe le cose. "Vediamo",
dice Yates, mentre l'arrivo del suo bourbon gli regala qualche
secondo. Indica per primo Jablonski e si avvia intorno al
ferro di cavallo verso Martell. "Tu sei quell'ex lacch della CIA
che ha mollato tutto per lavorare con Bechtel. Tu - Speros -
sei quello con un dottorato in geologia e una specializzazione
in statistica che non si capisce come abbia fatto a convertire
la sua rudimentale conoscenza dell'arabo in una consulenza
strapagata di stampo conservatrice. Tu - Gonzales - fai parte
di quell'impresa di pubbliche relazioni il cui compito principale
 convincere il mondo che qui chiaramente il petrolio
non centra niente. Tu - signora Eileen Quinn - sei una laureata
alla scuola di dominazione del mondo di Condoleezza
Rice e sei qui per assicurarti che il Consiglio governativo
temporaneo non governi troppo. E tu - Martell - o sei un
comico di secondo livello finito qui a tener alto il morale
della truppa perch non riesci a procurarti uno straccio d'ingaggio
negli Stati Uniti, oppure un mercenario pipparolo
pieno di testosterone con dei gusti alquanto discutibili in
fatto di moda. Alza il bicchiere brindando al gruppo e attende
di essere raggiunto da un proiettile o di essere scaraventato
gi dalle finestre della torre. Come sono andato?
Martell lascia ricadere il lembo di camicia e sorride. Poi
inizia ad applaudire e gli altri lo seguono. Cazzo, Yates,
dice. Dove hai imparato a parlare con quest'aggressivit
estemporanea? Di che ti occupi?
Yates beve un sorso, il primo della settimana senza contare
il kava. Ha un ottimo sapore. Io vendo il futuro, Martell.
Nessuno sembra sapere se Yates sia serio oppure no, o
come si faccia a vendere il futuro, o a stare su un divano in
un bar chiamato Traffico aereo fuori controllo nella grande
Bas'ar. A Martell, per adesso, non sembra importare. Alza il
suo bicchiere in un brindisi: "All'uomo che vende il futuro.
Dopo questo, grazie a Dio, ritornano alle loro conversazioni.
Yates si rilassa all'indietro contro lo schienale, beve, e
ascolta. Jablonski sta facendo un sunto della politica locale.
Cosa vogliono i curdi. Il destino del Consiglio governativo.
Quale mullah  adesso di moda. Le differenze tra uno sciita e
un sunnita, tra un fondamentalista e un jihadista. Tutti ascoltano
con attenzione decrescente man mano che il sunto raggiunge
la lunghezza di una dissertazione. Quando ha finito
beve un lungo sorso del suo Martini e dice: O forse  tutto il
contrario.
A un certo punto un altro uomo li raggiunge. Dice di aver
riconosciuto la Quinn dai tempi dell'hotel Al-Rasheed di
Baghdad e poi chiede a Speros se la sua compagnia  una
sussidiaria della Halliburton. Speros guarda Martell, che si
lascia andare alla sua risata brevettata facciamo-rimanere-di-
merda-il-coglione. Fratello, dice, in fondo tutte le creature
di Dio sono una sussidiaria della Halliburton.
Poco dopo, Gonzales guarda l'orologio e dice alla Quinn:
"Bene, bene.  quasi ora.
Lei controlla il proprio - sono le otto e cinquantanove a
Bas'ar - poi annuisce e si sistema meglio sul divano per avere
una visuale libera sulla grande finestra della torre che guarda
verso est. Un minuto dopo un brillante lampo arancione attraversa
il cielo, seguito da una rete iridescente di traccianti.
"Inizia lo spettacolo, dice Martell mentre una serie di
macchie luminose molto pi grandi si accendono all'orizzonte,
facendo tintinnare le vetrate. Alza il suo bicchiere un'altra
volta, imitato subito dagli altri. "Alla transizione pacifica del
potere."
Hip hip... Hurr.
Nei minuti successivi la conversazione si spegne. Tutti
guardano fino a sentirsi anestetizzati.
Mezzora dopo, con Amanda Glowers,  come se s'incontrassero
durante la pausa di una conferenza sull'innovazione
all'Arizona Biltmore. Nessun cenno a Johannesburg, o ai
Johnson. O alla vista panoramica sulle continue attivit militari
fantasma. Dice di essere qui per dare una mano con i
media, e poco di pi. Yates potrebbe scommettere che non
sarebbe mai arrivata fino a questo divano, in questa parte del
locale, se avesse visto la sua faccia nel buio. Adesso che lo ha
reclutato, che lo ha coinvolto in questa merda, sembra che
abbia qualche problema a guardarlo negli occhi. Ci vediamo
di certo domani, per la conferenza stampa, dice, distogliendo
lo sguardo, prima di mettersi alla ricerca di un ferro di
cavallo pi accogliente. Sembra molto pi vecchia della
Amanda Glowers di Johannesburg.
Ecco che appare Dreiser con il Johnson che non aveva
portato la famiglia a Hershey. Sono in piedi davanti al bancone
e Dreiser fa cenno a Yates di raggiungerli.
Adesso s che sei nella merda vera, dice Johnson.
"Puoi ben dirlo, replica Yates, sorseggiando il suo quarto
o quinto bourbon a stomaco vuoto.
Finalmente ti sta iniziando a piacere.
Ho mangiato merda anche prima, dice Yates. Di tutti i
tipi e per molti anni.
"Io sto parlando di realt. Non Milano, le Fiji. La cazzo di
Islanda.
Groenlandia.
"Quella non  realt. Qui invece  tutto reale.
Yates guarda la torre di controllo riadattata a elegante
salone da sbronze, poi fuori alla distruzione notturna di una
citt recentemente consacrata . Vero. Pi reale di cos.
Dreiser ti ha mostrato tutto per bene?
"Certo. Adoro la mia cella. L'unica cosa che un po' mi
manca  la minaccia di uno stupro sotto la doccia, a meno
che voi ragazzi non stiate facendo un pensierino su di me.
Johnson o non afferra o decide di ignorare il suo sarcasmo.
La cosa importante domani  trasmettere stabilit. USA
frasi non pi lunghe di dieci secondi. Leggiti le tue citazioni
sulle rassegne stampa e prova a recitarle finch sembrano
naturali. Se non ci riesci bene non ti preoccupare, faremo
un'altra ripresa, ma  meglio che arrivi preparato. Domani
abbiamo un sacco di cose da fare.
Ricevuto. Allora  cos che si asfalta la strada del capitalismo?
Con un branco di testimonial ben pagati e ben addestrati.
Dreiser ride. " solo uno dei tanti modi. E se non funziona,
possiamo creare delle, ehm, situazioni, ben oltre il settore
privato, che ci fornirebbero aiuti esterni.
Yates guarda Dreiser. Vorrebbe qualche esempio, ma
Johnson lo interrompe. Ti suggerisco di separarti per un po'
dal Maker's Mark, Yates, e di andare a nanna.
Yates guarda prima Johnson e Dreiser, poi il suo bicchiere
pieno a met. Lo appoggia sul bancone e lo spinge da
parte. Sapete cosa vi dico? Avete vinto voi, ragazzi. Mi
arrendo. Mi godo ancora un po' di fuochi d'artificio e poi
dritto in cella."
Appena i due sono usciti, Yates si fionda di nuovo sul suo
bicchiere di bourbon; cattura l'attenzione del barista e fa
una serie di gesti indicando se stesso, il bicchiere e la bottiglia
sullo scaffale superiore. Riforniscimi.
Si blocca per un attimo, perch gli  sembrato di vedere
Blevins davanti ai due grandi schermi televisivi nel retro
della sala. Su uno scorrono le immagini finte e violente di un
incontro di wrestling, sull'altro c' l'hotel spaziale, che a
quanto pare sta per rientrare nell'atmosfera terrestre.
 curioso riguardo all'hotel, e riguardo a cosa ci faccia
qui Blevins, ma non abbastanza per attraversare il locale,
passare davanti ad Amanda Glowers e alla banda di Martell
e affrontare Blevins, che far del suo meglio per farlo sentire
ancora peggio di quello che gi si sente. Se poi  davvero
Blevins quello l. Nessuno lo nota quando appoggia sul bancone
il bicchiere vuoto e scivola via tra le tende di velluto.
...
.
...
27. Democrazia in sintesi.
...
.
...
Tornato nella sua ex cella, Yates si collega alla trasmissione
in diretta dall'hotel spaziale e la lascia scorrere sull'angolo
dello schermo del portatile, mentre controlla le e-mail.
Lauren dice che pensa a lui. Che le manca. C'era da aspettarselo,
pensa, adesso che il suo fidanzato l'ha mollata, adesso che
si sente in colpa perch  morto mio padre, adesso che ha dato
una bella occhiata a Marjorie, ecco che sono diventato un personaggio
un po' meno patetico, un po' pi simpatico, un po'
pi desiderabile. Ma forse sta solo cercando di essere gentile.
Alla risposta allega il logo della Expo Destination Bas'ar e
una foto di due bas'ariani intenti in una danza cerimoniale
delle spade nel cuore del deserto, e scrive:
Saluti dalla culla della civilt! Quando torno, dopo avere
messo in scena questo deprecabile atto finale di una carriera
vergognosa, verr a trovarti e spero che riusciremo a
parlare, cos ti renderai conto che in realt non ti sono
mancato (o perlomeno che quello che ti mancava davvero
era una versione di me/noi che non esiste pi da tempo) e
che hai fatto una mossa molto intelligente qualche settimana
fa. Una mossa che, insieme a molte altre cose spiacevoli,
ha fatto squillare nella mia testa il primo di molti
campanelli d'allarme. Finora non me ne ero mai curato.
Ma sto iniziando a farlo. Sono un po' bevuto, stanco per il
jet lag, mezzo rintronato, ma per la prima volta dopo tanto
tempo i miei occhi sono definitivamente aperti.
Il concetto della culla della civilt gli piace cos tanto che
manda un messaggio simile con la stessa foto a Campbell,
prima di tornare alle altre e-mail. Ora le immagini dall'hotel
spaziale mostrano due inquadrature contemporaneamente. A
sinistra una vista dalla Terra del cielo stellato sopra l'Oceano
Indiano; a destra la cabina di pilotaggio deserta dell'astronave
in caduta, che tra pochi minuti entrer nell'atmosfera.
Trova un breve messaggio di Nostradamus:
Sapevi
che Nostradamus aveva previsto
la propria morte?
Tu come immagini di morire,
Yates?
Tranquillamente nel sonno?
O terribilmente sveglio e urlante?
Sta fissando queste parole quando un bip avverte che c'
qualcuno per lui su IMing. Marjorie.
- Dove sei?
- Sono nella nuovissima nazione di Bas'ar.
- ???
- Ho dovuto. Per rispettare un contratto. Dovrei metterci
circa una settimana. Ma poi ho finito, basta. E tutto andr
bene.
-  pericoloso?
- Per nulla.
- L'intero paese  pericoloso. Perch non me l'hai detto?
- Perch saresti voluta venire.
- Tua madre pensa che tu sia a una conferenza a Orlando.
- Ogni tanto ci vado.
- Ho pensato a quello che mi hai detto alle Fiji.
- Qualsiasi cosa abbia detto, l'ho detta sul serio. Il che non
implica che l'abbia capita.
- I miei motivi per lasciare Johannesburg... per lasciare il
Sudafrica, sono cambiati. Volevo andarmene. Poi ho dovuto
andarmene. All'inizio era una questione di sopravvivenza.
Poi di egoismo. E adesso qualcosa di pi. Sento che
questi motivi cambiano ogni giorno e credo che continueranno
a cambiare. Cos se hai bisogno di sapere i particolari
della mia storia, non so se sar mai capace di raccontarteli.
Ci sono cose alle quali non voglio pi pensare. E se hai
bisogno di sapere le mie ragioni, le mie vere motivazioni,
non posso esserne sicura. Posso solo dirti quello che sento
adesso. E quando decider di dirti qualcosa, sar la verit.
Ma quello che non voglio  essere un parassita. O un caso
umano.
- Non pensarlo neanche per un attimo.
- Non so proprio cosa pensare, Yates. Non voglio essere
una donnetta prigioniera che aspetta ansiosamente con tua
madre (che, per inciso, adoro) il ritorno di un uomo che
non conosco veramente.
- Prima di tutto, non sei prigioniera. Immagino che l'unica
cosa che sei costretta a fare  guardare Antiques Road
Show tutte le sere. Se non vuoi rimanere, se hai dei progetti,
se vuoi trovare quello che ti rende felice, allora vai. Ti
aiuter a fare quello che vuoi della tua vita, in qualsiasi
modo, appena ritorno.
- E quando sarebbe?
- Buona domanda. Spero presto. Ti manco?
Mentre attende una risposta che non arriva, clicca per
vedere il video dallo spazio a schermo intero. Dopo un po' le
immagini dall'astronave iniziano a essere disturbate, si dissolvono
nel nero, poi c' la neve di fine delle trasmissioni e
rumore bianco. Pochi secondi dopo, un debole sfavillare sul
fondo nero della notte senza stelle dell'altra inquadratura
dalla Terra. Avanzi di scienza fallita, resti di sfrenata ambizione
e cieca cupidigia, che luccicano appena prima di cadere
velocemente, senza neanche raggiungere il mare. Quando
le scintille scompaiono dalla vista, il regista passa rapidamente
il cielo notturno a schermo intero, sperando che ci sia
ancora qualcosa di spettacolare da riprendere. Ma non c'.
 finita.
Con la telecamera fissa sul cielo vuoto e il quadrante di
IMing che lampeggia pigro in assenza di una risposta nell'angolo
in alto a destra, Yates prende in mano il suo kit informativo
d'orientamento, scorre il libretto illustrato sull'etichetta
musulmana, e si sofferma su un foglio che spiega cosa fare in
caso di un attacco con gas velenosi.
Si addormenta prima che l'e-mail successiva arrivi nella
sua vita. Contrassegnata come urgente, da Campbell, con
oggetto: So chi  Nostradamus.
Noi forniamo tutto a questa comunit: risorse umane,
contatti, sapere, ghiaccio tritato, sale e pepe, concrete protezioni
antiterroristiche e shampoo antiforfora.  il profitto
che ci porta qui. Un contratto con le spese pagate. E visto che
 pericoloso, il profitto  maggiore. Ecco la democrazia in
sintesi, dico bene? Cos parla un commensale di Yates alla
caffetteria, Roger qualcosa, che non rivela il nome della compagnia
per cui lavora. Yates  ancora mezzo sbronzo, mezzo
addormentato, con addosso i vestiti con cui ha dormito.
Dreiser ha dovuto buttarlo gi dal letto per portarlo a fare
colazione, senza che si potesse cambiare, fare una doccia o
controllare le e-mail.
E lei non ha niente a che fare con il governo? chiede
Yates.
"Cazzo, no. Non siamo spie e soldati o spie e politici. Siamo
uomini e donne d'affari. Vendiamo campionario per tutte
le stagioni: guerra, pace, democrazia, rivoluzione. Al miglior
offerente, naturalmente.
"Naturalmente.
Lei perch si trova qui, signor Yates?
Lui fissa la sua porzione di pancetta e uova strapazzate.
Buona domanda. Per convalidare l'ipotesi.
Scusi?
Per firmare il certificato di autenticit. Per dire: "Non ho
dubbi, ci sar un nuovo boom economico a Bas'ar City prima
della fine dell'anno".
Invece di sentirsi offeso, Roger qualcosa-o-qualcos'altro
sta al gioco. Un Wal-Mart nei sobborghi della periferia.
"Un bordello di classe vicino all'aeroporto, con l'elezione
di miss burqa bagnato ogni mercoled, sponsorizzato dalla
Budweiser.
L'uomo si allunga sul tavolo e d un cinque a Yates. "Ben
detto.
Yates non nota Blevins prima che lui appoggi il proprio
vassoio sul tavolo. Mi sembrava di averti visto ieri sera al
bar.
Ah", dice Blevins. "Ho pensato che te ne eri andato per
evitarmi.
"Cosa fai qui?"
Credevo ti fossi ritirato.
L'ho fatto.
Un'offerta che non potevi rifiutare, eh?
"Allora, che ci fai qui?
"Sei libero di non crederci, ma sono stato invitato. Avrai
notato che non c' ressa agli accrediti. In pi, di tanto in
tanto qualcuno pensa anche a me, specialmente se non riescono
ad avere te. In fondo, con te fuori dalle palle, credo
che me la caver piuttosto bene proprio grazie alle tue
stronzate.
Cosa  successo all'amico sensibile che  stato alla veglia
di mio padre?
Blevins si blocca con il toast mezzo imburrato e fissa
Yates. Hai visto il rientro dell'hotel spaziale ieri notte?
Yates mente, scuote la testa. Ma Blevins lo sta guardando
come se non gli credesse.
"Che peccato per quella povera gente. Allora quanto ti
pagano per vendere quello che  rimasto della tua anima,
Yates?
Non tentare di commuovermi, Blevins.
A quanto pare il centro affari, il centro d'orientamento, il
centro conferenze e la caffetteria di Destination Bas'ar sono
tutti lo stesso posto. Dopo colazione non fanno altro che
spingere via i tavoli e attaccare dei poster sui muri: ministero
delle Opere pubbliche, ministero della Finanza, ministero
dell'informazione, ministero della Ricostruzione. Grande
assente il ministero del Petrolio.
Appendono tende, pezzi di telone, tappezzerie colorate ai
muri per rendere lo sfondo pi telegenico. Ci sono quattro
"reporter. Una  una bellissima giovane donna francese, una
 una bellissima giovane donna araba e uno  un conduttore
di quiz televisivi di fine anni novanta caduto in disgrazia,
implicato in uno scandalo di droga in prima serata. Yates non
riconosce subito il quarto reporter, un giovane molto bello nel
suo completo da presentatore, cui stanno asciugando la fronte
dal sudore dei riflettori. Ma quando si accorge che Yates sta
guardando nella sua direzione, gli fa un cenno e poi indica
ostentatamente i bottoni della sua giacca. Chandler, che si
stringe nelle spalle. Sempre meglio di morire, giusto?
Brava Amanda Glowers, sta facendo un buon lavoro. I
"reporter si danno il turno a ogni microfono, e gli "ospiti
vengono trasportati efficientemente da un punto all'altro, uno
nuovo ogni cinque minuti. Ecco Yates al campus satellite del
ministero della Scuola: Non  lontano il giorno in cui
l'Universit di Bas'ar assurger a sinonimo delle altre grandi
istituzioni d'insegnamento di alto livello. Oxford, Harvard,
MIT. Al ministero della Ricostruzione: Le case del domani
sono state costruite oggi proprio qui nel paese di Dio. Nel
paese di Allah, intendo. Facciamone un'altra. Le case del
domani sono state costruite proprio qui, oggi, nella meravigliosa
Bas'ar. E cos via. Se non si fosse trattato di una bugia
colossale, cos palesemente assurda, si sarebbe rivelato un
lavoretto facile.
"Che si fa se un vero giornalista cerca di rovinarci la
festa? chiede ad Amanda Glowers, mentre va a registrare il
suo pezzo al ministero del Cinema e degli Spettacoli.
Oh, ci hanno gi provato, risponde. Abbiamo placato i
pi tenaci con uno scoop diversivo.
"Che vuol dire?
Li spediamo in citt. Nella zona di guerra. Fuori dai
coglioni.
Sono curioso, dice Yates. "Di quale crimine contro l'umanit
ti sei macchiata per finire dentro questo merdaio?
Gli occhi di Amanda Glowers diventano due fessure. Di
che cazzo parli?
Questo merdaio. Questa tomba del cazzo foderata di
denaro.
Tu credi che ce la farebbero da soli? Hanno bisogno del
nostro aiuto. Il Consiglio governativo  pieno zeppo di esiliati,
conservatori e criminali.
E chi li ha messi l?
Non governano neanche. Volano alle conferenze sulla
ricostruzione in giro per il mondo mentre noi facciamo il
loro lavoro.
"Per puro altruismo, naturalmente.
Lei gioca con i capelli, si gratta la testa. "Devi stare attento,
Yates. Te lo dico perch mi piaci. Pensa pure quello che
vuoi, ma quello che facciamo qui  meglio che dichiarare
guerra. E molto pi popolare alle elezioni.
Perch dichiarare guerra se possiamo lasciarli qui a
scannarsi tra loro? Prepariamo il conflitto, finanziamo le due
fazioni, approfittiamo del caos e facciamo in modo che siano
i grandi affari a interpretare il ruolo dell'esercito conquistatore,
grazie a un'expo' e una fantastica zona fiera."
Da quand' che ti sei rammollito, Yates? Ti avevo giudicato
un cinico con le palle. Inoltre, e il capo della Coalizione
degli ignari dovrebbe saperlo, nulla  cos semplice.
Sai, ieri sera al bar della torre pensavo che avrei avuto a
che fare con un branco di tipi disillusi che avevano bevuto
l'amara medicina della Libert, ma invece mi sono scontrato
con un tale muro di cinismo fatalistico da far arrossire addirittura
uno come me."
Non diventare sdolcinato, Yates. I teneroni se la passano
male da queste parti."
Non hai risposto alla mia domanda.
Tesoro, dice Amanda Glowers, ero a capo della seconda
pi grande agenzia pubblicitaria del mondo. Pubblicit. Uno
dei miei clienti era l'Esercito americano. Un altro era Raytheon,
uno dei suoi principali fornitori. E parecchie multinazionali
farmaceutiche. E tu ti comporti come se avessi passato
gli ultimi cinquantanni in un cazzo di convento. Si gira
verso il cameraman dietro di lei e dice: Adesso muoviamoci e
consumiamo un po' di quel nastro del cazzo.
Appena si accende la lucina rossa e il cameraman gli fa un
cenno, Yates si stacca da Amanda Glowers, sorride dentro
l'inquadratura e dice: Il movimento del cinema indipendente
a Bas'ar  floridissimo, ribolle di giovani registi che vogliono
diventare come Scorsese. E al ministero del Cinema e degli
Spettacoli si sta gi parlando di organizzare qui un festival a
cadenza annuale, un evento da affiancare al Sundance e a
Cannes.
Si spegne la lucina. Yates guarda la Glowers e dice: Gli
unici giovani registi che ci sono in questo paese si videoregistrano
con un passamontagna davanti a una bandiera di seta
della jihad, prima di farsi saltare in aria. Se possibile in compagnia
di qualche soldato americano e di parecchi civili
bas'ariani.
Lei fa finta di non averlo sentito. Yates guarda l'orologio.
Dieci minuti avanti, anche qui. "Forza, li esorta Amanda
Glowers. Dobbiamo sfruttare le ore di luce che ci rimangono."
...
.
...
28. Delegazione della negazione.
...
.
...
Fuori sull'asfalto ci sono quarantanove gradi e l'unico
movimento d'aria  qualche folata di brezza tossica dall'ovest
che porta il fumo degli incendi perennemente accesi in citt.
Decine di veicoli riposano allineati di fronte alla caffetteria:
Humvee corazzati, Bradley militari, due carri armati MI 13 e
sei SUV argentei con vetri oscurati e dotati di Browning calibro
50. Dovunque si pavoneggiano uomini in tuta con il cappellino
da baseball, giubbotti antiproiettile in kevlar e
occhiali da sole avvolgenti Oakley, tutti intenti o a masticare
rumorosamente una gomma o a grattarsi le palle. Alcuni
sfoggiano pistole automatiche, Beretta, fucili Sig-Sauer - uno
addirittura ha un vecchio Walther PPK - ma la maggior parte
 armata come gli eroi dei film d'azione, da carabine M-4 con
lanciagranate a fucili a pompa Mossberg 590, da piccoli
bazooka da guerriglia urbana a fucili da cecchino Barrett
calibro 50. Non in vista, nei bagagliai, c' la roba davvero
tosta, non si sa mai.
Dentro, nella zona con l'aria condizionata, Yates aspetta il
segnale di uscita per dirigersi ai veicoli designati, insieme
alla troupe televisiva, agli altri esperti di comunicazione e ai
reporter, agli uomini d'affari, ai politici pagati per esserci, il
tutto a formare quello che Johnson sta definendo la "delegazione,
con una faccia assolutamente impassibile.
"La gita rischia di diventare interessante. Blevins. Indossa
un giubbotto antiproiettile mimetico, un elmetto e beve
succo di pesca. Yates scuote la testa. S. No. Forse. Per un
istante gli sembra di vedere Martell, lo psicopatico del bar,
che carica materiale sul retro di un SUV, ma non  sicuro che
sia davvero lui. Davanti alla porta principale un "uomo d'affari
giordano cammina su e gi lentamente, fumando e
aspettando che atterri il vecchio Fokker in arrivo da Kuwait
City. Nei recessi della "zona fiera il personale fa del proprio
meglio per nascondere agli sguardi curiosi una psichiatra del
team, che cerca di confortare una collega pi giovane gi al
di l di una crisi di nervi. Ma non possono coprire le sue
grida. Qualcuno fuori riceve un ordine e fa segno ai membri
della delegazione di muoversi.  pronto il convoglio,
annuncia Blevins, alzandosi in piedi e aggiustandosi il sottogola
dell'elmetto.
Yates  in piedi e lo guarda. Blevins sogghigna.  la prima
volta che lo vede sogghignare. L'ha visto sorridere, ma mai in
un modo cos inquietante, a mezza bocca, lo sguardo bovino.
Non avrai mica una pistola, Blevins?
Blevins ammicca, annuisce, fa un risolino. "Ho un sacco
di roba, Yates.
Era l'uomo che aveva preso parte alla presentazione del
prototipo di un software per internet che calcolava il quoziente
globale di coolness, il quoziente Q intellettuale, culturale
e spirituale di qualsiasi parola o idea esistente nel giro
di un nanosecondo. Era l'uomo che a undici anni aveva
costruito un'esatta replica in scala del famoso palazzo Monticello
di Thomas Jefferson, compresi gli alloggi per gli schiavi,
usando esclusivamente materiali naturali.
Superano il cancello e si inoltrano nel deserto. Yates 
seduto di fianco a Blevins, sui sedili posteriori di un SUV
Chevy con una mitragliatrice calibro 50 montata sul tetto.
Aveva ragione, era proprio Martell, visto che adesso  seduto
al posto del passeggero. Sta consultando una mappa e rumina
un miscuglio di gomma e cristalli di caff in polvere.
Martell mette via la mappa e si volta. "Guarda guarda, il cazzone
che vende il futuro.
"Al suo servizio.
"Dovrebbero fare un fumetto basato sulle tue avventure
sfigate, intitolato... vediamo... Ci sono! L'uomo che vendeva il
futuro! Naturalmente, ti serve un costume. Magari una calzamaglia
e un mantello, con la scritta fu a caratteri cubitali
sulla schiena."
Gli servirebbe una nemesi, altro che costume
dice Blevins, a volume un po' troppo alto.
Yates lo guarda e decide di stare al gioco. Esatto, una
nemesi in veste dei suoi supernemici. Il perfido dottorando
in storia. Padre Tempo. Il Passatista."
Martell continua. "Giusto. E poi ci vogliono i superpoteri.
Quali sono i tuoi, Yates?
Blevins risponde per lui. "Possiede l'innata e spesso
inconscia abilit di evitare gli errori, di sfuggire ai disastri, di
distogliere gli occhi dalle cose giuste e uscirne profumato
come una rosa.
Yates guarda Blevins per avere una spiegazione, ma riceve
in risposta solo una variante dello stupido ghigno iniziale.
Martell chiede: "Ma non pu impedire i disastri, vero?
Blevins non si lascia sfuggire neanche quest'occasione.
"No. Il suo dono  scansarli e, la maggior parte delle volte,
trarne beneficio. Dico bene, Yates?
"Certo. Anche se devo ammettere che inizio a dubitare dei
miei superpoteri, per quanto riguarda lo sfuggire ai disastri.
Oggi mi sembra diminuita di molto.
"Kriptonite psichica", commenta Blevins, che sta sudando
copiosamente nonostante l'aria condizionata.
"Beh, allora ti suggerisco di rifornire l'arsenale del tuo
supereroe dei fumetti con tutti i trucchi per ripristinare quei
poteri, fratello. Perch, nonostante l'aroma di costoso sigaro
cubano che avete scoreggiato finora, tra poco ci troveremo in
un piccolo angolo dell'inferno qui sul pianeta Terra.
Yates annuisce, si chiede se Martell quest'ode guerriera se
le pensata da solo. Si aspetta quasi che metta su un cd di
Wagner e si lasci andare ad atteggiamenti da ogni-mattina-
napalm-e-cappuccino alla Apocalypse Now, ma grazie a Dio
sta di nuovo studiando la mappa e ascolta gli ordini del
capo-convoglio attraverso gli auricolari.
Passano accanto a reticolati di filo spinato, barriere di
cemento, due carri armati Abrams, un'unit missile mobile
teleguidata. Il perimetro dell'aeroporto  una sterile striscia
di terra disseminata di cartoni e di rifiuti. Per impedire agli
insorti di nascondersi, la forza di sicurezza ha tagliato alberi
e cespugli per chilometri. Dopo l'ultima postazione di guardia,
la velocit del convoglio aumenta di colpo e Yates guarda
in avanti: tra la polvere, il fumo e il riflesso, gli sembra di
intravedere le frastagliate scogliere della civilt che si avvicinano.
Cutaneo.
Yates guarda Blevins. Che?
Cutaneo. Ti ricordi quando quella parola aveva un enorme
potere di suggestione? Quando faceva venire la pelle
d'oca a tutti quelli con una cassetta per la posta?
Yates non ha risposte da dare. Si chiede che cosa questi
antrace o "cutaneo o che cazzo abbiano a che fare con
tutto il resto.
Cutaneo. Sembra preistoria adesso. Vero, Yates?
L'uomo che vendeva il futuro non aveva mai giocato troppo
d'anticipo. Si trovava spesso di fronte alle cose con qualche
minuto di vantaggio, un paio di secondi prima dello zeit-geist
globale, o perlomeno di quello nordamericano. Il suo
dono era quello di vedere un'idea che sarebbe stata sulla
bocca di tutti, mesi o addirittura anni prima dei suoi cosiddetti
maestri di pensiero, dei primi adattatori e dei sostenitori.
Ma il suo vero talento era tenersi l'informazione fino al
momento giusto, per lasciarla affondare poi nel ventre molle
di un'America drogata di shopping e mercato globale, bisognosa
di avere un po' pi della met di tutto, non tanto precorrendo
i tempi quanto standoci al passo. Sapeva quando
era il momento migliore in assoluto per dimostrare che quello-che-era-stato-cool-per-gente-cool
doveva essere cool anche
per il resto del pianeta.
Pick-up Datsun e Toyota 4Runners bianchi sollevano polvere
nel deserto. Abbastanza lontani per non farti andare in
panico, adesso abbastanza vicini da farti pensare. Come gli
indiani che cavalcano dietro ai treni nei western scadenti. I
primi edifici prendono forma nell'aria surriscaldata. Il
Rambo alla mitragliatrice fa partire qualche breve raffica a
caso, facendo rovesciare a Blevins il succo di pesca sul giubbotto
di kevlar. Avvicinandosi alla citt il traffico aumenta.
Camion. Macchine americane del millennio scorso. Una
Grenada. Una Pacer. Una Cordoba. Una Pinto. "Una Pinto del
cazzo! Carina! esclama Martell, indicando un modello giallo
limone del 1976 con il lunotto posteriore in frantumi.
Yates si alza sul sedile e abbassa gli occhiali da sole.
Immagino che non abbiano ancora ricevuto la lettera di
richiamo per i modelli con il serbatoio a gas che esplode.
Stanno correndo un grosso rischio.
"Perch  pieno di macchine degli anni settanta? grida
Rambo.
"Forse  un'idea spiritosa di un pezzo grosso a Detroit. La
vendetta per la crisi energetica del cazzo", risponde Martell.
Yates vede una AMC Gremlin rossa del 1976 e dice: Non
c' da stupirsi se ci odiano.
La carcassa di un carro armato di modello sovietico,
superato da due generazioni. Capre sulla corsia di sorpasso.
Un manifesto in arabo di Seinfeld, l'ultima serie finalmente
su DVD. Al lato della strada una donna smette di frugare tra
un mucchio di vestiti, troppo logori anche per i barboni
americani, e li guarda passare. Lo sguardo vuoto di un paese
in guerra con troppe versioni di se stesso.
Uno dei trucchi era prendere l'ovvia, popolare, e spesso
corretta percezione delle masse e stravolgerla. Pi la tecnologia
diventa parte delle nostre vite e pi la gente diventa cinica.
Tutte stronzate, diceva. Vedo il ritorno dei vecchi tempi. Del
cibo casalingo e genuino. Delle strette di mano che soppiantano
gli SMS. Oppure mescolava il vecchio con il nuovo, immaginando
il successo delle combinazioni tra applicazioni moderne
e abilit manuali. Utensili da cucina disegnati ergonomicamente,
ma fatti con i materiali del Vecchio mondo. Case con
ingressi di foggia antica, ma collegate alle fibre ottiche.
Qualsiasi cosa in cuoio, legno pregiato e silicone. Non importava
che fosse vero, ma che fosse quello che volevano sentire.
Una rapida sosta a un fiumiciattolo che, da qualche parte,
confluisce nel Tigri. Yates non pu fare a meno di pensare
che  l che l'uomo che vendeva il futuro incontrer il suo
destino, nella culla della civilt. Rimangono nel SUV mentre
una troupe esce da un altro furgone per preparare una breve
ripresa. Vede un uomo con un camice bianco da scienziato.
Un esperto ambientale. O forse un finto urbanista locale, in
vista della costruzione di una diga per l'energia idroelettrica,
pensa Yates. Poi vede Chandler, vestito come un giornalista
televisivo fatto di Viagra. Gilet multitasche color kaki, il
vento che scompiglia i suoi favolosi capelli, il marchio fasullo
di un canale televisivo sul microfono. Chandler fa qualche
domanda inutile al tipo in camice bianco, che viene poi filmato
in ginocchio sulla riva del fiumiciattolo, con una Ford
Windstar capovolta e crivellata di colpi appena fuori dall'inquadratura.
Il tipo affonda la mano nella fanghiglia marrone
che scorre, la assaggia e poi sorride alla telecamera, a
Chandler, al resto del pianeta, come fosse pura Evian.
Quando la lucetta della telecamera si spegne sputa e si pulisce
la bocca.
Scoppio d'orgoglio, dice Blevins mentre guardano. "E
tu, Yates?
Si rimettono in pista e attraversano un ponte strutturalmente
sospetto che porta dritto al centro della citt. Ogni
edificio  sbarrato, sforacchiato dai proiettili, devastato dalle
bombe. Dappertutto ci sono segni che questo posto  abitato,
ma non si vede nessuno. A un certo punto fanno inversione e
procedono in senso vietato su una grande strada vuota.
Martell si gira verso Yates e dice: Tocca a te, dolcezza. A
quanto pare i location scout' hanno trovato un edificio che
pu andar bene per il nostro fiorente internet caf".
Gli altri lo trovavano bello, ma non cos bello da rappresentare
una minaccia, non uno di quei tipi che suscitano
invidia. I superiori pi anziani apprezzavano il suo ottimismo
sorpreso e innocente, e lo trattavano come il figlio che
avrebbero voluto avere (al posto del petulante cazzone, che
hanno spedito nelle migliori scuole private, per cui si sono
fatti il culo per trentanni). Ma per i pi giovani lui era un
furbone che parlava veloce, sapeva tutto, deprecava se stesso
e aveva per cuore, insomma un cinico ammiccante che
spara battute graffianti infarcite di cultura pop. In grado di
abbatterli tutti come paperelle nella botte. Poi i suoi amici
bianchi che l'avevano visto in azione con i giovani e con i
vecchi, con gli uomini e le donne, lo prendevano in giro chiamandolo
camaleonte, evangelista, visionario.
I suoi amici di colore lo chiamavano diavolo con gli occhi
azzurri.
Ci vuole del tempo per preparare questa ripresa. Devono
pagare la gente del posto per dare un'impressione di normalit.
Devono posizionare i monitor, i portatili connessi al
nulla. Un'infrastruttura tecnica in salute  un aspetto fondamentale
del messaggio che vogliono dare. Martell  fuori con
gli altri, a formare un perimetro di guardia intorno al set, a
controllare con i mirini telescopici i tetti degli edifici adiacenti.
Una giovane donna in burqa sta posando tazze di t sui
tavoli. Un assistente di produzione sta controllando le luci.
Nel SUV, Blevins tamburella con le dita sui pantaloni e guarda
fuori dal finestrino nella direzione opposta, dove un gruppo
di bambini gioca tra pile di macerie.
"Stai bene?
La domanda sorprende Blevins. Lo innervosisce, pensa
Yates.
"Certo, benissimo. Perch non dovrei sentirmi a mio agio
in un posto cos bello, in un momento cos bello, Yates?
Quello cui stiamo assistendo  il proverbiale "tipping point",
giusto? Il momento drammatico in cui qualcosa di unico
diventa comune."
Quello che non capisco  perch sei venuto qui. Anche
oggi, in questa strana escursione.
Blevins torna a guardare fuori. Con il giubbotto e l'elmetto
di una taglia pi grande sembra un ragazzino di dodici
anni. "Volevo vedere com'era, Yates. Ho gi visto com'era allo
scalo aereo. Tutte quelle stronzate. E adesso volevo vedere
com'era qui, e com'era l'ultima incarnazione di te in azione.
E?
Blevins osserva Yates e per un attimo il suo volto si rilassa.
Il ghigno, il sorriso compiaciuto, il sudore, la tensione se
ne vanno. Sembra quasi lucido. Non si fa tutto sempre e
solo per denaro, il grande corruttore. Pensavo che magari
avrei potuto imparare qualcosa dall'esperienza.
Per farne che? Usarla per ridisegnare i criteri base di una
riunione di ex compagni di classe?
Martell bussa al finestrino.  tutto a posto, sono pronti a
girare. Yates scende dal SUV ed entra nel finto caff. Un
assistente di produzione cerca di incipriargli la fronte, ma lui lo
respinge. Si accomoda sullo sgabello che hanno preparato,
con un giornale locale in una mano e una tazza di t nell'altra,
come se lo facesse tutte le mattine. Poi appoggia la
tazza e guarda dentro l'obiettivo della camera, come fossero
gli occhi di un socio in affari ricco sfondato finalmente
ritrovato.
Addirittura il cameraman, un inglese segaligno che pretende
di aver lavorato per la BBC,  impressionato dalla naturalezza
di Yates, che parla senza appunti e senza suggerimenti:
"Questa  solo una delle miriadi di postazioni altamente
tecnologicizzate per l'internet senza fili che stanno spuntando
in questa citt in piena fioritura. Dimenticate Silicon
Valley. Questa citt, questo paese,  una vera araba fenice
digitale che risorge dalle sue ceneri. Parla dei benefici di
non avere l'onerosa eredit di un sistema di telefonia fissa
funzionante, di come cos sia molto pi semplice partire
subito con le tecnologie pi avanzate. Parla dei milioni di
blogger di Bas'ar, che rappresentavano un tempo l'unico
modo di avere accesso alle informazioni e alle notizie in una
nazione oppressa, e che adesso sono l'avanguardia della
nuova speranza che pervade l'intera popolazione. Poi girano
un po' di materiale per arricchire il servizio, con Yates che
finge di navigare in rete su un portatile spento, o che beve t
con un gruppo di giovani bas'ariani che fingono di essere gli
smanettoni locali, o come se avesse appena concluso un
grande affare stringe la mano a un uomo con vestito e cravatta
imprestati. E infine ecco Yates di fronte all'entrata del
caff, che cerca di ignorare gli uomini con le armi e la devastazione
delle bombe appena fuori dall'inquadratura e guarda
verso il cielo infinito.
"Fatto?
Fatto, dice il cameraman.
A Martell: Ecco qua. Si torna a casa?
Martell si guarda intorno, scuote la testa. "Hanno appena
chiamato. Vogliono un'altra ripresa con te sul luogo dove sorger
il ministero della Comunicazione.
"Ges Cristo.
Fatto quello, se vuoi, puoi prendere il prossimo volo.
Era l'uomo che agli inizi della sua attivit aveva citato lo
scrittore Max Dublin di fronte a una riunione di venture
capitalist a San Jos: " un atteggiamento miope ed evasivo
dimenticare che la maggior parte delle domande che possono
essere poste riguardo al futuro, possano pi significativamente
e con maggior forza essere poste anche riguardo al
presente. Se usassimo le conoscenze che abbiamo oggi per il
bene, potremmo avere il paradiso in Terra, senza bisogno di
nessuna nuova invenzione o scoperta, e creare un mondo
migliore di quello che tutti i nostri falsi profeti potrebbero
mai immaginare. Non  una questione d'ingenuit, ma di
carattere, ed  la chiave per un futuro migliore. Dopo l'intervento
il cliente lo prese da parte e gli disse che si era gi
lamentato con i suoi capi. Disse: "Lei  gi fortunato se la
pago. Nessuno qui ha voglia di sentire queste stronzate pragmatiche.
Non us mai pi la citazione di Dublin. Poco dopo
smise del tutto di dire a chi appartenevano le idee che usava
nei discorsi. E continu cos.
Dimmi del ministero della Comunicazione.
Martell scuote la testa, si sistema meglio l'auricolare.
Vedo se ne sanno qualcosa. Altrimenti devi improvvisare.
Benvenuti alla futura sede di Al Jazeera II. Del canale
della Libert. Di Sabato sera con il Mullah Bob.
Cazzo, ho detto che non ne so niente.
Yates guarda Blevins. Non  ancora uscito dal SUV da
quando hanno lasciato l'aeroporto. "Tu che ne dici?
"Dico che stiamo andando tutti all'inferno.
Si immettono in una rotatoria. I veicoli in testa al convoglio,
i Bradley, gli Humvee, i mezzi corazzati, prendono subito
a destra. Il loro SUV invece continua e imbocca a destra due
incroci pi in l.
Dove stanno andando tutti gli altri?
"Tornano alla base, dice Martell. "Calma. Siamo fuori
dalla zona calda.
Yates guarda dal lunotto posteriore, dietro alle gambe del
soldato alla mitragliatrice. Tranne un Humvee, il resto della
colonna  sparito. Si volta verso Blevins per vedere che ne
pensa, ma quello ha lo sguardo perso oltre al finestrino e
suda sempre di pi.
I due veicoli percorrono una strada interna, in un quartiere
che sembra essere sfuggito alla violenza che ha distrutto la
maggior parte della citt. Ci sono uomini seduti a tavoli all'aperto.
Donne che fanno la spesa nei mercatini. Pi bambini
di quanti Yates ne abbia visti da parecchio tempo, da prima
di Johannesburg. L'energia del posto e i sorrisi lo sorprendono,
prima che si spengano vedendo i veicoli sfrecciare tra le
loro case, nel loro mondo. Ma dura solo per pochi isolati.
Dopo, niente pi negozi e le porte ancora intatte sono chiuse,
le bancarelle, le donne affaccendate, i bambini non ci sono
pi. L'autista deve fermarsi pi di una volta per permettere a
Martell di ritrovare i punti di riferimento sulla mappa.
"Non avete neanche il navigatore?
Martell si gira per ringhiare qualcosa in faccia a Yates, ma
poi si trattiene. Gira a sinistra l, vicino al cratere, dice
all'autista. Si trovano di fronte le rovine di cemento di una
fila di magazzini. " questo.
Ma...  inizia a protestare l'autista.
"Spegni sto cazzo di motore, ordina Martell. "Il posto 
questo.
Yates si gira e vede il secondo veicolo, l'Humvee, tornare
indietro e scomparire dietro ai magazzini. Martell scende.
Per la prima volta ha il M-4 pronto a sparare. Fa segno all'autista
di scendere dal SUV e poi al soldato alla mitragliatrice di
prendere anche lui un M-4 e di seguirlo.
Noi andiamo a dare un'occhiata, controlliamo che sia
tutto a posto e li aiutiamo a preparare il set", dice a Yates e a
Blevins. State seduti vicini finch non torniamo.
Yates annuisce. Blevins non sembra neanche ascoltare.
Vedendo i tre uomini pesantemente armati camminare sotto
il sole accecante tra le macerie verso il retro dei magazzini,
l'uomo che vendeva il futuro ha una premonizione su cosa
sta per accadere.
...
.
...
29. Quartine perdute.
...
.
...
Con il fuoco distrugger la loro citt,
Il cuore freddo e crudele,
Il sangue sgorgher
Piet per nessuno.
Al momento Yates non registra neanche le parole.  troppo
preso a chiedersi dove sar andato a cacciarsi Martell. Poi
si rende conto di quello che ha appena sentito. Per Dio,
Blevins. Chi ti ha detto di sta roba?
Il giovane leone il vecchio sormonter.
Nel campo bellico in singolar tenzone.
Oh, Ges, Blevins? Sei tu Nostradamus?
Blevins annuisce. Tranne la storia di Mabus. L'hanno
rubata e usata per i loro scopi.
Ti spiace se ti chiedo perch?
Perch ti ho preso per il culo? Non ci arrivi nemmeno?
Yates si stringe nelle spalle, scuote la testa. Gelosia?
Geloso? Di te? O dio, Yates. Non ti accorgi proprio di un cazzo.
Di che?
Vedi cosa intendo dire? Degli altri, del resto del mondo.
Di cosa sei diventato. Pensi di essere un tipo generoso e
impegnato, e invece sei solo un egoista pieno di s.
"E questa  una ragione sufficiente per spiarmi e tormentarmi?"
"Se fosse servito a farti cambiare, allora s. Ci speravo
ancora. Anche alla veglia ho pensato di darti ancora un'altra
chance. Ma poi questo. Questo  peggio di essere indifferente
a quello di cui un tempo ti importava. Questo  tradimento.
"E allora che cazzo pensi di fare, uccidermi?
Blevins guarda la pistola al suo fianco come se fosse la
prima volta che un pensiero simile gli passasse in testa.
Se hai intenzione di uccidermi, ti suggerisco di farlo in
fretta, perch ho l'impressione che tra pochi minuti qualcuno lo far al posto tuo.
Blevins guarda fuori, poi di nuovo Yates. "Non sono qui
per ucciderti, Yates. Sono qui per condannarti. Per maledirti.
Per aver venduto l'anima. Per aver cambiato schieramento.
Io non faccio parte di nessuno schieramento. L'ho fatto
perch sono stato costretto. Mi hanno ricattato. Dopo questo, ho chiuso.
Dovevi chiudere dopo Johannesburg, ma non l'hai fatto.
Ho riso quando ti hanno dato questo incarico ipocrita. Viaggiare
intorno al mondo a scoprire perch la gente odia l'America,
quando ti sarebbe bastato guardare te stesso. Mai nessuno
ha buttato alle ortiche un talento cos grande. Un intellettuale
un tempo ammirevole, coscienzioso, d'avanguardia;
faro dei diseredati, paladino dei diritti umani, nemico dell'ingiustizia,
dell'ignoranza e dell'intolleranza. E guardati adesso:
un uomo corrotto dal proprio potere, che ha venduto il
suo talento culturale e tradito il suo considerevole fascino,
un tempo in buona fede, riducendoli a freddi attrezzi per fare
soldi, tanti soldi. Un fallito, che si  trasformato in un indifferente
ed egoista signore di un universo di cui non gliene frega pi niente.
Grazie per le belle parole."
So anche di Milano. Ho il video."
Yates apre la portiera.
"Dove vai?
"Il video non serve a niente se saremo gi morti.  meglio che cerchiamo gli altri.
Blevins scende dal SUV e segue Yates nella direzione che hanno preso Martell e i suoi uomini.
"Hai scelto proprio un bel posticino per venire a maledirmi", dice Yates.
Penso che sia il posto perfetto. Il posto pi assurdo,
moralmente compromesso e socialmente devastato del
mondo. Un posto che trascende la corruzione. E tu sei il suo deprecabile e avido epicentro.
Di l. Yates entra tra le rovine di un magazzino dall'altra
parte della strada. Guarda dentro ma non c' traccia degli
altri. Che mi dici del discorso sugli ignari? La gente sembrava apprezzarlo.
Oh, fammi il piacere. Una semplice razionalizzazione
dell'inerzia. Rendere giustificabile l'ignoranza, e accettabile il
disimpegno. Attraversano quello che un tempo era l'ingresso
e si fermano all'ombra di un muro interno di cemento. Yates
va a controllare dietro l'angolo, facendo segno a Blevins di
stare contro il muro e di fare silenzio, ma quello non riesce a
smettere di parlare. Ho cercato di influenzarti, di convincerti
a tornare a fare quello che ci importava, ripetendoti le cose
in cui credevi, la costituzione su cui era fondata la nostra
amicizia. Ma tu mi hai messo da parte. Mi hai sorriso compiaciuto.
Hai fatto finta di non vedermi. Mi hai mollato l
all'aeroporto, come un bagaglio inutile. L'uomo intelligente e
socialmente responsabile cui un tempo volevo assomigliare
ha iniziato a trattarmi come una nazione del Terzo mondo al
G8, e a guardarmi male se osavo caricare qualcosa sul suo
portatile che non avesse a che fare con il denaro.
 stato allora che me lo hai messo digitalmente' nel
culo, vero? Che mi hai rubato tutti i dati e le password.
"Che ho avuto accesso totale alla mente corrotta dell'uomo
che vende il futuro? Esatto. Inizialmente l'ho fatto per
curiosit, ma poi  successo di tutto - Lauren, i disordini allo
stadio, l'hotel spaziale, e questi serpenti in giacca e cravatta.
Era troppo facile, avevo mille modi per prendermi gioco di
te. Ma dopo un po' ho capito che la cosa non mi soddisfaceva
abbastanza. Ho finalmente capito che prendermi gioco di te
non avrebbe aiutato nessuno.
Non vedendo uomini sulla strada, Yates decide di provare
ad arrivare all'edificio vicino.
Ma tu sai che mi hanno ricattato. Che altrimenti non
avrei accettato di fare una cosa simile. Hanno minacciato di
rimandare Marjorie a marcire in gattabuia a Johannesburg.
"Non me la bevo. Fin dall'inizio avresti potuto prendere
posizione, avere le palle per rifiutare. Magari credi di aver
preso posizione con il tuo discorso coraggioso. Magari credi
di esserti chiamato fuori dal coro e di poter guardare te stesso
con indulgenza e un briciolo di dignit. Ma in realt ti sei
limitato a crearti una romantica via d'uscita per alleggerirti
la coscienza. Anche se, ironicamente, non ha funzionato. Ma
non ti sei fermato qui. Quando sei stato contattato dai serpenti
ti sei detto: "Perch non svendere tutto?" Perch non svilire
tutto, principi, amicizie, nazioni? Perch svilire lentamente
te stesso non era abbastanza per un uomo con il tuo
ego. Poi te ne sei andato in quella cazzo di Groenlandia, per
ricordare a tutti che nel mondo esiste uno spreco di talento
ancora pi osceno.
"Campbell? Lui  innocuo.
I bambini sono innocui. I fiori sono innocui. Lui  infinitamente
peggio, perch avrebbe le risorse per fare qualsiasi
cosa. Come te, lui ha tutto tranne uno scopo nella vita, tutto
tranne il coraggio di fare qualcosa per il bene di qualcuno
che non sia se stesso.
C' gente che pu avere tutto, ma che ne sente la responsabilit
come un fardello.
Blevins gli fa cenno di lasciare perdere. Strano come
diventi un fardello solo quando si tratta del bene degli altri.
Tra l'altro, lui lo sa.
"Campbell? Di te?
Mi ha chiamato ieri sera per dirmi che te l'avrebbe detto.
Cosa che ha fatto. Ti ha inviato una e-mail appena dopo le
due. Ma a quanto pare tu non l'hai letta. Eri troppo ubriaco,
immagino.
Yates si blocca.  sicuro che questo  il punto dove si era
fermato l'altro mezzo, ma non ce n' traccia. "Torniamo indietro."
"Perch?
"Se ne sono andati.
"Perch?
"Credo proprio che lasciarci qui non sia stata una svista.
Le tue profezie potrebbero rivelarsi pi esatte di quanto avresti
potuto mai immaginare.
Blevins lo osserva, guardingo ma curioso. Yates si volta e
inizia a camminare. Dopo aver riattraversato il magazzino
bombardato, di nuovo in vista del SUV, Yates si ferma e guarda
Blevins. Hai ragione.
Blevins aspetta il resto.
"Avrei dovuto smettere. O perlomeno smettere di piangermi
addosso. Provare invece a cambiare le cose. A comportarmi
giustamente, anche come figlio, o come amico.
Blevins vorrebbe dire qualcosa, poi si blocca.
"Curioso:  proprio quello che mi sono ripromesso di fare
se mai torner indietro da qui. Aiutare mia madre. Aiutare
Marjorie. Provare a fare qualcosa di buono."
Invece di calmare Blevins, quest'ultima frase sembra farlo
arrabbiare ancora di pi. Cerca di colpire Yates, ma lui gli
afferra il polso e glielo spinge indietro contro quello che resta
di un muro. Con il braccio bloccato, Blevins inizia a scalciare
e i due finiscono a terra. Ci vuole un po' perch Yates riesca a
rotolare lontano dal muro e immobilizzare Blevins.
Rimangono cos per quasi un minuto, sudando e ansimando, con
Yates che cerca di non vomitare. Proprio quando pensa di
poter allentare un po' la presa, Blevins inizia a dimenarsi e si
trova costretto a serrarla ancora di pi. Si fermano una seconda
volta, si sente il rumore di un motore. Blevins tenta ancora
di liberarsi, e lui lo sbatte violentemente contro il suolo.
Shhhh. Hai sentito?
Cosa?
Yates lo lascia andare e si alza in piedi.
Blevins pensa che Yates stia cercando di prendere tempo,
ma poi lo sente.  un motore. Si alza anche lui. Stanno tornando?
Yates esce in strada per vedere meglio. Martell potrebbe
arrivare solo da sud o da ovest, pensa. Ma il rumore del
motore viene da nord. Non sono loro.
Chi cazzo  allora? Perch avrebbero dovuto abbandonarci
qui? Non ha senso."
Per Yates invece ne ha. L'expo  stata un disastro. Il paese
 devastato, in rovina, non pu offrire niente che si avvicini a
condizioni di vita normali, figuriamoci attrarre del capitale
d'investimento. Pensa a quello che Johnson gli ha detto: se i
nostri complotti iniziali non avranno successo - quello ideologico,
quello industriale, quello diplomatico e quello segreto -
allora creeremo delle situazioni per cui si render necessaria
una presenza militare pi massiccia, non per iniziare una guerra,
naturalmente, ma per supportare la nostra diplomazia, per
darle una bella spinta. Pensa al lapsus di Dreiser la sera precedente
al bar. Se non funziona, ci basta creare qualche situazione
che esuli dal settore privato per avere dell'aiuto esterno.
Come l'assassinio di un cittadino americano devoto e relativamente
famoso, per esempio.
Ci faranno uccidere, Blevins.
Blevins gli si avvicina e insieme scrutano il vuoto.
Perch?
Mi hanno usato. Come un pezzo del loro ingranaggio.
Se morir qui far loro solo un piacere, e un sacco di propaganda.
Mentre Blevins cerca di capire le sue parole, Yates si avvia
verso il SUV.
"Dobbiamo andarcene da qui. Guarda dal vetro posteriore
del SUV e poi dal finestrino del guidatore. Quegli idioti
hanno lasciato l le chiavi e un M-4. Lo prende e lo appoggia
sul sedile del passeggero. Mentre Blevins attraversa la strada,
Yates sente il motore del mezzo in avvicinamento farsi sempre
pi forte.
Sei sicuro che non sono loro che tornano a prenderci?"
Yates si mette al volante e accende il motore. Sali Blevins.
Stanno venendo a ucciderci. Il SUV  gi in movimento quando
Blevins mette il piede sul predellino. Yates schiaccia l'acceleratore
a tavoletta prima che l'altro faccia in tempo a chiudere
la portiera. Blevins fissa il M-4 e poi Yates. Si guarda alle
spalle per vedere se sta arrivando qualcuno. Ancora niente.
Yates percorre la stradina alla ricerca di una via d'uscita.
Ci hanno presi per il culo, Blevins. O perlomeno hanno
preso me per il culo. La morte di un leale cittadino americano
come me improvvisamente assume un valore propagandistico
molto pi elevato di un paio di frasi insidiose. Gira a
destra in una strada residenziale completamente deserta.
Inoltre le frasi ce l'hanno gi, perfettamente registrate, il che
rende il tutto ancora pi tragico.
Mentre Blevins prova a capirci qualcosa, risuonano lontani
dei colpi di armi automatiche. Yates guarda lo specchietto
e vede un pick-up bianco che ha appena fatto la loro stessa
curva, un centinaio di metri pi indietro. Spinge il SUV al
massimo, al centro della strada vuota, disegna una strettissima
curva a sinistra vicino a un negozio d'elettronica semidistrutto
dalle bombe, poi un'altra curva veloce a sinistra accanto
a uno spettrale Burger King.
Blevins  appiattito contro il sedile. Perch non ci arrendiamo
e basta?
Perch quelli sono stati pagati per ucciderci. Ma se preferisci
puoi dire loro che sei un democratico liberale, che sei
contro la guerra e la globalizzazione e che sostieni il
Protocollo di Kyoto. Vedrai che baster. Svolta bruscamente
a destra in una stretta strada laterale fiancheggiata da edifici
residenziali, in cui il SUV fatica quasi a passare. Una donna li
sta osservando da una finestra al secondo piano. Un adolescente
sul tetto di una casa guarda in basso ed estrae un cellulare.
Una vedetta. "Merda! Yates frena di colpo. Guida!" 
gi fuori e apre la portiera dietro.
Blevins scivola al volante. Dove?
Vai. Non lo so. Vai! Sale sul sedile posteriore e si mette
in piedi attraverso il tettuccio, al posto di Rambo. Fa girare
la Browning, la punta all'indietro e dice: Forse se riusciamo
a raggiungere il centro, vicino agli hotel, ai giornalisti...
"Che?"
"Niente. Vai! Quando gli inseguitori appaiono dietro a un
angolo, Yates cerca di capire come funziona la mitragliatrice.
Punta verso l'alto e tira il grilletto, ma non succede niente.
Blevins sbuca in una strada a due corsie con delle barriere
al centro. Da che parte?
Yates guarda a destra e a sinistra. A destra in lontananza
vede stagliarsi nella foschia la sagoma di un edificio molto
alto. Forse uno degli hotel. Si china e grida dentro l'abitacolo:
Destra-destra-destra! Vede il pick-up immettersi sulla
loro stessa strada, ancora pi vicino, e sente colpi di fucile.
Cerca di puntare la mitragliatrice, ma il riverbero del sole al
tramonto non gli fa vedere niente. Si china di nuovo e grida:
Vai dritto verso l'edificio pi alto, indicando quello che
spera sia un hotel. "Fai la strada che vuoi, ma continua in
quella direzione.
Perch non torniamo all'aeroporto? Due minuti prima
Blevins era paralizzato sul sedile a fianco, umiliato, preda
delle proprie convinzioni, ma adesso sta piangendo e le mani
gli tremano cos tanto che sembra che il volante sia carico di
elettricit.
Yates guarda indietro. Quelli vogliono ucciderci! Vai
verso quel cazzo di hotel! Scivola di nuovo attraverso il tettuccio
e impugna la Browning, puntandola sugli inseguitori.
Cerca ancora di sparare, e di nuovo non succede niente. Ma
basta la sua presenza, il suo armeggiare. Il pick-up, che si era
fatto ancora pi sotto, frena e rimane indietro, i colpi di fucile
cessano. Mentre si allontanano dal veicolo che sta rallentando,
Yates si chiede come mai i loro inseguitori non abbiano
fatto un lavoro pi pulito, tendendo magari un agguato.
Pensa a Martell, imboscato dio solo sa dove, ai suoi problemi
con la mappa e si immagina che li abbiano lasciati nel posto
sbagliato, che se non fosse stato per la sua incompetenza
adesso con ogni probabilit sarebbero morti. Quei tipi erano
solo assassini a pagamento, non attentatori suicidi o jihadisti.
Non si erano aspettati un inseguimento e una mitraglia
pronta a sparare. Si gira e vede l'hotel pi vicino, a una decina
di isolati, e all'improvviso si rende conto di quanto desideri
continuare a vivere - vuole cavarsela cos disperatamente
che  lui il primo a sorprendersene. In fondo non hai cos
tanta voglia di morire, vero? Subito inizia a fare una serie di
giuramenti a se stesso. Se usciamo vivi da qui, cambier un
sacco di cose, condurr una vita esemplare, sar meno cinico e
pi sincero. Sar il figlio che mia madre desidera, l'amico di
cui Marjorie ha bisogno, perdoner Blevins, chieder scusa a
Lauren, cercher di dare a Campbell l'aiuto psicologico e l'amicizia
che merita. Non sar n un pessimista n un ottimista,
solo un realista in buona fede. Mi impegner a vivere e ogni
volta che sar possibile e cercher di fare la cosa giusta.
Qualunque essa sia.
Sorprendendolo, il pick-up bianco si fa sotto di nuovo.
Pallottole gli fischiano sopra la testa. Quando una manda in
frantumi il lunotto posteriore, Yates si lascia cadere all'interno
del veicolo e si stende sul sedile posteriore. Blevins inizia
a urlare e a dare colpi al volante. Non posso credere di dover
morire con te! Non voglio morire con te!
"Allora smetti di piagnucolare e guida!
Ti odio.
Yates si sporge cautamente oltre il poggiatesta e pu vedere
i visi degli inseguitori: giovani, spaventati, incazzati. Per
un istante lasciarsi andare all'indietro, chiudere gli occhi e
arrendersi gli sembra la cosa migliore, ma non lo fa. Si alza
di nuovo in piedi e torna a stringere la Browning. Preme il
grilletto pi volte, ma ancora niente. Muove la mitragliatrice
di qua e di l, sperando che basti il gesto a rallentarli, ma
questa volta il pick-up si fa sempre pi vicino. O sanno cosa
sta succedendo, che la mitragliatrice  inceppata o il tipo che
la manovra non sa usarla, oppure qualcuno li ha strigliati a
dovere per essersi cacati sotto prima. Una raffica scortica la
protezione di metallo posteriore del SUV. Yates molla botte
all'arma, scuote le strisce di munizioni, cerca freneticamente
il modo di farla sparare. Gli inseguitori sono ormai vicinissimi
e si sporgono fuori dal veicolo puntando le armi verso
Yates. Le pallottole piovono sul SUV, e non gli rimane altra
scelta che arrampicarsi sul tettuccio e cercare di sbloccare la
Browning da l. Totalmente esposto, seduto sul bordo del tettuccio,
fa scorrere la mano sul supporto finch trova un
interruttore che potrebbe essere la sicura. Tira il grilletto proprio
mentre Blevins sterza bruscamente a destra. La raffica
solitaria colpisce il cofano del pick-up, un Datsun bianco. Poi
il parabrezza esplode, il veicolo sbanda, frena e finisce contro
l'isola pedonale al centro della strada, si impenna e ricade
violentemente sull'asfalto.
Ma Yates non pu vederlo. Il rinculo della raffica e la
posizione precaria gli fanno perdere l'equilibrio e cadere
sulla strada. Rotola fino a fermarsi e guarda in su, aspettando
di vedere il Datsun che gli piomba addosso, ma invece 
ancora lontano, danneggiato da una barriera di cemento.
Nella direzione opposta le luci dei freni del SUV lampeggiano
e per un istante sembra che Blevins stia per tornare indietro
a salvarlo. Yates cerca di rialzarsi per fargli segno, ma gli
cede la gamba destra, cos  costretto a gridare e ad agitarsi
da seduto. Poi le luci dei freni si spengono e lui si aspetta di
vedere quelle bianche della retromarcia, ma non  cos. Il
SUV riprende invece lentamente velocit e si allontana.
Yates si rimette in piedi e grida pi forte, pregando
Blevins, poi maledicendolo, quando all'improvviso il terreno
sotto lo pneumatico anteriore destro del SUV esplode in un
getto di fuoco e sassi. Il veicolo vola all'indietro nell'aria
secca, rovesciandosi, avvolto dalle fiamme prima ancora di
schiantarsi con le ruote in alto sulla strada vuota. Lo spostamento
d'aria dell'esplosione ributta Yates violentemente per
terra, facendolo atterrare ai piedi di quella che un tempo era
una fontana. Si gira sulla schiena, in attesa di qualcuno che
venga a finirlo, ma non c' segno di vita intorno a lui. Si sforza
di rialzarsi e si guarda intorno. Si trova a quattro isolati
dall'hotel, la sua unica possibilit di rifugio e Yates adesso 
sicuro che si tratta proprio di un hotel, perch ha visto la facciata dorata nei telegiornali.
Zoppica verso il SUV. Raffiche isolate partono di tanto in
tanto dalla Browning, attivata dalle fiamme. Gli uomini sul
pick-up bianco devono avere interpretato quegli spari come il
fuoco di risposta di un nemico fiero e determinato, abbastanza
per rinunciare all'inseguimento. Alla gente accorsa a guardare
dai piani alti dell'hotel deve sembrare una scena eroica,
l'uomo che zoppica verso il veicolo in fiamme in cui  intrappolato
il suo compagno, incurante dei proiettili che schizzano
nell'aria intorno a lui. Ma Yates non si accorge nemmeno
delle pallottole e del rischio che sta correndo. L'esplosione e
lo spostamento d'aria lo hanno stordito rendendolo praticamente
sordo, e la ragione principale per cui sta camminando
verso il SUV  che in quella direzione c' l'hotel.
Sorprendentemente Blevins  ancora vivo, nonostante il
sangue e le ossa che biancheggiano dalla cintola in gi.
Blevins, che un minuto fa non si  fatto molti scrupoli ad
abbandonarlo. Yates cerca di aprire la portiera, ma  bloccata
e pu solo colpire il finestrino con la gamba buona.
Sei vivo perch sei un incompetente. Perch sei un codardo di merda."
Yates guarda Blevins, si immagina che stia cercando di
scusarsi, che stia esprimendo in qualche modo la sua gratitudine,
ma non pu esserne sicuro perch non sente niente.
Dovresti essere tu qui a crepare!"
Stai tranquillo, amico, dice Yates. Puoi ringraziarmi
pi tardi. Afferra Blevins sotto le braccia, stringendo il giubbotto di kevlar.
Blevins grida di andarsene via, cerca di allontanarlo. Ti odio!"
Mentre Yates cerca di farlo passare attraverso il finestrino
rotto, Blevins lo colpisce con un debole pugno al mento. Lui
rimane a fissarlo per un po', capendo finalmente quello che succede.
Poi, mentre si sforza di tirar fuori Blevins, non pu fare a
meno di pensare al ragazzo italiano della gelateria e si chiede
come mai cos tanta gente preferirebbe morire piuttosto che farsi aiutare da uno come lui.
...
.
...
30. La terra del futuro.
...
.
...
Ci sar un giornalista. E un fotografo. E la fotografia di un americano ricoperto di sangue che trasporta sulle spalle il suo ex assistente ed ex persecutore ferito gravemente, mentre raffiche di mitragliatrice risuonano intorno. Sar sparata  ell'universo digitale ancora prima che gli mettano la prima flebo per il volo a Heidelberg.
Avr il suo quarto d'ora di celebrit.
Sar curato dai migliori medici del mondo e la sua prognosi sar eccellente. Sar salutato dalla folla a Dulles.
Intervistato dalle reti televisive. Gli verr assegnata una medaglia presidenziale della libert. Il governo gli chieder di
non rivelare nulla. Poi, non ufficialmente, anche altri lo faranno. E fino a quando si comporter bene, verr lasciato in pace.
Per alcuni mesi verr indicato come esempio di quello che  ancora giusto in America, in patria e all'estero. Proclamer che il vero eroe americano  la persona che i media tenderanno a trascurare totalmente in tutta questa storia, il futurologo con una gamba sola Marco Blevins.
Poi, per il resto della sua vita, non rilascer pi commenti.
Smetter di bere per sei volte, per dodici ingrasser e dimagrir di dieci chili. Dopo una serie di imbarazzanti cambiamenti, di false partenze, di anni di amicizia e abbandoni, di altri amori, ritrover Marjorie e lei gli dar una possibilit.
L'evento che causer la loro riunione e la possibilit di esprimere il loro vero amore l'uno per l'altra, sar la veglia per la morte di sua madre.
Sar il catalizzatore di un intervento in Groenlandia che per un certo tempo avr successo.
Sar avvicinato da un gruppo di leader politici nazionali, che cercheranno di convincerlo a candidarsi per il Congresso, ma lui decliner rispettosamente.
Avr un ginocchio di titanio, subir interventi chirurgici alle articolazioni e si far correggere la vista con il laser.
Inizier a giocare a golf e finger per un po' di divertirsi e di apprezzare la compagnia delle persone con cui gioca ogni
settimana.
Smetter di votare, di leggere i quotidiani e di chiamare la gente solo per farsi sentire.
Oltre a Marjorie e Campbell, non avr mai pi altri veri amici.
Per diciotto mesi andranno a vivere in Sudafrica, solo per capire che si era trattato di un terribile errore.
Far a pugni con un altro genitore a un incontro di calcio di sua figlia.
Al volante si far prendere da qualche eccesso d'ira.
Sar un padre amorevole ma inconsistente, un nonno distante ma generoso.
Prender un farmaco prescrittogli dal medico specificatamente per i suoi effetti collaterali.
Dovr preoccuparsi dei suoi reni, di un cancro e di un quadruplo bypass del cazzo.
Ventisei anni dopo, incontrer uno dei Johnson nel dipartimento tegole e piastrelle di un Home Depot a Punta Gorda, in Florida. Le ultime parole di Yates rivolte a lui saranno: "Come sar il futuro?
Spesso, la sera tardi, camminer in una casa vuota, pensando a Leonardo e a Giuda, a una bandiera americana impregnata di benzina, a una ragazza su una Vespa e a Roberto Clemente.
Nei momenti pi strani, inizier a cadere a pezzi.
Alla fine si ritirer in una residenza per anziani e scoprir che ventanni prima sua moglie aveva avuto una relazione con un uomo che lui non aveva mai incontrato. Non glielo rinfaccer mai, anche quando lei lo chiamer figlio di puttana senza cuore, perch non la vuole accompagnare alle sue intramontabili lezioni di ballo. Se non altro, lui capir.
E scriver un romanzo basato sul romanzo che aveva scritto da bambino. E scriver le sue memorie. Ma non le pubblicher mai.
E certe notti uscir, andr a mettersi lontano dai lampioni della strada della sua residenza, guarder le stelle e penser
al cielo sopra Johannesburg e la Groenlandia, Milano e le Fiji, la Pennsylvania e il paese un tempo noto come Bas'ar.
E penser che, un attimo prima di collassare sotto il peso di Blevins, guardando in alto verso il meraviglioso cielo contro
cui si stagliava la facciata dorata dell'hotel, aveva provato un incantato stupore.
Lo far. O forse no.
...
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FINE.
...
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Ringraziamenti.
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Grazie a David Gernert, Tracy Howell, Erin Hosier, Matt Williams, Karen Rudnieki, e a tutti gli altri della Gernert Company; a Bill Thomas, Kendra Harpster, Christine Pride, John Pitts, Nicole Dewey, Adrienne Sparks e a tutti gli altri della Doubleday; a Ted Genoways della Virginia Quarterly Review; a Patricia Othmer, Joey Spallina, Anthony e Gloria Sobiekski, Jordan Atlas, Elisa Goore, Paul Jones, Isabel e Jamie per il loro appoggio; e a Karen Spallina, Joe Spallina, Dan Kirk, Aaron Smith, Corey Rakowsky e Kleber Menezes per avermi convinto che avevo qualcosa per le mani.
...
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...
FINE.